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Rispondi a: Poltergeist in camera da letto.

#65971
Anonimo
Inattivo

Postato 6 mesi fa…

Riporto una spiegazione redatta dalla sezione di Torino del GRIS ( così ,forse,per qualcuno,acquista autorevolezza… ).

Approfondimenti: parapsicologia
Il “poltergeist”

Con questo termine tedesco, di chiara origine spiritistica, si designa tutta una serie di fenomeni che presentano le caratteristiche di una autentica “sarabanda infernale”, e che vengono a turbare la tranquillità di una casa, provocando spesso scompiglio e spavento. Perciò si parla anche di case infestate o stregate.

Senza avere la pretesa di essere esaustivi, presentiamo una sommaria enumerazione di fatti caratteristici che si possono manifestare nel Poltergeist: tavoli e mobili di legno che sembrano scoppiare; passi felpati oppure rumorosi di persone che camminano sul pavimento in modo invisibile; campanelli e strumenti musicali che si mettono improvvisamente a suonare senza che nessuno li tocchi; chiavi che girano spontaneamente nella toppa; sassi che volano in aria come se fossero scagliati da mani invisibili; vetri che si rompono senza essere stati colpiti da nessun oggetto e senza causa apparente; mobili pesanti che si spostano come fossero mossi da persone che si sottraggono alla vista dei presenti…e tutta una serie di interminabili fatti.
Non bisogna confondere questo fenomeno con le allucinazioni, riducendo alla produzione immaginaria di una fantasia surriscaldata; si tratta invece di effetti oggettivi, reali sul mondo esterno, che si possono anche fotografare o registrare.

Solo in pochi casi, data la natura bizzarra ed estemporanea di questi fenomeni, si verifica la possibilità che si trovi presente una persona competente, in grado cioè di osservare i fatti in maniera critica, e nello stesso tempo in grado di redigerne una relazione degna di fede. Solo se si realizzano queste condizioni il caso ha valore scientifico.
Il Poltergeist tuttavia si presenta come cittadino del mondo; esso ha fatto la sua prima comparsa fin nelle più remote epoche della storia: la commedia Mostellaria (mostriciattolo o fantasma) di Plauto ne sarebbe un indizio.
Fino a poco tempo fa da parte di certuni si pensava che le “case stregate” fossero frutto di qualche fantasia balzana; da parte di altri, invece, il pandemonio che si scatena in questi ambienti veniva attribuito a qualche spirito maligno. Ancora nel 1923 il famoso astronomo Flammarion nel suo libro intitolato Le case infestate, per spiegare la strana fenomenologia che si verifica in esse, supponeva che intervenissero tre spiriti diversi di spirito: lo spirito dell’uomo, lo spirito di persone defunte, gli spiriti di entità misteriose.

La prima ricerca su un fenomeno di Poltergeist risale al 1958 e fu condotta da due famosi parapsicologi nordamericani, William Roll e J. Gaither Pratt. Si tratta di un’investigazione condotta sul luogo stesso dove era scoppiato il fenomeno, a Seaford in USA.
Dopo quella data gli studi su questa strana fenomenologia si moltiplicarono: dalla semplice accettazione del fatto si passò alla discussione scientifica nei suoi riguardi.
H. Bender, il fondatore dell’Istituto di “psicologia di confine” a Friburgo di Brisgovia, nel 1967 condusse con la sua équipe una ricerca sul campo molto seria nella “casa stregata” di Rosenheim.
Egli stesso ce ne ha lasciato una relazione dettagliata nel suo libro dal titolo Sesto senso, che è pure uscito in traduzione italiana.

“Nel novembre 1967 i giornali riferirono che nello studio dell’avvocato Adam a Rosenheim si verificavano strani fenomeni: i tubi fluorescenti, fissati ad un soffitto alto due metri e mezzo dal suolo, si spegnevano continuamente. Gli elettricisti constatarono che erano stati ruotati di 90 gradi nel loro attacco del soffitto.
Numerosi testimoni avevano udito violenti rumori di carattere esplosivo; le valvole di sicurezza si disinserivano da sole senza alcuna ragione evidente; il liquido di sviluppo di un fotocopiatore fuoriusciva ripetutamente; disturbi telefonici minacciavano di paralizzare l’attività dello studio; spesso i quattro apparecchi suonavano contemporaneamente; le conversazioni telefoniche a volte si interrompevano bruscamente e le fatture salivano a livelli eccezionali”.

Ciò che aveva disorientato i tecnici costituì per gli esperti giunti dall’istituto di Friburgo la chiave di impostazione dell’indagine: gli strani fenomeni si verificavano unitamente durante gli orari d’ufficio. Spesso la prima variazione massima degli strumenti di controllo, collocati dai tecnici, veniva registrata nel momento stesso in cui l’impiegata diciannovenne Annemarie S. metteva piede nello studio dell’avvocato Adam.
Altre osservazioni stavano ad indicare che i fenomeni dipendevano dalla sua presenza. Se la ragazza passava per il corridoio le lampade incominciavano ad oscillare, le lampadine esplodevano e i pezzi di vetro le venivano addosso. Negli uffici delle poste federali si collocarono gli apparecchi appositi per verificare e controllare eventuali disturbi telefonici. Nello studio dell’avvocato era stato installato un unico apparecchio telefonico con inserito un contatore; tutte le conversazioni venivano registrate nella centrale con un dispositivo che riportava il numero e l’ora in cui era stato formato. Le liste presentavano per intere pagine il numero di richiesta dell’ora esatta, che spesso risultava formato anche sei volte in un’ora. Un testimone attendibile osservò per mezz’ora quell’unico apparecchio telefonico che era stato installato nell’ufficio, in sostituzione degli altri quattro, e garantì sotto giuramento che nessuno aveva alzato la cornetta per parlarvi; nello stesso lasso di tempo l’apparecchio di controllo della centrale registrò quattro chiamate per Monaco.

Nel dicembre 1967 la vita nello studio legale divenne sempre più turbolenta, i quadri cadevano dalle pareti o ruotavano davanti a testimoni oculari. Alcuni cassetti di una scrivania uscirono da soli dinanzi agli occhi del fisico professor Buechel. Infine, per due volte, un armadio di archivio del peso di 175 chili fu spostato dalla parete per una distanza di 30 centimetri.
Almeno quaranta persone di vari gruppi professionali furono testimoni dei fenomeni o delle loro conseguenze: tecnici, poliziotti, medici, fisici, psicologi, clienti dell’avvocato, personale d’ufficio e altri.
Quando, verso la metà del gennaio 1968, Annamarie, trovò un altro posto di lavoro, i fenomeni cessarono di colpo. Sembra che si siano ripresentati per un breve periodo nel nuovo ufficio, ma il datore di lavoro le proibì di parlarne. Anche nella sua famiglia si ebbero transitoriamente dei fenomeni psicocinetici, benché in forma attenuata.

Al termine della relazione H. Bender fa alcune osservazioni: “L’infestazione non è soltanto stimolante problema scientifico, è anche un problema terapeutico. Essa è una richiesta d’aiuto”.
L’intervento di un sacerdote o di un poliziotto, che non abbiano la minima conoscenza di psicologia e di parapsicologia potranno, in certi casi, provocare una forte inibizione nel soggetto ammalato e la cessazione momentanea del Poltergeist, ma non ne elimineranno la causa. Occorre andare alla radice del male, intervenendo con delicatezza e con tatto nei riguardi della persona che ne è la causa inconsapevole, cercando di bonificare la sua vita di relazione e aiutandola ad acquisire maggior fiducia in sé e negli altri.

Prima di mettere fine al tema Poltergeist, è opportuno fare un’osservazione chiarificatrice e rasserenatrice. Normalmente gli oggetti sollevati da questo sono inoffensivi, cioè non colpiscono coloro che casualmente si trovassero in una “casa stregata”. Sembra infatti che ogni persona possegga una specie di difesa psichica. Infatti, quando qualcuno cerca di afferrare un oggetto mosso telecinematicamente, esso gli sfugge; per questo motivo il Poltergeist è pure chiamato spirito folletto.
Vincenzo Camarda