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Rispondi a: Biglino a Milano.

#66340
Anonimo
Inattivo

Scusa Anathema ma tu hai idea di cosa sia la lingua ebraica vero con tutti gli annessi e connessi? :confused:
Nessuno può arrogarsi il diritto di conoscere questa lingua con tutte le sue profondità ed altezze senza uno straccio di titolo.
Il fatto che i tizi delle edizioni di san paolo non dicano nulla non vuol dire nulla, anzi lo trovo strano e anticattolico. Forse si vergognano troppo dover ammettere di averlo usato come traduttore incompetente, di fatto mettendo in discussione i passi da lui tradotti!… Immaginate per un solo momento il putiferio per simile ammissione.

Per la precisione, chi ha studiato veramente l’ebraico e gli ebrei stessi lo ritengono ridicolo e solitamente bisogna dar credito ed abbeverarsi alle fonti, non alle acque inquinate.
Lungi da me convincervi del contrario ma almeno di ammettere che Biglino non è un esperto, tutt’al più un appassionato di alieni e traduttore superficiale con tendenze esegetiche fantasiose dettate da incompetenza in materia.

Qui degli esempi di forti critiche:

“Mi è bastato sentire la sua introduzione quando afferma che “quando l’Antico Testamento dice una cosa, vuol dire quella è basta”
Il Professore è da me bocciato senza appello in lingua ebraica, perché solo chi non capisce nulla di ebraico e di storia e tradizione ebraica, può affermare simili idiozie.
Tra l’altro la sua traduzione è basata sul codice masoretico di Leningrado, il che significa che il prof non è in grado di leggere e capire l’ebraico non vocalizzato e che quindi traduce quello che i masoreti hanno voluto che il traduttore traducesse. D’altra parte che ci si può aspettare dalle traduzioni san paolo?
Se avrò altro tempo ascolterò il resto, ma il primo minuto fa retrocedere il prof un seconda elementare.”

“Il problema non è prendere o no come storici i racconti. Il problema è conoscere l’Ebraico e il prof conosce un ebraico masoretico, quindi punteggiato, con l’interpretazione che i Masoreti hanno dato. Egli non ha accesso ai talmud né ad altro della letteratura ebraica. La parola ebraica poiché non vocalizzata, è suscettibile di molteplici interpretazioni e la massorà dà solo una delle possibiltà.
L’interpretazione si svolge attraverso vari livelli definiti dall’acronimo PARDES
che indica
livello letterale P’shat
livello allegorico remes
livello omiletico darash
livello profondo (nascosto) Sod
come si evince dall’introduzione di cui ho fatto cenno nel primo post il prof ritiene che ciò che è scritto nella Torah sia sempre letterale ed egli insiste sul fatto che ha effettuato una traduzione letterale. Ciò la dice lunga sul suo basso livello di conoscenza, sia della Lingua che della Torah.
ma non mi meraviglio: la presunzione e l’ignoranza sono sorelle. Meglio così che gli “esperti” di ebraico e di ebraismo restino pure tali: fanno meno danni all’umanità.”

“Non conosco nessuna traduzione del Tanach corretta dal punto di vista ebraico.
Diciamo che grosso modo possono andare, ma vi sono una infinità di punti in cui la parola ebraica, così poliedrica e che si presta a mille possibilità interpretative, viene resa con un suo possibile significato, non obbligatoriamente quello giusto o quello più adatto alla circostanza. Non è facile spiegare questi concetti a chi non conosce l’ebraico e soprattuttoi a chi non conosce anche l’ebraico moderno.
I Masoreti hanno dato una lettura della Torah, secondo un certo sistema di punteggiatura. Questa lettura non è altro che una applicazione della tradizione orale, quindi coloro che nonvogliono accettare che la Torah scritta non può essere capita senza la Torah orale, prendono in giro se stessi e chi li ascolta. Che cosa è la loro lettura dall’ebraico se non la tradizione che i NMasoreti hanno dato loro?
Ci troviamo quindi di fronte a una sola possibilità di traduzione, quando dall’ebraico si deve scegliere il significato da rendere in un’altra lingua.
ma chi legge in ebraico può trascorrere anni su di una parola e sulle possibilità che una diversa vocalizzazione può offrire.
questo è dal punto di vista puramente tecnico. Poi vi sono gli errori di traduzione, gli errori passati di trascrizione, gli errori in mala fede e gli errori di nterpretazione in buona fede. Pensate che ne vine fuori dall’ebraico, al greco, al latino, alle lingue nazionali.
Il testo del tanach è invece in ebraico sempre lo stesso. Periodicamente i Libri sacri devono essere ricopiati per evitare che il degrado del tempo generi una minima sbavatura in una lettera che renderebbe non kasher (non idonea) la lettura. I testi vengono sepolti nelle Ghenizot. E questo avviene da oltre 2000 anni. Infatti le grotte di Qumran altro non sono che delle ghenizot, cioè dei cimiteri del Testi sacri”

Qui potete leggere le discussioni al completo con le risposte e domande: http://consulenzaebraica.forumfree.it/m/?t=58603864