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Rispondi a: Scettici,un fenomeno transitorio..

#63405
Anonimo
Inattivo

Prendo spunto da Wikipedia che propone una distinzione tra lo “scetticismo metodologico”, o “dubbio metodologico”, che usa il dubbio come metodo per la ricerca, per giungere ad una conoscenza, dal dubbio per dubitare, ovvero il dubbio fine a se stesso che non porta a nulla ed è solo sfiducia in ogni possibilità di conoscenza.
Questo scritto del Graal che riporti, secondo me non c’entra nulla con il dubbio del primo tipo, ovvero con il dubbio metodologico, che è poi il dubbio di tipo scientifico.
Oggi nessuno si sogna di dire che Einstein si sia svegliato al mattino per dire un sacco di sciocchezze. Eppure Einstein ha usato delle capacità fuori dal comune, l’intuito, un’itelligenza ti tipo anche filosofico, oltre che matematico. Fu senz’altro uno scienziato fuori dal comune.
La cosa importante però è che Einstein non si sottrasse mai al metodo scientifico e dimostrò con calcoli matematici, formule e quant’altro i suoi postulati che furono in gran parte confermati da prove sperimentali effettuate anche decenni dopo la morte dello scienziato.
Ancora oggi esistono scienziati che studiano materie di confine, che si basano ancora per buona parte su teorie non ancora completamente dimostrabili. Ma si tratta pur sempre di scienziati e non di ciarlatani qualunque.
Ciò che questi scienziati ipotizzano, seppure non ancora completamente dimostrabile, si basa su elementi in qualche misura noti alla scienza, propongono dei modelli matematici che hanno una logica, e sono potenzialmente verificabili (vedi gli acceleratori di particelle del CERN ed esperimenti di questo genere).

Altra cosa sono coloro che parlano di idee inconsistenti e non verificabili, senza alcun riferimento a modellli scientifici che abbiano una connessione con le conoscenze attuali e che si limitano a parlare di “energia”, “aura”, e chi più ne ha più ne metta.
In questo chiunque può fare lo scienziato. Tanto qualunque cosa si dice non può essere vagliata in alcun modo.

Lo scetticismo così inteso non è un fenomeno transitorio. Anche nel nostro quotidiano, sulle cose più banali, siamo tutti metodologicamente scettici se non vogliamo essere presi in giro.
Se il tuo gestore ti dice che hai consumato 30 kw di energia, ti fidi di quello che dice o vuoi vedere la lettura del contatore?
Se un tuo dipendente ti dice che ha speso 100 euro di carburante, gli dai i 100 euro così, oppure preferisci guardare gli scontrini?
Aldilà dei limiti di questi esempi concreti… lo scetticismo di metodo è semplicemente una questione di buon senso.

Se qualcuno mi parla di aura, di energia (quale?), di vibrazioni, di frequenze, di corpi astrali e di piani astrali, io mi chiedo in primo luogo dove abbia attinto queste idee. Chi ha scoperto il corpo astrale? Chi l’ha rilevato, misurato, dedotto, matematicamente, teoricamente, come?
E in secondo luogo mi chiedo se il ragionamento sottostante è corretto oppure è una fantasia.