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Rispondi a: il mio folletto.

#46812
Anonimo
Inattivo

hackboy ha scritto:

Quote:
Ragazzi che confusione questo TOPIC…
Inanzitutto simpatica questa storia…esperienza…ne ho sentite di simili..ma mai che tolgono il fiato o hanno un contatto diretto con una persona..di solito si racconta che vengono visti e basta.
Mazzamareddu o Fuddhittu come lo chiamate da voi…è di forte folklore territoriale…molto suggestionante… sinceramente l’identità e la figura mitologica diciamo…non mi da’ una collocazione precisa nel nosro pianeta e nelle religioni e nei pensieri se non nei racconti mitologici…
Da WIKIPEDIA ho trovato la figura che dici te ma è prettamente raccontata per la zona Napoletana e Foggiana;
Lo Scazzamurrieddhru è un dispettoso folletto del folklore meridionale. Il nome “Scazzamurrieddhru” viene utilizzato in particolare nell’area ionico-salentina. Nel foggiano è noto come Scazzamurrill, mentre a Napoli come Munaciello.

È descritto come un omino brutto e peloso, con un abito color tabacco, scalzo e un cappellino in testa, e ha l’abitudine di sedersi sulla pancia o sul petto di chi dorme, guastandogli il sonno (si riferiscono a questo fatto nomi come Carcaluru, da “calcare”, “fare pressione”). Non appare mai di giorno.

Per ingraziarselo gli si possono donare un paio di scarpe, o si possono lasciare dei sassolini nelle proprie pantofole la notte; lo Scazzamurrieddhru ripaga queste gentilezze con monete d’oro, o indicando al suo benefattore il luogo dove è nascosto un tesoro. Lo si può invece ricattare rubandogli il cappello. Appare inoltre se si prova a entrare in un cimitero di notte, in questo caso la pena che dovrà subire il malcapitato è la tortura e morte per mano dello Scazzamurrieddhru che gli salterà sul petto provocandogli delle incontenibili risate, che a loro volta causano appunto la morte.

Oltre a tormentare i dormienti fa altri dispetti, come rompere i vetri delle finestre, far chiasso con le pentole in cucina. Con gli animali domestici ha un rapporto particolare; talvolta li cura e li nutre, talaltra li tormenta (per esempio annodando le criniere e le code dei cavalli, creando trecce così resistenti che si diceva che l’unico pettine efficace fosse il crocifisso). Capita anche che mostri di odiare un certo animale e amarne un altro e, per esempio, sottragga il cibo dal primo per darlo al secondo.

È benevolo con le fanciulle, e le protegge dalle angherie delle matrigne e delle padrone, arrivando a fare i lavori di casa al posto loro. Ama anche i bambini, e regala loro dolcetti e monete.

Alcuni racconti lo rappresentano come particolarmente burlone; quando domanda “vuoi cocci o soldi?”, se si risponde “cocci” porta soldi, e viceversa.

Il cantautore Domenico Modugno nel 1954 gli ha dedicato una canzone, chiamandolo con il nome usato nel brindisino e cioè Scarcagnulu.

Adesso ditemi voi…

interessante!! :clap: