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Rispondi a: La “quasi” caduta della chiesa.

#37649
Anonimo
Inattivo

Penso che in fondo si era sempre saputo di certi fenomeni legati alla chiesa, ho visto i servizi delle iene ed anche una puntata di annozero di un pò di tempo fa. Io non credo ma non ho nulla contro i fedeli, ma sarebbe saggio distinguere la spiritualità della religione dall’istituzione che dovrebbe rappresentarla: per come la vedo io un’istituzione non può essere sacra, perché e composta da uomini e donne in carne ed ossa, ognuno con le proprie debolezze e talvolta (ahimé) le proprie perversioni.

Andando più sul concreto: non mi sorprende la reticenza ecclesiastica, e ti do ragione quando parli di livelli omertosi che si riscontrano solo nelle organizzazioni criminali, e non dimentichiamoci le infiltrazioni di queste all’interno della chiesa o le pratiche di sette fondamentaliste come l’opus dei. Ho sentito che da più parti si propone l’abolizione del celibato per porre un freno a fenomeni ignobili: potrebbe funzionare e forse c’è un legame psicologico tra la forzatura all’astinenza e certe perversioni, infatti, se vediamo le altre chiese dove i preti si possono sposare, mi risulta che i fenomeni di questo tipo siano infinitamente meno numerosi. Difficile però che la chiesa lo accetti: per loro il celibato rappresenta l’essenza del sacrificio. D’altronde quando si parla con un’istituzione (e mi riferisco ai vertici, perché non faccio di tutta l’erba un fascio) la cui posizione sulla piattezza della terra è stata rivista solo nel XX secolo, è difficile fare un dialogo ragionevole.