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Rispondi a: la mia esperienza di 28anni fa (cerco risposte).

#62735
Anonimo
Inattivo

Già, conosco gli esperimenti ai quali accenna Emiliano, e di questi fenomeni sono consapevoli anche giudici ed inquirenti, che si trovano spesso ad avere a che fare con certezze fasulle, anche in buona fede. In uno degli esperimenti condotti negli stati uniti, si faceva visionare un nastro di sicurezza di una banca dove, in una scena molto rapida e concitata, ad un certo punto qualcuno sparava. Poi si chiedeva ai testimoni di raccontare ciò che avevano visto.
Alcuni erano pronti a giurare che a sparare fosse stato il “nero”, quando il nero non aveva fatto proprio niente. In questo caso il falso ricordo traeva origini dal pregiudizio.
Questo ovviamente non può diventare un motivo per non credere a niente ed a nessuno, ma serve comunque per tenere presente che certi aspetti dei ricordi devono essere presi con le dovute cautele. Mi viene in mente che mia moglie raccontava spesso, da bambina, di ricordare la prima casa dove i genitori avevano vissuto da sposati, descrivendone stanze ed ambienti. Il problema è che in quella casa lei non ci ha mai vissuto, anzi non ci ha mai neanche messo piede. Lei giurava di ricordarsela, ed i genitori ovviamente la prendevano in giro. Credo che anche questo sia un caso di falso ricordo, una “memoria” costruita a partire da fotografie, forse, descrizioni, racconti, ecc, che la mente recepisce e “classifica” come ricordi. Sono certamente una forma di ricordo, anche se non vissuto con i sensi.

Tornando alla tua esperienza, chissà… magari una spiegazione normalissima c’è, ma ormai è impossibile capire. Tanto vale smettere di farsi delle domande e darsi pace. 😉