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Rispondi a: Il Poltergeist.

#63319
Anonimo
Inattivo

Di certo l’equazione esposta da Valle dice molte, molte cose. Anche se l’equazione è altrettanto facilmente aggirabile da chi sostiene il contrario, un po’ come fare un esperimento che fallisce e attribuire il fallimento alla presenza di una persona che “rovinava l’energia del luogo”. Un po’ come tirare i dadi e dire prima un numero: quando ci provo è la verifica che sono un veggente, quando fallisce è perché qualcosa ha interferito. Ma sono un veggente.

I casi di poltergeist e possessioni non sono del tutto spariti, ma sono sensibilmente diminuiti (eppure nell’era dell’informazione dove qualsiasi cosa viaggia veloce e la mole di dati è immensa rispetto al passato, dovrebbero essere maggiori). Quindi il fatto che in passato erano più numerosi e soprattutto più eclatanti tanto da diventare “casi cult”, significa forse che alla base c’era un’aleatorietà che aiutava a creare il mito stesso. Nonché appunto la possibile influenza dovuta all popolarità della cosa. Sono sicura che se per qualche motivo andassero di moda le fate nell’opinione comune, saremmo improvvisamente sommersi da storie, testimonianze, ecc ecc. Un po’ come accade per gli avvistamenti ufologici, dove tendenzialmente l’aspetto dell’oggetto volante visto va a braccetto con i tempi e con l’idea del futuro nel momento nei quali è visto.

Con questo non voglio dire che non esistano testimonianze genuine di poltergeist, o che gli avvistamenti di ufo siano tutti fantasie di allucinati; ma di certo quanto appena detto è indice che dal tutto bisogna scremare una parte molto grossa, che si avvicina significativamente alla totalità.