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Aghi che escono dal corpo.

  • Questo topic ha 17 risposte, 6 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 3 anni fa da Anonimo.
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  • #24228
    Anonimo
    Inattivo

    I casi in cui nel corpo di persone, di etnia e di cultura diverse si ha un riscontro di aghi, forcine, lame, coltelli arrugginiti, spilli e spilloni, chiodi, sono molteplici, ma se ne parla poco, sempre meno di quanto sarebbe auspicabile, almeno per fare un minimo di chiarezza se mai questo sia possibile. Tra i tanti, porto a conoscenza il caso emblematico di Giuseppina Lauro che cominciò ad accusare strani fenomeni. Cadeva spesso in preda a forti conati di vomito emettendo dalla bocca ciuffi di capelli finemente intrecciati simili a minuscole matasse, nello stesso periodo iniziarono forti emorragie mestruali inarrestabili. La Lauro ricorse immediatamente a più medici perchè intervenissero perchè questo disturbo la stava lentamente dissanguando. Tutto però fu inutile. Le analisi la dichiaravano sana, ma le continue perdite di sangue continuarono, non gli fu di giovamento nemmeno un raschiamento: aveva ormai perduto metà del suo peso, da donna di robusta costituzione a donna emaciata e smagrita.

    Fu solo l’inizio, infatti cominciò a dolersi da innumerevoli punture dall’interno del suo corpo. Fu sottoposta a diverse radiografie che rivelarono senza ombra di dubbio la presenza di innumerevoli corpi estranei aghiformi all’interno della sua muscolatura, sparsi per tutto il corpo. Iniziò il suo calvario compresi 14 interventi chirurgici che rivelarono tronconi di aghi, anche arrugginiti. Questi interventi fecero “buona” compagnia al continuo stato emorragico e il costante vomito di capelli intrecciati. Va altresì detto che nei punti in cui gli aghi furono estratti, si formarono fistole e suppurazioni. la cosa più incredibile è che fu rilevato che una volta estratti gli aghi, questi sembravano riformarsi come per incantesimo, rimartoriando la povera donna.

    Il corpo di Giuseppina era ridotto ormai ad un’unica piaga e lei era distrutta sia nel fisico che nel morale constatando che la medicina a cui era accorsa non gli portava alcun sollievo. Fu solo dopo molto tempo e come ultima ipotesi, che la sua ragione aveva sempre rifiutato, che prese in considerazione anche la “fattura”. Il suo medico curante, visti i risultati pari allo zero, non si oppose all’appellarsi anche ad un esorcista. Durante tali esorcismi, tra le tante cicatrici, i presenti videro chiaramente prima spingere, e poi fuoriuscire il primo dei tanti aghi “incorporati”… Fenomeno riscontrato non unico, dicevo, che va ad assommarsi ad altri simili, e che come minimo lascia pensosi anche i più smaliziati, davanti al mare di mistero nel quale si muove l’essere umano.
    Un saluto

    #77632
    Anonimo
    Inattivo

    In comunità psichiatrica abbiamo avuto il caso di una donna africana che si era riempita la coscia d’aghi, talmente tanti, a formare una specie di trama di disegno tribale, che perfino i chirurghi si sono messi le mani nei capelli quando l’hanno vista.
    In questo caso, però, se li era infilati da sola in preda ad un misto di psicosi, delirio mistico e superstizione.

    #77636
    Anonimo
    Inattivo

    Isterismi, misticismi e “macumbe” varie portano alcuni ad autoinfliggersi punizioni e torture orientate a trarne fini benefici personali o, peggio, per autopunizioni come una sorta di messaggio ideale per una deità del tutto personale, fuori dai canoni comuni correnti. Ma qui stiamo parlando d’altro, questo è un caso che si rispecchia in altri simili. Casi che non portano a rituali autopunitivi, ma consapevolmente ad ipotesi oscure: a fatture che se non vengono fermate in tempo portano la vittima perfino alla morte.

    Da manifestazioni simili a quella di Giuseppina Lauro si comprende l’agire su di un “feticcio”, ovvero la costruzione di un simulacro sul quale si agisce con il principio della “magia limitativa”, quella cioè che parte dal concetto che il simulacro agisce sul simile umano. Il simulacro fatto in cera o altro materiale utile allo scopo, diventa il doppione della persona da colpire. Agendo su di lui le conseguenze si riversano sulla persona che esso rappresenta. In questi casi recuperare il “feticcio” è essenziale per poter agire con forza uguale e contraria su di esso, per essere in seguito distrutto con riti adatti allo scopo.

    Per restare nel caso in questione, non era stato possibile recuperare il simulacro. L’abile esorcista chiamato in causa da Giuseppina riuscì ad ogni modo ad arrestare il nefasto procedimento in atto (la moltitudine di aghi che via via, spontaneamente fuoriuscirono dal suo corpo fanno testo). Non si può combattere il male se non lo si conosce, e qui il maleficio, per un “intenditore” del ramo… fu subito chiaro. Certo, chi non ha mai avuto a che fare con queste cose tende a smarrirsi e la ragione urta contro ostacoli più grandi di lei, ma per strano che possa sembrare, tutto riconduce al mistero che si annida nell’uomo, con i suoi lati oscuri e di luce.
    Un saluto

    #77637
    Anonimo
    Inattivo

    Ciò che mi sembrerebbe preoccupante, di un’ipotesi come questa, è che la persona “innocente” e libera non avrebbe mezzo di tutelarsi da un rituale come quello da te descritto. Almeno nella fede cristiana si tende a credere che “se non te la cerchi, non ti succede niente”. In altre parole è chi si interessa di occultismo, magia, spiritismo e così via ad aprire un varco che permette al male di attaccarlo, o almeno così si tende a pensare.
    Nel caso dei riti da te descritti, simili alla magia del vudù, si tratterebbe di un attacco vero e proprio che la persona non si è cercata.

    #77638
    Anonimo
    Inattivo
    Guglielmo da Baskerville wrote:
    Nel caso dei riti da te descritti, simili alla magia del vudù, si tratterebbe di un attacco vero e proprio che la persona non si è cercata.

    Esattamente, e non è uno scherzo per chi inconsapevolmente subisce atti di psicobolia ben indirizzata. Puoi credermi (ma fa lo stesso non mi faccio problemi…) se affermo per esperienze dirette, che nessuna appartenenza religiosa mette al riparo anche da una semplice “macumba” nostrana… Ho personalmente avuto modo di vedere intervenire su oggetti tipo croci, ghirlande a morto in miniatura, piccole bare, intrecci di capelli, ecc, trovati nei cuscini e materassi, composti di lana o di piume. Ma a parte ciò, ad ogni latitudine vi sono aneddoti degni di fede che provengono per esempio dal Vau-dou e dalla Macumba, fautori di “apporti” per cui nel corpo di una persona (la vittima predestinata) vengono trovati aghi o chiodi o comunque oggetti piccoli e diversamente acuminati che ne straziano la muscolatura, con sofferenze immaginabili. E’ questo un aspetto tra i più comuni nelle “fatture” Macumba o Vau-dou brasiliane, haitiane o tahitiane per le quali prendono spunto film horrorifici.

    Dal momento in cui vengono pronunciate le parole “fattura” e “malocchio” si sentono di prammatica i soliti scettici risolini con espressioni di sufficienza nei volti degli astanti. Superstizione, ignoranza, roba da terzo mondo ecc ecc. Va detto che molto si è fantasticato e inventato su questi argomenti, tuttavia quando alcuni oggettivi fenomeni misteriosi, che la tradizione popolare chiama “fatture”, si manifestano, quei risolini e quell’aria di sufficienza scompaiono e la gente si stringe nelle spalle non avendo una risposta o una proposta di spiegazione.
    Un saluto

    #77633
    Anonimo
    Inattivo

    Ciao,
    c’è, online, modo di sapere di più sul caso di questa Giuseppina Lauro?
    Sinceramente ho cercato ma nn riesco a trovare nulla.
    Grazie in anticipo

    #77641
    Anonimo
    Inattivo

    Ci scusiamo per il blocco temporaneo della discussione, sono in corso verifiche sul topic.

    #77643
    Anonimo
    Inattivo

    In effetti non trovo più in rete il link che riguarda la sfortunata Giuseppina Lauro. Ho provato a rimediare rovistando nelle quintalate di ritagli e ritaglini… E’ un lavoraccio. Il suo caso non è unico come dicevo. Ce ne un’altro molto simile basta digitare: “Badrial Meeva trovano 75 aghi nel corpo del paziente” – od anche: “Maria Magni aghi nel corpo” – Per saperne di più per le modalità: “Le bamboline voodoo e i loro malefici”. E via via… basta avere un pò di pazienza nelle ricerche.

    I fatti riguardanti G. Lauro iniziarono nel 1982 e si svolsero a napoli, l’esorcista si chiamava Gennaro Brianti.
    Il suo piatto preferito non lo conosco, magari va matto per le speciali pizze del nostro spiritoso utente Gemini… :)

    [attachment=1615]Giuseppinalauro1.jpg[/attachment]

    [attachment=1616]GiuseppinaLauro2.jpg[/attachment]

    [attachment=1617]GiuseppinaLauro.jpg[/attachment]

    #77649
    Anonimo
    Inattivo
    KitCarson1971 wrote:
    Per saperne di più per le modalità: “Le bamboline voodoo e i loro malefici”. E via via… basta avere un pò di pazienza nelle ricerche.

    Certamente che casi simili si trovano, ma “quando si vuole dare un giudizio sulla modella numero 40, non si può farlo guardando la 43” :)

    Quindi tornando alla modella numero 40 e parlando di costei, i “ritagli” che hai pubblicato sono di giornale? Dall’impaginazione, dal carattere e dal tipo di testo che si intravede sembrano più foto di un libro o un’enciclopedia. Che differenza fa? Beh un po’ è differente, ma non ovviamente in termini di verità/non verità sia chiaro.

    #77652
    Anonimo
    Inattivo

    Inoltre resta il fatto che una donna che si presenti ai chirurghi con tot aghi nel corpo testimonia solo che ha tot aghi nel corpo, non come ci sono finiti.
    Non giova neanche dire che la poveretta era ridotta in pessime condizioni o deperiva fisicamente perché gli stessi fenomeni possono avvenire in condizioni di malattia mentale (pensate a quante volte la malattia mentale è stata scambiata per possessione demoniaca).

    #77653
    Anonimo
    Inattivo

    Diciamo che andrebbe anche capito come sono stati trovati gli aghi. Se la cute e la carne attorno ad essi era integra (e intendo integra ad un esame approfondito non solo visivo), allora obiettivamente è difficile pensare che se li è inseriti lei, abbia aspettato una completa guarigione e poi si sia stufata del male e sia andata a farseli togliere. Ma cosa diversa è se si è presentata con gli aghi nel corpo e altrettante lesioni cutanee, seppur parzialmente rimarginate, che indicano che quegli aghi sono stati infilati. In quel caso anche io penso che non sia escludibile il fatto che una persona afflitta da problemi psichici si sia torturata a tal punto da infilarsi tutti quegli aghi nella gamba in autonomia.

    Ora non so se ci sono referti medici consultabili che indichino questi particolari dettagli, ne sappiamo quanto al tempo sia stata superficiale l’analisi delle ferite. E’ possibile che i medici si siano solo occupati di togliere gli aghi senza andare a indagare quando e come ci sono finiti con un esame delle eventuali ferite, tanto meno se ormai non erano così visibili. Forse al giorno d’oggi, con anche tutte le implicazioni legali che comporterebbero, i medici andrebbero a verificare se il tessuto circostante ha segni di lesione seppur rimarginati… ma oggi e con gli strumenti di oggi. E nemmeno è detto che anche oggi lo farebbero.

    #77634
    Anonimo
    Inattivo

    Certo che le immagini sono impressionanti… E dando per scontata l’affidabilità della fonte siamo di fronte ad un caso estremo.

    Quello che però sappiamo è che c’è una signora con degli aghi nella pelle… niente di più.
    Come questi ci siano andati a finire non è dato saperlo…

    Potrebbe essere qualcosa di paranormale? Assolutamente si.
    Anche se è chiaro che la mente può portare anche molto più lontani dalla “normalità” del semplice paranormale.

    #77663
    Anonimo
    Inattivo
    Anathema wrote:
    …Anche se è chiaro che la mente può portare anche molto più lontani dalla “normalità” del semplice paranormale.

    Assolutamente sì. Infatti, oltre al già citato caso della donna africana che in comunità si era infilata un sacco di aghi sotto pelle, abbiamo avuto anche un ragazzo che si è iniettato nel braccio, con una siringa, un mix di schifezze come terra mischiata ad acqua, candeggina, alcol e chissà che altro. Ha fatto un bel mix di “schifezze” e se le è iniettate (non endovena, per fortuna).
    Diciamo che comunque l’esito non fu per niente una passeggiata. Passò mesi a fare avanti e indietro dall’ospedale: antibiotici endovena per salvarlo dai pericoli più gravi, antibiotici a dosi da cavallo, e questa ferita che stava praticamente imputridendo tanto che non gli si poteva stare vicino per l’odore.
    I medici gli hanno detto che questo “scherzetto” stava per costargli il braccio, se non la vita.
    Questo è un esempio di ciò che possono fare le persone in preda a qualche delirio con il proprio corpo.

    #77635
    Anonimo
    Inattivo

    Questa storia fa venire i brividi, non avevo mai sentito parlare di cose simili. Nell’auto infliggersi invece nel caso della donna africana credo che la fame, purtroppo, dia alla testa. oppure l’estremizzazione di qualche cultura, per fortuna non sono nato li!

    #77668
    Anonimo
    Inattivo

    Ciao.
    Mi ero ripromesso di non continuare a discutere di questo caso come del resto delle “prove” dell’astronauta Mitchell, in considerazione che il confronto di fatto non esiste, trovandomi sempre di fronte un muro di dinieghi, agglomerati per e su tutto ciò che di facciata porta a considerazioni paranormali. Ma non me la prendo con le certezze altrui, piuttosto con le mie di incertezze, a situazioni per le quali non riesco a ben capacitarmi come (per esempio) inducono così ben indirizzanti i pareri di Valle. Io purtroppo non ho certezze assolute, ma non mi sembra serio rapportare e circoscrivere l’inspiegabile alla sola psicoanalisi, alla pur sfuggevole attività psichica inconscia, ai soli contenuti dell’inconscio, alle tecniche esplorative e, in sostanza al solo apparato psichico. Mi sembrerebbe di far rivivere la mai raggiunta scientificità di C. Lombrosio…

    Insomma ritengo insufficiente la negazione protratta di chi da giudizi definitivi solo per il fatto di lavorare in tal settore e si fionda nell’unico prospettico mondo della psiche per poter dare tutto per scontato in tale direzione. Sarebbe come dire che chi esercita per professione il glucchista possa ritenersi certo di sapere ogni cosa di sassi, acqua e carrette… non è così che funziona. Nessuno può e deve sentirsi offeso se le proprie opinioni non collimano con le altrui, nessuno con un pò di sale in zucca vuole sentirsi dire ciò che più gli aggrada, questo è certo. Alla lunga però le annose e reiterate negazioni danno da pensare, nel caso in esame per esempio, per i post che sentenziano il caso, sono stati dimenticati (stranamente) i fatti essenziali. Rifaccio notare di nuovo questi più alcuni altri:

    1 – G. Lauro non bazzigava cartomanti, maghi e maghetti. Anche se in seguito si prese un bel magone…
    2 – La Lauro non considerava malefici e fatture, prova ne sia che solo in ultimissima analisi i famigliari le presero in considerazione, col permesso del medico curante.
    3 – I vari consulti specialistici non trovarono in lei anomalie fisiche (mi permetto di dire, che per me è un classico, niente di nuovo).
    4 – I ripetuti esami clinici non riportavano alterazioni su parametri fisici, nonostante il protrarsi delle mestruazioni e il deperimento (calo di peso) fisico.
    5 – L’esorcismo praticato dal Brianti (fu registrato dalla televisione sotto la direzione del regista Francesco Romano) dette esito positivo, dopo di allora la donna si riprese rapidamente.
    6 – Durante gli esorcismi si videro spuntare da sotto pelle gli aghi, dando così riscontro di valore allo stesso esorcismo.
    7 – Da notare che gli aghi fuoriuscirono dalle carni con la punta verso l’esterno, mentre sarebbe stato più logico il contrario, se fossero stati auto-immessi.
    8 – Dando dell’epilettica alla G. Lauro gli si fa torto, non avendogli mai diagnosticato questa tendente e/o latente “attività psichica” nè prima, nè durante nè dopo i fatti che la videro (purtroppo) protagonista: Giuseppina Lauro non fu mai considerata epilettica.

    Detto questo chiudo il discorso in essere per le motivazioni su dette, sono e resto quieto, non replicherò però ad eventuali altri interventi.
    Un saluto

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