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Rispondi a: Il viaggio sciamanico.

#70616
Anonimo
Inattivo

Ho finito di leggere un libretto che racconta un po’ della cultura indù, rituali e teoria alla base delle loro credenze.

Io ho sempre dato per assodato che l’utilizzo di suoni e parole durante i riti o le meditazioni di qualunque civiltà fossero, proprio come dicevo prima per i tamburi, solo uno strumento per “rincitrullire” le nostre facoltà e proiettarci in una dimensione mentale differente da quella reale, aiutati dalla suggestione e magari da altre sostanze. La sostanza è che il suono “magico” di strumenti o nenie mi sembrava evidentemente privo di qualunque vero effetto se non quello del “rintronarti”, senza che la parola in se avesse un potere.

Nel libro viene invece presentato un aspetto che da alle parole e ai suoni un vero effetto sul nostro corpo. Secondo la cultura indù ogni suono, in quanto vibrazione sonora, può avere un vero effetto sulle cellule del nostro corpo composte di acqua, causando un determinato massaggio in base al suono emesso (e dunque avere un determinato effetto). I mantra dunque non sarebbero nenie scritte in modo oculato per “rintronarti” con suoni scelti solo perché si legano in modo ottimale, ma con suoni scelti in base all’effetto che vuole avere il mantra composto. Effetto che si ha solo se pronunciato nel modo esatto nella cadenza esatta.

La teoria la trovo molto interessante, anche se poi c’è una piccola perplessità sempre a riguardo. Più la persona ha un grado elevato di potere meditativo, più può recitare il mantra in maniera silente, muovendo solo la bocca ad esempio o totalmente mentalmente. Ma in questo caso, non ci sarebbe più l’onda sonora quindi è una contraddizione alla teoria stessa, a meno che non vogliamo considerare l’ipotesi che arrivati ad un certo livello, pensando il mantra in maniera ottimale, il cervello è in grado di replicare sulle cellule del corpo lo stesso effetto che avrebbe l’onda sonora. Però quanto ci stiamo spingendo “oltre” rispetto alle dinamiche reali del nostro corpo, delle nostre facoltà e delle nostre cellule? Difficile dirlo visto che della nostra mente sappiamo molto poco, ma la possibilità di andare a prendere un granchio perdendo di vista la spiegazione più semplice (il “rincitrullimento” dovuto al suono) si alza.