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libero arbitrio causa ed effetto.

  • Questo topic ha 7 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 10 anni, 7 mesi fa da Anonimo.
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  • #21030
    Anonimo
    Inattivo

    A noi il mondo può sembrare caotico e gli esseri mescolati e abbandonati al caso ma,questa è solo un’apparente confusione spaziale,poichè ciascuno ha una propria individualità ben definita.
    Gli esseri esistono e si muovono secondo un piano di evoluzione,che dirige la manifestazione progressiva di tutti gli esseri sulla terra e nell’universo.

    Il tempo della nostra esistenza terrena è così breve rispetto all’eternità,che noi non potremmo in una sola esistenza,imparare tutte le lezioni della vita per perfezionarci.;così come in una sola giornata,non potremmo fare il lavoro di un mese.

    In un simile e complesso organismo,chi oserebbe credere che la nostra vita,il nostro destino siano abbandonati al caso? Perchè non ammettere che le disavventure e le ingiustizie non siano che reazioni
    e condizioni di un più alto e perfetto equilibrio che si ripristina? Questo perchè tutti gli eventi sono fra loro congiunti,in una serie ininterrotta di cause e di effetti.

    Poichè senza una causa niente può succedere,la nostra vita è una serie infinita di cause ed effetti.
    Si dice,in genere “è il destino”ma non si conosce che le lontane radici e le vibrazioni di una infinita catena di onde,siano il nostro presente.
    Il destino non è qualcosa che ci sovrasta dal di fuori,come se fosse una cosa a noi estranea,ma è il frutto delle nostre azioni passate,è un autodeterminamismo che viene dal “di dentro” del nostro essere.
    Ad ogni istante ,la nostra volontà può introdurre nuovi fattori nell’equazione della vita,e così il nostro destino è rappresentato dalla risultanza di tutte le forze messe in moto o subìte da noi.

    L’uomo ha quindi un fattore di libertà e uno di determinismo;la libertà viene dall’alto,la servitù dal basso.Non vi può essere determinismo senza una precedente libera scelta e non vi può essere scelta che non sia seguita dall’obbligo di uniformarsi ad essa.

    Come si vede,sul piano della vita infinita,vi è un perfetto equilibrio al quale nessuno può sfuggire,anche se momentaneamente il male trionfa.

    #52060
    Anonimo
    Inattivo

    In parte il tuo discorso mi ha riportato esattamente questo ricordo.

    Merovingio: Sapete? Esiste un solo principio costante, un solo principio universale ed è l’unica autentica verità. La causalità. Azione. Reazione. Causa… ed effetto.
    Morpheus: Tutto comincia però con una scelta.
    Merovingio: No. Errore. La scelta è solo un’illusione creata e posta tra chi ha potere… e chi non ne ha.
    … Causalità, non c’è verso di sfuggirle, le saremo in eterno assoggettati; la nostra sola speranza, la vostra pace dipendono dal capire questo, dal capire inanzitutto il perchè …
    … Il perchè è la sola vera fonte di potere, senza di esso siete impotenti …

    Di fatto parla della stessa cosa, ma con una distinzione ben precisa e profonda.

    Per entrare nel “deterministico” e avere una causalità tra azione e reazione, bisogna conoscere il “perchè” si compie l’azione.
    Se non si è a conoscenza del “perchè” non si può più parlare di causalità degli eventi, ma bisogna abbracciare l’idea che le nostre azioni, inconsapevoli, sarebbero “casuali” e questa legge seguirebbero.
    il “perchè” spesso dagli esseri umani è confuso con quello che in realtà non è altro che un “mezzo” e credono che sia questo il loro scopo ultimo.
    Allora perchè quanto un essere uman, solitamente, ottiene una determinata “cosa”, dopo poco l’abbandona per ricercare qualcos’altro oggetto del suo interesse, cerca un nuovo “perchè”.
    Questo accade proprio per l’esatto errore che si compie nella valutazione dell’intento finale delle azioni compiute. Non si ha la lucidità o la consapevolezza, per comprendere se stessi
    e i propri fini, finendo per accomunarli a quelli di qualcun’altro in modo da renderci
    l’introspezione meno pesante.
    Purtroppo senza avere una conoscenza del “perchè”, non si può capire dove conducono la serie di eventi scatenati dalle nostre azioni.
    Senza questo comprenzione, azione/reazione, causa/effetto, è la casualità che ci governa.
    E’ come vagare in macchina senza sapere la meta da raggiungere, può essere piacevole per un lasso di tempo, ma poi diventa frustrante …

    #52065
    Anonimo
    Inattivo

    @D.B.
    Ottimo e lucido,il tuo ragionamento!

    Ma il contesto della consapevolezza della causa-effetto,secondo me è concatenato ad un’altra legge
    che controbilancia questo tema,e cioè che tutto è illusione.

    Dunque,se esiste anche la consapevolezza dell’illusione delle cose,dei desideri e, perchè no, anche l’Aspirazione,si riduce drasticamente l’azione/reazione e la causa/effetto.
    Mi rendo conto che a questo punto si può “speculare”sul tema,giustamente,ma ,sostanzialmente ,la consapevolezza di queste Leggi penso siano fisse,non soggette a cambiamenti.

    In ogni caso,è vero,rimane la conoscenza del”perchè”…

    #52061
    Anonimo
    Inattivo

    più che una legge, quela che tu citi, è una non conoscenza.

    “tutto è illusione”

    di fatto è così finchè non si hanno le capacità di elevarsi, per comprendere l’unicità delle cose, delle emozioni, delle sensazioni etc…

    l’illusione, che si protrae come errore nel tempo e nelle valutazioni, è dovuta ha condizionamenti di ogni sorta di genere, sociale, parentale, religioso, scientifico, chimico, sensoriale etc …
    Poichè tutti i segnali che riceviamo, invece che ascoltarli per come sono, vengono filtrati automaticamente, riparametrizzandoli, e soprattutto agglomerati in uno solo, secondo gli insegnamenti del mondo che permea attorno a noi.

    Questo porta a non poter comprendere le cose e le loro stratificazioni, perchè da cose semplici e ben riconoscibili, gli costruiamo una struttura complessa e disordinata che ne varia la forma ed il concetto.

    dimmi in quanti pensino, quando vengono attraversai da un moto di nervosismo immotivato, se questo sentimento esiste in loro? i più non si domandano nulla e passivamente sono influenzati dal pensiero-energia di un’altra persona e dalla frequenza che questo pensiero crea. Questo fa si che rendano proprio lo stato d’animo di un’altra persona senza motivo.

    ma forse sono cose abbastanza noiose quelle che esprimo

    #52066
    Anonimo
    Inattivo

    Grazie Alceste e De Bergerac per le profonde riflessioni.
    Da tempo cercavo di mettere a parole quello che pensavo senza riuscirci, quindi mi ho trovato davvero molto interessante questa discussione!

    Vorrei chiedere: cosa intendete con “conoscenza del ‘perché'”?

    Io spessissimo quando capita qualcosa, comincio a pensare al “perché”, ma non so se sia lo stesso a cui vi riferite.
    Per esempio se conosco una nuova persona e il mio incontro avviene in modo fortuito penso a cosa potrebbe significare, cosa potrebbe cambiare nella mia vita, al perché l’ho incontrata nel senso più ampio… e puntualmente non arrivo a nessuna conclusione e se per caso ci arrivo è una conclusione incerta che può essere valida per il presente e rivelarsi sbagliata con il passare del tempo.

    #52062
    Anonimo
    Inattivo

    Il concetto causa/effetto è semplice
    ogni azione produce una reazione, che la guardi in fisica si può aggiungere, di pari intensità e di verso opposto. Questo concetto spiega le parole di Alceste sull’equilibrio. Di fatto se la reazione non è di pari intensità, questa diventa a sua volta azione generando diverse reazioni/azioni sino ad ottenere l’equilibrio. Oltre a questo, spesso al binomio azione/reazione si associano altre azioni/reazioni, poichè un’azione non coinvolge mai un solo fattore, ma molteplici fattori, che possono dare vita, ognuno, ad una reazione/azione.

    Tornando a quello che dici tu.
    Parli al fatto che pensi al “perchè”. Tutti lo fanno e nessuno, come succede anche a te, sa darselo. Di fatto è una cosa normale. Se l’accadimento è estraneo a te è difficile perchè non si ha tutto il piano di azioni, quindi delle possibili reazioni, coinvolte e quindi tutte le relative interconnessioni possibili. Di fatto se è un accadimento che coinvolge te è difficile perchè, coem detto nel post precedente, la gente non è abituata a considerare l’azione come mezzo per un “perchè”, ma è in centrata a trasformare il mezzo per ottenere qualcosa, a se stesso sconosciuta come “perchè”.

    i “perchè” che io intendo sono tutti a sfondo personale per il raggiungimento di uno stato di se stessi più elevato, uno stato che è mentale, fisico, sentimentale personale o di anima. Quello che spesso accade alle persone è che non “vedono” la differenza tra stato personale e stato materiale. Lo stato materiale è qualcosa, diciamo un concetto mentale, che ci viene indotto dalla società e dalla cultura, non per ultima dalla religione, più tanti altri piccoli fattori.

    ad esempio, a mio vedere, è un comportamento errato, poichè blocca la propria persona invece che farla progredire, quell’usanza umana che fa si che una persona si comporti in determinati modi solo per essere acettata da chi la circonda. il suo “perchè”, che è solo un’illusione,. è essere accettato dagli altri, ma in realtà questo è solo un “mezzo” che lo porta ad essere comunque insoddisfatto. Un mezzo perchè è ciò con cui la persona trova un posto in mezzo a ciò che la società dice che è bene essere e fare.

    Torno di nuovo sul tuo esempio del ragazzo incontrato, iniziando con questa frase.
    “Il Caso non esiste”
    non si incontra mai qualcuno fortuitamente. non parlo delle persone che ci passano affianco per strada, e cmq anche tra queste non tutte sono incontri fortuiti, ma siamo tutti così chiusi per comprenderelo o anche se lo si comprende per una qualche alchimia nell’aria, non si ha poi il coraggio di approfondire per i soliti legami mentali.

    Di fatto non è stato detto ancora che un’azione è un “pensiero”, che come si è detto in altro post è energia e volontà. Quello che succede è che i nostri pensieri ci fanno incontrare e interessare a persone che hanno lo stesso tipo di pensiero-energia. Di fatto non sono gli opposti ad attrarsi, ma i complementari, come il simbolo dello yin e dello yang. Non opposti ma complementari. Il tuo comportamento è assai normale, tutti si fanno delle domande, ed è propio facendosele che non si arriva a nessuna risposta. Ma come detto in un altro post, non sempre è necessario avere delle risposte. Le domande fanno crescere, ma ancora di più si può crescere se si accetta il fatto che non tutti le domande hanno una risposta immediata. Potrebbe venire dopo poco o forse mai, dipende da noi, da quanta volontà abbiamo per averla e da quanta capacità di aprire la nostra mente per perseguirla.

    “Ieri è storia,domani è mistero,ma oggi è un dono…per questo si chiama presente”

    frase presa in prestito da un cartone animato, lo so sembra una cosa sciocca, ma non lo è.

    ieri è storia perciò non modificabile
    domai è mistero perciò non conoscibile
    oggi è un dono e per questo si chiama presente e dove noi temporalmente viviamo e su questo ci si dovrebbe concentrare.

    Riassumerei brevemente il tutto così

    Guardare il passato limita la propia persona
    Guardare il futuro limita la propia persona
    L’unico senso nella vita è limitarsi ad osservare il presente per poter progredire.

    Le conclusioni a cui arrivi sono tutte, per forza di cose incerte, parli del futuro sconosciuto e non sai come evolverai tu e come evolverà lui. Sicuramente se il vostro evolvere sarà assonante e il vostro pensiero-energia simile non può accadere nulla che non sia ciò che desiderate.
    Non dico che tutto andrà sempre come volete, perchè ci sono le influenze esterne, ma a lungo andare i vostri pensieri-energia uniti ristabiliranno un equilibrio in base al principio azione reazione.

    forse sono sono stato molto chiaro perchè ho docuto interrompere un paio di volte per lavoro

    #52070
    Anonimo
    Inattivo

    Invece sei stato molto chiaro D.B. Grazie mille per la risposta! :)

    PS: Mi sorprende che tu abbia usato il maschile rifendoti alla persona che ho detto di aver incontrato. Potevo riferirmi a chiunque, anche se mentre scrivevo effettivamente pensavo a una persona precisa. :biggrin:

    #52063
    Anonimo
    Inattivo

    non sorprenbderti
    poichè mentre si scrive si lascia traccia del proprio pensiero e cè chi riesce a percepire ed a comprendere questa silenziosa traccia …

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