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Rispondi a: buonanotte.

#28103
Anonimo
Inattivo

Hola!
Qualcuno disse: “Nel momento che si nasce, si comincia a morire”.
“La vita è una prova. Qua non c’è felicità. Bisogna cercare solamente di restare in grazia di Dio per meritarsi la felicità eterna”: ecco il ritornello che da secoli si canta all’uomo come supremo conforto religioso. E quando gli uomini cercano qualcosa di più convincente, parlano gli “spiriti” con parole nuove: “Questo vostro non è il mondo della realtà. La vita comincia dopo la morte”.
A noi piacciono queste spiegazioni perché ci scusano con noi stessi, e con gli altri, per quello che non abbiamo fatto.
Se interroghiamo una creatura che in vita sua non abbia fatto niente, risponderà che le è stato impedito di fare.
Causa malattie, colpi del destino, rovesci di fortuna e via dicendo.
Sono tutte evasioni, scuse. Il mondo non è una valle di lacrime per disposizione divina, non è una terra a sé stante, ma è parte di quel Tutto-Uno che appunto si chiama Universo, in cui ogni suddivisione è convenzionale, essendo unica la Realtà.
Se ci convinciamo di questo la vita ci apparirà in una luce diversa.
Se pensiamo infatti che essa sia un esilio per l’uomo, siamo portati a trascorrerla in un modo che è un compromesso, tra ciò che riteniamo piacevole e ciò che facciamo con sforzo, chiudendoci, in questo tergiversare, alla realtà stessa della vita.
Ogni avvenimento, ogni pensiero sono presi come pretesti per la continua evasione dalla vita. Le stesse verità comunicate da altri sono fraintese e usate come giustificazione al “non vivere”.
Non dobbiamo sfuggire a noi stessi, illuderci, ma essere esattamente: edotti di tutti i “come” e i “perché” che determinano la nostra condotta. Non dobbiamo pensare che la vita sia una prova, che la vita sia un castigo, che sia una e una sola delle molte incarnazioni necessarie al conseguimento della Realtà. Così facendo, noi guarderemmo la vita come a qualcosa che bisogna sopportare di buon animo e che non è completa in sé: mentre proprio per questo è il più gran dono, perché la vita è completa in sé!
Ognuno prende da essa esattamente quanto a lui fa bisogno. I maestri, Cristo stesso, nessuno può sostituirsi all’insegnamento della vita.
La verità comunicata da un maestro può essere fraintesa, ma le lezioni che impartisce la vita no, quelle lasciano un’esatta traccia nell’individuo. Nessuna verità comunicata può essere tanto importante e tanto vera quanto quella che l’individuo scopre vivendo.
Il più grande dono: è il dono della vita!
Ogni mattina apri la finestra, e sorridendo saluta la tua nuova giornata.
Hola al Tutto