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Rispondi a: Lo Yoga e…Yamuna.

#76754
Anonimo
Inattivo

Potresti avere ragione, e la discussione su questo punto potrebbe essere più interessante di quanto si immagini.
Ogni religione o filosofia fornisce all’uomo una “via di fuga” o di salvezza dall’inesorabilità della morte e della sofferenza.

Il Cristianesimo o l’Islam, per esempio, consolano l’uomo prospettandogli una vita eterna dopo la morte, una vita in cui non ci saranno più sofferenze e tutto sarà perfetto come avrebbe dovuto essere.
Le filosofie orientali propongono una scappatoia un po’ più raffinata, non ti offrono il paradiso sulla nuvoletta e un mondo incorruttibile, che potrebbe sembrare un po’ troppo una fantasia.
E allora la soluzione è: tu non sei soltanto tu. Tu sei il cielo, il mare, le stelle. E questi sono te. Siete la stessa cosa, ma in forme e declinazioni diverse. Quindi quando morirai tornerai a far parte di tutto ciò che già sei adesso, anche se non ne sei ben consapevole. Non sarai morto, ti sarai solo trasformato.

Alla fine è una scappatoia anche questa? E’ soltanto un altro modo per rendersi meno temibile una realtà ineluttabile?
Come dice Emiliano, forse non mi consolerebbe molto l’idea di fare parte di una stella dopo la mia dipartita da questa terra. Sarò pure una stella, ma se non penso più come uomo, come individuo, con la mia storia e tutto il resto, che me ne faccio d’essere diventato una stella? :confused: