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Rispondi a: Contatto spiritico o semplice sogno?.

#42146
Anonimo
Inattivo

Salve a tutti, ultimamente mi è capitato spesso di sognare persone che si qualificavano come fantasmi. Persone sconosciute, non parenti, assolutamente “in carne e ossa” nel loro aspetto esteriore, che mi si rivolgevano con fare solitamente cordiale ma senza dire nulla di particolare.
Giusto per fare qualche esempio pratico:
– in dormiveglia ho visto chiaramente una donna che attraversava la mia libreria;
– ho sognato, molto recentemente, una donna che si risvegliava in una vasca da bagno, che sapevo essere piena di acqua benedetta, e una specie di voce “fuori campo” mi informava che questa donna era morta e di conseguenza quella era una metafora del passaggio a nuova vita. La donna a quel punto mi rivolgeva un gran sorriso, come a rassicurarmi che stava benone e che non era per nulla una dimensione dolorosa, quella in cui si era risvegliata;
– tempo fa ho sognato che ero a casa di un signore col quale mi abbracciavo come fosse stato un nonno o uno zio, e anche in questo caso sapevo che era morto e che stavo salutando con grande cordialità la sua anima (ma torno a ripetere che nemmeno lui aveva un volto conosciuto).

Mi fermo qui, ritenendo che gli esempi forniti siano sufficienti e anche per non diventare molto prolisso. Ne ho parlato con una cara amica che è medium, e che mi dice che – col dovuto beneficio del dubbio, dato che in qs campo le prove scientifiche non sono molto facili da produrre – sto iniziando ad avere le risposte che cercavo.
Il dormiveglia sembra favorire anche il fatto di “sentire”, telepaticamente e non solo, la “presenza” di entità invisibili agli occhi ma non al mio spirito.
Il mio parroco, morto l’anno scorso, mi ha informato in sogno del suo decesso. Non frequentavo più quella parrocchia, e se non mi fosse apparso in sogno probabilmente non avrei saputo che era morto.
E ci sono stati altri “scambi” di comunicazione, ma per adesso non entro nel merito, non volendo tediarvi oltre.

Che ne pensate? Il sogno può davvero essere un mezzo di comunicazione con l’Aldilà, un momento in cui i nostri sensi materiali si disattivano (o quasi) lasciando il posto alle percezioni dello spirito, che si trovano quindi un po’ meno “legate” a quella “prigione” che è il corpo?

In fondo, non dovrebbero esservi grandi differenze tra ciò che siamo adesso e ciò che saremo dopo, a livello spirituale… l’anima rimane quella, e magari quando il corpo dorme le è più facile “sentire” e “dialogare” con altre anime, cosa che in stato di veglia diventa difficile perchè siamo troppi presi dai nostri cinque sensi.