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Episodio di tanti anni fa.

  • Questo topic ha 6 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 6 anni, 2 mesi fa da Anonimo.
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  • #22886
    Anonimo
    Inattivo

    Volevo condividere con voi questo episodio “inspiegabile” che è capitato tanti anni fa, e che mi è tornato alla mente leggendo proprio qua, altri fatti singolari. Ero in vacanza in trentino, avrò avuto tra i 9 e gli 11 anni. Io e i miei siamo ai giardini in una cittadina, purtroppo non ricordo più quale. (Pozza o Moena? Mah…) C’era, seduto su una panchina, un tipo un po’ fuori dalle righe, che sembrava chiedesse la carità, una sorta di clochard… Eravamo a circa 20, anche 30 metri di distanza quando noto il tipo e chiedo a mio padre chi è quello, e cosa ci fa lì. Mio padre mi risponde qualcosa come “Ma quello è un povero matto, non vedi…” Eravamo, ripeto, parecchio lontani dal soggetto in questione.

    Con molta calma ci avviciniamo e questo ci allunga la mano come per chiedere l’elemosina. Mio padre lo guarda un po’ imbarazzato frugandosi tra le tasche, e lui gli dice “(G…) . lo so che mi manderesti a (…) ma…”

    In pratica lo ha chiamato col suo primo nome, (G…) e gli ha ribadito quello che mio padre mi aveva detto poco prima, a distanza. (…) era il nome di un famoso manicomio (forse quello di Pergine? Mah…)

    Ora, escludo categoricamente che il tipo abbia sentito la nostra conversazione, ed ho chiesto a mio padre se per caso l’avesse già incontrato in precedenza durante la vacanza (magari era già passato ai giardini e avevano fatto due chiacchiere), ma lui mi ha sempre detto di no, mai visto prima.

    Posso anche comprendere che la frase detta dall’uomo possa essere stata una sorta di clichè che diceva a tutti passanti, ben sapendo di non essere completamente “a posto”, ma come ha fatto ad indovinare il nome?

    Che ne pensate? Vi è mai capitato qualcosa di simile?

    #64284
    Anonimo
    Inattivo

    Effettivamente è strano… Certo magari bisognerebbe vedere se veramente si tratti di una perona malata che diceva queste cose ad ogni passante (cose simili succedono ad esempio nelle case di cura dove su 100 persone che dicono frasi senza senso, ogni tanto qualcuno può “colpire” un osservatore… A me è capitato ad esempio).
    Comunque la cosa più strana è ovviamente il nome di tuo padre ed è l’unica vera coincidenza perchè immagino che il posto che avete citato sia conosciuto nella zona.
    Ma soprattutto voi in quella cittadina ci vivevate… Perchè se così fosse magari tuo padre aveva già incontrato questa persona (senza ricordarlo) e in qualche modo era venuto a sapere il suo nome… Difficile ma non impossibile.

    #64304
    Anonimo
    Inattivo

    Infatti, ho pensato che avessero scambiato due chiacchiere magari il giorno prima, e che gli avesse allungato anche qualche spicciolo, però non ricordo bene se vivevamo lì o se eravamo di passaggio, (si parla di fine anni ’70)… Mio padre mi garantì di non averlo mai incontrato in precedenza, e rimase effettivamente di stucco.

    Quindi si potrebbe trattare di una coincidenza, con “frase fatta”, magari già studiata e ripetuta mille volte, da parte del mendicante, oppure di una sorta di percezione da parte di costui.

    Sta di fatto che ne parlammo per un paio di giorni e la versione non cambiò. Poi la cosa cadde nel dimenticatoio…

    #64305
    Anonimo
    Inattivo

    Ciò che dice Anathema coglie in pieno una cosa che mi è capitata anni fa: come molti sanno, lavoro in una comunità che ospita persone con gravi patologie psichiatriche. A volte, però, anche quando sembra che non vedano o non colgano ciò che li circonda, mostrano una sensibilità e capacità di osservazione fuori dal comune. Un giorno è venuta in struttura la figlia di una mia collega più anziana a salutare la mamma. Questa ragazza, di circa 25 anni, era molto molto carina. E’ passata, ha salutato la mamma ed è andata via poco dopo.
    Circa un’ora dopo, quindi quando qualunque commento era ormai fuori contesto, passo vicino ad una paziente molto grave, una signora che per gran parte del tempo è delirante, confusa, e borbotta cose senza senso. In quel momento mi passava per la testa la ragazza che avevo visto, ma è stata solo un’immagine, un’idea. Non ho parlato, non ho detto nulla. La paziente alza gli occhi, mi guarda come se scrutasse la mia mente, e dice:
    <> e poi torna a mormorare cose incomprensibili come suo solito.
    Detta così rende poco, ma ad essere nella situazione e vedere lo stacco netto che c’è stato tra testa bassa-mormorio incomprensibile- e poi sguardo verso di me e quella frase… insomma l’effetto è stato incredibile. E non era una coincidenza. Era una vera e propria risposta ad un mio pensiero.
    Non c’era nulla di paranormale, secondo me, ma è dimostrazione di come anche una mente malata ed in qualche modo menomata, possa mostrare delle sensibilità e capacità di osservazione incredibili.

    Nel caso del racconto del clochard, il vero punto eccezionale è l’aver indovinato il nome. Non saprei se si sia trattato di caso o che cosa. Certo che se chiamassi Giovanni tutti quelli che incontri, prima o poi un Giovanni arriverebbe, ma è comunque una spiegazione poco convincente.

    #64314
    Anonimo
    Inattivo

    Ringraziando valle per la testimonianza, è stata proprio quella la sensazione, cioè di essere stati “colti sul fatto” e nel nostro intimo, completamente presi in contropiede da una persona dalla quale ci aspettavamo al massimo qualche sproloquio senza senso.

    Quindi esperienze simili possono capitare. Altro non saprei cosa aggiungere… magari avevano fatto quattro chiacchiere il giorno prima, dato che costui era un frequentatore del luogo, ma non ho le prove, anzi ebbi a suo tempo la parola di mio padre sul contrario.

    #64285
    Anonimo
    Inattivo

    Ti avevo chiesto se abitavate li, perchè se così fosse può darsi che quella persona avesse già sentito il nome di tuo padre (magari qualcuno l’aveva chiamato ad alta voce qualche giorno prima) e se ne fosse ricordato… Chissà.

    #64324
    Anonimo
    Inattivo

    Penso fossimo di passaggio, ma d’altra parte penso fosse un giro che ogni tanto facevamo… altro proprio non ricordo.

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