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A proposito di Apollonio di Tiana….

  • Questo topic ha 1 risposta, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 9 anni, 10 mesi fa da Anonimo.
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  • #21355
    Anonimo
    Inattivo

    Roberto mi da lo spunto di “presentare”brevemente questo Iniziato;

    Il filosofo Ateniese filostrato,ci descrive Apollonio di Tiana come il più celebre filosofo Pitagorico del primo secolo dopo Cristo,ci parla dei suoi poteri supernormali,la maggior parte costituita da casi di profezie,telepatia,visioni a distanza di avvenimenti mentre avevano luogo,sdoppiamenti,guarigioni.

    I miracoli di Apollonio turbavano i primi Padri della Chiesa,ciò si rileva dall’imbarazzo che manifestava Giustino martire:
    <>

    Trasferitosi a Roma,dopo un viaggio nel Tibet,al tempo di Nerone,alcuni soldati chiesero ad Apollonio che cosa pensasse dell’Imperatore.
    La risposta fu:<>

    Questa risposta fu considerata provocatoria,per cui fu portato davanti al tribunale di Nerone per il processo.
    Durante l’udienza si verificò un fatto eccezionale.

    A mano a mano che il procuratore svolgeva il documento sul quale erano descritte le accuse a carico di Apollonio,le parole scritte sparivano davanti agli occhi del giudice;così il medesimo si trovò in mano soltanto un foglio bianco,per cui fu costretto a rimettere in libertà il filosofo.

    Gli Imperatori Vespasiano e Tito,onorarono Apollonio della loro stima ed amicizia,ma quando salì al trono Domiziano,questi lo fece accusare di sacrilegio e di attività antiromana.

    Il giorno del processo,i patrizi e lo stesso Imperatore,ricordandosi dei fatti strani avvenuti al tempo di Nerone,tentarono di risparmiare pene severe al filosofo ritirando alcune accuse più gravi,a condizione che Apollonio si ritenesse colpevole.
    Ma Apollonio rifiutò,affermando che Domiziano era un Imperatore malvagio e poichè si trovava di fronte a lui,lo apostrofò così<>
    Detto questo ,sparì dal pretorio.

    Essendosi trasferito ad Efeso,nell’anno 96,mentre pronunciava un discorso,si fermò di colpo e dopo un minuto di silenzio esclamò:
    << Per Atena,è giusto che oggi il tiranno sia stato abbattuto>>.
    Si seppe poi che nello stesso istante in cui Apollonio aveva pronunciato quelle parole,a Roma era stato assassinato l’Imperatore Domiziano,dal liberto Stefano,con la complicità dell’Imperatrice Domizia Longina.

    Il filosofo aveva avuto la visione dell’assassinio.

    Dalla sua biografia si rileva anche che un giorno,incontrando in Roma il corteo funebre di una giovane romana,Apollonio distese le
    mani sul cadavere,pronunciò alcune parole e la giovane resuscitò.

    Dal complesso della vita,Apollonio appare piuttosto un Iniziato che un semplice filosofo.
    La fama che Egli fosse un secondo Cristo fu tale che l’Imperatore Alessandro Severo volle erigere in suo onore una statua che collocò accanto a quelle di Cristo,Abramo e Orfeo.

    Nel libro Iniziazione Umana e Solare,A.Bailey scrive:

    <>.

    #54596
    Anonimo
    Inattivo

    Complimenti per la preparazione sull’argomento, Alceste.
    Se mi permetti aggiungerei qualcosa: E’ ben difficile ricostruire la realtà storica di questo “mago e stregone abilissimo” (come lo definisce Dione Cassio) su cui sono scarse le testimonianze dirette del I° secolo dopo Cristo. Ma subito dopo la sua morte (non si è mai saputo quale fosse la causa, la data e dove fosse stato sepolto), la leggenda che si crea attorno a questo personaggio, pone il parallelo e il contrasto con Gesù, che doveva valere a rivendicare gli dèi pagani ormai stanchi, e a dimostrare che i miracoli di Gesù non erano in fondo maggiori di quelli del sapiente Apollonio
    Infine, tra il I° e il II° secolo, il letterato Filostrato, su commissione di Giulia Domna, moglie di Settimio Severo e devota ad Apollonio, scriverà “Vita” (oggi edito con il titolo “Vita di Apollonio di Tiana”, che rimane una delle creazioni che meglio ci danno l’aura del tardo mondo pagano.
    Apollonio, era conosciuto nel mondo antico, da Roma all’Asia Minore, all’India, paesi da lui visitati con al seguito il fedele discepolo Damis, il quale tenne un minuzioso diario di tutti i suoi casi. Alla morte di Damis, un suo discendente lo consegnò a Giulia Domna, la quale a sua volta lo trasmise a Filostrato, sul quale si insinua il sospetto che all’incarico dell’imperatrice, egli abbia sovrapposto un proprio progetto letterario, che finì verosimilmente per alterare l’originaria prospettiva.
    Tuttavia Apollonio si fa apprezzare come essere straordinario che condusse una vita coerente e sparì anche dalla vita con la coerenza con cui l’aveva vissuta. Mentre Gesù morì in croce cercando il regno dei cieli Apollonio sparì come un dio e non si puo’ assegnargli un sepolcro bensì diversi templi, a Efeso, o a Lindo, o a Creta, ma ad essere sinceri non si sa a che età morì, né c’è la prova che sia morto davvero. Damis non dice più nulla di lui da quando Apollonio lo congedò con una missiva per l’imperatore Nerva. Ebbe come un presentimento che si trattava di un addio ma lo comprese troppo tardi. Allora gli tornò alla mente ciò che Apollonio soleva dirgli spesso: « Vivi senza metterti in vista; e se non ci riesci, evita di metterti in vista quando muori. »

    Un giorno a Tiana fece avere di nuovo sue notizie dall’al di là parlando senza essere visto altro che da lui ad un giovane che non credeva nell’immortalità dell’anima, dettandogli questi versi:
    L’anima è immortale, e non possesso tuo bensì della provvidenza,
    e dopo che il corpo si è estinto, come veloce cavallo dalla gabbia
    levandosi con facile balzo si unisce all’aria leggera,
    aborrendo la tremenda e penosa servitù;
    ma a te che vale tutto ciò? Quando non esisterai più, allora crederai;
    e dunque, a che pro finché sei tra i viventi esplori questi misteri?

    Scrive infine Filostrato: « Il suo tempio a Tiana ha prerogative regali, poiché gli imperatori non vollero negargli quei medesimi onori di cui si ritenevano degni. »

    A me piace concludere scrivendo che forse non sarà morto da dio ma Apollonio è stato certamente un uomo fuori dal comune.

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