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La paura della morte.

  • Questo topic ha 15 risposte, 7 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 10 anni, 7 mesi fa da Anonimo.
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  • #21036
    Anonimo
    Inattivo

    Non vi è morte,vi è soltanto un passaggio ad una vita più piena grazie alla liberazione dei ceppi del corpo fisico;il processo del distacco,tanto temuto,non esiste,eccettuato nei casi di morte violenta e improvvisa.
    Per gli uomini di media evoluzione,ma non spiritualmente desti,la morte è la continuazione del processo della vita nella loro coscienza,il proseguimento dei consueti interessi e tendenze.
    La loro coscienza e il senso di consapevolezza rimangono gli stessi,inalterati.
    Non si accorgono di una grande differenza da uno stato all’altro;spesso non sono nemmeno coscienti di essere passati attraverso l’episodio della morte.
    Per i malvagi,per gli egoisti e i crudeli,per coloro che vivono attaccati solo a tutto ciò che è materia nella vita,si determina quella condizione che si chiama”attaccamento alla terra”.

    I legami che essi hanno formato con la terra,le tendenze e i desideri,li forzano a rimanere in prossimità della terra e dei luoghi della loro ultima incarnazione.
    Essi cercano disperatamente e con ogni mezzo,di ritornare ad avere contatti con tutto ciò che è terreno.
    In qualche raro caso ,un grande amore personale per coloro che sono rimasti sulla terra,o il non aver adempiuto qualche dovere urgente,trattiene anche individui più avanzati ed evoluti in una condizione simile.

    La paura della morte si basa:

    Sul terrore del processo di separazione dell’Anima dalla personalità terrena al momento della morte.
    Sul terrore dell’ignoto e dell’incomprensibile.
    Sul dubbio dell’immortalità.
    Sul dolore nel lasciare i propri cari,o nell’essere lasciati da essi.
    Sui vecchi ed erronei insegnamenti riguardanti il Paradiso e l’Inferno,entrambi sgraditi come prospettiva per certi tipi di persone.

    Ecco brevemente un sunto di questa paura,insita nella nostra specie umana e nonostante tutto giustamente normale ,dato l’istinto di auto-conservazione!

    Nonostante queste considerazioni,anche la paura della morte fa parte della Grande Illusione,al punto che è persino preferibile non parlarne e come tanti struzzi nascondere la testa,non osando neanche
    pensare ad altre possibilità.

    #52094
    Anonimo
    Inattivo

    Questo accade soprattutto perchè fin dalla nascita ci viene insegnato erroneamente ad identificarci col nostro corpo e sappiamo che ogni organismo vivente muore e tendiamo ad aver paura delle cose che non conosciamo, a livello fisico possiamo parlare delle paura della morte generalizzandola a degli impulsi elettrici del cervello. Personalmente m’identifico e m’inoltro in questo campo mantenendo i piedi in due staffe poichè oggi possiamo collegare la scienza ai sentimenti/emozioni/credenze senza essere limitati nella scelta perchè giustamente con gli studi di oggi l’una o l’altra scelta non si escludono. Mi spiego meglio, oggi non possiamo più generalizzare credenza e scienza in due ideologie estreme. Stiamo facendo dei grandi passi avanti! un tempo alla base di tutto c’era il famoso principio che nulla in natura si distrugge ma si trasforma ma oggi parliamo di fisica quantistica che in breve descrive che certe osservazioni non possono essere previste in modo assoluto, ma che invece esistono una serie di diverse probabilità che, i possibili diversi eventi, si verifichino tutti. Si è così oggi non esistono più i concetti di causa ed effetto, realtà e certezza ma sempre grazie alla fisica quantistica possiamo parlare di probabilità e di ipotesi,tesi ed esami oggettivi riprodotti in tutti i laboratori del mondo: che attestano come quella parte misteriosa che è la morte risulti meno complessa del previsto. Possiamo parlare dell’esperimento delle due fessure,di bosoni vettoriali,della teoria della relatività… e possiamo anche parlare di emozioni,sentimenti,coscienza unendo queste due correnti di pensiero dal filo comune che è lo studio delle particelle sub quantistiche che hanno effetto sul corpo umano volontà amore (z°) ed emozioni (w+ w-) saggezza

    #52104
    Anonimo
    Inattivo

    @stefano3s
    Benvenuto anche da parte mia;
    Ho letto con interesse il tuo post e apprezzo il tuo entusiasmo per la fede nella scienza e nella fisica quantistica.
    Vedo che oggi pullulano miriadi di teorie che pretendono con la nostra,ahimè,ancora acerba scienza,di rivelare e spiegare…l’immateriale e l’irreale.
    Vedi,la scienza non potrà mai arrivare a comprendere e studiare il perchè della cessazione della vita
    semplicemente perchè quell’entità che è in noi, chiamata Anima,decide Lei stessa il momento e il come del distacco.Quindi le probabilità scientifiche non possono comprendere che esiste una volontà e una coscienza interiore che decide quando un’esperienza di vita è giunta alla fine,ed è inutile proseguire nell’uso di un corpo…
    Certo,per eliminare la paura della morte,occorre elevare questo soggetto,certamente su un piano più scientifico ma, per insegnare agli uomini a morire “scientificamente”.

    Vi è una tecnica del morire come ve ne è una per il vivere.

    Non posso accettare l’idea che un essere infinito come lo Spirito,sia elaborato in un’equazione o un calcolo quantistico:Troppo riduttivo, semplicistico e molto umano.

    La scienza arriverà a comprendere certe “leggi”,sicuramente,ma sarà un scienza più evoluta di quella di oggi,con scienziati più evoluti e già versati nella Conoscenza delle Leggi che governano il Tutto.

    Comunque,nel tuo scritto,intravedo questa possibilità di ricerca ,magari embrionale ma possibilistica,
    e magari stiamo scrivendo ambedue della stessa cosa.!

    #52105
    Anonimo
    Inattivo

    Grazie per il benvenuto! Diciamo che ho generalizzato molto in quello che ho scritto sopratutto perchè c’è veramente molto da parlare e personalmente credo di non essere in grado di usare le parole giuste per spiegarmi perchè l’argomento è già aldilà dell’umana comprensione ma soprattutto non ho l’intenzione di annoiare nessuno con dei post lunghi. Il messaggio che volevo trasmettere non era aggiungere altre teorie alle tante in circolazione e tanto meno dilungarmi sulla filosofia. La stessa scienza sa che è arduo dimostrare l’esistenza di qualche cosa, è ancora più arduo dimostrarne apoditticamente l’inesistenza. L’uomo “areligioso” è quello che possiede la più arrischiata e irragionevole delle certezze: la certezza di ciò che non c’è. Infatti è la stessa scienza che calcola gli universi infiniti,che specifica che nulla si distrugge ma si trasforma, che la morte è solo il dissolversi dei vincoli tra il corpo fisico composto di atomi e il corpo diafano,invisibile sostanziale e composto di luce. La vita è collegata al DNA. La biologia riconosce un codice presente nel nucleo di ogni cellula che compone qualsiasi corpo biologo, questo codice è simile per ogni specie animale,vegetale e umana del pianeta. Questo codice funziona come il seme di una pianta che immagazzina i nutrimenti necessari e fa collegare in modo coerente e funzionale miliardi di miliardi di atomi componendo così un corpo che un senso chiaro d’identità,distinto dall’ambiente che lo circonda. Oggi tramite questo codice sono stati trovati i geni del carattere,dello sviluppo fisiologico,la predisposizione verso le malattie,persino la data probabile della morte. Ora possiamo inoltrarci in quella che è la parta interessante! E’ il corpo diafano e trasparente composto di luce a dare la vita. Questa nuova luce che è stata scoperta vieni chiamata luce pesante (Scoperta da premio nobel)composta da particelle messaggere che la fisica chiama bosoni vettoriali. Questa luce ha un ombra,un impronta che non è altro che la materia ordinaria,campo elettromagnetico,lo stesso campo che ci permette di vedere l’immagine istantanea dell’unico universo visibile. La morte non è altro che il dissolversi dei vincoli tra il corpo di luce “vera luce” e quello fisico composto da atomi. I vincoli che si sciolgono sono quelli che la fisica chiama forze deboli: “ciò che il corpo biologo vivo sente come coscienza!battito del cuore,eros,pensieri” aspetti che dopo la morte rimangono intatti ma non legati più al corpo biologo ma fanno parte del vero corpo di luce, eterno. C’è da dire che l’intelligenza da parte di queste particelle sub-quantistiche è dimostrata come ad esempio del famoso esperimento delle due fessure! questi sono solo alcuni concetti base ma potrei parlarne all’infinito. Non mi sento di parlare di questo argomento come di una delle tante teorie poichè le ipotesi le tesi gli esami in laboratorio hanno dimostrato una cosa strepitosa e cioè che le particelle hanno una coscienza e che il loro comportamento è decisionale e il risultato degli esperimenti varia proprio grazie a questo. Non parliamo più di scienza ordinaria!! Non credo che ci sia una scoperta più importante di questa e non reputo tutto questo meno importante perchè non ha una radice più profonda ma proviene da esami in laboratorio, anzi al contrario credo sia meraviglioso che la scienza appoggi finalmente quelli che sono sempre stati argomenti tabù. Non dico che quello che ho scritto è la cosa più giusta del mondo,certa al massimo e che tutti debbano cambiare il modo di pensare ma io per primo ammetto che è un piccolo passo avanti ma importantissimo.

    #52107
    Anonimo
    Inattivo

    Mi scuso per aver scritto qualche piccolo errore di distrazione ma sono le 3 di notte e per poter scriver e sul forum devo sfruttare orari indecenti.

    #52108
    Anonimo
    Inattivo

    @stefano3s

    Adesso mi è più chiaro il significato del tuo post.E devo ricredermi,sai sulla scienza ho sempre mantenuto
    un’atteggiamento di diffidenza…

    Ammetto la mia abissale ignoranza riguardo queste ricerche che hai enunciato;dunque ben vengano
    per aiutarci a comprendere un po di più quello che comunemente viene definito” mistero”,espressione peraltro spesso abusata da chi non sa e non è in grado di dare spiegazioni.

    Grazie per avere semplificato queste scoperte della scienza in modo da renderle più comprensibili a chi,come me,è completamente all’oscuro di queste metodiche.E’ forse quell’approccio che da tempo si attendeva per poter finalmente avvalorare,con il supporto scientifico,conoscenze che alla maggior parte degli uomini appaiono occulte…

    #52110
    Anonimo
    Inattivo

    Essere diffidenti alcune volte è positivo,all’inizio anche io la pensavo come te. : drinktwo :

    #52112
    Anonimo
    Inattivo

    Leggendo questa discussione che trovo molto interessante mi è sorta una domanda:
    Ma quindi dopo la morte, quando anche l’anima è arrivata al termine del percorso, non vi è una nuova vita in un nuovo corpo?

    #52116
    Anonimo
    Inattivo

    @Nyma
    Dopo la morte,l’Anima deve “lacerare “ancora due corpi sottili è cioè:
    Corpo mentale
    Corpo emotivo
    Di questi corpi sottili rimane un’atomo chiamato:atomo permanente.Questo è,in termini umani,il “riassunto”
    dell’esperienza di una vita.
    Dopo di che l’Anima è assorbita dallo Spirito.

    Dopo un lasso di tempo,lo Spirito decide di compiere un’altra “esperienza”.
    Decide quindi il luogo,che può essere anche un qualunque altro pianeta,oltre la terra.
    Sceglie coloro che genereranno un corpo o una forma composta di materia.
    Dallo Spirito,si stacca un’atomo chiamato Anima ma anche Monade,che va a permeare ,a prendere possesso
    del corpo o della forma,si incarna nuovamente,poichè la materia è utile alle sue esperienze.

    Il pianeta terra è molto ambito come luogo per esperienze,perchè qui il materialismo è molto pesante e
    contraddittorio,il libero arbitrio molto allettevole per la presenza del bene e del male.

    Altri pianeti invece,forniscono forme più evolute,più sottili…
    Sostanzialmente la reincarnazione è il mezzo per evolvere sempre più lo Spirito.

    #52119
    Anonimo
    Inattivo

    La Paura della morte in una società consumista e materialista è di abbandonare i propri beni sulla terra, in seconda fascia le relazioni terrene, in terza fascia ma ben piu’ importante direi l’ignoto che si và in contro… e poi direi la paura infondata dalle religioni circa la possibilità di una vita in un purgatorio piuttosto che paradiso…e ne agiungo alre se volete. Diciamo una grande paura per chi vive nel mondo di plastica una consapevolezza invece per chi vive in un mondo a braccetto fra spirito e materia.

    #52149
    Anonimo
    Inattivo

    @hack

    O.K.! O.K.! O.K.!

    #52095
    Anonimo
    Inattivo

    la battaglia è come quella tra creazionisti ed evoluzionisti … insomma persa in partenza perchè ci sono, come per i cavalli da crsa, un bel paio di paraocchi dati da preconcetti e insegnamenti …

    di fatto al paura della morte non esiste
    esiste la paura di non poter più vivere

    di fatto le persone, i più, non si interrogano sul dopo, o se lo fanno si domandan e sperano che sia simile all'”ora”, ma si interrogano a cosa succederà nell'”ora” senza loro. Si preoccupano dei legami emozionali che si romperanno e credono che anche di la vi sarà dolore per questa separazione. Di fatto i più pensano a ciò che gli mancherà di quello che “ora” anno.

    Vedo ben poca gente che si preoccupa del dopo, ma molta che sa esattamente che cosa dovrà lasciare.
    Di fatto il non comprendere che ogni cosa che circola attorno a noi, durante la vita terrena, è un mezzo per arrivare a qualcosa di differente dal possesso puro e materiale, genera questa ansia per la morte stessa, come non conoscenza, come strappo occulto. Il legame che viene creato è trreno e ci lega alla terra attraverso il primo chakra da cui si attinge energia, ma questa energia li si blocca creando radici difficili da spezzare e non sapendole innalzare, almeno i più, verso luoghi più alti per liberarla e liberare noi, crea una catena che avverte la mente che sogghignante non fa altro che il suo lavoro, quello di contrastare la nostra capacità decisionale e di crescita spirituale .

    #52211
    Anonimo
    Inattivo

    Ciò che ha scritto nelle ultime righe De Bergerac mi ha fatto ricordare l’argomento di una lezione:

    Secondo il buddhismo della scuola Chan la natura umana è già perfetta in ciascuno di noi, ma c’è la funzione mentale che distrae l’anima. Ecco perché molti maestri/buddha praticavano un insegnamento senza parole: le parole azionavano mille pensieri e quindi la mente confondeva ciò che la coscienza dell’anima già sapeva.

    Si ha paura della morte anche perché si pensa ad essa con ragionamenti mentali e non la si osserva con la consapevolezza dell’anima.
    Chi ci pensa in modo “superficiale” non può fare a meno di preoccuparsi delle cose materiali, del dolore, della perdita di tutto ciò che ci apparteneva (ma che in realtà non ci è mai appartenuto)…
    questo secondo me… o forse sono stata troppo filosofica. :blackeye:

    #52096
    Anonimo
    Inattivo

    questo tuo passo nyma

    ci pensa in modo “superficiale” non può fare a meno di preoccuparsi delle cose materiali, del dolore, della perdita di tutto ciò che ci apparteneva (ma che in realtà non ci è mai appartenuto)…

    è ciò che intendevo … anche se invece che la parola superficiale userei la parola mentale

    #52109
    Anonimo
    Inattivo
    stefano3s wrote:
    Ora possiamo inoltrarci in quella che è la parta interessante! E’ il corpo diafano e trasparente composto di luce a dare la vita. Questa nuova luce che è stata scoperta vieni chiamata luce pesante (Scoperta da premio nobel)composta da particelle messaggere che la fisica chiama bosoni vettoriali. Questa luce ha un ombra,un impronta che non è altro che la materia ordinaria,campo elettromagnetico,lo stesso campo che ci permette di vedere l’immagine istantanea dell’unico universo visibile. La morte non è altro che il dissolversi dei vincoli tra il corpo di luce “vera luce” e quello fisico composto da atomi.

    Qualcuno sa da che fonte sono citati questi studi o chi è il nobel di cui si parla?Sembrano ricerche parecchio interessanti.

    Se anche la scienza si sta accostando al concetto di una luce cosciente, non può che dare conferma a quelle antiche filosofie che di Luce hanno sempre parlato.

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