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Rispondi a: Tutto ebbe inizio all’età di 6 anni.

#70465
Anonimo
Inattivo
dany wrote:
@ Gemini, la butto lì così, eh… Ma potrebbe essere che, quando tu li sentivi, quei poveretti fossero effettivamente ancora in vita e che purtroppo siano spirati nel frattempo che venivano raggiunti dai soccorritori? Poi perché i morti dovrebbero “lamentarsi”? Allora niente pace e serenità o, quanto meno, fasi intermedie?

Certo tu, essendo al tempo solo un bambino, avrai vissuto quei momenti tanto drammatici senza avere ancora gli strumenti psicologici per poterli metabolizzare, quindi in modo sicuramente ancora più traumatico, restandone profondamente segnato… È per questo che i bambini andrebbero preservati il più possibile.

Comunque perché il ripudio? La guerra interiore?

Alcuni si Dany, ma i più erano morti sul colpo…non scendo in particolari macabri, ma il tipo di danni subiti non avrebbero lasciato neanche secondi di scampo. E l’ inquietante non era vedere i corpi estratti dalle macerie, ma il sentirne il rieccheggio della vita spezzata violentemente. A preservare un bambino in quelle circostanze è davvero impossibile credimi, l’ ambiente diventa ostile e si è in balìa di forze naturali immani… nessuno avrebbe voluto propinarmi una cosa del genere, d’altronde non ero neanche l’ unico bambino ad assistere, e comunque avevo temerarietà da vendere già a quella età. Il ripudio è avvenuto in fase successiva, verso i 9/10 anni, quando appunto, come ben dici, iniziavo ad avere strumenti psicologici superiori e riuscivo a mettere bene a fuoco la mia “anormalità” rispetto ai miei coetanei i quali spesso mi allontanavano per paura, bulletti compresi, perché riuscivo a metterli in crisi in un modo o nell’ altro…ma la mia infanzia non è stata priva di amicizie, anzi, forse è stato un bene perché ne preservo tutt’ oggi molte genuine. La guerra interiore perché una parte di me era ambiziosa, quella parte più sadica e meschina prettamente umana, in conflitto con l’ altra spirituale che rifiutava quell’ essere diverso in qualche modo…tante intuizioni ed episodi, la paura, non si accettano facilmente e la domanda sovente era “perché a me, proprio a me?”. E questo mio ripudio mi ha provocato episodi di autoisolamento, spesso mi allontanavo io dalle amicizie, preferivo andarmene sui monti, li dove nidificano i falchi, da solo a meditare e in un certo qualmodo scoprire chi ero. Ora mi fermo…la storia è lunga ed io non sono qui per parlare prettamente di me.