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Rispondi a: Lo Psicomanteo: chi c’e’ al di la’ dello specchio?.

#70243
Anonimo
Inattivo

Interessantissima ricostruzione storica, peraltro corretta. Sotto il profilo personale ti posso dire che una sera, molto tempo fa mi sono messa davanti allo specchio da sola. Io il buio e una candela, avevo letto da qualche parte che si poteva accedere a ricordi di vite precedenti ed era un periodo strano nel quale ero particolarmente bombardata da sogni pazzeschi, coincidenze, premonizioni e altre assurdità. Se ci penso ora quell’esperimento mi sembra una follia, ma il bombardamento era tale che volevo solo sapere, capire, non avevo più paura ero solo stremata e determinata. E’ bastata una mezz’ora. Ero sola quindi è stato complesso, devi capire quando ti stai perdendo, quando è la mente che sta ingannando, devi sconfiggere la paura, poi arriva uno stato differente nel quale è tutto più chiaro, uno stato contemplativo, non pensi più a nulla osservi con distacco quel che arriva, non ultimo devi capire quando è giusto smettere. E’molto stancante. Non l’ho mai più rifatto. Posso dirti però che in un viaggio fatto due anni fa ho rivisto i luoghi dello specchio e che alle mie domande sulle vite passate in parte chiarite era legata una domanda sul presente di allora: qualche giorno dopo lo specchio, prima di dormire, dopo una seduta di yoga avevo acceso una candela sul comodino mi sono girata perchè la fiamma danzava. Ho visto una scena chiara nella fiamma, era la risposta presente. Un fatto confermato pochi giorni dopo. L’idea che mi sono fatta? Sia che tu osservi uno specchio, un corso d’acqua o una fiamma, o le fronde degli alberi al vento (meglio se ascoltandone il suono) favorisci lo stato contemplativo/meditativo (gli sciamani dicono zittisci il guardiano interiore), in questo stato recuperiamo doti che l’affanno per il quotidiano e il mondo materiale assopiscono forse come dicono gli ultimi grandi esoteristi (esoterico nel senso di sapere di pochi) “volutamente”, poichè meno consapevolezza più strumentalizzazione. Non dovremmo avere paura, dovremmo dedicare a queste pratiche un pò di tempo sempre, senza giudicare i risultati, annotando i riscontri. Al di là di tutte le considerazioni che possono essere fatte sono momenti di quiete che aiutano a ritrovare l’equilbrio e nell’equilibrio la strada da percorrere è più chiara e anche i pericoli appaiono più chiari.