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La morte fisica e la morte spirituale.

  • Questo topic ha 0 risposte, 1 partecipante ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 5 mesi fa da Anonimo.
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    Anonimo
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    Ciao a tutti.
    Non essendo molto bravo nelle presentazioni, lascerò parlare direttamente gli Insegnamenti delle nostre entità.
    Sono graditi eventuali commenti e/o insegnamenti inerenti, pervenuti tramite altri gruppi.
    L’Insegnamento:

    La morte fisica e la morte spirituale

    La morte fisica, non è un evento uguale per tutti come tendete a supporre.
    Colui che muore repentinamente, inaspettatamente, specialmente se ancora in verde età, la sperimenta in modo del tutto diverso e più drammatico di chi si distacca dalla fisicità gradualmente attraverso un lungo periodo di sofferenze, e siccome non c’è esperienza materiale che non si ripercuota, che non si rifletta sul corpo spirituale, vario è il modo in cui lo spirito ne risente e reagisce.
    In genere, l’entità appena disincarnata passa attraverso una fase pressappoco uguale per tutti, e cioè: il transito, più o meno celere, attraverso ciò che ritenete essere un tunnel, che può generare sensazioni di sgomento o di dolce abbandono, secondo i casi; la visione di una luce sempre più ravvicinata e vivissima, che si dilata fino a sommergere e a compenetrare l’entità medesima; la percezione o addirittura la visione di esseri superiori, che l’accolgono e l’accompagnano amorevolmente (spesso sono i suoi cari che l’hanno preceduta nel Mondo spirituale) e, infine, l’abbandonarsi ad un particolare stato che può paragonarsi, in termini umani, ad un torpore… ma che in realtà non è esattamente questo.
    Prima di proseguire però, devo puntualizzare che tale stato si ripeterà, per l’entità, ad ogni passaggio da un piano all’altro, potendosi considerare alla stregua di una nuova morte, alla quale seguirà una nuova rinascita, dal momento che durante questi sonni riparatori (chiamiamoli così per vostra maggior comprensione) l’entità, oltre che riprendere forza, prende via via coscienza delle sue numerosissime deficienze, tramite anche la revisione di tante situazioni e tanti suoi atti compiuti non solo nell’esistenza appena trascorsa, ma anche in altre sue esperienze materiali precedenti.
    Allorché questa più o meno lunga riflessione sarà completata, l’entità si troverà arricchita di consapevolezza e conseguentemente d’imparziale autocritica, e quindi sarà sicuramente più raffinata, più purificata, matura per affrontare l’esistenza su altri piani più sottili, ove ancor di più si raffinerà e apprenderà.
    Non illudetevi però che l’introspezione sia indolore! Oh, no! La vera, profonda introspezione sviluppa inevitabilmente il Sentire, che acuisce la capacità di riconoscere i nostri errori ed il rimorso da essi derivato, ed è proprio questo stato di sofferenza che la Chiesa con ingenuità identifica come purgatorio e inferno.
    In realtà non v’è né fuoco né carnefici demoniaci, ma comunque sempre di sofferenza si tratta, ed è proprio a questo punto che le vostre preghiere in nostro suffragio e i vostri atti d’amore compiuti in nostro nome possono aiutarci.
    L’isolamento in cui ci troviamo in tale stato d’esperienza è pressoché totale, ed è uno dei motivi per cui non possiamo manifestarci, salvo casi eccezionali d’impellente necessità per noi o per voi… e spesso deleghiamo ad altri il compito.
    Il sonno riparatore comunque, è risparmiato ad alcuni, ma non si tratta d’ingiustizia o di sperequazione, badate! Non vi sarà sonno riparatore o si tratterà di un evento molto breve (tanto per usare le vostre misure) per quelle creature destinate a servire da strumenti per il compimento del Karma altrui (come quelle che muoiono a distanza di poche ore, o giorni, o mesi dalla nascita, o come spesso è per i bimbi cerebrolesi) È implicito che così sia.
    Le Leggi dello spirito sono perfette. Sono io l’imperfetto, che non sono ancora in grado di indottrinare esaustivamente e continuo a tradurre i concetti per ciò che mi consta. Spero che altri facciano meglio. Vi chiedo perdono della mia pochezza e vi abbraccio idealmente tutti!
    Tommaso

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