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Rispondi a: I segreti dell’esorcismo.

#26747
Anonimo
Inattivo

Si Gen..e ho scoperto tante cose oltrechè guardare il mondo e la vita con occhi nuovi. Forse per facilitarmi la cosa ho deciso di gestirla come una delle tante malattie di una certa gravità. Si scopre di essere ammalati attraverso dei sintomi di natura diversa, si perde tempo pensando e sperando che passi da sola…solo quando la malattia irrompe e rende la vita difficile o ne condiziona la qualità, si decide di ricorrere a un medico.
Non sapendo di che si tratta si parla con diversi medici, uno ti indirizza dall’altro finchè non trovi quello giusto. Il sacerdote è un medico qualificato come altri, lui cura l’anima e attraverso essa anche il corpo. Non importa se sei credente o ateo, quando non sai più che pesci pigliare accetti qualsiasi proposta pur di risolvere il problema. Lo scetticismo è il nemico numero uno per chi ha bisogno di essere curato…perfino i credenti più incalliti hanno difficoltà ad accettare una diagnosi di possessione. Lo sgomento e l’incredulità spesso ostacolano il percorso di guarigione. Nella mente di chi scopre di avere questo problema succede di tutto ma in particolare…la necessità di “cercare altre prove” per vedere se si tratta veramente della malattia diagnosticata.
In questo periodo di ricerca si è molto vulnerabili, c’è il rischio di aggravamento a causa della negatività che aleggia attorno. Si cerca ancora di dare spiegazioni logiche e razionali a quel che succede, finchè non capita qualcosa di particolare che t’inchioda alla “realtà irreale”…proprio irreale perchè è così che sembra di vivere, come in un film dove le cose capitano agli altri e tu sei spettatore o come un brutto sogno dal quale speri o cerchi di risvegliarti in fretta.
Se si ha la fortuna di avere vicino una persona cara che ti aiuta, c’è la probabilità di uscirne seppure a costo di grandi sacrifici…ma se si è soli la soluzione che si prospetta è un centro d’igiene mentale o il carcere o peggio ancora il suicidio.
Il primo passo importante è la consapevolezza. Come per tutte le altre patologie, non si può iniziare a combattere la malattia se non si è consapevoli di averla e il secondo passo è abbracciare la voglia di guarire, perchè il medico da solo non può fare granchè, chi è malato deve collaborare..
Il percorso è doloroso e difficile e non assicura la guarigione..le ricadute sono dietro l’angolo e la vita non sarà più quella precedente la malattia.
La malattia assieme al suo bagaglio di sofferenza, insegna anche cose positive e il futuro di chi è gravato da questo problema sarà visto con occhi e prospettive diverse da prima. Vorrei suggerire a chiunque si trovi ad avere a che fare con questa malattia, di affrontarla esattamente cose si farebbe con un tumore maligno…
Bisogna affidarsi a mani esperte, seguire le prescrizioni del medico e non perdere mai la voglia di combattere perchè proprio come i tumori che si combattono con la chemioterapia se presi in tempo, anche questa patologia è guaribile…e proprio come tutti i cancri, anche dopo la guarigione non si deve mai abbassare la guardia… si ha bisogno di tenersi sempre in forma e pronti a intervenire se si dovesse presentare un piccolo segnale d’allarme…per il rischio frequente delle recidive…
Momi