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Rispondi a: Cosa mi sta succedendo?.

#66846
Anonimo
Inattivo

Mi fa piacere che almeno tu convenga che non si tratti sempre di fenomeni genuini.
Tuttavia mi lascia perplesso il criterio secondo il quale le esperienze “genuine”, ammesso che esistano, apportino crescita, evoluzione personale, mentre quelle illusorie apportino solo danni. E ti spiego perché l’idea non mi convince.

Oltre a lavorare nell’area psichiatrica, in passato ho lavorato a lungo anche nel settore delle tossicodipendenze. In quell’ambito, ascoltando le esperienze di alcuni tossicodipendenti, ho avuto modo di scoprire qualcosa di apparentemente paradossale: le esperienze indotte da sostanze psicotrope possono portare anche al cosiddetto “insight”, ovvero l’improvvisa e sorprendente comprensione della chiave di un problema, che in un certo senso può essere rapidamente risolto o comunque superato a livello psicologico.
Può sembrare che stia dicendo un’eresia. Sto forse difendendo ed incoraggiando l’uso delle droghe? No, non sto facendo questo.
Molti sanno, tuttavia, che le droghe possono avere anche degli aspetti positivi e, in certi tempi e certi luoghi, pensiamo ad esempio allo sciamanesimo, hanno giocato e giocano ancora un ruolo chiave. E’ l’abuso, la schiavitù, l’uso snaturato ed inappropriato che ne ha fatto la società occidentale ad essere patologico.
Esistono addirittura degli studi di nicchia sull’uso di allucinogeni a scopo terapeutico, ad esempio per curare certe dipendenze, una sorta di terapia d’urto.

Che cosa significa tutto questo discorso sull’uso delle droghe psicotrope? Significa che un’esperienza “fasulla”, come un “viaggio” indotto da una sostanza allucinogena, può svelare all’individuo dei significati, può offrire delle soluzioni. Eppure non è genuina come intendi tu. Non è un viaggio astrale, in una dimensione altra, ma è il prodotto di un’allucinazione.

Allo stesso modo è possibile che un’esperienza scaturita senza l’uso di droghe, che avrebbe teoricamente dei presupposti per apparire più “genuina” sia invece un’esperienza inutile e fallimentare, o addirittura patologica.
Ciò induce a concludere che non sia tanto il “piano” in cui si svolge l’esperienza ad essere significativo, ma l’elaborazione e la capacità dell’individuo di individuare dei significati, e di tradurli in insegnamenti, ciò che realmente fa la differenza.

Sono certo che anche dal cosiddetto “viaggio astrale” l’individuo possa apprendere degli insegnamenti, ma questo non ci dice nulla sulla natura di quel mondo che viene esperito dal soggetto.