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Il futuro si può “sentire”.

  • Questo topic ha 2 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 7 anni, 6 mesi fa da Anonimo.
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  • #22218
    Anonimo
    Inattivo

    Dall’interessante discussione iniziata da Nyma – Rumori dal futuro: le mie esperienze, parto con una sorta di derivazione che vorrei si sviluppasse su un articolo de La Repubblica, postato da De Bergerac.

    Il futuro “si può sentire” – Uno studio divide gli psicologi

    Daryl Bem, professore alla Cornell University, ritiene che alcune sensazioni avvertite nel presente possano in qualche modo influenzare gli accadimenti futuri.

    Qui il suo sito personale con una raccolta di interessanti articoli – Daryl Bem’s Home Page

    Tra l’altro lo stesso professore, l’anno scorso, ha pubblicato una ricerca dal titolo “Feeling the Future: A Meta-analysis of 90 Experiments on the Anomalous Anticipation of Random Future Events” in collaborazione con il prof. Tressoldi dell’Università di Padova.
    Professore di cui avevamo già parlato in questa discussione – A.A.A. cercasi volontari stra-ordinari

    Tornando all’articolo, i risultati della sua ricerca sono stati raccolti in ben 8 anni di esperimenti. Ovviamente la comunità scientifica si è divisa ed ha additato il tutto come fandonia ben prima che uscissero i risultati.
    Beh vi invito a leggere l’articolo e perché no, a dare un’occhiata ai documenti pubblicati dal professor Ben sul sito sito personale.

    In questo caso, la linea di separazione tra premonizioni e influenza mentale su ciò che deve ancora accadere risulta davvero sottile.

    E voi cosa ne pensate?
    Il futuro si può influenzare? Si può prevedere? O è tutta fantasia?

    #59580
    Anonimo
    Inattivo

    Discussione interessantissima, grazie Enzo.

    Io mi interesso a livello molto elementare di cosmologia e fisica in generale. Se mi capita sott’occhio qualche titolo interessante m’immergo nella lettura ci trovo sempre spunti interessanti anche per quei fenomeni che sono più vicini al paranormale che alla fisica.

    Secondo me il futuro si può influenzare e anche prevedere, ma al momento non ne siamo ancora in grado. Ora cercherò di spiegare in modo semplice da cosa derivano questi miei pensieri.

    Innanzitutto bisogna chiedersi che cos’è il tempo. Noi percepiamo il tempo come qualcosa di astratto che si sposta sempre ed esclusivamente dal passato verso il futuro. In realtà, ho letto che le formule matematiche che descrivono le interazioni e i cambiamenti, funzionano anche se si considera un tempo che “scorre” al contrario dal futuro al passato. Il motivo per cui il tempo va verso il futuro e noi ricordiamo gli avvenimenti passati e non quelli futuri è collegato alla termodinamica (ovvero a come il calore si sposta da un corpo ad un altro) e all’entropia (il fatto che il disordine tende ad aumentare). Per questo se metto un ghiacciolo dentro a un tè caldo, il caldo tende a uniformarsi e spostarsi verso gli atomi che compongono il ghiaccio che inizia subito a sciogliersi. “Non è impossibile che un corpo caldo si scaldi ancora di più mettendosi in contatto con un corpo freddo: è solo terribilmente improbabile” per colpa dell’entropia, aggiungerei. Ma torniamo al punto della discussione: è possibile influenzare e prevedere il futuro? Sarebbe possibile farlo se avessimo a disposizione abbastanza dati, purtroppo o per fortuna la scienza attuale non è ancora riuscita a ricavare i dati sufficienti per prevedere nel dettaglio quello che succederà, ecco perché ad un certo punto entrano in gioco le probabilità. Altro esempio: se io gonfio un palloncino e poi lo lascio libero di volare nella stanza non so esattamente che cosa succederà. Il palloncino in apparenza segue un percorso casuale, potrebbe terminare la sua corsa contro un muro della stanza, ma potrebbe anche centrare la finestra aperta e volare fuori. Come fare a prevederlo? Bisognerebbe essere a conoscenza delle precise interazioni tra le molecole presenti all’interno del palloncino, non solo, bisognerebbe anche conoscere che tipo di interazione avviene tra gli atomi che compongono il palloncino e gli atomi dell’aria nella stanza!
    La cosa si fa ancora più complicata se prendiamo in considerazione il cervello umano, perché è un campo che la psicologia e le neuroscienze stanno ancora cercando di sondare. Se una persona ha una premonizione, è impossibile dire con precisione quali micro-interazioni l’hanno portata ad avere quell’esperienza. È possibile che il subconscio abbia recepito alcune informazioni esterne e le abbia elaborate in modo da realizzare la premonizione. Come sia successo di preciso, al momento la scienza non lo sa spiegare, visto che è impossibile calcolare la totalità delle interazioni fra i miliardi di neuroni del nostro cervello. Se poi prendiamo in considerazione anche tutti gli avvenimenti esterni che influenzano la persona in modo più o meno diretto, la cosa si fa ancora più complicata. Se riuscissimo a ricavare in modo dettagliato abbastanza informazioni fra le molteplici interazioni presenti fra gli avvenimenti del mondo esterno e il soggetto preso in considerazione, allora potremo formulare delle conclusioni precise: potremo prevedere dove andrà esattamente a posarsi la foglia che si è staccata dall’albero e il giorno in cui sarà meglio restare a casa per evitare un incidente. Ma credo sarebbe necessario un super-computer di quelli fantascientifici con una memoria incredibile in grado contenere una mole impressionante di variabili.

    Quanto ho scritto?! Non so se sono riuscita a spiegare bene il mio punto di vista. Spero di sì. Eventualmente fatemi sapere e cercherò un modo per semplificare.
    :study:

    #59582
    Anonimo
    Inattivo

    Ci tengo a portare alcune precisazioni su quello che ho scritto sopra. Poiché certe cose le ho imparate da autodidatta ci sta che me ne esco con qualche sparata colossale degna di un film di fantascienza: non oso immaginare quello che mi direbbe un fisico leggendo certe mie spiegazioni. :blackeye:
    In pratica, ho scoperto l’esistenza della costante di Planck, che di per sé fa scendere drasticamente l’entusiasmo che avevo manifestato nel mio primo post. Che cos’è in breve la costante di Planck? È il limite di precisione che si può ottenere quando si tenta di calcolare la posizione e la velocità di una particella. Dallo studio di questa costante si è arrivati alla conclusione che gli eventi futuri di un certo tipo non possono essere predetti con precisione assoluta. Rientrano di nuovo in gioco le probabilità.
    Riporto una parte del libro di Hawking che sto leggendo e poi me ne sto buona:
    […] “Non si possono di certo predire con esattezza gli eventi futuri se non si può misurare con precisione neppure lo stato presente dell’universo! Potremmo immaginare nondimeno che ci sia un insieme di leggi che determinano in modo completo gli eventi per un qualche essere soprannaturale che fosse in grado di osservare lo stato presente dell’universo senza perturbarlo.” […]
    Chiudo qui la lezione scientifica, sperando di non aver spaventato nessuno. 😉

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