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Rispondi a: E che cavolo...

#59634
Anonimo
Inattivo

E’ da aprile che guardo quest’angolo della stanza. C’è un calendario e delle prese di corrente li dietro, nero e rosso su bianco, facile mi cada l’occhio oltre lo schermo del pc. Una sera che ho avuto la sensazione di quel genere di “invasioni”, ho approfittato della luce filtrata dalla tenda azzurra. Ho riempito la stanza di fumo e abbiamo scattato una foto con l’inquadratura quadrangolare. Aldilà delle possibili interpretazioni su fumo e luce, ciò che pensavo di vedere si è reso palese.
Il discorso si è rovesciato, nel senso che non sono più foto scattate inconsapevolmente dove scorgo qualcosa, ma sono foto fatte intenzionalmente puntando a ciò che penso di vedere. Vi è chiara la differenza?
In pratica queste..pareidolie..io le noto prima che la foto venga scattata. Ma vedendola così, non distruggo dunque il processo di visione pareidoliaca delle foto? Vedo, fotografo, e condivido; quindi non si tratta più di foto ingannevoli per i sensi. Se l’inganno posso fotografarlo, che inganno è? Una fotografia di sensi ingannati?
Sarebbe come pretendere di fotografare un’allucinazione, non credete?

Provo a mandarvele zippate che mi fanno perdere la pazienza questi telefoni. Aprite pure, non posso avere virtus.

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