Chiudi

Rispondi a: 7 anni per capire.

#70652
Anonimo
Inattivo

Una sera presi la macchina di mio padre , mi recai nel parcheggio situato dalla parte opposta del bar dove andavo abitualmente e dove avevo conosciuto lo strano tizio.
Con molto stupore vidi la sua macchina parcheggiata davanti al bar,era impossibile sbagliarsi visto che era la stessa auto bianca scassata targata BS.

A quel punto mandai un messaggio al numero sconosciuto

“Ora il puzzle è completo,dovete smetterla di stressarmi,sono stanco”

Proprio in quell’istante,nell’auto parcheggiata davanti alla mia, scorsi una figura di donna mentre si accingeva a leggere un messaggio arrivato sul cellulare.
Subito dopo accese la macchina e scappò in fretta e furia,mi sembrò di scorgere i lineamenti della commessa.
Ora tutto era chiaro,pensavo a un qualche programma televisivo dove ero il protagonista a mia insaputa,di li a poco mi avrebbero detto tutto.
Tornai a casa , mi coricai sul divano e accesi la tv , stava per cominciare un film in prima visione dal titolo K-PAX (venuto da un altro mondo).

Film molto bello che poi ho visto altre volte,ma quella sera ad un certo punto del film, parlavano di un uccellino azzurro e di come fosse il messaggero di Dio.
Proprio in quel momento sentii dei rumori fuori dalla porta di casa,mi alzai dal divano e aprii di colpo.
Non potevo crederci,era presente un uccellino sul tappetino d’entrata(faccio presente che i miei genitori abitano in un condominio di 6 piani,tra un piano e l’altro sono presenti finestre sempre rigorosamente chiuse).
In quel preciso istante arrivava un messaggio dal solito numero..

“IL PUZZLE E’ PER TUTTA LA VITA TERRENA”

Totalmente sconvolto mi girai verso mia madre chiedendo se vedeva l’uccellino sul tappeto.
Disse che lo vedeva e che non sapeva come fosse finito proprio li.

Cominciai a degenerare, urlai a mia madre se faceva parte del complotto e notavo la faccia molto preoccupata di mia sorella e mio padre,era da un po’ che notavano i mie comportamenti strani.
In preda al panico corsi fuori casa ,la mia mente aveva mille pensieri,pensavo a Sabrina ,forse era stata lei,voleva riconquistami.
Presi la macchina e corsi subito da lei , salii in fretta e furia le scale e suonai alla porta.
Mi aprì piangendo,il suo fisico era molto debilitato,la malattia cronica la stava facendo soffrire parecchio.
L’abbracciai e le sussurrai all’orecchio
“Sei stata tu?,lo hai fatto per me?volevi riconquistarmi?”
Pensavo ancora maledettamente a me stesso,è molto difficile sconfiggere il proprio ego.
La sua risposta fù..
“Che cosa stai dicendo,da quando te ne sei andato non riesco più a pagare l’affitto,la malattia mi sta divorando,sono diventata 38 chili e quando mi guardo allo specchio vedo un mostro.Se i tuoi vaneggiamenti sono causa mia ti chiedo infinitamente perdono ma non crearmi altri problemi,ti prego Luca”.

Tornai dai Genitori,avevo l’immagine della sofferenza di Sabrina davanti ai mie occhi continuamente.
Mi misi nel letto,volevo solo dormire e pensare al nulla,i volti dei miei genitori e mia sorella trasmettevano tutta la preoccupazione nei mie confronti.
La mattina seguente fu la voce di mia sorella a svegliarmi

“Luca, ti puoi alzare?ci sono delle persone in salotto che vogliono parlare con te”
Andai in bagno a lavare il viso,pensavo a chi potevano essere queste persone e mi sentivo veramente stanco di tutto,dovevano farla finita una volta per tutte.
Mi recai in salotto,erano presenti due uomini e una donna mai visti prima.
I miei genitori stavano in disparte e leggevo la preoccupazione sui loro volti.
La figura femminile di questi individui cominciò a fare domande..

“Cosa ti sta succedendo Luca?i tuoi genitori dicono che sei molto irrequieto,hai dei comportamenti strani,sai dire cosa ti preoccupa?”

Restai sul vago,ma le domande erano sempre più incalzanti e alla fine dissi che dovevano smetterla di pressarmi e che con ogni probabilità facevano parte anche loro del complotto come la mia famiglia.
Raccontai qualcosa delle vicende ma mi resi conto che era meglio non proseguire.
Mi dissero con molta calma che potevo seguirli di mia spontanea volontà oppure mi avrebbero portato via con la forza,non avevo molta scelta,scelsi la prima.

Mentre uscivo di casa fissai mia madre e dissi

“perché hai fatto questo mamma!!!”

Lei mi guardò,scoppiò a piangere dicendo che lo aveva fatto solo ed esclusivamente per il mio bene,disse che un giorno avrei capito.
Mi ritrovai in psichiatria,tutto stava crollando,mai avrei pensato di poter finire in un posto simile.