Chiudi

Rispondi a: luce che si accende da sola.

#54745
Anonimo
Inattivo

@ cry
Anche per proseguire e approfondire il discorso di ieri, ti posto questo bellissimo messaggio di Tommaso, il quale ci descrive i suoi primi passi appena tornato nella dimensione spirituale.

Se ti sarà piaciuto e vorrai, aggiungerò l’ultima notte di Lucia (…semplicemente stupendo)

Spero di non annoiarti troppo. Buona lettura.

**********************************************************************************************************************************************

I miei ultimi istanti

Cara, sono animato dal desiderio di narrarti un poco la mia nuova vita qui, e le sensazioni che provai al momento del distacco dalla materia.
Tu sei convinta che io non abbia avuto coscienza del mio trapasso perché tanto repentino, ma così non è! Ricordo, sia pure confusamente ormai, il pensiero che mi balenò negli ultimi istanti: Sto morendo e non posso più parlare, non posso più fare nulla per tornare indietro!
Quel pensiero mi terrorizzò, dandomi la consapevolezza della mia assoluta impotenza di fronte all’evento che tanto a lungo avevo paventato, ma non mi rimase che affidarmi al fato inesorabile, senza neppure la forza di chiedere misericordia a Dio! Mi sentii come una foglia secca spazzata da un turbine… mi sentii vorticare all’impazzata, sprofondando in un pozzo di freddo, di buio, di silenzio… come quando si è in preda ad un’improvvisa vertigine.
Non ti posso precisare quanto durò quella sofferenza e quella paura, ma alla fine tutto quel nero compatto iniziò lentamente a diradarsi, mutando in un oceano di grigiore, e poi color madreperla. Poi, insperabilmente mi si accesero attorno barbagli di mille colori di una vivezza mai vista, ma non erano i colori che conoscevo. Mi sforzerò di rendertene l’idea, anche se sono quasi certo che faticherai a comprendere: quei colori erano brillanti e sfumati contemporaneamen-te, erano ben distinti, separati e miscelati contemporaneamente, erano statici, localizzati e mobilissimi contemporaneamente, come onde di un mare senza quiete, come se fossi immerso nel cuore di un prisma caleidoscopico e inoltre, erano anche calore, e suoni, e armonie, e profumi!
A quel punto udii una voce, o meglio, non sentii concretamente nessuno, ma quella voce mi nacque dentro il cervello, trasmettendomi dolcemente un ordine: Fermati… riposa… Quando riaffiorai dal sonno, lo stupore e l’angoscia mi ripresero: Mio Dio! Sono morto davvero! È finito Tommaso… non rivedrò più i miei cari figli, mia moglie, i miei adorati nipotini, non li vedrò crescere… tutti si dimenticheranno di me. E quello che ho lasciato, frutto sudatissimo di lavoro e sacrifici, come verrà amministrato? Ah! Teresa, ingenua com’è, si farà “mangiare” fino all’ultimo soldo…
Erano quelle amare considerazioni, scorie della mia materialità, che mi procurarono un acuto, doloroso turbamento, che costrinse “qualcuno” a soccorrermi; non riconobbi chi fosse. Avevo sperato che si trattasse di mia madre, ma si trattava invece di un vecchio compagno d’armi di Livorno, che non avevo più rivisto, malgrado al tempo della “naia” fossimo grandi amici.
– Ovvia, Romano! Te tu mi riconosci? Io sono arrivato qua molto prima di te, per un brutto incidente al cantiere… Aveva gli stessi occhietti vispi e lo stesso sorriso largo, che gli metteva in mostra il canino di sinistra, incapsulato d’oro. Adesso lo riconoscevo perfettamente, ma ero profondamente stupito che si fosse mantenuto come un ragazzo di vent’anni, mentre io ero un vecchio di sessanta!
Lui parve leggermi dentro. “Vedrai e capirai poco a poco…”
“E la mamma mia? Perché non è qui?”
“Quando sarà il momento vi ritroverete. Sono io che ho avuto l’incarico di farti un po’ conoscere questa dimensione, così ti ambienterai e sarai più tranquillo…”.
Lo seguii come Dante seguì Virgilio.
Descriverti tutto ciò che ho veduto e continuo a vedere, descriverlo nei minimi particolari, è un’impresa proprio impossibile Teresa mia, certe realtà sono così… così al di fuori della vostra capacità di comprensione, che tentare di farvele comprendere ed accettare sarebbe inutile. Forse solo gli uomini di altissima spiritualità possono, in parte, arrivare ad un certo grado di comprensione, ma solo bada, ad un “certo” grado, perché il corpo ottunde, oscura, limita sempre anche gli spiriti più elevati, finché sono prigionieri in esso!
Ti basti sapere, almeno per ora, che ho sorvolato lande caliginose, acque stagnanti di nauseabondo afrore, foreste scheletriche, come pietrificate in uno scenario apocalittico, e in questi siti tanto opprimenti, ho scorto creature colore dell’ombra vaganti e disorientate, a testa china, e avevano volti di cera, occhiaie di inchiostro, gestualità da fantocci! Ho sorvolato prati che parevano tavole di puro smeraldo costellate di fiori iridescenti mai conosciuti sulla Terra, ho sorvolato laghi e ruscelli d’argento liquido, ai quali si abbeveravano placidamente animali di specie diverse; ho sfiorato, sorvolandole, processioni di gente trasparente come cristallo, le cui vibrazioni meravigliose mi sconvolgevano di felicità, ma ho anche ascoltato, con grande pena, pianti disperati di nostalgia, di sgomento, di rimorso, misti ad echi di preci e di inni… e ho finalmente riabbracciato la mia cara mamma e il mio vero padre, che mi ha domandato perdono… e poi altri parenti, avi mai conosciuti in vita e tanti amici.
Tommaso