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Rispondi a: La liquefazione del sangue di San Gennaro.

#71424
Anonimo
Inattivo
Anathema wrote:
KitCarson1971 wrote:
CSe non hai veramente prove contrarie, statte zitto insomma…

Caro Kit, anche qui purtroppo sbagli ampiamente approccio.
E’ esattamente il contrario: se non hai prove che di sangue si tratti, evitiamo di parlare di miracolo.

O meglio, si può anche parlare di miracolo… Se qualcuno ha fede è giusto che ci creda e nessuno lo giudica.
Basta non voler imporre la propria credenza agli altri (ed in questo caso appunto, dire a chi non crede di starsi zitto).

Ciao Anathema (faccio fatica a pronunciarti, se me lo consenti userei un abbrevio :) ). “Statte zitto” era una innocua locuzione rivolta alle incomplete soluzioni dell’amico Luìs. Non prendere tutto di petto, daje. Nell’insieme il riferimento “statte zitto” era dato dalle continue forzature pseudo-scientifiche imposte dal Garlaschell, nel passato prese a riferimento anche dal sottoscritto che ne beveva i contenuti prima di immettersi sulla via di Damasco… :aa: Io sottintendo che ben poco deve trovare accoglimento in accertato ambito paranormale, ma si abusa nel contempo della propria onestà intellettuale quando ad ogni costo si cerca di imporre una soluzione scientifica laddove ancora non c’è.

Tu stesso caro amico forzi la mano: chi ha mai detto che l’evento di San Gennaro sia da considerarsi miracoloso? Quando mai io avrei detto una cosa del genere? Che fai Anatè, forzi la mano pure tu? Il sottoscritto ritiene (sempre per quel che può valere) la soluzione del dilemma ben diversa e del tutto plausibile. Ripeto: non ho mai detto che la liquefazione del preposto sangue sia ascrivibile ad evento miracoloso, ma con questo non mi sembra il caso di proporre astruse e invalidanti decantate dimostrazioni d’illecito preventivo, di cui, questo almeno è certo, non vi è al momento alcuna prova, la quale rimane su carta scritta con l’inchiostro simpatico… Simpatiche come le “dimostrazioni” di Garlaschelli.

Il mio senso di rispetto era riferito NON perchè credo al miracolo (mi sembrava di averlo evidenziato, e lo ribadisco), ma verso una gran parte di un popolo, quello napoletano che, verso questo annuale evento mostra una fede profonda, e mi sembrerebbe ingiusto tacciarli di insulsaggine bambinesca, chi sono io (chi siamo noi) per ergersi a giudici di fronte a chi ha fede? Magari l’avessi io, non simbolica, senza offuscamenti dati da ragionamenti che raramente trovano soluzioni.
Un saluto