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Rispondi a: La liquefazione del sangue di San Gennaro.

#71532
Anonimo
Inattivo
valle wrote:
Però, KitCarson, volendo prendere per buona la tua ipotesi, dovremmo poter vedere miracoli altrettanto stupefacenti ogniqualvolta una folla di religiosi si raduna attendendo un fenomeno, ma non è sempre così. Statue delle madonne hanno pianto lacrime di sangue, ma sono state puntualmente “sbugiardate”. Non abbiamo una statua che sotto diretta osservazione, continui a piangere sangue perché la gente ci crede e concentra le proprie energie psichiche congiunte. Non abbiamo apparizioni che tutti possano vedere perché la gente concentra le proprie energie.

Proviamo a fare il gioco del “suppponiamo che”, e supponiamo che quelli che a Medjugorje OGGI (non nel passato) vedono Maria, ci stiano prendendo in giro, oppure siano vittime di deliri, è compatibile con il fatto che solo e soltanto loro siano in grado di vedere e tutti gli altri no? E’ compatibile, certo. E mi verrebbe da dire che è sin troppo evidente che solo loro vedono perché non c’è nulla da vedere.

Il CICAP potrebbe, come dici tu, fare l’errore di fare di tutta l’erba un fascio e confondere sensitivi con maghi e maghetti da quattro soldi.
Ma abbiamo ancora un problema che è proprio quello che hai citato tu: la ripetibilità. Possibile che i fenomeni che sfuggono alle leggi della fisica siano sempre fenomeni non ripetibili, non riproducibili a comando, non prevedibili?
Metti insieme gli aggettivi non ripetibile+non prevedibile+imprevedibile, che cosa ne viene fuori secondo il gioco del “giochiamo a ipotizzare che il fenomeno non esista?” Ne viene fuori che i fatti riportati come genuini sono assolutamente compatibili con l’ipotesi di “fatti inesistenti”, dal momento che non si possono osservare in condizioni controllate.
Io mi domando, in questa grande “guerra” tra chi crede e chi non crede, ancora mai nessuno è riuscito, anche solo per amore della verità, a produrre di fronte ad una commissione un qualsivoglia fenomeno non ammissibile dalla scienza? E’ sempre tutto così imprevedibile, labile, casuale, da non potersi osservare in condizioni stabilite?
Tutto questo mi fa pensare che il CICAP abbia ragione quando afferma che “a controllo 100 corrisponde fenomeno zero, e a controllo zero corrisponde fenomeno cento”. Il discorso pare molto molto attendibile.

Ciao Valle. Parto dicendo che non è mia intenzione fare il saputello, nè insegnare niente ad alcuno, ma leggendo i tuoi post, ci si rende conto che tu ignori il concetto e il fondamento della stessa parola “paranormale”. Spesso, anche in questi giorni, citi aneddoti che sono ben radicati nel paranormale, sembra che tu non te ne renda nemmeno conto. Forse che tu intenda abbinare la paranormalità esclusivamente con la fenomenica fantasma-gorica… NON è così, assolutamente. La fenomenologia attinente è di per sè molto generica, vera pur senza estremizzare nel concetto di spiritico, soprannaturale, medianico, ecc. La parola comprende TUTTO ciò che si presenta “a fianco” (para) della normalità, ovvero tutto ciò che, pur inquadrato nella realtà, non sembra rispondere alle leggi fisiche conosciute e, in particolare, sembra contraddire i tre principi fondamentali della realtà normale: A) Il mondo esterno può essere conosciuto solo attraverso i sensi. B) E’ impossibile agire fisicamente su un oggetto senza applicarvi una forza conosciuta. C) E’ impossibile che in un fenomeno, l’effetto preceda la causa.

Caro Valle non posso avallarti sobre todo quando mi citi il CICAPiscounamazza: basarsi e cercare prove esclusivamente su leggi conosciute come pretendono loro non ha alcun senso in campi di frontiera come questi, del tutto inesplorati, così come la mente. La vastissima attività dell’inconscio solo parzialmente, sottolineo parzialmente, potrebbe elevarsi alla coscienza che, come facoltà razionalmente ordinatrice, non riuscirebbe a coordinare (me lo spieghi il CICAP) in rapporti logici e relazioni causali, la molteplicità dell’insondabile. Chiamiamolo “IO” profondo, forse è meglio… Per accentuare la nostra ignoranza quando ci troviamo di fronte a fatti paranormali, abbiamo perfino coniato l’espressione neutra (non fa male a nessuno…) PSI, dalla lettera greca.

Su queste fenomenologie ci dovrebbe essere nelle alte sfere, un serio campo d’indagine, di confronto e di discussione. Fenomeni che andrebbero trattati estesamente, con certezza morale, ma non sempre con la pretesa ad ogni costo di avere risposte su parametri posti da base scientifiche, altrimenti ci si prende in giro. Non si può caro Valle, catalogare o, peggio, dare per inesistenti fenomeni del tutto appurati seppur, come dicevo, difficilmente replicabili e catalogabili come la levitazione, l’ectoplasma, la xenoglossia, gli apporti ed asporti, la modificazione di peso di un medium, la materializzazione, la trasfigurazione (non è una novità caro Valle, senza scomodare Nostro Signore), la voce diretta, la bilocazione, la psicobolia, l’influenza del magnetismo umano sulla crescita delle piante, idem per la facoltà di mummificare, le stigmate (spessissimo sbagliate), le possessioni diaboliche, sdoppiamento della personalità e personalità alternanti, telepatia, ecc, ecc. Ne abbiamo per tutti i gusti e (probabilmente) fanno da sempre parte dell’uomo. L’errore è ricusarli solo perchè non sono spiegabili o perchè c’è chi vi marcia sfruttando i gonzi.
Un saluto :thumright:

Postascrittadopo: penso altresì che tu non sia al corrente, come citi, dei “miracoli” quando una folla si raduna in preghiera, nè dei veri motivi delle lacrimazioni di statue, nè di Mediugorje, luogo in cui ci recammo in due occasioni per puro studio. Potremmo discuterne pacificamente