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Rispondi a: Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono..

#71927
Anonimo
Inattivo
valle wrote:
Gli esempi che mi riporti non vanno contro il mio approccio, semmai lo confermano.
Perché se uno scienziato disonesto ha voluto fingere qualcosa ed è stato pubblicamente sbugiardato da un altro ricercatore, allora significa che la comunità scientifica ed i suoi metodi hanno modo di scoprire gli inghippi. Il fatto stesso che tu, oggi, sia a conoscenza di una presa in giro da parte di uno scienziato, significa che il mondo della scienza è in grado di portare i nodi al pettine alla fine dei conti.

Puoi dire lo stesso del paranormale? SI possono portare i nodi al pettine? Al momento non credo che si possa dire.
Comunque non la voglio l’ultima parola. Tanto è una fatica che non finirà mai, anche se vedo che di post in post saltano fuori argomenti interessanti che possono essere utili anche agli altri.

:……….

Sei un grande caro Valle, come chef intendo. Come giri le omelette tu non le gira ninguno, verderadamente… più che portare acqua al tuo mulino, fai straripare pure i fiumi, ma NON verso la foce… non è roba da tutti. :thumright:

Non mi meraviglia affatto ciò che dici, ormai la tua posizione-impostazione nei riguardi della parapsicologia in genere è notoria, ma ne hai piena facoltà. Da parte mia non è mia intenzione farti cambiare parere, rimani pure sulle tue posizioni, ci mancherebbe, solo spero che l’onestà intellettuale non venga mai meno. Purtroppo esiste una certa mentalità che permea i giudizi di un certo mondo accademico, non puoi negarlo, nei confronti della fenomenologia paranormale.

I soliti sorrisetti ironici, le frasi di sufficienza, le insinuazioni sulla mitomania o sull’ingenuità di chi si dedica a queste ricerche o di chi sostiene di costatarne i fenomeni (CICAP docet!), mentalità appunto che si basa sull’infallibilità del detto: “non è vero perchè non è possibile.” Detto che stai purtroppo facendo tuo, drastico principio che, ogni volta che è stato espresso (e purtroppo assai spesso) ha ritardato il cammino della ricerca arrestandosi sulla comoda poltrona dell'”ipse dixit”, che si fa forte delle presunte “definitive certezze raggiunte”. Fu la frase che portò alla condanna il buon Galileo, oggi tanto citato e invocato proprio da quelle persone , che dimostrano di possedere una posizione mentale che, al suo tempo, li avrebbero fatti schierare proprio con coloro che lo condannarono.

Tornando alle tue solite obiezioni, Anni fa in un convegno conobbi e scambiai alcuni pareri con uno psicologo scettico. Gli accennai di un caso paranormale e del perchè lui, a differenza di altri suoi colleghi non era andato di persona ad indagare. Mi rispose che la cosa non l’aveva incuriosito a sufficienza. Perchè allora, insistei, esprimeva drastici giudizi e un atteggiamento negativo nei confronti della fenomenologia paranormale, se non aveva esperienze in proposito e se per l’occasione rifiutava delle verifiche personali? Mi rispose: “caro amico, un fatto sporadico non dice nulla, i fenomeni devono essere ripetuti per essere accettati”. Gli domandai allora , visto che era uno psicologo e che , ovviamente doveva pertanto considerare la Psicologia una scienza, se sarebbe stato capace di ripetere in laboratorio un fenomeno psicologico. Mi sorrise con sufficienza (ehhh, i soloni…) “in fondo gli uomini sono così uguali, che si ripetono sempre”. E con questa risposta “scientifica” e “galileana” concluse la conversazione… Costui caro amico Valle ad una gara per rigirare le frittate ti avrebbe sicuramente battuto… :birra:
Un saluto