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Esperienze di premorte.

  • Questo topic ha 4 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 6 anni, 11 mesi fa da Anonimo.
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  • #22503
    Anonimo
    Inattivo

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    Sono passati quarant’anni da quando il Dottor Raymond Moody ha raccolto per la prima volta la testimonianza di un essere umano dichiarato clinicamente morto e in seguito ritornato in vita. Oggi sono milioni le persone in tutto il mondo ad averci raccontato la stessa strana storia, come la sensazione di distaccarsi dal proprio corpo, di lasciare il luogo in cui si era ricoverati e di attraversare un tunnel in fondo al quale si trova una straordinaria luce. Questa esperienza ha sconvolto le loro vite a tal punto che non temono più la morte.

    Per lungo tempo considerate come elucubrazioni di persone mentalmente disturbate, ormai le esperienze di premorte o NDE (near death experience) interessano sempre di più gli studiosi, i quali si interrogano: Come hanno fatto così tante persone mentre erano in stato di incoscienza, in coma e a volte perfino mentre erano dichiarati clinicamente morti, a percepire e a memorizzare avvenimenti della stessa natura?

    Da una decina di anni, i numerosi studi condotti in ogni parte della Terra sembrano abbandonare definitivamente l’ipotesi dell’allucinazione per orientarsi verso una possibile dislocazione della nostra coscienza. Del resto alcuni cardiologi, neurologi, anestesisti-rianimatori, medici e psicologi hanno vissuto essi stessi un’esperienza di premorte, e di solito testimoniano tutto senza complessi.

    Raymond Moody

    Tutte queste testimonianze hanno permesso a Raymond Moody di identificare differenti fasi della NDE. Il rivivere in una frazione di secondo la propria incarnazione terrestre per intero con una precisione, un acutezza e un’abbondanza di dettagli stupefacenti. L’attraversare una specie di tunnel buio, notare una magnifica luce brillante in lontananza e venire irresistibilmente attirati verso quella sorgente di luce dalla quale giunge un amore straordinario. L’incontro con amici o membri della famiglia deceduti che convincono il soggetto a tornare sul piano fisico, spesso per portare a termine una missione di educazione dei figli o di aiuto dei familiari, oppure per un lavoro a beneficio della collettività. Infine, il ritorno controvoglia e con dispiacere nel mondo dei “vivi”, perché l’ora del grande salto nell’altro mondo non è ancora giunto.

    Mark Horton era un genio dell’informatica. Ha lasciato definitivamente questo mondo il 7 settembre del 1996 a causa di un cancro a lungo decorso, dopo aver partecipato attivamente all’ideazione e allo sviluppo del sistema operativo Linux. La sua avventura si situa ben oltre lo schema classico elencato da Raymond Moody.

    Un giorno gli venne chiesto dove andasse a prendere tutte le sue informazioni e lui rispose: «Nell’universo, in altre parole, nel sistema di informazione universale! Personalmente non sono mai passato per il tunnel buio con la luce in fondo che attira le persone che lo attraversano. Mi sono trovato direttamente nella luce. Solo più tardi ho capito veramente questa differenza importante.

    Le persone che arrivano direttamente nella luce subiscono una forma di trasformazione fisica e psichica, vale a dire che non siamo più realmente degli esseri umani come prima! Non reagiamo più allo stesso modo, non pensiamo più come gli altri e le nostre reazioni sono diverse.

    Naturalmente abbiamo la stessa forma e siamo esseri sociali, e quando veniamo invitati a cena mangiamo come gli altri. Ma noi percepiamo il sottile, l’aura e molte altre cose! A volte però ci sentiamo molto soli, perché non ci sono tante persone come noi su questa Terra. Noi adempiamo la missione che ci è stata assegnata per l’evoluzione e la trasformazione dell’umanità.

    Viviamo in una società in cui conta soprattutto l’apparenza, ed è una limitazione tragica. Io vi dico che vivere in funzione delle apparenze significa fallire la vita! Dobbiamo innanzitutto vivere con noi stessi. Solo trovando Sé stessi è possibile trasformare la propria vita e la vita degli altri.»

    …Dal momento che il tema è un poco lungo,per rgioni di spazio lo divido in due;a seguire il proseguo…

    #61225
    Anonimo
    Inattivo

    sono da sempre attratto da queste esperienze, ne ho lette tante, a partire da un libro che mio padre comprò parecchi anni fa, almeno trenta

    Le esperienze sono simili, la luce….dovunque c’è la luce in fondo al tunnel

    Noi siamo luce e siamo destinati a vivere nella luce

    #61230
    Anonimo
    Inattivo

    I racconti di queste esperienze sono sempre molto affascinanti. Vorrei tuttavia sottolineare un punto del racconto di Horton che potrebbe contenere l’interpretazione dell’intera esperienza:

    <>

    Se lo stesso Horton riferisce che nel successivo entrare ed uscire dal coma che ha fatto seguito all’esperienza NDE si sono verificati altri sogni molto vividi, o forse allucinazioni, che potevano essere come delle “mini-NDE”… allora non è possibile che anche la prima e più forte NDE non sia stato altro che un’allucinazione?

    Non pretendo di avere la verità in tasca, non penso di conoscere la vera spiegazione di queste esperienze, però il fatto che siano tutte molto simili tra loro, anche tra culture diverse, non è necessariamente spiegabile solo con la realtà dell’esperienza stessa in senso stretto.
    Siamo tutti uomini e donne, i nostri cervelli funzionano in modo simile in qualunque cultura siamo cresciuti, abbiamo avuto esperienze quali la nascita, ad esempio, che ci accomunano.
    Avete notato come l’immagine del tunnel al fondo del quale si trova la luce possa simboleggiare la nascita? Magari una nuova nascita, ma potrebbe essere la rivisitazione di un’esperienza che tutti abbiamo avuto, in quanto tutti siamo nati.
    La sensazione di pace, calore, serenità, potrebbero essere la conseguenza di una sorta di “meccanismo di difesa” che la natura offre nel momento del trapasso per rendere meno atroci gli ultimi istanti di coscienza. Da un punto di vista biochimico possono essere spiegate con il rilascio di endorfine ed altre sostanze che sono simili a delle droghe per il nostro cervello.
    Insomma, di spiegazioni ce ne sono tante, compresa quella del reale passaggio della coscienza ad un’altra dimensione.
    Tra l’altro Horton era una persona piuttosto istruita. Mi domando se una persona molto più ignorante avrebbe descritto stelle, via lattea, braccio della galassia, universi dentro universi e così via.. o forse ognuno ha la PROPRIA allucinazione, in misura del proprio grado di conoscenza.

    #61226
    Anonimo
    Inattivo

    una cosa che mi incuriosisce, visto che nella premorte si incontrano sempre parenti stretti defunti, questo significa che non esiste reincarnazione ?

    #61237
    Anonimo
    Inattivo
    lechateau wrote:
    una cosa che mi incuriosisce, visto che nella premorte si incontrano sempre parenti stretti defunti, questo significa che non esiste reincarnazione ?

    No,il fatto che in queste esperienze di premorte si possano incontrare parenti,amici e conoscenti che sono già deceduti non annulla assolutamente la reincarnazione…

    La reincarnazione infatti non è “istantanea”;prima che questa possa avvenire sono necessari diversi passaggi di stati di Coscienza in Dimensioni sempre più Superiori;inoltre prima si devono disgregare i Corpi Sottili che formano il veicolo dell’Anima:il Corpo Astrale si deve disgregare per primo;rimangono poi altri due Corpi Sottili:il Corpo Mentale ed il Corpo Emotivo.

    Solo a questo punto,completate le disgregazioni di questi importanti tre Corpi Sottili l’Anima è finalmente libera di fondersi con il proprio Spirito ( poichè l’Anima è una particella dello Spirito ).

    Questi processi di disgregazione dei Corpi Sottili possono durare anche decenni,in qualche caso anche qualche secolo:naturalmente è bene sottolineare che il nostro tempo terreno è molto diverso da quello delle altre Dimensioni ( che peraltro è molto relativo,direi inesistente… ).

    Quindi è per questo motivo che si possono incontrare Entità già decedute che noi conoscemmo in vita;ma non solo nei casi di premorte possiamo “incontrare” Entità da noi conosciute quando erano in vita;infatti anche nel corso dei cosidetti “Viaggi Astrali”sono possibili questi incontri,naturalmente cito i Viaggi Astrali che si compiono in base alle Conoscenze Esoteriche ed alle relative Leggi che governano questi processi,perchè oggi,con molta superficialità e leggerezza si abusa spesso del termine “viaggio astrale” scambiandolo come una sorta di gita fuori dal proprio corpo fisico…

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