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Rispondi a: Il futuro si può “sentire”.

#59580
Anonimo
Inattivo

Discussione interessantissima, grazie Enzo.

Io mi interesso a livello molto elementare di cosmologia e fisica in generale. Se mi capita sott’occhio qualche titolo interessante m’immergo nella lettura ci trovo sempre spunti interessanti anche per quei fenomeni che sono più vicini al paranormale che alla fisica.

Secondo me il futuro si può influenzare e anche prevedere, ma al momento non ne siamo ancora in grado. Ora cercherò di spiegare in modo semplice da cosa derivano questi miei pensieri.

Innanzitutto bisogna chiedersi che cos’è il tempo. Noi percepiamo il tempo come qualcosa di astratto che si sposta sempre ed esclusivamente dal passato verso il futuro. In realtà, ho letto che le formule matematiche che descrivono le interazioni e i cambiamenti, funzionano anche se si considera un tempo che “scorre” al contrario dal futuro al passato. Il motivo per cui il tempo va verso il futuro e noi ricordiamo gli avvenimenti passati e non quelli futuri è collegato alla termodinamica (ovvero a come il calore si sposta da un corpo ad un altro) e all’entropia (il fatto che il disordine tende ad aumentare). Per questo se metto un ghiacciolo dentro a un tè caldo, il caldo tende a uniformarsi e spostarsi verso gli atomi che compongono il ghiaccio che inizia subito a sciogliersi. “Non è impossibile che un corpo caldo si scaldi ancora di più mettendosi in contatto con un corpo freddo: è solo terribilmente improbabile” per colpa dell’entropia, aggiungerei. Ma torniamo al punto della discussione: è possibile influenzare e prevedere il futuro? Sarebbe possibile farlo se avessimo a disposizione abbastanza dati, purtroppo o per fortuna la scienza attuale non è ancora riuscita a ricavare i dati sufficienti per prevedere nel dettaglio quello che succederà, ecco perché ad un certo punto entrano in gioco le probabilità. Altro esempio: se io gonfio un palloncino e poi lo lascio libero di volare nella stanza non so esattamente che cosa succederà. Il palloncino in apparenza segue un percorso casuale, potrebbe terminare la sua corsa contro un muro della stanza, ma potrebbe anche centrare la finestra aperta e volare fuori. Come fare a prevederlo? Bisognerebbe essere a conoscenza delle precise interazioni tra le molecole presenti all’interno del palloncino, non solo, bisognerebbe anche conoscere che tipo di interazione avviene tra gli atomi che compongono il palloncino e gli atomi dell’aria nella stanza!
La cosa si fa ancora più complicata se prendiamo in considerazione il cervello umano, perché è un campo che la psicologia e le neuroscienze stanno ancora cercando di sondare. Se una persona ha una premonizione, è impossibile dire con precisione quali micro-interazioni l’hanno portata ad avere quell’esperienza. È possibile che il subconscio abbia recepito alcune informazioni esterne e le abbia elaborate in modo da realizzare la premonizione. Come sia successo di preciso, al momento la scienza non lo sa spiegare, visto che è impossibile calcolare la totalità delle interazioni fra i miliardi di neuroni del nostro cervello. Se poi prendiamo in considerazione anche tutti gli avvenimenti esterni che influenzano la persona in modo più o meno diretto, la cosa si fa ancora più complicata. Se riuscissimo a ricavare in modo dettagliato abbastanza informazioni fra le molteplici interazioni presenti fra gli avvenimenti del mondo esterno e il soggetto preso in considerazione, allora potremo formulare delle conclusioni precise: potremo prevedere dove andrà esattamente a posarsi la foglia che si è staccata dall’albero e il giorno in cui sarà meglio restare a casa per evitare un incidente. Ma credo sarebbe necessario un super-computer di quelli fantascientifici con una memoria incredibile in grado contenere una mole impressionante di variabili.

Quanto ho scritto?! Non so se sono riuscita a spiegare bene il mio punto di vista. Spero di sì. Eventualmente fatemi sapere e cercherò un modo per semplificare.
:study: