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Capra uccisa e cavallo con trecce: secondo voi cos’è successo.

  • Questo topic ha 20 risposte, 11 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 4 anni, 5 mesi fa da Anonimo.
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  • #23664
    Anonimo
    Inattivo

    Ciao a tutti l’altro giorno parlando con il mio ragazzo ha detto che quando era più piccolo con il padre è andato a casa degli zii. Quest’ultimi hanno una campagna isolata dalle altre non vive nessuno vicino a loro. Una mattina sono andati li e hanno trovato una delle loro capre appese ad un albero senza testa premetto che la capra si trovava nella stalla chiusa con lucchetto, non c’erano segni si scasso vicino la porta. Poi sempre da loro un altro giorno a un cavallo hanno trovato delle trecce. Secondo voi chi ha potuto fare queste cose? Grazie in anticipo

    #71947
    Anonimo
    Inattivo

    Non credo che la povera capra sia stata vittima di un soggetto paranormale: farla sparire dalla stalle e impiccarla a mio parere non avrebbe senso. Sembra più un atto deliberato di qualche delinquente, al fine di spaventare o minacciare. Come siano riusciti a tirarla fuori col lucchetto chiuso è una bella domanda, ma forse sono riusciti ad aprirlo scassinandolo quindi senza danni evidenti e poi l’hanno richiuso. Ma dubito anche che poi siano tornati pentiti per fare le trecce ai cavalli, questo è davvero strano.

    #71953
    Anonimo
    Inattivo

    Ciao Giuly, sai qualcosa della storia del posto in cui sono avvenuti questi fatti? Tuo zio abita in una casa che prima apparteneva a qualcun altro?
    Non riesco a pensare che uno spirito possa prendere una capra e farle quello che è successo, la vedo un’azione materiale causata da qualcuno in carne ed ossa. Però sarebbe curioso capire se il luogo ha qualche passato strano. Se non ne sai nulla, prova a informarti dai tuoi zii e facci sapere.

    #71955
    Anonimo
    Inattivo

    Il gesto ricorda un po’ quel tipo di minacce negli ambienti mafiosi, dove però si facevano trovare le teste, anziché il corpo mutilato, degli animali. Un cavallo, per esempio. L’animale decapitato e appeso è comunque un gesto macabro e minaccioso che, anche secondo me, ha una caratteristica umana più che soprannaturale. Implica infatti un danno fisico, come a dire “ti farò la stessa cosa che ho fatto a questo animale”. Mentre da un’entità disincarnata ci si aspetterebbe di più un perseguitare psicologico, un tormento, una serie di fastidi più sottili che la decapitazione o l’impiccagione.

    E’ possibile, anzi molto probabile, che né il tuo ragazzo né suo padre sapessero che cosa ci fosse dietro le faccende degli zii, che magari avevano un conto in sospeso con qualcuno che li ha voluti minacciare e spaventare in quel modo. Senza per questo voler mettere in cattiva luce la famiglia del tuo ragazzo, che magari non c’entra nulla con la malavita e sono stati solo vittime di ricatti.

    #71956
    Anonimo
    Inattivo

    Mi piace l’ipotesi di Valle.
    Resta però il fatto che sono state trovate anche le trecce al cavallo, che di minaccioso non hanno nulla.

    #71957
    Anonimo
    Inattivo

    Non so, magari era una cavalla, e se l’è fatte da sola perchè si piaceva di più così :hahahaha:

    A parte gli scherzi, sarebbe da capire meglio (con i diretti interessati) se con la parole “treccia” o crine “intrecciato” intendessero davvero delle trecce a tre ciocche oppure poteva essere il frutto del crine “ingarbugliato” perché tenuto male e non spazzolato che magari assomigliava di più ad un capello “rasta” che ad una treccia.

    #71948
    Anonimo
    Inattivo

    per il fatto delle trecce,c’è una leggenda popolare nel sud Italia che parla di un folletto che di notte fa le trecce ai cavalli e può anche compiere altre”spiritosaggini”….non ho approfondito ma sembra un classico(riguardo spiriti,folletti ed altre creature simili)che viene adattato a seconda della regione ed a ognuno si attribuiscono comportamenti scherzosi o fastidiosi…dipende.
    Nulla a che vedere con l’animale….gesto di pessimo gusto e con nessuna valenza magico/esoterica.
    Non mi sembra comunque un racconto credibile nei particolari(non per criticare,assolutamente)già solo per il fatto che è stato riportato,non vissuto in prima persona ma”tramandato”
    Nella migliore delle ipotesi,uno scherzo di cattivo gusto o un tentativo di intimidazione.

    #71959
    Anonimo
    Inattivo

    Ognuno di per sè, nell’ingarbugliamento dei vari accadimenti, è convinto di essere nel vero “perchè il fatto è accaduto a me”… ma non è mai detto…

    Penso che la capra che esce dalla stalla con la porta chiusa da un lucchetto non forzato, non mi convince…. mi sembra un’aggiunta alla testa mozzata alla medesima, sicuramente da attribuirsi ad un rituale, vero o presunto per capacità o incapacità degli esecutori.

    Gli “intrecci” strani di criniere, capelli e code di buoi sono invece “diavolerie” ben note ai contadini che se le tramandano incredibilmente anche ai giorni nostri, e fanno il paio con le classiche tradizionali apparizioni di “esserini” che per dispetto, intreccerebbero di notte i crini in modo tale da non poterli più scioglierli, al punto che non rimane che tagliarli…

    Alcuni possono trovare discutibile che ci si possa ancora interessare di racconti popolari del genere, considerandoli semplicemente un inutile spreco di tempo. Non sono di questo avviso, la funzione di chi si interessa di “fatti strani”, o comunque inspiegati dalla realtà, è proprio quella di recepire adeguatamente (e criticamente) racconti del genere, per tentare nei limiti del possibile, di inserirli secondo una logica accettabile nella realtà in cui viviamo.

    Nelle campagne toscane e napoletane, che sia il “Linchetto” o il “monicaccid”, è tradizione rapportare le code finemente intrecciate indristricabili, solo in concomitanza della “visita” di tali elementi.
    Un saluto

    #71961
    Anonimo
    Inattivo

    Al paese di mia mamma (provincia di Foggia) si narra del cosiddetto “Scazzamurill” che sembrerebbe somigliare molto, per descrizione, al Munaciell napoletano (a proposito, Munaciell e Monicaccid sono la tessa cosa? Mah…). Lo Scazzamurill avrebbe le dimensioni di un bambino piuttosto brutto e peloso, a volte descritto come vestito in abito color “tabacco”, quindi compatibile con il saio di un monaco, che avrebbe la cattiva abitudine di sedersi sul petto di chi sta dormendo, la notte, causandogli incubi e difficoltà di respiro.

    Ricordo che quando andavo in Puglia in vacanza, le mie cugine tentavano di spaventarmi, la sera, raccontandomi dello Scazzamurill, con mio zio che giurava di aver passato delle notti insonni a causa del dispettoso folletto.

    #71962
    Anonimo
    Inattivo

    Praticamente non c’è regione al mondo dove non abbiano tradizioni inerenti a gnomi, elfi, fate, spiriti delle acque, folletti, geni domestici, ondine, coboldi, ecc. Il Quotidiano “La Nazione” del 15 dicembre 1987 riportava “un’incredibile storia di gnomi che fa discutere tutta la valle”. La valle in questione è situata accanto al monte Palodina, in Garfagnana, dove alcuni escursionisti si (parece…) imbatterono in alcuni piccoli esseri che, vedendoli, presero letteralmente a rotolare lungo il pendio fino a scomparire. Un altro incontro lo denuncia la stessa “Nazione” il 14 luglio 1992.

    C’è chi giura di aver visto un piccolissimo essere camminare sopra il cuscino, in camera da letto…
    Come sempre, nel dare spiegazioni univoche si rischia la garrota… Spiegazioni alternative pongono l’attenzione alle tradizioni magico-folcloristiche, dove, in ogni tradizione regionale, pullulano “esserini” diversamente menzionati, i quali si pongono al di fuori da ogni classificazione scientifica. Come sempre si può accennare e ricondurre il tutto ad allucinazione soggettiva, rintracciabile mediante un accertamento delle condizioni psichiche del soggetto. Certamente, più che giusto, ma quando i soggetti “che vedono” stì esserini sono in contemporanea più di uno?… (qui ti voglio Rosina… disse colui il quale…) 😎
    Un saluto

    #71974
    Anonimo
    Inattivo

    “Sciolgo le trecce ai cavalli” si cantava…beh, a me non risulta che il famigerato Munaciello napoletano fosse solito imbastire trecce ai cavalli o fare angherie a qual si voglia animale. La natura di questi dispetti, se così li vogliamo chiamare, è prettamente umana, sono d’ accordo con chi dice che potrebbe trattarsi di risoluzioni di conti… infierendo trasversalmente.

    #72005
    Anonimo
    Inattivo

    E infatti forse roland intendeva la leggenda che vuole la janara, una specie di strega che trova spazio nei racconti del beneventano, la protagonista di queste attività.
    SI dice proprio che avesse il vizietto di fare le treccine ad animali da soma di sesso femminile per lasciare il segno del suo passaggio.
    E’ una leggenda che mi ha sempre affascinato perché conosco quei territori ed ho sentito più racconti (uno davvero da brivido) relativi a questo personaggio legato poi alla storia molto più ampia ed antica delle streghe di Benevento.

    Magari Giuly sei così gentile da dirci in quale zona, regione o provincia è accaduto il fatto?

    ps. @KitCarson1971 gli aneddoti di cui parli relativi ad articoli di giornale sono molto interessanti! Ti scriverò in privato per farti alcune domande e non andare fuori argomento.

    #71949
    Anonimo
    Inattivo

    ciao Enzo,non mi riferivo in particolare alla janara ma a tutta una serie di racconti con le caratteristiche di cui abbiamo parlato.
    probabilmente il fare trecce ai cavalli avrà avuto un significato ben preciso in passato,tanto da essere tramandato nelle storie popolari.
    come ben si sa,nelle favole e racconti di un certo tipo,si nasconde ben altro che semplici storielle.
    nonostante me ne sia interessato,non sono giunto ad una conclusione soddisfacente,tenendo presente che(dipende dal periodo storico)parlare di certi argomenti poteva anche costare la vita,chissà alla fonte cosa si intendesse tramandare,mascherandolo con un”codice”che appariva come un’innocente storiella da raccontare attorno ad un fuoco nelle serate noiose.

    #72020
    Anonimo
    Inattivo

    Enzo, il racconto da brivido, senza disturbare te, si può trovare da qualche parte? Oppure , se ti va me lo racconti tu.
    Ecco, queste sono le cose che trovo interessanti anche se di solito inquietanti.

    #72028
    Anonimo
    Inattivo
    roland wrote:
    ciao Enzo,non mi riferivo in particolare alla janara ma a tutta una serie di racconti con le caratteristiche di cui abbiamo parlato.
    probabilmente il fare trecce ai cavalli avrà avuto un significato ben preciso in passato,tanto da essere tramandato nelle storie popolari.
    come ben si sa,nelle favole e racconti di un certo tipo,si nasconde ben altro che semplici storielle.
    nonostante me ne sia interessato,non sono giunto ad una conclusione soddisfacente,tenendo presente che(dipende dal periodo storico)parlare di certi argomenti poteva anche costare la vita,chissà alla fonte cosa si intendesse tramandare,mascherandolo con un”codice”che appariva come un’innocente storiella da raccontare attorno ad un fuoco nelle serate noiose.

    Comunque sia se Giuly non torna a farci visita e a rispondere a qualche nostra domanda, mi sa tanto che rimarremo con tante eterne supposizioni :confused:
    Ci sta che l’animale sgozzato possa essere una sorta di preciso avvertimento effettuato più da un vivo che da un morto ma le trecce ai cavalli sono tipiche dei racconti folcloristici di ogni regione italiana…
    Rimane sicuramente interessante quanto, come spesso capita, inconcludente sia per l’assenza di una qualche foto (che comunque non dimostrerebbe che le trecce sia state fatte da uno di questi esseri) che per il resoconto buttato lì così.

    obmurt wrote:
    Enzo, il racconto da brivido, senza disturbare te, si può trovare da qualche parte? Oppure , se ti va me lo racconti tu.
    Ecco, queste sono le cose che trovo interessanti anche se di solito inquietanti.

    Mi fa piacere che trovi il tuo interesse!
    A questo resoconto, fatto da una persona matura e da me ritenuta seria, dedicherò volentieri una discussione a parte così da non “invadere” questa.

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