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ARGOMENTO: Vita del forum

Vita del forum 3 Mesi 2 Settimane fa #1

  • Aleph
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Ciao a tutti!
Torno qui sul forum dopo molti mesi di assenza e mi sono accorta che c'è molto meno movimento rispetto a qualche tempo fa. Chiedo ai moderatori (che forse sono quelli che hanno più il polso della situazione) se sia effettivamente così o si tratti solo di una mia impressione. Io sono iscritta da tanti anni e, pur non essendo una grande contributor, mi collegavo quasi quotidianamente perché era bello leggere i contributi che giornalmente venivano condivisi e le discussioni che ne nascevano!
Come mai secondo voi questo calo di partecipazione? Può dipendere (sicuramente una qualche influenza l'avrà avuta) dalle ripercussioni della situazione pandemica non solo sulla vita di tutti, ma anche sull'interesse riguardo al tema del paranormale? Forse siamo tutti comprensibilmente molto presi da altre urgenze e da una quotidianità diversa da quella di un tempo?
Rifletto e lascio la questione aperta per chiunque avesse voglia di dire la sua.
Un saluto a tutti, spero di tornare a leggervi sempre più numerosi e ne approfitto per augurarvi buone feste!
"La realtà esiste nella mente umana e non altrove".
- George Orwell
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Vita del forum 3 Mesi 2 Settimane fa #2

  • ParanormalStudio Emiliano
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Ciao Aleph.

No, non è solo una tua impressione. Diciamo che è un insieme di cose, di cui probabilmente Enzo potrà dare maggiori spiegazioni.

Io penso che di certo la pandemia ha cambiato molte cose, e sebbene teoricamente c'è più tempo per stare in casa e guardare internet forse le abitudini sono così cambiate che si è riscoperto ben altro ed anziché aumentare il tempo da dedicare al web è diminuito; oppure ancora avendo più tempo a disposizione lo si impiega per contenuti web che richiedono più tempo tralasciando quello che era più immediato, ma in una situazione normale la cosa più fattibile.

Il forum in se invece, inteso come Paranormale.com, è vero che è in una fase di ristagno, ma in realtà è già più di un anno che si stava lavorando a una nuova versione della piattaforma e doveva avvenire un bel cambiamento. Purtroppo però lo scombussolamento generale dei piani di quest'anno particolare ha bloccato anche tutto questo e si è rimasti quindi un po' in un limbo di qualcosa che non può nascere e qualcosa che è un po' stato trascurato a favore del primo.

Il problema è che in questo periodo di incertezza è anche difficile fare dei piani, come lo è per il mio team che non ha più cercato disponibilità nemmeno future perché è arduo dire sia per noi che per l'eventuale ospite quando e come organizzare un qualcosa. Forse deve semplicemente tornare un po' di normalità perché il flusso riprenda.
Paranormal Studio è un progetto Hunters 12 in collaborazione dal 2015 con Paranormale.com.

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Vita del forum 3 Mesi 2 Settimane fa #3

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Ciao Aleph, da frequentatrice di numerosi forum posso dire che la poca partecipazione si nota un po' ovunque in forum che trattano argomenti anche lontanissimi dal paranormale. Quindi non credo che l'interesse verso il tema paranormale stia scendendo, ma per una combinazione di vari fattori sembra che si dedichi più tempo ad altre cose. Credo che il clima di quest'anno abbia anch'esso contribuito. In generale concordo con Emiliano.
Eadem mutata resurgo
Dio è un cerchio il cui centro è ovunque e la cui circonferenza è da nessuna parte.
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Vita del forum 3 Mesi 2 Settimane fa #4

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In quanto frequentatore di altri forum confermo anche io lo scarso interesse su temi generali che non siano rivolti alla salute o alla situazione pandemica....o al prossimo DPCM. Penso sia fisiologico in questa situazione che preclude un po' a tutti la maggior parte della dose di spensieratezza.
πνεύματος
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Vita del forum 3 Mesi 2 Settimane fa #5

  • Aleph
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Ciao a tutti. Felice di ritrovarvi :)
Sì, concordo con voi. Essendo però questo l'unico forum che frequento, mi mancava la possibilità di generalizzare, sebbene comunque entro quello che rimane un relativo spaccato di esperienza personale.
Pensavo anche al fatto che in tantissimi, io per prima, abbiamo per forza incrementato l'attività di smart working... e quindi, anche se la digitalizzazione ci ha per certi versi salvato in questo 2020, è anche vero che dopo ore ed ore di virtuale si sente anche l'esigenza di stare offline, se possibile.
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Vita del forum 3 Mesi 2 Settimane fa #6

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Alla fine con lo smart working si riesce maggiormente a prendersi cura della casa, ci si mette anche a fare cose che altrimenti per mancanza di tempo si rimandava. Ho discusso molto con i colleghi sul significato dello smart working, e capisco che magari per chi abita a Milano in 70mq senza giardino e balcone può essere castrante, ma appellarsi al "tornare in ufficio per tornare a vivere" è una grossa fesseria che non dovrebbero nemmeno permettersi di dire perché diventa addirittura offensiva. Quei colleghi di Milano, a 20 minuti dal posto di lavoro, che dicono che l'ufficio è la "vita" e la "socialità", che dicono che "il rapporto personale" è quello che conta, non sanno cosa vuol dire per molti altri il ritorno in ufficio. Per molti vuol dire buttare in viaggio 3 o 4 ore giornaliere della loro vita, vuol dire rincasare senza aver la possibilità di andare a un corso di cucina, in palestra, in piscina, di fotografia... luoghi dove appunto si socializza e si incontrano persone; vuol dire non poter organizzare una cena tra amici e per molti (quelli che hanno una base d'appoggio a Milano ma non è casa loro) vuol dire stare lontani per 5 giorni su 7 dalla propria famiglia e dai propri affetti... fino ad arrivare a chi si è trasferito per lavoro e ha cambiato regione e gli affetti li vede una volta al mese se non due se non peggio (purtroppo ho almeno un collega in questa situazione). Mi aveva davvero tanto infastidito quel discorso nel quale si generalizzava così un concetto che va a toccare le vite personali di tutti i dipendenti in quel caso, persone sconosciute di cui non ci si può permettere di dirgli cosa è vivere e socializzare e cosa no. Tra l'altro, le persone che contano e sulle quali basare la propria vita sociale bisognerebbe legarsele a fianco perché scelte non perché trovate in ufficio. Cara collega, non è detto che io debba o viglia socializzare con te, che magari mi stai pure sul ca... lavorativamente parlando. Parlando di aspetti economici anche, una collega diceva che pensare di lavorare in smart working era egoistico perché così morivano quelle attività delle città che non avevano più clienti come tutte le ristorazioni sorte nei quartieri uffici, quindi era dovere morale delle persone tornare li; gli ho risposto se non era altrettanto e forse più egoistico esigere che una persona perdesse 4 ore giornaliere della propria vita per prendere un caffé dal marito, o addirittura trasferirsi lontano dalla propria famiglia per quello. Ovviamente all'obiezione seguì il silenzio. Ma quanto mi danno fastidio i pensieri egoistici che dipingono gli egoismi sugli altri...
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Ultima modifica: 3 Mesi 2 Settimane fa da ParanormalStudio Emiliano.
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Vita del forum 3 Mesi 2 Settimane fa #7

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Emilano non posso darti torto, pensare al lavoro d' ufficio come occasione di vita e di socialità, rispetto a tutte queste limitazioni sociali, è l' ultima cosa di questo mondo. Ma ti invito a pensare anche a chi un lavoro non ce l' ha o lo ha perso...e ne conosco di persone che per le incombenze pendolari di cui parli sopra pagherebbe oro, in cambio di poter soddisfare le esigenze di una famiglia. Non tutti possono permettersi di lavorare in smart, non tutte le attività lo prevedono. C' è chi ancora, oggi come oggi, deve portare fisicamente la "cardarella" per sfamare la famiglia.
πνεύματος
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Vita del forum 3 Mesi 1 Settimana fa #8

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Ma di fatti io posso anche capire quell'azienda che dice "signori, non mi fido della vostra professionalità, dovete essere qui per fare le medesime cose che fareste da casa". Non è condivisibile, ma posso anche capirlo. In Italia siamo davvero tanto indietro sotto questo punto di vista, probabilmente è anche insito nella mentalità italiana l'idea del "furbetto". Però appunto, diciamo le cose come stanno, ma non parliamo di vita, socialità e "vivere" quando il lavoro d'ufficio azzera tutte queste cose nella maggior parte delle persone. A mio avviso diventa una grossa mancanza di rispetto verso il sacrificio giornaliero di un lavoratore.

Sul lato lavoratore invece, sinceramente mi spiace che per qualcuno l'ufficio equivalga alla sua vita. Mi reputo dunque fortunato pensare che la mia vita sociale esula dall'ufficio. Sta fuori. Mi sento fortunato ad avere la possibilità di fare altro quando si è chiusi in casa per un coprifuoco. Mi sento fortunato a non dovermi cercare legami in ufficio per avere amici (tra l'altro separare lavoro da amicizie è cosa buona)... e mi sento fortunato a non avere alcuna necessità di evadere da casa per non sentirmi soffocato, come ho sentito dire da alcuni.

E' evidente che l'ambiente circostante di ognuno di noi è vario, tra il favorevole e lo sfavorevole... la differenza è che io capisco eventualmente la mia fortuna e arrivo anche a capire l'ottusità di un'azienda "old style"... ma non barrico i miei pensieri dietro massime di vita che andrebbero ad offendere persone con situazioni diverse dalla mia, diverse per volontà o perché non c'è altra scelta. Perché poi si arriva a trarre le peggiori conclusioni: quando quella collega insisteva con il "andare in ufficio significa vivere", mi son ritrovato a pensare (non l'ho detto) che "è proprio per non socializzare con persone come te che preferisco stare a casa".
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Vita del forum 3 Mesi 1 Settimana fa #9

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Si....si Emiliano, capisco da che tipo di fortuna sei baciato, perchè anche io ho la tua stessa e medesima situazione: io vivo a prescindere. Le aziende qui in Italia sono tutte old style, obsolete nella mente più che nelle risorse, ovviamente salvando la pace di qualcheduna, a questo aggiungici il furbetto insito nella nostra cultura...ed il mix è quello tricolore che vediamo e apprendiamo: siamo Italiani. Insomma devi dire alla collega di curarsi, e di farlo per bene...non si possono fare sul serio certe affermazioni, cioè ufficio = socializzare, vivere...perchè come hai ben detto bisognerebbe considerarne l' effetto contrario...magari deleterio in alcune circostanze. Tuttavia anche se c' azzecca poco, anche se penalizzante sotto tanti aspetti, non posso fare a meno di considerare questa "occasione", che sarebbe l' ufficio, sotto l' aspetto di una risorsa vitale di tutt' altro tipo per molte persone, che la medesima fortuna/sfortuna non l' hanno affatto. Il succo sta nel mezzo: tra i due opinanti il terzo, che sta a spasso senza lavoro, skiatta...
πνεύματος
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Vita del forum 3 Mesi 1 Settimana fa #10

  • Guglielmo da Baskerville
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Io non ho mai smesso di lavorare dall'inizio di questa pandemia (a parte nel periodo di ferie che mi spettava) ed ho vissuto il tutto con sentimenti contrastanti. Anzi, usiamo anche il presente perché vale anche oggi: da una parte la rabbia perché mentre quasi tutti i lavori si possono fare (almeno in teoria) in smart working, per noi questa possibilità non c'è.
Non si può lavorare in una comunità se non in presenza.
Dall'altra il lavoro mi aiuta a mantenere un senso di continuità con la vita normale, e probabilmente se mi fossi tappato in casa dallo scorso marzo sarei impazzito.
Molto dipende comunque anche dal momento della propria vita personale in cui ci si trova: per me il tutto è capitato in un periodo di grossi cambiamenti e sconvolgimenti, e restare in casa a lungo non mi avrebbe fatto del bene.
In linea di massima comunque la penso anch'io come Emiliano perché i propri affetti e la propria vita fatta di piaceri e passioni bisognerebbe trovarla il più possibile fuori dall'ambiente lavorativo. Al lavoro, gira e rigira, c'è sempre qualcosa che ti va di traverso e ti fa pentire d'aver dato credito a certe persone. Ho anche notato che coloro che non hanno altro e non fanno altro all'infuori del lavoro, diventano un po' pesanti e tendono a vivere tutto ciò che avviene sul posto di lavoro in maniera amplificata.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Vita del forum 3 Mesi 1 Settimana fa #11

  • Gemini
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"Fai il lavoro che ti piace e non lavorerai un solo giorno della tua vita"...dice una massima. Ebbene io questa fortuna la ho, infatti parlo poco di lavoro nello specifico perchè è parte integrante delle cose che amo, della mia vita insomma. Quindi pandemia o non pandemia non c' è tregua alcuna in quel che faccio quotidianamente...e se proprio non posso uscire per restrizioni poco male, qualcosa da fare lo trovo sempre, anzi lo cerco sempre, che sia dedicarmi al fai da te, ad inventare qualcosa di nuovo, a costruire una nave da guerra o un sottomarino il problema non si pone: mi diverto e arrotondo. Quindi io non saprei dire cosa è cambiato veramente, lavorativamente parlando, dopo l' avvento di questo virus. Mi rendo conto benissimo che questa situazione non è possibile ai più, e non invidio chi deve passare l' intera giornata in un ufficio o peggio ancora in fabbrica, con tutti gli annessi e connessi e i disagi per gli spostamenti...fermo restando che tutti quelli che fanno di questi sacrifici vanno lodati. Però deve essere davvero frustrante accorgersi in un giorno di pandemia che tutto quello che ti rimane è convogliato sul lavoro...
πνεύματος
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Vita del forum 3 Mesi 1 Settimana fa #12

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Che il lavoro da casa possa essere alienante è vero, ma qui dipende sempre da persona a persona, e da situazione a situazione. "Portarsi a casa il lavoro" è sempre una cosa deleterea e tante persone non riescono a "staccare" dopo l'orario lavorativo e a godersi la propria vita; molti sfruttano proprio il viaggio come aiuto a fare questa separazione. Lavorare in casa rischia per molti trasformare la casa nel lavoro, e se nella mente della persona l'ambiente casa che significa ristoro si fonde con l'ambiente ufficio che spesso significa stress... allora c'è un grosso problema.

Io per fortuna non vivo questo disagio. Non ho bisogno del viaggio per staccare, nel momento in cui finiscono le mie otto ore per me staccare totalmente la spina è un secondo e già penso ai fatti miei senza strascichi, nemmeno se ho passato la giornata a sclerare con qualcuno. Inoltre come dicevamo prima, non dipende solo dalla personalità o mentalità del lavoratore, ma anche dalla situazione. Grazie allo smart working io mi son dato all'agricoltura, ho fatto un orto bello grande nel mio piccolo podere, chiamiamolo così, che mi ha dato soddisfazioni e che non avrei mai potuto fare tornando alle 8 di sera da lavoro; ho potuto seguire il progresso dal seme alla pianta, prendermene cura e godermi il raccolto finale. Ho potuto godermi il giardino, fare la pausa pranzo con un caffe in primavera bevuto sul tavolino tondo nel giardino, sistemare i fiori, le aiuole... vivermi casa mia. Certamente chi vive in piazzale Loreto a Milano lo smart working potrebbe costringerlo solamente ad alienarsi davanti ad una tv...

ma è proprio per questo che penso sia scorretto parlare di massime di vita per dire se è meglio lo smart working o il lavoro in ufficio. Ognuno di noi è diverso come persona, e ha esigenze e situazioni che lo circondano diverse.
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