Chiudi

Rispondi a: effettivamente alcune cose che john titor ha detto sono vere….

#52000
Anonimo
Inattivo

@De Bergerac e Nyma: ho semplicemente ripetuto quel che Cameron ha rilasciato nell’intervista di giovedì scorso su la7, ma sicuramente avrò usato un termine del tutto sbagliato per tirar fuori il giochetto di parole fra TERMINATOR e TITOR. Di fatti, l’unica operazione lessicale disponibile è quella di toglier fuori dalla parola TERMINATOR le lettere ERMNA, così da fare uscire TITOR.

@De Bergerac, cosa sappiamo, quindi? Il tutto è un recalcitrante complotto contro la storia del sedicente crononauta, oppure Cameron sa qualcosa che noi non sappiamo? Come ho già detto, lui stesso ha riferito che quando si inventò TERMINATOR pensava a Titor, ma forse è qualcosa che ha detto sul piano immaginario ed è una semplice coincidenza che le parole combacino, o no?

@Nyma: hai ragione, scusami… ora vado a presentarmi.

Infine, giungendo alle conclusioni di Bergerac, sono d’accordo fino ad un certo punto. Ieri ho riletto alcune dei .pdf lasciati da John che non esiterò a postare, e ho scoperto che andando oltre un “quadrato di spazio” immaginario si può arrivare dritti dritti alla fonte.

Se John parlava di sei dimensioni, come mai in un suo messaggio ha messo in discussione il famoso “paradosso del nonno”? Se qualcuno di voi ricorda, ha distrutto l’intero paragrafo sulla divulgazione scientifica del nostro amico Einstein, dicendo che ogni paradosso, in sé, è impossibile.

Le sei dimensioni ruotano attorno ad uno spazio quantico, no? (Y, Z e X) ma la probabilità che qualsiasi cosa avvenga in qualche momento è praticamente inaccepibile dal punto di vista fisico, poiché non si può premeditare. Lo spazio, quindi le dimensioni, sono infinite, ma solo 3 sono quelle a noi “visibili”.

In più adoro ricordare sempre il famoso principio di sovrapposizione temporale… senza di questo non c’è modo di conoscere le dimensioni come tali, quindi la radice di tutto è proprio questa: bisogna, penso, rappresentare le tre dimensioni in uno spazio fisico e non quantico così da trovare una probabilità di veduta più ampia.

Se non mi sono spiegato, vi indico a numeri cosa intendo:
Y, Z e X sono le coordinate principali degli assiomi dimensionali (ossia 3), se John parlava di altre 3 dimensioni, quali potrebbero essere, approssimativamente?
Y, -Z e X- potrebbero, no? Ma come ha detto BERGERAC, le altre immaginarie coordinate non sono altro che lati sovrapposti e angoli assiomatici creati appunto per coordinare le rette.

Quindi, in conclusione, penso che non esistano altre dimensioni se non quelle che conosciamo e che prendiamo come tali. Tutto esiste in relazione a quel che l’occhio vede.

Un cieco non vedrà quel che un sordo vede… no? Perdonate l’ignoranza, sicuramente avrò detto un paio di cavolate, ma sapete… la noia.