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Karma, varianti e Legge di causa-effetto.

  • Questo topic ha 6 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 10 mesi fa da Anonimo.
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  • #21344
    Anonimo
    Inattivo

    Vogliamo approfondire un argomento ostico come il Karma e la legge di causa-effetto?
    Propongo di scambiare esperienze sull’argomento. Mi interessano le vostre opinioni, quindi vi invito a partecipare alla discussione, qualunque cosa abbiate da dire.
    Inserisco un messaggio d’incoraggiamento, così, tanto per dare uno spunto…

    La Legge karmica

    La legge karmica, evento precipuo sul quale è basata la filosofia orientale, culturalmente tramandata da millenni avanti lo stesso Evento Cristico, non ha trovato mai molti seguaci nel mondo occidentale, né in altri continenti. Soltanto in quest’ultimo secolo ed in ambiti ristrettissimi, ha risvegliato un qualche confuso interesse, come piuttosto confusi ed impreparati sono stati, in genere, i suoi divulgatori fino a tutt’oggi.
    Forse è proprio tale ignoranza diffusa a fare da deterrente, dal momento che non si può insegnare… ciò che non si sa, ma è anche a causa del rifiuto e della negazione ad oltranza da parte della chiesa cattolica, se la tesi reincarnazionista e, conseguentemente, i cosiddetti debiti karmici, sono tanto avversati dai limitatissi-mi benpensanti ed etichettati come insane fantasie consolatorie!
    A questo punto, vi chiederete quale peso avrà tale rifiuto sulla bilancia dei miscredenti. NESSUN PESO… se non avranno avuto in vita la possibilità di studiare l’argomento, o peggio, l’occasione di venirne a conoscenza; in caso contrario, ciò sarà loro addebitato come omissione.
    Le pagine del Grande Libro Mastro attendono ciascuno, e ciascuno dovrà vergare, di proprio pugno, parole e cifre conformemente a quanto avrà apportato. Questa è la vera insindacabile giustizia! Le fantasie consolatorie son altre… da qualsiasi fonte provengano. Vita e morte non avvengono a caso, né tutti gli eventi disseminati nell’arco di un’esistenza, e riprovevolmente parziale sarebbe quel PADRE che donasse ricchezza e salute a certuni dei suoi figli, riservando ad altri soltanto miseria e malattia. Dovrebbe bastare riflettere seriamente su tale semplice concetto, per giungere alla completa accettazione della tesi reincarnazionista!
    Una persona, che faceva parte nel passato del nostro cerchio, rimase alquanto destabilizzata ed in vena di contestazioni, nell’udire dall’entità di turno che una bimba, del tutto innocentemente, subiva, come proprie conseguenze karmiche, ripercussioni di un vincolo assai tormentato, che un tempo univa due adulti, a lei vicino. La persona in questione riteneva una specie di sacrilegio la comprensione di tutto ciò, e a tale luce raziocinante era ben certa di valutare giustamente… ma si domandò mai (magari in seguito e dopo aver approfondito i suoi studi sul Karma) se non avesse giudicato le parole del Maestro un po’ troppo irriflessivamente? Perché quel suo rifiuto totale, tanto precipitoso? Evidentemente quella creatura necessitava di percorrere un altro po’ di cammino, al fine di saper accantonare i propri preconcetti ed acquisire un’ottica ben diversa, più allargata e globale di quella umana.
    Di certo, quella bimba era innocente delle diatribe in cui era venuta a trovarsi e fra le quali viveva con grande sofferenza, ma non scordiamoci che, come ogni altra creatura, era segnata dal marchio di Karma precedenti e tutti propri, e comunque, la sofferenza o la morte di un bimbo, oltre che mezzo, strumento, per soddisfare i propri debiti spirituali, è sempre preziosa, sonante “moneta” per pagare quelli altrui, quelli accesi dai genitori e da tutte le persone che lo amano! Non avrebbero senso, altrimenti, le tenere esistenze stroncate al loro nascere e, ancor più, il martirio di tante malattie o di spietate esecuzioni! Ne avete visto a centinaia, in queste ultime immagini di guerra: bimbi trucidati, bimbi arsi vivi, bimbi smembrati dagli ordigni, con le manine ancora avvinghiate ai loro poveri, inutili balocchi! Le vostre urla d’indignazione, di raccapriccio e d’impotenza arrivavano continuamente nella nostra Dimensione: “Dov’è Dio? Perché Dio lo permette? Perché Dio non fulmina gli assassini? DIO NON C’È!” DIO C’È! È l’uomo ad avere smarrito il senso della vita, il rispetto della vita, l’amore per la vita! È la lotta, l’eterna lotta fra il Bene ed il Male, quella che incombe, come non mai, su tutta l’umanità, e lo sterminio, credetemi, andrà oltre, ed altri focolai di guerra si accenderanno e divamperanno, mietendo vittime su vittime, fino ad estinguere i singoli Karma, fino all’ultimo giro di ruota!
    Catastrofi belliche a parte, è d’uopo che io faccia riferimento anche a quei casi, abbastanza frequenti, di intere famiglie che i soliti maghi diagnosticano essere colpite da chissà quale maledizione. Intendo parlare di gente, una volta danarosa, sana, soddisfatta, che all’improvviso si vede cadere in stato d’indigenza e di malattia (la classica gallina dalle uova d’oro per un ciarlatano senza scrupoli, che finirà di disossarla!) Anche in questi casi, è innanzi tutto questione di Karma, come del resto lo è nel caso inverso.
    I sortilegi c’entrano ben poco.
    Tommaso

    #54554
    Anonimo
    Inattivo

    Il Karma e la legge di causa-effetto
    Tre persone questa sera abbiamo scelte tra voi, le attualmente più bisognose ( Durante una seduta, Lucia decide di rivelare a tre delle persone presenti, una delle vite precedenti, in modo da far loro meglio capire quanto gli sta accadendo in questa esistenza.) poi, se il Guardiano della Soglia lo permetterà, più in avanti prenderemo in considerazione anche altre, ma tre necessitano al più presto di queste rivelazioni. Non saranno storie particolari, storie avvolgenti, storie curiose o strane, sono storie comuni, di gente comune, le storie che avete vissuto, in un’altra era, sotto un altro nome, sotto altre vesti, talvolta anche con sesso diverso.
    Non sono storie particolari, ma sono storie di creature che in qualche modo hanno sbagliato, e starà poi a voi dopo, studiando, analizzando bene, la vita, le gesta, i sentimenti che vi animavano allora, capire se la vita attuale, se il vostro destino attuale, è stato adeguato, se in qualche modo avete o state pagando il debito antecedente e in quale misura, e quale lato caratteriale vi siete portati dietro, e quali sono state le vostre reazioni per esempio, ad un vostro comportamento errato, quali sono state, quali sono attualmente le vostre reazioni che possono essere anche errate, non è detto che voi abbiate agito e state agendo nella maniera giusta, può darsi che purtroppo continuate nell’errore, quindi questo mi è permesso soltanto, da queste rivelazioni.
    Badate bene, io non è che adesso vi farò il racconto di un romanzo, saranno tre storie sintetiche, non mi dilungherò in particolari inutili, l’importante è che il personaggio risalti bene, e risalti bene il suo modo di pensare e di agire di allora, va bene? Dopo di che, quando avrete la trascrizione del tutto, e potete rileggerlo più attentamente il racconto che vi riguarda, allora avrete la possibilità di confrontarvi meglio e certe cose che magari sul momento non riuscite a capire, poi pensandoci, riflettendoci, meditando, poi forse vi appariranno chiare.
    Questo, noi abbiamo fatto per tre creature oggi, perché erano quelle che avevano proprio bisogno, urgenza di questo, però non è detto che non si possa procedere un’altra volta agli altri.
    La prima storia implica la persona che ha ricevuto una sola croce sulla fronte. (Lucia, al buio, aveva fatto il giro dei partecipanti, toccando la testa di ognuno, segnato delle croci sulla fronte delle persone interessate, precisando che a chi avesse avuto una croce, sarebbe appartenuta la storia numero 1, a chi 2 croci, la n. 2 etc.)
    Spagna: inizio del XIX° secolo, in un paese ai piedi della Sierra Nevada; sarò telegrafica, non posso purtroppo dilungarmi, non sono un romanzo.
    Tu creatura, al tempo hai rivestito il personaggio di una giovane bellissima, una fanciulla bellissima ma, come stato sociale molto basso in quanto figlia primogenita di una famiglia numerosissima di villici, di contadini, che lavoravano nella grande tenuta di un signorotto molto avanti con gli anni.
    Già eri, oltre che bella ragazza, una grande irrequieta, eri una sognatrice, ti rifugiavi nei sogni, i più impossibili, anche per scappare, per evadere da quella vita dura di lavoro, di limitazioni, di sacrifici che tu naturalmente odiavi, e mano a mano crescevi in bellezza, questa tua povertà, questa tua umiltà di condizione, ti ossessionava al punto che un po’ alla volta ti mettesti in testa l’idea di conquistare il ricchissimo proprietario. Tu ti sei prefissa di ammaliare il padrone di tutto; ci riuscisti perché eri molto bella, ci riuscisti perché lui ormai era avanti con gli anni, era solo, ci riuscisti perché quando un essere è afferrato, è in preda alla passione dei sensi, ben poco raziocinio gli resta, e non mi dite che sono storie di quei tempi, perché anche attualmente avete un esempio molto chiaro ed eclatante fratelli, ahimé! La natura umana è così!
    Naturalmente lo circuisti in tutti i modi, naturalmente gli facesti pregustare tutte le gioie del paradiso, ed egli cadde nella rete del ragno, convinto di avere a fianco a se una giovane sposa innamorata, bellissima, che tutti gli avrebbero invidiato.
    Ahimé!, appena sposata, tu mutasti completamente e quando se ne accorse, quando egli finalmente riuscì a capire, non ebbe neppure il coraggio di troncare, di correre ai ripari, di ripudiarti perché allora in quell’epoca nella cristianissima, religiosissima, ipocrita Spagna, sarebbe stato uno scandalo troppo grande e del resto, era sempre accecato dall’amore e dalla passione.
    Forse per questo perì: la sua grandissima sofferenza, oltre che per la sua vecchiaia. Egli fu colto improvvisamente da un incidente cardiologico, che lo segnò per il resto dei suoi pochi giorni, lo paralizzò completamente e tu nemmeno avesti pietà, ed egli morì nell’indifferenza.
    Naturalmente per te fu una liberazione, adesso avevi tutto il prestigio di un gran patrimonio, della giovinezza, adesso avresti potuto sbizzarrirti, trovarti altri cento amanti, come volevi, come sognavi.
    Però mia carissima persona, mia carissima creatura, eh, non è che ti arrivassero cose troppo belle, incontrasti parecchi uomini, incontrasti parecchie delusioni, parecchie amarezze, incontrasti chi fece il tuo stesso gioco con te e ti derubò materialmente, fisicamente, spiritualmente, quello che tu facesti a tuo marito di allora, quell’uomo lo fece a te e credimi hai avuto una vedovanza molto lunga, ma molto triste, ora bada bene, ascoltami, fa attenzione creatura mia, perché quel vecchio sposo tanto male ricompensato, quel vecchio sposo, tanto innamorato e invano innamorato, ingiustamente innamorato di te, adesso la vita attuale te l’ ha riproposto e fa parte e ha fatto parte della tua esistenza.
    Chiediti: che senso hanno certe cose accadute fra me e questa persona? Ho agito bene nei suoi confronti o questa persona ha agito bene nei miei? Tante cose che ti possono essere sembrate poco chiare, o dovute alla sfortuna, ecc. ecc. beh, adesso saranno un po’ più chiarite.
    Medita a fondo, medita sui tuoi errori passati, su i tuoi errori eventuali di adesso, guarda quanto il tuo spirito si è elevato, quanto tu hai pagato di quel debito; questo è lo scopo.
    Come vedi è stata una storia molto piana, molto semplice, molto breve. Come saranno le altre? L’importante è che sia stata accennata semplicemente, senza tortuosità, senza descrizioni inutili, per farvi capire, per farvi pensare.
    Adesso passiamo alla storia numero due, alla quale è implicata la persona che ha ricevuto due croci sulla fronte. Come epoca siamo più vicino a noi, vedi creatura mia, quando tu moristi in quella esistenza, finisti i tuoi giorni qualche mese prima della dichiarazione dell’ultima guerra, e moristi nel rimorso.
    Palermo, la Palermo bene, non la Palermo dei delinquenti più o meno raffinati, più o meno ricchi, più o meno noti di adesso, la Palermo bene, delle persone per bene, dei piccoli nobili, dei ricchi banchieri, ma gente onesta, perché di gente onesta, come di gente disonesta tutto, tutto il mondo è pieno; non bisogna discriminare una regione o una nazione o l’altra.
    Dunque Palermo, Palermo bene, dei grandi antichi palazzi tanto ammirati. Tu eri la figlia maggiore di un ricco banchiere rimasto presto vedovo, ti aveva cresciuta insieme a una sorellina minore, con molto criterio, con molta avvedutezza, largamente naturalmente, e ti aveva dato una buona educazione, anzi, ti aveva dato una buona educazione conforme lo stato sociale della famiglia.
    Queste due piccole però erano molto diverse, sia fisicamente che caratterialmente. Tu, perdonami eri piuttosto scialba, dura, aspra di carattere, introversa, però avevi un’intelligenza molto viva e attratta dagli affari e attaccata al denaro in modo quasi morboso, eri diventata ben presto la prima aiutante di tuo padre, che aiutavi ad amministrare le sue grandi rendite.
    La sorellina minore invece era molto graziosa, avendo ereditato dalla mamma una certa leggiadria, era solare, era aperta di carattere quindi, totalmente diversa da te, ed è naturale che giunta ad una certa età, i rampolli delle famiglie più note della Palermo di allora, se la contendessero un po’; naturalmente questa cosa a te faceva invidia, nessuno guardava te, se non con una certa diffidenza, se non con timore, ti sapevano aspra, ti sapevano severa nei giudizi, e purtroppo molto, molto influivi su tuo padre.
    Tua sorella si innamorò di un giovane povero, giovane ricco soltanto di bellezza, di gioventù, di speranze, naturalmente osteggiata da tutta la famiglia, ma con l’entusiasmo, con la baldanza dell’età e del sentimento, non volle saper ragioni, anche se tuo padre minacciò di diseredarla, lei si sposò tranquillamente il suo bell’innamorato ed emigrarono in cerca di fortuna.
    Non furono facili i primi tempi, poi le cose oltre oceano andettero meglio, erano sul punto di sistemarsi definitivamente, avevano preso una bella piega, ma ahimé, il marito fu colpito all’improvviso da una gravissima malattia ai polmoni e costretto a rimpatriare.
    Incapace di lavorare, in difficoltà nelle cure, tua sorella tornò dal padre supplicando di aiutarli. Vostro padre impietosito l’avrebbe fatto, ma era molto malato al tempo, ormai vecchio era molto indebolito, e soprattutto dipendeva esclusivamente dal tuo giudizio. Fosti te a non voler dare a tua sorella neppure un centesimo; la roba, tutta la roba, doveva essere tua, e avevi veramente un impero di ricchezza, ma era solo quella, che ti restava.
    Ti sentivi forte e felice perché eri ricca, perché forse eri la più ricca del tempo, e nessuno avrebbe dovuto osare chiedere qualche cosa del patrimonio; non avresti diviso con nessuno, neppure parzialmente.
    Il marito di tua sorella senza cure, senza quelle cure costose, che gli erano state consigliate, morì nel giro di poco tempo, e tu non sapesti più nulla neppure di tua sorella. Quando morì anche tuo padre, rimanesti sola e cominciasti ad invecchiare, nella solitudine, nella ricchezza enorme sì, ma nella solitudine.
    I fantasmi del passato cominciarono a torturarti, cominciarono a rendere inquiete le tue notti, i rimorsi cominciarono a torturarti l’anima e a non darti pace.
    Facesti in modo di cercarla, di farla cercare, incaricasti persone per rintracciarla, intenzionata a riparare sia pure tardivamente il tuo gesto di egoismo, ma purtroppo tua sorella non venne mai rintracciata, morta anche lei, oppure sparita chissà dove. Questo fu un pensiero che ti torturò e tu esalasti l’anima chiedendole perdono. A cosa ti era servita tutta la tua ricchezza, che cosa avevi comperato con tutto il tuo avere?
    Creatura mia, rifletti, guarda se quella avidità, quella smania del possesso, quell’egoismo, è ancora in te, se qualcosa quella vita, quel personaggio, ti ha lasciato, ti ha tradotto; qual è il tuo comportamento verso gli altri? Sei aperta creatura mia, sei generosa, sei responsabilmente comprensiva delle sofferenze, delle esigenze, dei bisogni di chi ha meno di te? Oppure tieni la tua mano affondata nel forziere, nel tuo forziere, stringendo bene i tuoi soldi, difendendoli da qualsiasi che te li chieda? Rifletti, fa una comparazione, rifletti molto.
    La terza storia ci riporta molto più indietro: circa tre secoli or sono, nella Grecia centrale, in quella Grecia montagnosa, un villaggio arroccato fra le montagne, con poca gente che viveva di pastorizia.
    È lì, creatura che sei coinvolta in questa storia, eri un pastore con qualche pecora, con qualche capra, non eri un cattivo uomo, avevi una casupola al margine del paese, avevi una buona, rassegnata e paziente moglie, avevi un bambino tenerissimo, non eri cattivo, a modo tuo la famiglia l’amavi.
    Però, però… c’era un però molto serio, e cioè il tuo amore per il vino!
    Sul finire del giorno non tornavi a casa senza prima avere visitato la taverna del luogo, un boccale dopo l’altro, quasi ogni sera tornavi a casa fra i fumi dell’alcol, e massacravi e maltrattavi ed ingiuriavi la tua povera moglie.
    Lei sapeva che era la tua mente squilibrata dal vino, che così non era l’animo tuo, perché nei momenti di lucidità tu le promettevi, le giuravi di cambiare, di diventare sobrio, facesti anche qualche tentativo in verità, ma tutto inutilmente.
    Una sera, che eri ancora più esaltato, squilibrato del solito, in preda all’alcol addirittura feristi tua moglie, la feristi in faccia, con un oggetto contundente; lei terrorizzata scappò, si andò a rifugiare nel folto del vicino bosco, ripromettendosi naturalmente di ritornare appena tu caduto nel sonno ti fossi acquietato.
    Quando lei tornò, ti trovò inginocchiato, inebetito, impietrito, davanti a un cumulo di rovine fumanti. Inavvertitamente, avevi lasciato cadere un lume che aveva messo tutto a fuoco ed il bambino era morto fra le fiamme. Quel povero uomo piangeva, si strappava i capelli, consapevole di quel che aveva fatto, maledicendosi, scongiurando Dio di toglierlo dal mondo, anche lui, di condannarlo, di punirlo.
    Vedi, tu hai voluto, ti sei portato questa autopunizione, solo che adesso esageri al contrario, le esagerazioni sono sempre sbagliate, sia quando credete di agire per il bene, sia quando credete di agire per il male: il giusto agire è agire con equilibrio. Io penso e spero che queste tre piccole storie, raccontate così semplicemente, possano essere di grande aiuto alle persone coinvolte, come spero, un’altra volta, di tornare a dire anche di altre persone, perché vedete, è forse il modo più semplice per comprendere meglio il Karma, senza bisogno di teorie, senza bisogno di paroloni, senza bisogno di astrusi concetti, che il più delle volte vengono veramente equivocati.
    Lucia

    #54563
    Anonimo
    Inattivo

    io penso di aver visto in sogno almeno tre vite precedenti, però solo frammenti, ma mi hanno colpita molto . come mai certe persone possono vedere le loro vite passate e altre no? io sono l’unica in famiglia.

    #54564
    Anonimo
    Inattivo

    Ciao Franzisca90,
    le risposte alle tue domande sono piuttosto semplici.
    Le persone che hanno avuto la possibilità di vedere (in sogno ovviamente) particolari di alcune loro vite precedenti, a cui viene data la possibilià di ricordare, sono quelle che in qualche modo ne hanno più bisogno. Riviverne un frammento, restandone colpiti senza una apparente ragione, può servire allo spirito (non certo alla persona) per ricordare magari qualcosa lasciato in sospeso… quando si è partecipi di eventi particolari come questo, bisogna ricordare che la comprensione di ciò, potrebbe non essere alla nostra portata, ma che comunque ha sempre una ragione di essere, altrimenti non sarebbe!
    :)

    #54565
    Anonimo
    Inattivo

    Ancora sul Karma e la Legge di causa-effetto
    Come nella volta precedente, vi narrerò tre storie, tre vissuti appartenuti a tre di voi. Do inizio al primo racconto, ripeto che sono storie abbastanza comuni, non aspettatevi romanzi. Cercherò di essere più sintetica possibile, però è gioco-forza che in certi particolari io mi soffermi per disegnare meglio il carattere del personaggio coinvolto.
    La prima storia ha inizio esattamente nel 1900, quando i protagonisti maggiori e attualmente quella creatura che si trova fra voi che ha avuto un segno di croce, aveva allora dieci anni. Abitava in un paesino del basso Veneto devastato da frequenti inondazioni, che erodevano a poco a poco il terreno, spazzando verso il mare interi poderi.
    Questo bimbo aveva due giovani genitori e due nonni; era un bimbo nato e cresciuto nella campagna libero, con lo spirito libero, uno spirito semplice, secondo gli insegnamenti, secondo la mentalità e l’educazione di quel tempo.
    In seguito ad un’inondazione più grande, più catastrofica delle altre, furono proprio i nonni ad insistere perché il figlio, la nuora e il nipotino emigrassero in America; a malincuore la famigliola intraprese il lunghissimo faticosissimo viaggio attraverso l’oceano.
    A New York, già abitava da qualche tempo un lontano parente che si premurò di aiutarli, trovò loro un piccolissimo alloggio, trovò per il padre un lavoro sia pure saltuario, sia pure faticosissimo, come scaricatore di porto, trovò alla mamma un lavoro faticosissimo e umilissimo come sguattera in un noto locale, ma assai malfamato. Il piccino dunque era solo, solo in un una casa che sentiva estranea, solo in una città che sentiva estranea, che sentiva chiusa tanto diversa dalla sua campagna e solo trascorreva le giornate seduto sugli scalini di casa a guardare i monelli a giocare sulla via.
    Mano a mano che il tempo passava, strinse amicizia con un ragazzo più grande di lui, un ragazzo molto diverso, anche egli figlio di emigranti, ma con ben altra indole, un ragazzetto molto smaliziato, svelto, prepotente.
    Piano piano il piccolino ne rimase affascinato e lo vedeva come un idolo, come un modello da emulare e lo seguiva dappertutto.
    Ahimé, fu appunto questa amicizia, a rovinare il povero ragazzo, perché ben presto il compagno gli insegnò a rubare, gli insegnò a scippare la gente per strada, a fare qualche furtarello nei negozi, a taglieggiare le persone. Finché non fu preso dalla polizia e messo in un riformatorio.
    Fu una tragedia, specialmente per la mamma, la mamma era una creatura molto fragile sia fisicamente che mentalmente, l’unico suo tesoro, l’unico suo amore era quel bambino; potete immaginare quale fosse la tragedia di questa povera madre quando vide il figlio rinchiuso in un istituto del genere, e fu il primo colpo.
    Passarono tre anni di detenzione, e il ragazzo sembrava bene intenzionato, prometteva durante le visite di emendarsi, di imparare un lavoro, di tornare il ragazzetto pulito, semplice e la mamma ardentemente si aggrappava a questa speranza, questa certezza.
    Dopo tre anni il ragazzo fu rilasciato, tornato alla piccola casa alla piccolissima umile dimora, tornato sulla sporca, stretta, malfamata strada del quartiere, ma per un po’ rigò dritto, come si dice; fece mille lavoretti come aiuto giardiniere, come spalatore quando nevicava, spalatore della neve, il padre lo aveva portato seco anche nel porto, dove si caricava dei pesi sulle spalle, dove veramente sembrava sul punto di tornare ad essere un ragazzo normale, avviato per una strada di una vita normale, onesta, povera, ma normale in tutto.
    Ahimé, così non fu, il ragazzo intanto era cresciuto e aveva adocchiato una delle tante ragazze… di quelle ragazze spregiudicate, sempre disponibili, tanto ridanciane, tanto facili, che frequentava il locale dove la mamma lavorava, ma per avere una ragazza del genere – ormai egli aveva diciotto anni – per avere una ragazza del genere avrebbe dovuto guadagnare tanti denari, avrebbe dovuto avere una bella macchina, avrebbe dovuto farle dei regali costosi…
    Invaghito di questa ragazza, questo povero giovane abbandonato il compagno di prima, si aggregò ad altri giovani, ad una banda proprio di malfattori giovanissimi, ma molto, molto più esperti, spregiudicati, criminali, di quanto egli fosse. Compì mille azioni terribili, ferì a morte una persona, fece altre malefatte, compì mille altri atti ingiusti, criminosi, piano piano certo si arricchiva, mano mano certo prendeva baldanza, prendeva sicurezza, mano a mano la sua spregiudicatezza lievitava in lui guastandolo completamente, portandolo ad una via senza ritorno.
    Finché imprigionato, condannato a parecchi anni, non conobbe il vero carcere e qui dal dolore, piegata su se stessa da un peso troppo grande per potersi sopportare, la mamma purtroppo perse il lume della ragione. Del resto quel povero ragazzo, quel cattivo, sconsiderato, sciagurato ma anche povero ragazzo, non sopravvisse a lungo, perché dentro al carcere a cagione di un litigio, di uno scontro con altri detenuti, fu pugnalato. Non aveva ancora ventitre anni.
    Questa è in breve la prima storia, ed ora creatura che sei coinvolta in questa storia, rifletti, ne hai capacità, rifletti le conseguenze che possono esserti derivate in quest’altra vita, confronta l’agire, il tuo agire di figlio di allora con magari l’agire di un figlio tuo di oggi se ce l’hai, comprendi?
    Ti lascio alle tue riflessioni..
    Un momento solo per favore, rifate catena, date un po’ di energia a Teresa, ah!, questa donna è proprio un miracolo…
    La seconda storia, destinata naturalmente alla persona che ha avuto due croci segnate sulla fronte… Vedete, alle spalle di questa persona, dietro a questa persona, dalla vita sfortunata, dalla vita apparentemente segnata da tanta sofferenza fisica e morale, avanti questa storia, oltre a quella di questa sera, ce ne’ un’altra anteriore molto più grande e quindi questa persona, questa creatura, deve assommare mentalmente le colpe di due esistenze, deve fare attenzione; lei conosce la prima esistenza della quale io parlo, deve fare attenzione ad assommare questa a quest’altra e poi in seguito alla terza, cioè all’attuale, quella che sta vivendo, l’attuale che sta vivendo, è la somma delle due che l’hanno preceduta, sia pure a distanza di secoli, perché la prima della quale non parlerò questa sera, ma che lei già conosce, data molti secoli fa, molti secoli or sono.
    Questa invece, la sua penultima diremo per essere chiari, data pressappoco a quella che è la storia numero 1, quella che ha preceduto quel racconto…
    Questa storia, ci vede a Napoli, la Napoli di inizio secolo, secolo scorso naturalmente, in uno dei palazzi più famosi nei pressi di piazza del Gesù.
    All’epoca erano proprietari i due coniugi, nobili entrambi, di un certo lignaggio, ai quali è stata riservata la gioia inaspettata di avere una creatura, una figlia, dopo venti anni e più di matrimonio, ma dal matrimonio era considerato ormai sterile, ma questa gioia inaspettata, al momento della nascita si era tramutata in sgomento, nel constatare che la creatura venuta alla luce, purtroppo era affetta da una grave deformità scheletrica, era gibbosa, era claudicante.
    Figuratevi per la mentalità dell’epoca e per la mentalità di un certo ceto sociale, figuratevi quale onta, quale immeritata, impensata vergogna, poteva rappresentare la nascita di una creatura del genere. Una creatura condannata fin dal primo giorno a restare chiusa, segregata, nascosta dietro le mura spesse dell’antico, severo palazzo. Nessuno la vide mai e nessuno mai l’avvicinò ad eccezione di una governante ormai abbastanza anziana, da parecchio tempo al servizio della famiglia.
    Ecco voi riflettete un momento, mettetevi nei panni di questa povera bimba, naturalmente privata da ogni affetto genitoriale in quantoché i suoi genitori ritenevano una vergogna, ritenevano una disgrazia, non avevano certamente amore verso di lei, immaginate quella bimba che cresce nella solitudine e nella sofferenza; quale carattere può sviluppare, quale Sentire una creatura del genere?
    È naturale che ben presto e sempre in crescendo, il suo carattere fosse diventato aspro, ribelle, intrattabile al punto da non usare parole, ma soltanto urla isteriche, al punto da sfracellare ogni specchio esistente nella casa, perché non riflettesse la sua immagine così goffa, così mostruosa della povera creatura deforme, ma che aveva tanta intelligenza e purtroppo, che aveva accumulato tutto il risentimento, la malignità, la cattiveria di un essere del genere può incamerare.
    Guardatevi, guardatevi dalle persone segnate così fortemente, traumaticamente dal destino, non ne troverete una veramente buona, veramente generosa, perché esse odiano tutti, odiano il mondo, odiano Dio, ma soprattutto odiano se stessi.
    All’età di venti anni circa, i genitori morirono a pochi mesi l’uno dall’altro, lei rimase in custodia di questa vecchia ormai, governante, anche lei molto malandata in salute e che dopo qualche tempo decise di tornare al suo paese, per morire lì, dove era nata. Naturalmente la ragazza cercò di dissuaderla, un po’ la minacciò, un po’ cercò di rabbonirla, con promesse, con mille cose, mille atteggiamenti vera-mente inconsueti in lei, di dolcezza, di affetto ecc. ma la povera vecchia veramente era all’estremo, però le promise, le garantì la sostituzione di una sua giovanissima pronipote, venuta anche essa dal paese, la raccomandò come una fanciulla molto educata, di buon carattere, molto volenterosa e gentile.
    Ed infatti sia pure a denti stretti, la padrona di casa dovette ammettere che veramente la governante non aveva esagerato nel descriverla così a bei colori, era veramente una fanciulla deliziosa, che pendeva dalle labbra della padrona, che era felice, sembrava felice di accontentarla, passava lunghe ore accanto a lei.
    A poco a poco, questa padrona, cominciò a farle qualche dono, veramente un gesto che non le era naturale, perché non era generosa davvero, cominciò a farle qualche dono… un dono oggi, un dono domani, doni sempre più preziosi, beh, senza che io approfondisca il sentimento che piano, piano, stimolato da certi fatti naturali… sono in imbarazzo un po’ a dirlo… stimolato da certi fatti, certi impulsi naturali, voi capite su quale binario questo sentimento era indirizzato vero?
    È chiaro quello che intendo dire, senza scendere in particolari? La fanciulla era molto ingenua, la fanciulla a quel tempo non è la fanciulla di oggi naturalmente, e quindi era facile che equivocasse, che non comprendesse, se la padrona le allungava una carezza anche un po’ audace.
    Tutto andò bene finché questa fanciulla si innamorò di un garzoncello che veniva quasi quotidianamente a bussare alla porta per portare provviste.
    Nella sua ingenuità, raccontò la cosa alla padrona e potete immaginare la reazione dell’altra, ingelosita, impaurita di essere abbandonata, ingelosita dal fatto che questa fanciulla dividesse la sua tenerezza, che la condividesse con il garzone e non come avrebbe voluto lei.
    Fatto è che operò in modo che il ragazzo fosse immediatamente licenziato, privato del lavoro, malgrado poverino, avesse veramente bisogno di aiutare la famiglia, di sostenere la famiglia che oltretutto era priva di padre.
    La fanciulla però non fu più lei, la fanciulla non lavò più, la fanciulla divenne fredda, divenne malinconica, compiva i suoi servizi con diligenza, con la solita prontezza, ma senza sorriso, senza slanci finché un bel giorno, tornò mestamente al paese. Fortunatamente la padrona non le sopravvisse molto a lungo.
    Voi lo sapete, creature del genere non hanno mai una vita troppo lunga, è proprio un anomalia della struttura, un anomalia che non permette una vita lunga, non permette una longevità in queste creature e fortunatamente trovò pace nella morte, forse.
    Adesso, a distanza di decenni, perché questa povera creatura, morì abbastanza giovane, non aveva ancora trent’anni, a distanza di decenni nacque, rinacque una persona qui presente, precisamente quella persona che ha avuto i due segni di croce in fronte. Questa persona deve assommare quindi, questa esistenza con una ulteriore esistenza, avvenuta un tempo ancora anteriore, di questa qui, assommi le due esistenze, deve fare un vero calcolo, capire perché certe cose gli sono state negate, capire perché si è trovata in uno stato di inferiorità eterna, perché non trova il coraggio di farsi valere, perché è così supina, diremo piegata, di fronte alla cattiveria alle volte disumana, a tutti coloro che cercano di approfittare della sua debolezza, lei deve comprendere il perché, qual’è la sua auto-punizione e qual’è il suo atteggiamento, la risposta a questa vita, troverà allora più chiara, troverà allora meno immeritevole la vita che gli è toccata, che si è scelta.
    Adesso ricordatevi che la vita che tante volte maledite, siete voi a sceglierla, non vincoli nessuno, questo dovete sempre tenerlo a mente. Inutile che gridiate alla felicità, alla infelicità, all’ingiustizia, che voi abbiate invidia di chi è più fortunato di voi, quando siete voi stessi ad avere scritto ciò che dovete leggere, quando siete stati voi ad aver tracciato la strada sulla quale dovete necessariamente camminare, pur soffrendo.
    Se voi foste consapevoli, ma veramente consapevoli di questo, di questa realtà, oh, quanta meno ribellione ci sarebbe in voi cari fratelli.
    Nuovamente qualche minuto di pausa, nuovamente delle energie.
    La terza storia che non è una storia, è un dettaglio, che vuole apportare doverosamente, una creatura legata ad un esistenza passata, di coloro che hanno ricevuto tre segni di croce in fronte. Se traduco, sono tutte supposizioni.
    Cara creatura, mi riferisco alla creatura di sesso femminile, senza fare nomi; cara creatura, io anche se attraverso, anche se servendomi della voce di Lucia, io sono David, sono venuto a chiederti perdono. Tu, nella vita che sai, nella vita che ti ha vista nascere, crescere e morire in suolo francese, all’epoca della rivoluzione francese… oh, scusami, è troppo grande il mio pentimento, non ho parole, ti chiedo perdono, ti chiedo perdono… tu venisti a chiedermi aiuto quando, morto Mattiew, tu non avevi di che sfamarti.
    Mattiew morì senza saperlo che eri in attesa del secondo bambino, che poi sarebbe stata un bimba e che morì nel tuo seno, in seguito agli stenti; morì… perché io ti ho rifiutato aiuto, ti prego, ti prego, ti prego e prego anche Mattiew di perdonarmi, io l’ho maltrattata la tua sposa, lo respinta, la giudicavo la responsabile della tua morte, per non aver saputo trattenerti, per non aver saputo convincerti di immolarti su alla Bastiglia.
    Vi prego, vi prego aiutatemi col vostro perdono, io non posso trovare ancora pace, datemi le vostre mani, ditemi che mi avete perdonato, che questa storia possa concludersi e che voi possiate essere felici veramente, perdonatemi, perdonatemi, ricordatevi di David, ricordatevi come di un cugino che è stato malvagio, che è stato spietato e non ha avuto misericordia e Dio, Dio come può avere misericordia, dite, come posso io avere misericordia di me stesso, sapendo poi della tua morte e della tua sofferenza, sapendo come tu al momento di dare alla luce la tua seconda creatura morta, tremante, sudata, straziata, piangente invocavi il tuo sposo, che non era d’accanto… oh, perdonatemi, spero di aver pace fratelli, spero di aver pace… mon Dieu, mon Dieu, mon Dieu…adieu, adieu…

    Lucia

    #54574
    Anonimo
    Inattivo

    Il Karma esiste relazionato a quanto una persona lo cura durante la sua vita e la sua spiritualità e lontananza al materialismo.

    #54598
    Anonimo
    Inattivo

    Ciao Hackboy, finalmente qualcuno che risponde.
    Volendo entrare nel tema in po’ più in profondità, continuando ad usare parole semplici, direi che il Karma altro non è che “la risultanza dei propri vissuti”.
    Quando lo spirito ha raggiunto il piano evolutivo relativo a “spirito evoluto (uomo)” inizia per lui, il cosiddetto “caricamento del Karma o bagaglio karmico”. Ciò avviene anche piuttosto celermente, visto il suo bassissimo livello evolutivo (è appena agli inizi di un lunghissimo cammino…). Questo, chiamiamolo così, peggioramento, andrá avanti fino a che non inizierà lo sviluppo della sua Coscienza, da questo imparerà gradualmente a discernere il male dal bene. Questo è l’inizio.
    Purtroppo, non è sufficiente “averne cura” durante la vita, perché per estinguere il bagaglio karmico (perché va estinto e quindi lavorare in tal senso) bisognerà che lo spirito si faccia carico di tutte le esperienze, del male, come del bene. La Legge di causa-effetto, ne è la conseguenza naturale, quindi: né punizione o castigo, né premio, ma è soltanto ciò che ne regola il funzionamento. Ma attenzione!!! Nell’altra dimensione, non ci sono regole fisse ma, come spesso accade, intervengono miriadi di varianti…

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