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Rispondi a: La realtà degli OVNI – Ammissione della Marina USA.

#77080
Anonimo
Inattivo
valle wrote:
Il già noto, in questo forum, Adrian Fartade ha pubblicato un video sull’argomento “Ammissioni” della Marina statunitense in cui spiega il suo punto di vista sulla questione avvistamenti UAP.
Come già scritto in queste pagine da alcuni di noi, Adrian sottolinea il fatto che “fenomeno aereo non identificato” non equivale a “oggetto”, ma comprende tutta una serie di possibilità, dalle illusioni, ai fenomeni meteorologici, agli animali e così via.
Il video è piuttosto lungo, ma interessante perché fa anche una panoramica sul cambiamento di approccio da parte dei militari circa le segnalazioni dei piloti (prima scoraggiate, ora incoraggiate) ma le sue conclusioni sono piuttosto a sfavore dell’oggetto volante inteso come navicelle aliene.
Eccovi il video:
https://youtu.be/WwPY9yfRp8o

Non intendo affermare che il ragazzo che videa e commenta non sia preparato in fisica o per altre derivazioni scientifiche, almeno per iniziali approcci. Mi sembra che qui, nello specifico, riporti e commenti delle ovvietà, ciò che è risaputo da tempo, niente di nuovo sotto il sole ufologico… per certi versi calza i calzari dell’amico ex imberbe Polidoro, il quale con il sorrisino di supponenza che gli è abituale prova a sradicare anche le relazioni della Marina Americana.
Mi chiedo il motivo (forse non dovrei più…) di devianti e incomplete “infarinature” del genere, quando la farina non può, per insufficienza d’insieme, infarinare la…balena. Perchè non riportare integralmente i fatti? Il ragazzo del video posso capirlo, non è specificatamente il suo campo, ma l’altro, il Poli che spaccia le sue relazioni per oro, non può essere scusato, dubito assai che sia disinformato sui fatti, eppure, come suo solito, indirizza, canalizza nella solita direzione. Nel simbolico nulla di fatto. L’equità? E’ al di la da venire…

Chi ha indagato sa che in cielo (e in mare) quel giorno del 2004 non volavano elefanti, pulcini o il diavolo della Tasmania, non cirri bianchi o neri, ma ben altro. Nessuno può asserire con certezza cosa fossero nè da dove provenissero, sarebbe un’ingiunzione, falsa di principio, certamente non erano uccelli in volo, mi sembra che i fatti lo smentiscano. Cominciamo col dire che quel giorno a circa 100 miglia nautiche, al largo di San Diego (California) era in corso una delle tante esercitazioni di routine della Marina USA, sopra a questa volavano, per lo stesso motivo, i Caccia Super Hornet, i radar all’infrarosso di due di essi inquadrarono e filmarono oggetti non convenzionali, tali oggetti furono registrati per una decina di giorni anche dalle sottostanti navi, portaerei Nimitz compresa.

Nello specifico, quando tali oggetti furono inquadrati sui radar dell’incrociatore portamissili Princeton, questi chiese l’appoggio di due aerei Super Hornet perchè investigassero sugli oggetti apparsi. Questi, tra l’altro, videro un oggetto appiattito emergere dal mare (il “classico” USO) e salire fino a 8000 metri, stazionare un attimo e quindi scendere in picchiata di nuovo verso la superficie dell’acqua, il tutto stimato in meno di un secondo. Ora, non ci vuole il pallottoliere per stimare che tale velocità (oltre 20 volte la velocità del suono) non poteva essere prodotta da gabbiani, ma nemmeno dal fenomenale falco pellegrino, l’uccello più veloce della Terra in picchiata. Lo stesso David Trevor (uno dei piloti degli Horner), nelle interviste rilasciate alla NBC, BBC ed altre, confermò sempre tale avvistamento. Come si fa, mi chiedo, cercare di far passare come sprovveduto lui, pilota esperto, impiegato anche in Iraq, e il vario corollario di radar aerei e navali, solo per la tracotanza di voler far passare tale avvenimento come una sciocchezza, qualcosa di non eclatante, del tutto spiegabile. Chi mira a questo è capzioso, di parte, in modo spudorato, quasi peggio di chi vede UFO anche nel cappuccino… Le conclusioni del pilota sopra menzionato, furono che nessun mezzo aereo terrestre era in grado di eseguire le manovre che aveva osservato, altro che passero solitario…
Un saluto