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ARGOMENTO: Einstein e il paranormale?

Einstein e il paranormale? 1 Mese 4 Settimane fa #1

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Kit, io ho l'impressione che spesso lanci dei concetti, spacciandoli per assodati, quando forse sono soltanto delle interpretazioni personali.
Hai citato Einstein parlando di un'equazione per cui alla "morte della corporeità somatica segue la vita della corporeità fotonica perchè il genoma è immortale, come il DNA".
Non sono sicuramente uno scienziato, ma che Einstein possa indirizzare ad un'idea del genere non l'avevo ancora sentito. Ti dispiacerebbe spiegarci come e perché le equazioni di Einstein porterebbero ad una conclusione simile?
Altrimenti sembra che dai tuoi elenchi di "cape tante" ci siano prove e prove di ciò che dici, quando poi alla fine non è così.
Spiegaci meglio Einstein e vediamo se dice proprio ciò che intendi.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 4 Settimane fa #2

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valle ha scritto:
Kit, io ho l'impressione che spesso lanci dei concetti, spacciandoli per assodati, quando forse sono soltanto delle interpretazioni personali.
Hai citato Einstein parlando di un'equazione per cui alla "morte della corporeità somatica segue la vita della corporeità fotonica perchè il genoma è immortale, come il DNA".
Non sono sicuramente uno scienziato, ma che Einstein possa indirizzare ad un'idea del genere non l'avevo ancora sentito. Ti dispiacerebbe spiegarci come e perché le equazioni di Einstein porterebbero ad una conclusione simile?
Altrimenti sembra che dai tuoi elenchi di "cape tante" ci siano prove e prove di ciò che dici, quando poi alla fine non è così.
Spiegaci meglio Einstein e vediamo se dice proprio ciò che intendi.


E sempre un piacere quando la si pensa uguale... o mi sbaglio? Sì forse mi sbaglio. Ma caro amico, io non sono in grado di inventare la formula della relatività Einteniana che, tra l'altro, è già fuoriuscita dalla sua capatanta... Tra le altre equazioni della stessa formula, si capisce bene cosa intende dire quando afferma che la materia e l'energia fanno parte della stessa moneta, ovvero che la morte distrugge il soma, ma non la sua energia, che trasmigra ma non si distrugge. S. Paolo lo aveva preceduto...Cosi come è chiaro quando con parole (quasi) papali papali (il Papa non c'entra...) afferma che:"Bisogna considerare come possibile che oltre ciò che i nostri sensi percepiscono, si nascondono mondi a noi sconosciuti", frase di Einstein, al 100%, anche se a volte ridotta o allungata, ma sempre con il suo pensiero di fondo. Questo ovviamente è fondamentale. Perchè mi dici che non è vero che abbia detto questo? Caro Valle, lo vedi che sei pigro, bastava schiacciare qualche tasto.

Riguardo ai concetti scientifici che portano acqua al mulino dell'aldilà, non sono mie invenzioni come tu pensi. Ahhhh! Benedetta pigrizia, allora fai apposta, non hai voglia di informarti. Però la voglia di darmi del mentitore non ti passa mai vedo... Vabbè, soprassediamo... anzi già che ci sono rincaro la dose, vedi mai che ti venga il desiderio di andare alla fonte e di allargare i tuoi orizzonti.

Seguendo le indicazioni su basi scientifiche di Einstein, è altamente ipotizzabile un'esistenza autonoma della coscienza, perchè questa non muore dissolvendosi con la scomparsa del corpo. Le domande che dovrebbero fioccare di seguito a questa "realtà", sono cruciali e fondamentali, perchè porta a credere (si è indotti a credere) in un Aldilà, luogo, appunto, dove la coscienza esprime e realizza la sua autonoma esistenza, ed è qui che subentrano e hanno contatti i ricercatori, Bacci compreso. Su queste basi si muoveva pure il grande filosofo e ingegnere Ludwig Wittgenstein precisando: "La risoluzione del problema della vita si scorge allo sparire di essa".

In soldoni s'intende che neanche la coscienza con le sue esigenze d'immortalità può spiegare questo mistero, perchè, anche secondo Platone, l'anima è prigioniera del corpo e poi perchè i sensi possono ingannarci. La risposta a questi interrogativi va dunque cercata altrove, anche in quei "segni", che molti vorrebbero far passar per sogni, di Bacci & C. Come se non bastasse, caro Valle, il grande pensatore e matematico K. Godel, affermò nel suo famoso teorema, che ci sono realtà indimostrabili, a condizione però che si faccia ricorso a linguaggi non interni ad esse. Sta a significare di non prendere troppo sul serio i nostri limitati giudizi che sfociano nei pregiudizi. A queste condizioni, l'entrata in scena di Baci e di altri simili ricercatori, non andrebbero confuse con le frodi, ma un punto a favore della sopravvivenza, postulata da una lunghissima serie di esperienze, sulle cui veridicità nutrire dubbi è legittimo, ma è anche vero che l'evidenza e la concordanza dovrebbero indurre a un minimo di prudenza nei giudizi.
Un saluto
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 4 Settimane fa #3

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si capisce bene cosa intende dire quando afferma che la materia e l'energia fanno parte della stessa moneta, ovvero che la morte distrugge il soma, ma non la sua energia, che trasmigra ma non si distrugge
Adesso capisci perché ti ho fatto questa domanda. Infatti la tua interpretazione di ciò che ha detto Einstein va oltre ciò che ha detto lo stesso Einstein, dunque non è la stessa cosa. E questo succede perché equipari coscienza ad un qualcosa di organizzato in se e per sé a prescindere da ciò che la tiene organizzata (probabilmente), ma non lo sappiamo perché nessuno sa che cos'è esattamente la coscienza.
L'energia trasmigra, ma non si distrugge, e fin qui siamo tutti d'accordo.
Ma che cosa ti fa pensare che l'energia e la coscienza siano la stessa cosa?
Facciamo un esempio banale: in questo momento sto scrivendo al computer, il quale è tenuto "in vita", per così dire, dall'alimentatore, e nella memoria sta girando un certo software, che gli permette di fare tutto ciò che fa.
Che cosa succede se stacco la spina? Il computer si spegne, ovviamente, e dove va a finire ogni processo che in questo momento gli permette di fare i suoi calcoli? Da nessuna parte. I processi si fermano, i transistor smettono di comunicare, l'energia residua si disperde sotto forma di calore, elettricità statica, e così via.
Ma queste dispersioni di calore, energia varia, ecc sono ancora ordinati in processi? C'è una ram in esecuzione che se ne vola via mantenendo dei processi attivi? No.

Con le dovute differenze (infatti il computer non è vivo mentre noi sì), quando una persona muore la sua energia non va distrutta, come tu sottolinei giustamente in base al principio di conservazione dell'energia.
Ma in che modo l'energia si può trasformare? Si può disperdere in svariati modi, ad esempio irradiando calore nello spazio.
Il calore è energia? Certamente? Il calore è dotato di coscienza? Crediamo di no, anche se nessuno ha mai interrogato il calore. Ma di certo Einstein non ha detto che la coscienza si conserva, ma solo l'energia. Quale sia la sede di tale coscienza tu non puoi dire di saperlo (nemmeno io) ma dai per scontato che sia dotata d'esistenza propria.
E se invece non fosse così? Se invece fossero necessarie le connessioni tra in neuroni e gli impulsi elettrici di un cervello in vita e tutto il resto? Dove andrebbe a finire la coscienza? Da nessuna parte. Si disgregherebbe.

Io non ti ho dato del mentitore. Ho detto che hai interpretato a modo tuo un concetto di Einstein.
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 4 Settimane fa #4

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KitCarson1971 ha scritto:
ovvero che la morte distrugge il soma, ma non la sua energia, che trasmigra ma non si distrugge.

Questo "ovvero" Einstein non l'ha detto, è una tua deduzione che parte da un principio fisico però estrapolato dal suo contesto e ripulito dalle relative implicazioni.

Einstein avrà parlato si di energie che non spariscono nel nulla, ma da qui a trasportare il tutto in un ambito spirituale e spiritico tanto da affermare che a partire dalla sua teoria si evince che alla morte si liberino residui di coscienza o di semplice energia che resta però legata all'essere trapassato o pure ancora a "entità" in senso più generico pur disgiunte dalla appena defunta incarnazione ci passano galassie di distanza. Come dice Valle, Einstein non ha mai affermato nulla del genere e sei tu a definire ora per interpretazione ed in tua certezza come questa energia si trasforma alla morte; magari appunto si dissolve in mero calore e stop, nulla più di questo.

Proprio questo è quello che dico quando si parte da un concetto scientifico pur vero e dimostrato per giungere a conclusioni "azzardate" (lo metto tra virgolette perché perdonatemi sebbene volessi non mi esce un termine migliore di questo). E il problema è che poi si affibbiano anche queste conclusioni a personaggi illustri, come Einstein in questo caso, che magari se l'avesse sentito sarebbe rimasto perplesso, o si sarebbe fatto una risata, o magari ancora sarebbe stato in qualche modo concorde con un "bella teoria"... ma dicerto non è quello che ha affermato.

Poi, se ci siamo capiti male e tu intendevi dire che Einstein ha detto quello che ha detto, ma che la teoria che citi è una tua elaborazione dovuta ai tuoi anni di esperienza nel campo meditativo ecc allora è un altro discorso che diventa personale (con tutte le implicazioni del caso su cui discutere o meno)... ma anche a rileggere ciò che hai scritto prima, mi pare difficile fraintendere che non si volesse proprio accostare allo scienziato tale teoria.
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 4 Settimane fa #5

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Einstein, come tanti del suo tempo, vivendo a contatto con altrettante capatoste, si limitava a "non giocare a dadi con Dio"...
Francamente però non trovo nulla da estrapolare. Di Einstein si può dire tutto, meno che sia criptico. Einstein travalica ogni religione (come non essere d'accordo) e orienta il suo pensiero verso un Tutto Immutabile. Proprio non vedo cosa si possa estrapolare da una sua frase come questa: "E' certo che alla base di ogni lavoro scientifico si trova la convinzione che il mondo è fondato sulla ragione. E' questa una convinzione legata al sentimento profondo dell'esistenza di una Mente Superiore che si manifesta nel mondo dell'esistenza. Questo per me costituisce l'idea di Dio". -Non vi è alcun dubbio, non necessita di basse estrapolazioni considerare che egli intuisce qualcosa di grande che è superiore alla materia, ma che tuttavia è intriso nella materia stessa. Più chiaro di così.

Potrei finirla qui, ma un pò mi meraviglio di chi si meraviglia, come se non si sapesse dell'orientamento filosofico-religioso che orientava Einstein in questa direzione: "La mia religione consiste di un'umile ammirazione per l'illimitato Spirito Superiore che rivela se stesso nei leggeri dettagli che siamo capaci di percepire con la nostra mente gracile e debole". Come del resto: "Vi è uno Spirito che si manifesta nelle Leggi dell'Universo". E ancora: "C'è una realtà armoniosa e sta alla scienza scoprirla". Prosegue: "Un essere umano è parte di un Tutto che chiamiamo Universo, ma è una parte limitata nel tempo e nello spazio". E avanti...: "Chi non ammette l'insondabile mistero non può definirsi uno scienziato".

Ripeto, cosa mai ci sarebbe da "estrapolare" in frasi simili, si indirizzano e si giudicano da sole, senza voli pindarici di valutazioni extra. Non è forse chiaro, non indirizza da par suo quando afferma: "L'emozione più profonda che possiamo provare è il senso del mistero, qui vive il seme di ogni arte, di ogni vera scienza". Al fin della tenzone affonda pure qui: "Quello che è più incomprensibile è che ci sia ancora qualcosa di comprensibile"...

Ciò che porta fieno, almeno alla mia cascina, è questa sua frase: "Ogni persona risoluta nella ricerca della scienza diventa convinta che nelle leggi dell'Universo si manifesta uno Spirito. Uno Spirito di gran lungo superiore a quello dell'uomo, di fronte al quale noi, con i nostri modesti poteri dobbiamo sentirci umili". Riporto ancora qualcosa, così, tanto per: "tanto più avanza l'evoluzione del genere umano, tanto più mi sembra quel sentiero verso la genuina religiosità che non si adagia sulla paura della vita, sulla paura della morte e sulla fede cieca". Trovo buona pure questa che non necessita di scorciatoie: "La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un fedele servo. Noi abbiamo creato una società che onora il servo e ha dimenticato il dono". Ancora una...: "L'uomo che considera la propria vita e quella dei suoi simili senza senso non è soltanto sfortunato, ma è squalificato per vivere".
Un saluto
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 4 Settimane fa #6

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Einstein si è detto vicino al panteismo di Spinoza, specificando di non credere in un Dio personale, antropomorfo, che si preoccupi delle vicende del mondo. In un certo senso si potrebbe dire che la natura stessa e le sue leggi siano Dio in questa visione.
Ma vedi, Kit, estrapolando delle frasi come hai fatto tu, per tentare di corroborare l'accettazione della sopravvivenza dello spirito dopo la morte da parte di Einstein, non si arriva da nessuna parte. Ecco altre citazioni di Einstein che dicono l'esatto contrario:

Immortalità? Ce ne sono di due tipi. Il primo risiede nell'immaginazione delle persone, ed è quindi un'illusione. C'è un'immortalità relativa che può conservare la memoria di un individuo per generazioni. Ma c'è una sola, vera, immortalità, su scala cosmica, ed essa è l'immortalità del cosmo stesso. Non ce ne sono altre.
E ancora...
Sono affascinato dal panteismo di Spinoza, ma ammiro ancora di più i suoi contributi al pensiero moderno in quanto egli è il primo filosofo che si occupa di anima e corpo come un tutt'uno, e non due cose separate.

Ma allora in che cosa credeva Einstein?

Einstein, in soldoni, ammetteva l'impossibilità di affermare qualcosa di certo su tali temi, spiegandolo molto bene con queste parole:


Assolutamente non sono ateo. Non credo nemmeno di potermi definire un panteista. Il problema è troppo vasto per le nostre menti limitate. Ci troviamo nei panni di un ragazzino che entra in un'enorme biblioteca piena di libri scritti in lingue diverse. Il ragazzino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. Non sa come. Non comprende le lingue in cui sono stati scritti. Il ragazzino sospetta vagamente un ordine misterioso nel posizionamento dei libri ma non sa che cosa sia. Questa, mi pare, è la posizione perfino dell'essere umano più intelligente nei confronti di Dio. Vediamo l'universo meravigliosamente ordinato e soggetto a certe leggi ma siamo in grado di capire solo vagamente tali leggi.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 4 Settimane fa #7

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Ciao Valle. Su Einstein andremo ad arenarci immancabilmente, almeno fino a che non si considera liberamente il suo pensiero in materia di materia-spirito, un connubio che per lui non finisce con la morte. Possiamo dirlo questo? E diciamolo...
Riassumendo, Einstein credeva in Dio, al disfacimento materiale ma non dell'essenza del genoma, anche se in alcune occasioni se ne allontanò rilasciando alcune contrastanti dichiarazioni. Anche lui era un essere umano...

Comunque sia, oltre ad Einstein ci sono altre grandi menti che propendono a considerare delle forze che non possiamo vedere ma che tuttavia esistono e a volte "avvertiamo". In sostanza il mondo va ben oltre i nostri orizzonti, oltre la nostra ristretta sensibilità. Molti studiosi di queste problematiche considerano la vita psichica dell'aldilà come un continuum non solo spazio-temporale (il "Cronotopo" di Minkowsky, un matematico che insegnò qualcosina pure al nostro Einstein). Non esiste dunque una frattura, alla fine della vita, ma una progressiva evoluzione, od anche, secondo A. Carrel (il cui motto era: "Poca osservazione e molto ragionamento portano all'errore. Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità"), che osservava che la morte è "un'estensione che va al di là dello spazio e dal tempo".

Questi scienziati ci portano verso la possibilità di un'esistenza totale, nella quale passato, presente e futuro (relativi solo al nostro "divenire" terreno) nell'aldilà costituiscono un unicum sempre "presente" e operante, proprio perchè il "divenire" non esiste più in quanto sostituito e assorbito "dall'essere". Un altro matematico, L. Fantappiè chiamò questo stadio finale del percorso evolutivo "Sintropia", ovvero massimo ordine. Più o meno è lo stesso concetto che fuoriuscì dalla lunghissima pratica metafonica del tanto vituperato toscanaccio Bacci & C. che, per dirla tutta, giunse a conclusioni ben lontane da quelle di Platone che non vedeva evoluzione, ma un "sonno senza sogno". Non sarebbe questa un'evoluzione, a meno che dopo il sonno segua il risveglio...
Un saluto
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 3 Settimane fa #8

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KitCarson1971 ha scritto:
E' questa una convinzione legata al sentimento profondo dell'esistenza di una Mente Superiore che si manifesta nel mondo dell'esistenza. Questo per me costituisce l'idea di Dio". -Non vi è alcun dubbio, non necessita di basse estrapolazioni considerare che egli intuisce qualcosa di grande che è superiore alla materia, ma che tuttavia è intriso nella materia stessa. Più chiaro di così.

A me ciò che tu vedi tanto chiaro in queste parole di Einstein non mi sembra tanto chiaro. Ammettere l'esistenza di una Mente Superiore che muove ed agisce in torno a noi
[,,,] le leggi della natura manifestino l'esistenza di uno spirito immensamente superiore a quello dell'uomo
vuol dire ammettere che c'è un di più che governa la natura; insomma, sta dicendo che anche lui ha un'idea di Dio.

Ehmbe, detto ciò?,,, ancora non vedo il virgolettato dove Einstein sostiene che quando si muore si rilascia la coscienza che resta in loco pronta per essere ascoltata da Bacci o chi per esso. Ha detto che l’energia non si distrugge ma si traforma? Si. Ha detto che crede in uno spirito manifesto nella materia? Si. Ha detto che dunque al momento della morte l’energia permane come coscienza libera dal corpo tale da poter comunicare con noi? Ma proprio no, dove sta scritto e detto questo ‘2+2’? Pur pensando entrambe le prime due cose avrebbe potuto pensare che quando si muore l’energia si dissolve nell’ambiente circostante e la coscienza svanisce (anche qui, coscienza = energia in senso stretto è una deduzione).

Se non sono estrapolazioni e deduzioni arbitrarie queste...
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 3 Settimane fa #9

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In un certo senso per me il pensiero di Einstein, o meglio il panteismo di Spinoza, sono stati illuminanti quando ho inbiziato a rifletterci un po'. Mi viene in mente una discussione avuta con mio, padre tempo fa, circa la veridicità del Divino come spiegato nella Bibbia. Mio padre puntava sull'intelligenza evidente nella natura come "prova" che qualcuno aveva voluto e realizzato tutto questo. Un po' come nell'esempio della grande biblioteca di Einstein. Se dunque un'intelligenza appare esistere nel cosmo, allora la Bibbia e la spiegazione della creazione da parte di Dio devono essere corretti, mentre l'evoluzionismo è solo una fandonia inventata dall'uomo.
Dal mio canto, io gli ho fatto notare che le due cose non necessariamente equivalgono. Sembra esistere un'intelligenza nell'ordine e nelle meraviglie dell'universo? Assolutamente sì. Questo significa che quindi la storia della Bibbia e la sua descrizione di Dio sono la spiegazione corretta delle origini del tutto? Assolutamente no. La nostra mente semplificatrice ed un po' primitiva ci spinge a ritenere che se c'è una meraviglia, quella meraviglia debba essere stata fatta da qualcuno di estremamente potente ed intelligente, e andando a ritroso nel tempo e nelle meraviglie, giungiamo a questa entità che sta all'origine di tutto, e che ha le caratteristiche di un Dio onnipotente, onniscente, onnipresente che ha creato e governa tuto.
Ma se invece fosse l'ordine stesso delle cose, le leggi stesse del cosmo ad essere Dio? Se l'intelligenza che pervade tutto fosse un'intelligenza astratta, una forza astratta che non si impersonifica in nessun Dio?

Solo che noi abbiamo bisogno di andare ad un'origine, quindi arriviamo a pensare a Dio come origine di tutto, in quanto fatichiamo a pensare ad un ordine delle cose, a delle leggi che stiano "in piedi" da sole, senza che nessuno le abbia pensate. Peccato che non ci rendiamo conto che pure la spiegazione di Dio pecchi dello stesso peccato: perché c'è questo Dio eterno, onnipotente, onnipresente ed onniscente, creato da nessuno e dall'eternità sempre al suo posto? Chi lo ha messo lì? Chi lo ha creato? Nessuno. Ecco, si ripresenta lo stesso dilemma. Ecco che quindi la spiegazione panteistica non è affatto meno probabile di quella divina.
Per contro, quella divina pecca di un'inclinazione antropomorfa. Dio è rappresentato ad immagine dell'uomo: è probabilmente un maschio (Padre Nostro); è intelligente; ha emozioni umane (è geloso, è spesso rabbioso, ma è anche amorevole e disposto al perdono). Ma è anche ciò che l'uomo non può essere, cioè eterno ed infinitamente potente.
La bibbia dice che Dio disse "Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza". Ma probabilmente fu l'uomo a dire "Facciamo Dio a nostra immagine e somiglianza".

Circa l'esistenza di qualcosa che va oltre il visibile ed anche l'immaginabile, io sono praticamente certo. Sarebbe da folli pensare che tutto ciò che esiste è già noto e conosciuto. E' contrario anche alla scienza un concetto simile. Ma pur partendo da questa consapevolezza, io mi dico sempre che di questo enorme campo "ignoto" dobbiamo sempre valutare ciò che ci viene proposto come reale, noto o appurato. Le due cose non sono in contraddizione. Esiste l'ignoto? Sì, esiste un'infinità di cose ignote ai nostri occhi ed alla nostra mente. Ma quali sono queste cose? Che cosa sono? Come funzionano? Qui cominciano le divergenze...
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 3 Settimane fa #10

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Ciao Valle, vista dalla sua angolazione, tuo padre non avrebbe tutti i torti, ma bisognerebbe spaziare oltre, non ridurre Dio o chi per Lui. La verità è che noi non siamo assolutamente in grado di immaginare cosa sia e che cosa significhi la divinità. Questa è una grandezza incommensurabile, di cui non si ha contorno e definizione, non sappiamo come sia fatta questa "Grandezza". Ci si immagina solo che ci sia, ma nient'altro. Lo si immagina come un Principio e Causa di tutte le cose, e senza questo, parliamoci chiaro, le cause e le leggi non potrebbero esistere, nulla si sorregge senza un principio causale.

In genere il nostro più grande errore è quello di ritenere le religioni come espressione di Dio in terra e, di conseguenza, di voler dare la colpa e la responsabilità ai fatti spirituali che invece sono e debbono restare fatti umani. Quando noi accusiamo la chiesa (ultimamente è facilissimo farlo, quasi doveroso direi...), l'accusa deve riguardare gli uomini, cioè l'uomo in quanto tale. Si bestemmia veramente se noi, come uomini, come seguaci di una religione, ci arroghiamo il diritto di rappresentare Dio.

Una trattazione esauriente su questo tema ci porterebbe inevitabilmente lontano, fino all'inizio della società terrena ed alla complessa fenomenologia del suo iter storico. Cosa comunque che di tanto in tanto qui sul forum si dibatte. Con un'amara battuta direi che bisognerebbe dibattere in fretta, in considerazione se mai questa società terrena avrà un domani, data la follia di autodistruzione morale e fisica che ci sta contaminando tutti.

Certo occorrerebbe un "risveglio", una più chiara presa di coscienza della realtà, di una situazione che da troppi secoli ci ha preso la mano, facendoci piegare ginocchia e capatosta di fronte al predominio degli istinti meno nobili (ci vorrebbero magari qualche migliaio di uomini col saio tipo Guglielmo da Baskerville... Valle pensaci tu, chiama tutti a raccolta... :) ) e davanti alla supremazia di una materia in funzione puramente biologico-conservatrice. I richiami in realtà non mancano, ma le cervici al tungsteno dei capoccioni che sbraitano e comandano le folle hanno ancora la meglio. Forse sono uscito dall'orto seminato, si può comunque sempre rientrare in tema con l'amico Albert. Ce ne sarebbe, ce ne sarebbe...
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 3 Settimane fa #11

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Per favore cerchiamo di restare il piu possibile aderenti al tema Einstein e ai suoi enunciati senza iniziare a spaziare in altri argomenti.
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 3 Settimane fa #12

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Enunciati di Einstein.... Oltre ad averne fatte ne ha anche dette... Tante
Ad esempio diceva: ----"Chiunque abbia tentato di esporre con parole semplici un tema scientifico piuttosto astratto conosce le grandi difficoltà di tale compito. Infatti, o si riesce ad essere capiti eludendo il nocciolo del problema, e questo sarebbe ingannare, dando la fallace illusione di capire, oppure si dà un'impostazione erudita al problema tale che chi fosse impreparato a seguire l'esposizione, si scoraggerebbe ad andare fino in fondo.
"E' di primaria importanza che tutti abbiano la possibilità di prendere coscienza degli sforzi e dei risultati della ricerca scientifica"
Era questo un Einstein ormai stanco (queste sue parole sono elaborate il 12 settembre 1948), che alternava pagine erudite a pagine "dissacranti". A queste ultime faccio spesso riferimento quando mi si accusa di portare acqua al mio mulino... alla ricerca "non dogmatica", quando esco dalla logica scientifica Galileana, nutrendo meno dubbi (si fa per dire) nella stessa parapsicologia...

Certo si è che telepatia, pranoterapia, veggenza (col suo corollario di visioni simboliche, per lo più precognitive), e le altre attività collaterali e similari travolgono "il mito della certezza" a cui ognuno aspira da sempre, perchè il nemico più grande è l'incertezza, dal dubbio e dall'ansia che ne deriva.

In tema di certezze, di -non- disfacimento dell'Io, Einstein ha come grande alleata la Meccanica Quantistica, che parla di "paradossi" (effetto tunnel, azione a distanza di una particella sull'altra, con la possibilità di superare -si dice-la velocità della luce di 25 volte, con la conseguenza che il futuro possa influenzare il presente, ribaltando il principio causa-effetto), di particelle e antiparticelle (previste queste ultime nel 1928 dalle equazioni del fisico inglese Paul Dirac e confermate presso il CERN di Ginevra nel 1995), cioè di mondo e antimondo quasi simmetrici e comunque paralleli e contigui, ovvero: un loro contatto provoca la produzione di fotoni della radiazione gamma a velocità della luce (oppure di Mesoni p o K),un magnetismo molto penetrante del tipo di quello liberato anche nelle reazioni nucleari.

Non può esistere una zona di frontiera tra queste due realtà? Essa non potrebbe collocarsi in quello che la Meccanica Quantistica chiama "campo", in quell'area cioè (non nel vuoto che non esiste) dove la massa cessa di essere e si trasforma in fotoni dei raggi gamma. Forse in elettroni allo stato virtuale? Sia come sia, è in questa zona che si creano i "salti quantici" e forse (molto probabilmente?) tutte quelle esperienze di "fenomeni virtuali" tipici anche del paranormale. Sempre al para-normale si finisce... Intendendo con questo che se in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, ciò significa che anche l'autocoscienza si trasforma, certamente potenziandosi nelle sue interne virtualità.
Un saluto
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 3 Settimane fa #13

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Tutto può essere, Kit, sono argomenti estremamente complessi anche soltanto da seguire e capire, figuriamoci le possibili implicazioni. Ciò che semplicemente affermo io è che secondo me non è probabilmente in quella casistica che ci viene tradizionalmente riportata nella letteratura del paranormale che possiamo ravvedere le implicazioni di questi principi. Se invece i fenomeni sono quelli, prima o poi verranno registrati ed accertati, oltre alle testimonianze, che sono troppo poco certe per fare scienza.
Ti dico solo che quando ero ragazzino, nel mio condominio si era diffusa la convinzione che io sapessi piegare i cucchiai con la mente, tipo Uri Geller. Era solo un trucco, ma dei vicini sono addirittura andati a suonare alla porta dei miei genitori per chiedere chiarimenti sui miei "poteri". I miei erano onesti e si sono fatti una risata, spiegando che non era così. Ma qualche furbo in giro potrebbe approfittare e cavalcare l'onda. Ma le testimonianze erano "ho visto con i miei stessi occhi", "il cucchiaio si piegava davanti a me tra le sue dita".
Ovvio che non si possa mettere la mano sul fuoco che siano sempre trucchi, ma non si può scrivere un articolo su una rivista scientifica dicendo che il tuo vicino di casa ha visto....
Se un fenomeno esiste, sicuramente verrà registrato in maniera esatta, è solo questione di tempo.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 3 Settimane fa #14

  • KitCarson1971
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Credo sia possibile, secondo diversi spunti scientifici, che tra mondo e antimondo ci possa essere un rapporto di specularità simmetrica, di stretta vicinanza, che troverebbe il suo "luogo" di incontro-scontro ai livelli psichici (o spirituali), dove è possibile il verificarsi anche di quei fenomeni definiti luminosi (Illuminazioni varie, estasi, gioia come accade nella mistica e nella transcomunicazione, nelle autentiche esperienze di medianità), come un misto di energia e di virtualità. Un livello di aperta sintonia comunicativa: forse è proprio qui che si apre il "varco", come alcuni scienziati propendono. Con la condizione, aggiungerei io, che si allenti un pò il peso della dipendenza dei sensi e da tutto ciò che ad essi è legato.
Un saluto
Ultima modifica: 1 Mese 3 Settimane fa da ParanormalStudio Emiliano. Motivo: eliminato OT
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Einstein e il paranormale? 1 Mese 3 Settimane fa #15

  • valle
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L'idea di mondo e antimondo mi affascina... devo andare a leggerne di più :o
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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