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Rispondi a: Quale Dio è presente nella Bibbia ?.

#61505
Anonimo
Inattivo

Personalmente negli anni sono andato modificando e relativizzando parecchio la mia visione della Bibbia e della fede. Anche con delusione, devo aggiungere, perché si tratta di dover ammettere a se stessi che tante cose date per certe, non sono più da considerarsi così certe.

Per fare alcuni esempi, l’incompatibilità dei tempi della storia del nostro pianeta ricostruita attraverso la cronologia biblica (secondo varie comunità cristiane, il nostro pianeta avrebbe solo tra i 6.000 ed i 10.000 anni, cosa che risulta non avvalorata da praticamente nessuna delle discipline scientifiche moderne);

la storia stessa della Bibbia come libro che, ricordiamolo, non è UN LIBRO, ma una raccolta di scritti diversi, fatti in tempi diversi e da diversi autori, raccolti in un secondo momento. La decisione stessa di quali libri includere nella Bibbia è stata decisa e rimaneggiata nel corso dei secoli dalla Chiesa, quindi da uomini. Le datazioni sono spesso oggetto di discussione e di dubbi. Vieni quindi spontaneo domandarsi quanto ci sia di umano, all’interno della bibbia e dei suoi messaggi, e quanto di divino.

Quand’anche la trascrizione e la selezione dei libri della bibbia fossero stati “impeccabili” nel tempo, resta sempre una questione di “fede” accettare che coloro che scrissero e tramandarono certi racconti biblici fossero realmente ispirati da Dio e non da se stessi.

Se si aggiunge che ogni popolo nella storia ha avuto i propri “profeti”, i propri maestri, ecc…. ne viene fuori un relativismo da cui non si esce più, se non con l’idea che è impossibile pretendere di avere la verità.

Noi oggi siamo qui a discutere della Bibbia perché siamo italiani, siamo nati in un paese di cultura cristiana, ma se fossimo nati in un paese di religione islamica, staremmo forse a discutere del Corano.
Viene spontaneo fare una riflessione per cui se le “verità” sono tante quanti i popoli di questo pianeta, allora è probabile che la “verità” non ce l’abbia nessuno perché altrimenti ce ne sarebbe in circolazione UNA ed una soltanto. Il Dio che decide di rivelarsi, può farlo al mondo intero e a tutti i popoli.
E’ un po’ arrogante ritenere che un popolo sia prediletto, e gli altri lasciati nell’ignoranza perché meno meritevoli.
Insomma sono riflessioni che mi fanno pensare molto.

A meno che non si usi un altro approccio, e si giunga a pensare che tutti i popoli del mondo raggiungano, a modo loro, pezzi di conoscenza, prospettive di conoscenza del creato, e che non ci sia una sola verità assoluta, ma solo dei punti di vista. In questo caso non si parlerebbe di una verità rivelata, perché non ci sarebbe nessuna rivelazione da fare, ma ogni cultura avrebbe pari dignità in quanto forma di ricerca.

Ma questo ci porta lontano anni luce dalle più comuni idee sulla religione e sulla fede perché bene o male ogni grande religione ritiene di avere in pugno la verità.

Non ho risposte… anzi, più ci penso, e più domande mi vengono.