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Sul concetto di “Universo”.

  • Questo topic ha 0 risposte, 1 partecipante ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 5 mesi fa da Anonimo.
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    Anonimo
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    Quello che segue è un messaggio portato da un Maestro che non si è voluto qualificare, come a sottolineare il concetto che: “non è importante il messaggero, ma il messaggio”. E ha ragione, oh, se ha ragione!
    Se ne è andato firmandosi semplicemente
    Un Maestro

    Il messaggio:

    Sul concetto di Universo

    Maestro: Cari figli, ho forse la presunzione di potervi insegnare qualcosa.
    Potrei venire da voi spesso, se questo è il vostro desiderio. Ho avuto il compito, a me personalmente molto grato, di portarvi degli argomenti atti a donarvi alcuni insegnamenti. In questa particolare occasione, il tempo concessomi è alquanto limitato, nonostante ciò, vorrei iniziare con una premessa: il mio compito è di fatto quello di erudirvi per quanto mi sarà possibile e per quanto a voi possibile sarà la comprensione.
    L’essere incarnato, che potremo definire umano, ha il grande difetto di essere un elemento limitato nella comprensione; questo, in linea generale. Di fatto, oltre all’ego personale che è in ognuno, ognuno ha una specifica razionalità dell’intelletto. Questo non permette di comprendere, anche se il vero comprendere è di fatto estremamente difficoltoso.
    Per semplificare il concetto, posso esprimermi con un esempio: Il pesce che vive all’interno di un acquario ha come concetto di universo l’acquario medesimo. Egli non vede al di là di esso; i suoi limiti fisici sono i limiti dell’acquario e non ha idea di ciò che sta al di là dei suoi limiti, ma il pesce non si pone nemmeno tale problema. Se volete, è un po’ come quell’essere incarnato, il quale pensa esclusivamente alla sua vita terrena ed al suo miglioramento materiale in essa, e non si pone assolutamente il problema di ciò che è al di là del proprio universo.
    Il concetto di universo è un concetto che per l’essere incarnato è limitante, se si pensa solamente all’insieme degli astri che costituiscono un sistema solare, all’insieme di sistemi solari che costituiscono una galassia, all’insieme di tante galassie, che, nella mentalità ristretta dell’essere umano, rappresenta l’universo. Ma questo è paragonabile ai limiti fisici di un acquario, e l’essere umano può paragonarsi al pesciolino che sta all’interno dell’acquario medesimo.
    Ora, il pesce libero che vive nel mare aperto non ha i limiti fisici del primo caso, ma comunque, nonostante che lo spazio sia più esteso, egli non riesce a vedere che sopra il mare esiste il cielo e che dove finisce il mare c’è una spiaggia, delle terre, delle montagne che si uniscono poi al cielo. Se voi prendete il pesciolino e lo mettete in mare aperto, egli allarga i suoi orizzonti e quindi il suo limite, il suo universo finisce dove comincia il cielo, la spiaggia, le terre, le montagne che si uniscono al cielo; comprendete il concetto?
    Ora, il nostro compito, come il compito di quasi tutti i gruppi che si esprimono non solo con curiosità fisico-sperimentale, è quello dettato dal desiderio di allargare i propri orizzonti e quindi di passare dall’acquario al mare aperto, ma questo, una volta raggiuntolo, rappresenta comunque un limite.
    Voi esseri umani, non riuscite a comprendere in quanto non vedete ciò che è al di là di quell’insieme di astri, che costituiscono sistemi solari, i quali costituiscono galassie, l’insieme delle quali rappresenta il vostro universo.
    Ora, se l’essere umano tenta in qualche modo di andare al di là di quella che è l’umana comprensione, corre il rischio, il forte rischio di crearsi mondi che non gli appartengono. Dovete considerare che un essere che si incarna e si reincarna non una ma mille volte, mai comprenderà, sia nello stato incarnato, sia nello stato disincarnato, completamente e del tutto lo Scopo Divino. Soltanto quando egli farà di nuovo parte del Divino, allora la comprensione sarà d’obbligo, ma fino a quel momento, né voi attualmente incarnati, né noi attualmente disincarnati, possiamo comprendere del tutto ciò che il Disegno è.
    Quello che vorremmo, è portarvi al medesimo stato: il pieno stato di ciò che è l’essere. Le entità che albergano nei corpi umani, voi, in qualche modo sono già a conoscenza, quindi, come più volte fu detto, si tratta di prendere coscienza della propria conoscenza. Non è questo un compito facile, ma il fatto è che se riuscite a raggiungere, anche in una piccola percentuale, l’obiettivo, voi potreste allargare gli orizzonti, e nello stesso tempo porvi in un modo completamente diverso di fronte a ciò che vi attende.
    Il fatto che l’essere umano nasca e di conseguenza viva e, comunque sia, sicuramente muoia nel dolore, non è un episodio o un caso e nemmeno è destino: è soltanto e semplicemente uno status quasi codificato.
    Come già in altro tempo fu detto come esempio alquanto calzante, ma da voi non del tutto compreso, l’essere incarnato di fatto è un uomo cieco, non per scelta, ma per origine. I vostri occhi male riescono a vedere il vostro naso e sicuramente non potranno mai vedere le vostre orecchie. L’unico modo per far questo, è quello di porsi di fronte ad uno specchio. Noi vorremmo essere quello specchio, con l’unica differenza che lo specchio riflette un’immagine speculare, appunto, che non è ciò che in realtà è. Voi state vivendo una vita speculare rispetto a quella che è la vostra vera vita.
    Avremo modo di approfondire tale concetto. Per il momento, meditate! E dato che nel cuor vostro la noia prende facilmente il sopravvento e l’intelletto umano poca disponibilità ha al sacrificio di seguire le parole ed i concetti espressi, io vorrei rappresentare per voi una semplice medicina e quindi, come tale, deve venir presa: poco alla volta.
    Vi benedico
    Un Maestro

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