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Sulla perdita della personalità.

  • Questo topic ha 0 risposte, 1 partecipante ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 5 mesi fa da Anonimo.
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  • #21507
    Anonimo
    Inattivo

    Ci sono voci discordanti su quanto accade dopo la morte fisica riguardo la perdita di personalità.
    Molta gente crede che dopo la morte ci sia l’annullamento totale, che tutto finisce con l’ultimo respiro.
    Sembra proprio che non sia così.
    Il buon Tommaso ci porta l’ennesima testimonianza

    Soltanto colui che giunge alla VERA CONOSCENZA, acquisisce la VERA COSCIENZA. Indottrinare non è impresa facile; io mi sono sforzato e continuo a sforzarmi di tradurti il più semplicemente possibile alcuni concetti fondamentali (spesso ricorrendo anche alla banalità degli esempi) nella speranza di fare breccia nella scorza della tua ottusità, Teresa… ottusità sì, poiché continui a non comprendere, anche se credi il contrario, perché hai ostinatamente focalizzato la tua attenzione sulla superficie, senza sforzarti di scalfirla, per sondare il profondo!
    Se avessi veramente recepito l’essenza di quanto vado esponendo ormai da tempo, non continueresti a tormentarti ossessivamente per alcuni problemi che mai potranno trovare la soluzione che aneli, ma invece ne avresti compreso l’eziologia, nonché l’ineluttabilità.
    Sono costretto a ribadire quanto ho sostenuto più volte: Che senso avrebbe il dolore per l’essere umano, specialmente se colpisce creature apparentemente innocenti? Quale Suprema Giustizia potrebbe mai infierire, per esempio, su milioni di bimbi affamati, perseguitati, violati, massacrati, se tutto ciò non costituisse il retaggio, l’effetto di “cause” antecedenti?
    Volete fissarvi in mente che ogni uomo è L’UNICO SEMINATORE del suo campo, destinato a RACCOGLIERE CIÒ CHE HA SEMINATO, né un chicco di più, né un chicco di meno? Finché considererete ogni avversità come l’amaro frutto della sfortuna, o peggio, una malìa da esorcizzare, ben pochi progressi farete sulla via dell’evoluzione!
    Voi tutti dovete imparare ad analizzare diligentemente le cose, a sviscerarle, a vagliarle sin nel profondo… ma soprattutto dovete imparare a guardare in voi stessi con obiettività. Imparare ciò, significherà per voi raggiungere un grado di consapevolezza che mille lezioni e mille letture mai potrebbero darvi!
    Ascoltami attentamente, Teresa. La morte non è la perdita della personalità, dell’identità, almeno fino ad un certo piano di evoluzione. La morte è “Iniziazione”, è mutamento dello stato vibrazionale, poiché nella fisicità come nell’immaterialità, TUTTO È VIBRAZIONE! Se io avessi perduto la mia personalità, non sarei certamente in grado di contattare proprio te, parlando anche dei tuoi problemi, vero? Non sarei in grado di ricordarti alcune mie esperienze terrene che tu ben conosci, e non sono certamente l’unico trapassato a manifestarsi in questo modo… e allora? Allora significa che IO CONSERVO ANCORA DEI RICORDI… SO CHI SONO STATO… SO QUALE È STATA LA MIA FAMIGLIA.
    Guai se così non avvenisse! L’umano, limitatissimo Sentire si amplia e trasmuta poco a poco, con l’affinamento della VERA COSCIENZA. Soltanto allora ogni ricordo è, diciamo cancellato, ed automaticamente c’è la perdita della propria identità, ma tale evento si verifica QUANDO L’ENTITÀ DISINCARNATA NON HA PIÙ ALCUN BISOGNO di sentirsi ancorata in qualche modo alla materia, giunta finalmente alla coscienza del proprio IO!
    Ti chiederai a questo punto, come e perché entità cosiddette “antiche” (almeno prestando fede all’identità che dichiarano) ancora possano ricordare e narrare particolari della loro esistenza terrena, che, prendendo per buone le mie parole, dovrebbero avere dimenticato da un bel pezzo…
    Innanzi tutto, cara Teresa, devi tener conto dei… “giochetti” del subconscio del mezzo (sempre possibili e sempre del tutto involontari, salvo che si tratti di deplorevoli mistificazioni, sempre esistite, e che purtroppo, sempre esisteranno) ma, scartata questa ipotetica eventualità, per quanto mi consta, tale variante è concessa in caso di VERA MISSIONE, per stimolarvi quando occorre, per intaccare il vostro scetticismo, per indurvi a quel tipo di riflessioni che l’uomo tende a trascurare.
    Cosa credete che sia il fenomeno degli apporti e degli asporti? A cosa servono le materializzazioni di piccoli o grandi oggetti, di profumi, ecc. se non a tentare di convincervi della realtà di un mondo spirituale e della continuità dell’Essere, sia pure MUTATO, sia pure esistente in una dimensione diversa?

    Tommaso

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