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Rispondi a: Dio.

#30956
Anonimo
Inattivo

Hola!

……Se Dio esiste non può che essere infinito, eterno, assoluto, immutabile,onnisciente, ecc. ecc.. Allora, può non esistere quell’unico Dio che può esistere? Quell’Unico Dio non è il Dio-creatura della fantasia di certe teologie, ma è la ragione, la reale dimensione d’esistenza del Tutto, è l’Unità di un solo Essere, l’Essere Unico ed Assoluto che è chiamato comunemente Dio. Se lo si toglie, sparisce tutto, Ogni essere è parte integrante di Dio, anche se da Lui non è oggettivamente distinguibile; ed anche nel mondo della relatività, ogni essere non è condannato ad una perpetua limitazione, ma la coscienza si amplia sempre più fino ad identificarsi in Dio, che è la comunione del Tutto. Difatti il sentirsi distinti da tutto quanto esiste deriva da una delimitazione non oggettiva del “sentire”; la vera natura del “sentire” è il Sentire Unico ed Assoluto: Perciò la vera natura di ogni “essere” è l’Essere Unico ed assoluto: Dio.
Questa diversa concezione di Dio, trae seco una diversa concezione della Realtà e della Vita. Noi esistiamo perché esiste Dio e viceversa, fatto salvo il carattere assoluto di Dio, cioè di indipendenza di Dio. Tutto quanto esiste è perfetto e indispensabile, naturalmente al di là di opinioni e giudizi che necessariamente sono relativi ai singoli. Intendo dire che una situazione può essere piacevole o dolorosa, ma sempre relativamente a chi la vive o a chi la osserva, mai in senso assoluto.
Tutto quanto viviamo esiste da sempre e per sempre, al di là del tempo, ed esiste in molteplici versioni, si da far salva la libertà del singolo ove e quando sia necessario. Quanto ci appare come passato e come futuro, esiste identicamente nell’Eterno Presente. Tuttavia non esisterebbe se non esistesse nel tempo e viceversa: perciò al di là del tempo esiste la “comunione degli esseri”, a cui tutti siamo votati ed in cui la molteplicità è trascesa perché fusa nell’Unità: Ma ciò non sarebbe se, nel tempo, non vi fosse la sequenzialità e la separatività che originano la pluralità. Badate bene: questo concetto è giustamente inteso allorché serve a chiarire e meglio comprendere che la Manifestazione nulla trae né apporta a Dio, nel senso temporale.
Questa diversa concezione della Realtà e di Dio, che libera l’immagine del Divino da quegli orpelli posticci di un misticismo romantico,ci autorizza forse credere che la moralità non abbia senso alcuno? Che inutile sia lo sforzo dell’uomo di tendere al bene, di migliorare il proprio mondo? Sinchè l’uomo non comprende che il suo “essere” deve estendersi al di la dello spazio limitato e delimitato dal suo egoismo, sinchè non comprende che le proprie qualità non gli appartengono solo per se stesso, la legge del dolore lo richiama alla comprensione. In ciò sta la risposta. Di più: se Dio è la reale dimensione d’esistenza del Tutto, se Egli è l’unico Essere in cui tutti ci riconosciamo, allora ogni “essere” è un altro te tesso. Se puoi convincerti di questa Verità, getta pure lontano da te ogni legge, ogni comandamento, perché esse non sono che una pallida imitazione, una grottesca caricatura di quella convinzione interiore che sola può trasformare i tanto meravigliosi quanto irraggianti ideali morali in viventi realtà.

Hola al Tutto