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Rispondi a: DALLA SENSITIVA….

#38163
Anonimo
Inattivo
Maddy1983 wrote:
quando ho fatto gli esami di maturità il mio prof di italiano mi ha chiesto se era più importante credere o credere in Dio, io gli ho risposto che secondo me era più importante credere…. non importa in ciò che crediamo, sia in Dio, in noi stessi, nel cane o nei fantasmi, ufo o nel destino, nella scienza o che nn importa, la fede verso quel qualcosa che ci manda avanti da un certo punto di vista….. è secondo me è anche una cosa bella che abbiamo! scusami se mi permetto ma credo che il tuo psicologo nn mi è sembrato molto serio in questa situazione, nn posso permettermi di dire di più perchè nn conoscendo ne lui ne il suo operato nn mi permetto, ma per quel che riguarda questo episodio, ripeto nn mi è sembrato molto serio…..
bah

Quoto tutto a pieno Maddy 😉 non potevi spiegarlo meglio di così:biggrin:

Blackspring wrote:
A mio avviso non si tratta di credere o non credere. Per carità è lecito farlo, e ognuno è libero di affidare se stesso a qualsivoglia credenza se lo ritiene opportuno.
Il punto è comunque un altro. Cioè che comunemente viene definito “paranormale” spesso trova radici nell’ampliamento o spostamento dell’atto percettivo individuale. Se pensiamo al paranormale in questa chiave ecco che cade completamente il problema di “credere”. Non si tratta più di vedere i fenomeni come qualcosa di altro da sè, piuttosto di vederli come esito di un particolare stato percettivo. Sostanzialmente credo che sia questa l’unica cosa in cui sia davvero possibile credere, cioè nella capacità di ogni individuo di ampliare/modificare la percezione. Di farlo in maniera sistematica e controllata.

Il tuo discorso è interessante ma troppo teorico… per favore, non è che riusciresti a fare un esempio pratico? Grazie :biggrin: