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Rispondi a: Premonizione….di un’animale.

#67418
Anonimo
Inattivo

Scusa Anathema ma proprio non riesco a seguirti e questo potrebbe benissimo trattarsi di un mio limite. Ma ho l’impressione che qui si tenda a generalizzare e a fare troppo di di tutta l’ erba un sol fascio. Deduzione/induzione, credere o non credere, sono solo facce della stessa medaglia ce lo vogliamo mettere in testa una volta e per tutte? Se in tasca ho dei soldi, quante possibilità ho di pagare mostrando sempre e solo la stessa facciata della banconota ogni volta? quante possibilità ci sono che chi mi da il resto lo faccia sempre con la stessa moneta rivolta verso un lato?. Avverto che certi ragionamenti vengano affrontati con troppi dogmi. Lungi da me l’ essere presuntuoso, non voglio fare il sapientone anche perché non potrei nemmeno permettermelo….ma apprezzerei che lo spirito analitico del mio interlocutore fosse un po’ più svincolato da filtri e certezze non certe. Fatto questa premessa, posso solo dire che ci possono essere molteplici motivi o necessità intrinseci che possono, nell’ esempio del gatto, spingere l’ animale ad ignorare o sfidare quello che avverte. E uno di questi motivi potrebbe essere, nel caso di animali randagi o selvatici, quella della prima necessità ossia il cibo. Facciamo qualche esempio: il gatto ha fame, ha annusato un forte odore di pesce provenire dall’ altra parte della strada, per lui è irresistibile per istinto…per lo stesso istinto ha percepito/presagito pericolo…secondo il tuo modo di pensare cosa farebbe il gatto? Ti dico la mia: inconsapevolmente il gatto da priorità alla sopravvivenza, e nonostante sembri un paradosso egli gioca alla roulet russa. Questo che dico è riscontrabile per tutti, e coinvolge tutto il regno animale. Per quel che concerne l’ avvisarci di qualcosa di brutto, be io non sto dicendo che ogni gatto che incontri possa fare al momento da sibilla, ma con quelli che crescono sin da piccoli in una casa a stretto contatto con chi erroneamente definiamo loro padroni, possono crearsi sintonie che vanno ben oltre all’ imposto rapporto di coesistenza, tantomeno possiamo metterci qui a monitorare costantemente il loro comportamento….senza escludere che non tutti siamo uguali e soprattutto non tutti con la stessa facoltà di cogliere i segnali (caso mio). Facciamo affidamento a troppo pochi sensi per valutare certe cose.