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ARGOMENTO: Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono.

Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 1 Settimana fa #1

  • KitCarson1971
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Tra un calice di pinot fresco e l'altro, l'amico Eraclito mi usa dire che: " grazie alla sua incredibilità, la verità si sottrae alla conoscenza". Lui sa che parlandomi così si guadagna il fondo della bottiglia... I :birra: fatti, spesso presentati e testimoniati anche da scienziati illustri, sono veramente, come dice Eraclito, di una incredibilità assoluta. Prendiamo per esempio la Xenoglossia, che è un fenomeno che si verifica quando una persona, in condizioni particolari, parla o scrive in una lingua a lei ignota (dal -xenos=straniero-glossa=lingua). Con condizioni particolari, si intende lo stato di trance, di ipnosi, di sonnambulismo.

Lo scienziato e premio nobel C. Richet giudicava un "vero miracolo" questo fenomeno che, giriamolo come vogliamo, resta uno dei più importanti nella casistica paranormale, anche per la sua difficile interpretazione. Le lingue che sono state scritte o parlate sono decine e fra queste figurano il persiano antico, l'aramaico, l'egiziano jeratico, il cinese antico, dialetti orientali di ogni tipo, ed ogni tipo di lingua contemporanea. A volte il medium capisce ciò che dice o scrive, a volte non ne comprende assolutamente il significato.

Esperienze di quest'ultimo tipo capitarono al musicista Florizel von Reuter che, con la propria madre che fungeva da medium, ebbe comunicazioni scritte in 15 lingue, la maggior parte delle quali a loro completamente sconosciute. In una occasione il "messaggio" fu inviato a tradurre all'Ufficio Interpreti Governativi di Berlino. Si rivelò essere scritto in persiano dialettale, misto di persiano e indostano, parlato soltanto in alcuni paesi dell'India.

Uno dei casi più celebri di xenoglossia fu quello di Laura Edmonds, figlia del giudice Edmonds, già presidente del Senato degli Stati Uniti. La ragazza parlava solo l'inglese. Un giorno essa conversò all'improvviso con un notabile greco (che per la prima volta entrava in casa Edmonds) in un perfetto greco moderno. La ragazzuola gli comunicò pure la morte del figlio, avvenuta in Grecia in quel frattempo. In altre occasioni Laura parlò una decina di lingue diverse, tra cui il polacco, l'ungherese e alcuni dialetti indiani. Le teoretitiche spiegazioni pullulano... , io avrei la mia, il doctor Valle probabilmente la sua...
Un saluto
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 1 Settimana fa #2

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Mi dispiace dover essere sempre tirato in ballo come la "controparte", o il nemico, però voglio dire una cosa molto semplice.
Certi resoconti rinuncio ad esaminarli seriamente per due ragioni principali: perchè in primo luogo sono ormai impossibili da esaminare; ed in secondo luogo perché la logica mi dice che se alcune ragazze della seconda metà dell'Ottocento potevano parlare lingue che non conoscevano, mentre altre comunicavano a suon di colpi nei muri con gli spiriti, e così via, se tutto questo era vero... dovremmo poter assistere anche oggi a fenomeni simili ed in abbondanza, vista la superiorità della diffusione dell'informazione.

La realtà, dal mio punto di vista, è un'altra. Il caso della Edmonds da te riportato, ancora una volta (e ormai è talmente una costante che sembri non rendertene neanche conto) risale alla seconda metà dell'Ottocento, che è stato il periodo del "boom" del cosiddetto spiritismo moderno. Dopo il "fenomeno" delle sorelle Fox, sulle quali ci sono stati pesantissimi sospetti se non addirittura la certezza che utilizzassero l'inganno per produrre i vari tonfi e manifestazioni paranormali, c'è stato un dilagare di varie fenomenologie che pretendevano d'essere paranormali.

La storia di Laura Edmonds si inserisce in un contesto di una nuova "moda", "follia", disciplina, chiamiamola come vogliamo ed ha tratti del tutto simili a tutti gli altri.

All'indirizzo www.encyclopedia.com/science/encyclopedi...-and-maps/xenoglossy
ho trovato una lettera attribuita al Giudice Edmonds che parla di questo fenomeno riguardante la figlia. Traduco dall'inglese:

<<Una sera, una dozzina di persone si trovavano nel mio salotto. Il Signor E.D. Green, un artista della città, si presentò accompagnato da un uomo che egli presentò come il Sig. Evangelides, che veniva dalla Grecia. Costui parlava un Inglese incerto, ma un greco fluente. Ben presto, uno spirito cominciò a parlargli attraverso Laura, in Inglese, e disse così tante cose che lo identificavano come un amico che era morto in casa sua alcuni anni prima, ma del quale nessuno di noi aveva mai sentito parlare. Di tanto in tanto, attraverso Laura, lo spirito pronunciava una parola o una frase in greco, fino a che il Sig. E. domandò se poteva essere compreso se avesse parlato in greco.
Il resto della conversazione, per più di un'ora, fu da parte del Sig. E. interamente in greco, mentre da parte di Laura, a volte in greco ed a volte in inglese.
In alcuni momenti Laura non capiva il senso di ciò che veniva comunicato, da parte di se stessa o del suo interlocutore. In altri momenti invece capiva, nonostante parlasse greco, e capiva anche se stessa quando pronunciava parole greche.>>


Lascio a voi le riflessioni su questa lettera del Sig. Edmonds e le possibili interpretazioni, che possono essere le più disparate. Non possiamo fare a meno di pensare che ancora una volta siamo andati a pescare nei secoli passati per "dimostrare" qualcosa che dovremmo vedere oggi con ancora maggiore facilità.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 1 Settimana fa #3

  • KitCarson1971
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valle ha scritto:
Traduco dall'inglese:
In alcuni momenti Laura non capiva il senso di ciò che veniva comunicato, da parte di se stessa o del suo interlocutore. In altri momenti invece capiva, nonostante parlasse greco, e capiva anche se stessa quando pronunciava parole greche.>>


Ciao doctor Valle. la tua traduzione dall'inglese è buona, rende il contesto. La funzione di controparte che ti affibi la faccio mia, quella di nemico no, assolutamente, io non sono nemico di nessuno, a queste latitudini poi, mi consenta, direbbe colui il quale... :cool:

Per quanto riguarda la "mia costante - che non sembro rendermene conto - " in riferimento a fatti datati, questa ci sarà sempre, ad ognuno il suo. L'uomo di 100/200 anni fa non era quello di Neanderthal come tu sempre più spesso vuoi far credere. Se rimango dovrai abituarti: io per principio non tralascio nulla, nessuna documentazione, seppur ingiallita dal tempo, sarà mai da me cestinata, la serietà lo esige, non mi permetterò mai di invalidare tutta una serie di studi diretti anche da premi nobel, non ci si documenta solo sullo svolgersi dell'ultimo decennio, mi sentirei ipocrita se tralasciassi tutto ciò che fa parte di un bagagliaio storico non recente solo per il fatto che si scontra con le mie (eventuali) convinzioni.

Sulle sorelle Fox c'è ben altro del trafiletto che hai postato. Guarda caso a sfavore, e te pareva... Se vuoi, al tuo trafiletto rispondo con un trafilone... :) Su queste medium ci furono gli stessi sospetti che ancora si riscontrano per chi pratica sedute medianiche, non è cambiato nulla ai giorni nostri, puoi credimi. Certe pratiche, per chi non ne conoscono contenuti e finalità, pur non sapendo nemmeno di cosa si parla, sono viste ugualmente come fumo negli occhi dai soliti zelanti (si fa per dire...) sotuttoioevoialtriniente.

Per quanto riguarda il senatore Edmonds, questi cercava di dare un colpo alla botte e una al cerchio, ma non potè esimersi di far notare (spirito o non spirito) che sua figlia parlasse il greco pur non conoscendolo. Mi ritengo (quasi) soddisfatto che riconosci la figura storica del senatore. E' già un inizio... :thumright:

L'interpretazione "spiritica" per certi casi di Xenoglossia è seducente, ma non definitiva. Non andrebbe tralasciato le altre ipotesi alternative, come ad esempio quella di un "serbatoio cosmico" di pensieri, al quale certi soggetti, in certe occasioni (sedute medianiche, sonnambulismo, scrittura automatica, ecc.) potrebbero attingere. Sarebbe come un contenitore universale di psichismi individuali, nel quale "attingono" (la modalità ci è per ora preclusa) certi soggetti, indipendentemente dai vari tipi di lingua.
Un saluto
Ultima modifica: 4 Mesi 6 Giorni fa da Nyma. Motivo: correzione quote
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 1 Settimana fa #4

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Ti assicuro che mi piacerebbe se così fosse. L'ipotesi di un "serbatoio", oppure, per dirla con Jung, un inconscio collettivo, potrebbe spiegare molte cose, compresa questa. Uso il condizionale perché, per quanto affascinate, l'idea di un inconscio collettivo potrebbe spiegare certi meccanismi antichi e vitali per l'uomo come il riconoscimento di un pericolo, un animale feroce o velenoso, il fuoco, e così via. Salendo sulla scala della raffinatezza si può passare a figure più elaborate, ma la trasmissione di un linguaggio mi sembra un po' oltre. Ma ripeto, bisognerebbe studiare il caso.
E chi ci dice che la Laura Edmonds non avesse "studicchiato", ad insaputa del padre qualche cosa della lingua greca?
Nella lettera che ho riportato, infatti, si dice che ogni tanto ci azzeccava ed ogni tanto no, ogni tanto capiva e ogni tanto meno. Compatibile con la situazione di qualcuno che ha provato ad approcciarsi ad una lingua ma non la padroneggia.
Questo è un esempio, ma se così fosse si potrebbe trovare difficile valutare anche oggi un caso del genere.
Quante volte mi è capitato che i miei genitori mi dicessero "Non avevamo idea che tu sapessi fare questo..." per tante delle cose cui mi sono dedicato da ragazzo. Non ne avevano idea perché non tutto ciò che un giovane fa deve essere necessariamente comunicato ai genitori.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 1 Settimana fa #5

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Il problema principale,da come ho potuto constatare,non solo qui nella discussione ma anche in osservazioni dirette(non xenoglossia ma scrittura automatica,con una tipologia di comunicazione apparentemente non in linea con il soggetto che praticava….apparentemente è da sottolineare)è quello,alla fine,dell'affidabilità della fonte,in generale.
Per quanto si conosca una persona,per quanto ci possa ispirare fiducia,non sapremmo mai con certezza,se ad esempio,anche involontariamente,la persona abbia attinto da qualcosa di sentito,letto ecc o se addirittura non sia volontariamente in malafede.
L'unico modo sarebbe provare l'esperienza in prima persona,a volte mi chiedo se sarebbe così facile farsi credere,probabilmente no.
Esistono allo stesso tempo,però,criteri oggettivi che facilitano il compito di chi vuol indagare….Nelle mie esperienze di scrittura automatica(testimone/spettatore)ho avuto l'impressione che le persone ci"marciassero"un pò sulla questione e che fossero anche troppo teatrali.
Questo non vuole essere una generalizzazione.
In 2 esperienze diverse,a distanza di tempo,con diverse persone che sicuro non si conoscevano,ho avuto un riscontro simile ma diverso nell'esporlo e,cosa che a mio avviso è strana,la calligrafia molto simile.
Le cose che mi hanno detto erano piuttosto alla portata di chiunque volesse provare a prevedere,la calligrafia,potrebbe essere il risultato di come si impugna la penna(più o meno alla stessa maniera)
Se esiste il fenomeno,sono per una fonte da cui attingere,comune.
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 1 Settimana fa #6

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Credo che tu abbia ragione, Roland, non è affatto semplice verificare casi come questi e forse provare sulla propria pelle sarebbe l'unica soluzione (non sempre).
Vi faccio un esempio, anni fa ebbi la curiosità di cercare il testo e l'audio della preghiera "Padre nostro" in aramaico. Mi affascinava ed incuriosiva arrivare il più vicino possibile a quello che Gesù aveva pronunciato di fronte ai discepoli, per quanto fosse realmente possibile.
Avevo imparato a memoria parte della preghiera.
Supponiamo che anche anni dopo, in una seduta, durante una funzione religiosa o in qualunque altra circostanza, cadendo in una sorta di stato di trance io avessi pronunciato parti della preghiera in aramaico, che cosa avrebbero pensato gli altri? Avrebbero gridato al miracolo? Avrebbero pensato che uno spirito parlasse attraverso di me? Di certo non si può dire che io conosca l'aramaico, né che l'abbia anche solo lontanamente studiato, quindi potrebbe essere definito come fenomeno inspiegabile.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 1 Settimana fa #7

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Ci può stare di tutto, per carità, ma prendere a paragone alcune parole d'aramaico imparate lì per lì (o là per là) mi sembra ridurre la Xenoglossia a tarallucci e vino :birra: . Avevo già accennato (mi sembra...) che in alcune sedute il nostro medium parlò speditamente in inglese non conoscendone che qualche parola. Ecco, limitatamente si potrebbe avallare l'ipotesi di Valle, ovvero che il soggetto (il medium) abbia potuto attingere alla psiche dei presenti, padroni invece della lingua (non è una novità, si è giunti da tempo a questa interpretazione, ci sono riscontri ben precisi). Certo è, che sempre di ipo-tesi si parla. Rimettere ai meandri dei ricordi la possibilità di una vera spiegazione, come adduce Valle, si va per la tangente, dimenticando per esempio che il musicista F. von Reuter (già citato nel mio post precedente) scrisse, con il supporto della madre medium, in una quindicina di lingue quasi del tutto sconosciute, ne fanno testo le traduzioni dell'Ufficio Interpreti Governativi di Berlino. A meno che (come al solito...) tale ufficio fosse in combutta col musicista. Tutto può essere, anche riuscire ad arrampicarsi sui vetri...

Per restare nel salotto di Valle (l'aramaico), Teresa Neumann, la stigmatizzata di Kennersreuth, durante le sue estasi pronunciava parole e frasi in Aramaico. Durante la crisi delle stimmate, essa riviveva la passione di Cristo, e pronunciava le frasi che Gesù disse in croce, o comunque frasi dette dal Cristo o da altri personaggi dei Vangeli. Va detto che durante le estasi, Teresa fu spesso circondata da eminenti orientalisti, pronunciava queste frasi con grande correttezza, ed a volte in maniera a loro stessi sconosciuta. Consultati poi i più antichi dizionari, veniva ritrovata l'antica frase pronunciata da Teresa.

Come l'ipotesi accennata ad inizio post, questo fatto "avrebbe" offerto l'interpretazione del fenomeno. Infatti, risultando quasi sempre che le frasi pronunciate erano frasi esistenti stampate, sia pure in dizionari o libri anche antichissimi, si può presupporre che Teresa Neumann, durante la particolare condizione in cui si veniva a trovare nel momento dell'estasi, possedesse sviluppatissime facoltà di chiaroveggenza, sotto forma di lettura in "libri chiusi", facoltà già sperimentalmente dimostrate con i famosi (e datati, aborriti per questo da Valle...) esperimenti di A. Didier e di G.O.Leonard presso il Collegio Inglese di Scienza Psichica. Cosa che fanno oggidì anche i maghetti da salotto in accordo con qualcuno del pubblico. Ovvio che non è a questo che mi rivolgo.
Un saluto
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 1 Settimana fa #8

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roland ha scritto:
Il problema principale,da come ho potuto constatare,non solo qui nella discussione ma anche in osservazioni dirette(non xenoglossia ma scrittura automatica,con una tipologia di comunicazione apparentemente non in linea con il soggetto che praticava….apparentemente è da sottolineare)è quello,alla fine,dell'affidabilità della fonte,in generale.
Per quanto si conosca una persona,per quanto ci possa ispirare fiducia,non sapremmo mai con certezza,se ad esempio,anche involontariamente,la persona abbia attinto da qualcosa di sentito,letto ecc o se addirittura non sia volontariamente in malafede.
L'unico modo sarebbe provare l'esperienza in prima persona,a volte mi chiedo se sarebbe così facile farsi credere,probabilmente no.
Esistono allo stesso tempo,però,criteri oggettivi che facilitano il compito di chi vuol indagare….Nelle mie esperienze di scrittura automatica(testimone/spettatore)ho avuto l'impressione che le persone ci"marciassero"un pò sulla questione e che fossero anche troppo teatrali.
Questo non vuole essere una generalizzazione.
In 2 esperienze diverse,a distanza di tempo,con diverse persone che sicuro non si conoscevano,ho avuto un riscontro simile ma diverso nell'esporlo e,cosa che a mio avviso è strana,la calligrafia molto simile.
Le cose che mi hanno detto erano piuttosto alla portata di chiunque volesse provare a prevedere,la calligrafia,potrebbe essere il risultato di come si impugna la penna(più o meno alla stessa maniera)
Se esiste il fenomeno,sono per una fonte da cui attingere,comune.


Ciao Roland. é evidente che è di vitale importanza trovare sperimentatori seri. Tutto ciò che gira attorno a questi sono ciarabattole, perchè i fatti, quando veri, sono inoppugnabili. Purtroppo però vi è chi, come paladini sostengono certe tesi interpretative spesso ignorando, coscientemente o incoscientemente, quei casi che possono gettare una luce diversa sull'interpretazione dei fenomeni in questione, l'importante per questi è che non si porti acqua ad altri mulini.... A costoro chiederei: -non vi succede mai di avere dei dubbi? Perchè siete sempre così sicuri? Perchè non citate mai casi clamorosamente contrari alle vostre tesi? Caro amico, a buon intenditor...
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 6 Giorni fa #9

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Fai bene, KitCarson, a chiederti se gli altri non abbiano mai dei dubbi. E tu li hai?
Io sono assolutamente pieno di dubbi, infatti non metterei mai la mano sul fuoco nel dire che Laura Edmonds, per restare nell'esempio di cui abbiamo parlato, abbia imbrogliato o attinto a qualche propria conoscenza precedentemente acquisita.
Non metterei neanche la mano sul fuoco dicendo che il paranormale non esiste.

E quindi in che cosa credo? Non lo so. In ogni esempio, però, io provo a farmi la domanda: questa testimonianza, questo libro, questa lettera, questo studio, questa raccolta di casi.... è incontrovertibile? E' di parte? Chi l'ha compilata vuole perorare una causa? I fatti sono confermati da altri? Se le risposte lasciano dei dubbi aperti, io ne concludo che la faccenda è dubbia. Non concludo che sia falsa, attenzione. Concludo che non è conclusiva, scusate il gioco di parole.

Prova a fare lo stesso anche tu e ti accorgerai che di dubbi ne avrai quanti ne ho io.
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 6 Giorni fa #10

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valle ha scritto:
Fai bene, KitCarson, a chiederti se gli altri non abbiano mai dei dubbi. E tu li hai?
Io sono assolutamente pieno di dubbi, infatti non metterei mai la mano sul fuoco nel dire che Laura Edmonds, per restare nell'esempio di cui abbiamo parlato, abbia imbrogliato o attinto a qualche propria conoscenza precedentemente acquisita.
Non metterei neanche la mano sul fuoco dicendo che il paranormale non esiste.

E quindi in che cosa credo? Non lo so. In ogni esempio, però, io provo a farmi la domanda: questa testimonianza, questo libro, questa lettera, questo studio, questa raccolta di casi.... è incontrovertibile? E' di parte? Chi l'ha compilata vuole perorare una causa? I fatti sono confermati da altri? Se le risposte lasciano dei dubbi aperti, io ne concludo che la faccenda è dubbia. Non concludo che sia falsa, attenzione. Concludo che non è conclusiva, scusate il gioco di parole.

Prova a fare lo stesso anche tu e ti accorgerai che di dubbi ne avrai quanti ne ho io.

La stragrande maggioranza degli avvenimenti paranormali, quando veri, (non inventati, dilatati, ecc) restano ancora perlopiù di natura sconosciuta. Le interpretazioni da un punto di vista etimologico, possono suggerire interpretazioni più o meno discusse e discutibili, per questo debbo necessariamente congratularmi con Valle che spesso, è ormai notorio, riesce a definirli, quasi sempre in modo negativo certo, ma non è questo il punto. Se lui questi fenomeni definiti "insoliti", siano essi fisici, psichici o di altra natura, riesce a determinarli quasi sempre come normali o falsi, bisogna rendergli merito, non è da tutti, non certo per me che pur "dandoci dentro" dal 1995, ho raggiunto ben poche certezze.

Carl Gustav Jung, per il caso in questione avrebbe lasciato sicuramente uno spioncino aperto, con le sue ipotesi di "sincronicità", ma si sa, i tempi cambiano, oggi le risposte arrivano prima.
Un saluto
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Re:Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 6 Giorni fa #11

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No, se leggi senza pregiudizi i miei interventi, capisci che io offro delle possibili letture in chiave non paranormale, ma non do certezze. Infatti non le ho nemmeno io le certezze, ma spesso quando lo dico non mi credono.
Se per te insinuare il dubbio significa avere delle certezze, significa che sei tu a non tollerare che si mettano in discussione le tue certezze.
Che cosa ho scritto? Non lo so, non ne sono certo, Ah ahahah...

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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 6 Giorni fa #12

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Caro Kit,
il fatto è che tu prendi per oro colato testimonianze di 200 anni fa, mentre Valle (e lo stesso faccio io) le prende in considerazione... Ma con una consistente dose di dubbio.

La xenoglossia fa parte, insieme alla telepatia, telecinesi ecc di uno dei fenomeni più dimostrabili nell'ambito paranormale.
Stranamente, come tutti questi però, ancora non è stata dimostrata.

Oh, sarà un caso, ma non se ne esce da questo discorso.

PS: detto questo per me può essere tutto, pure che la ragazza parlasse un greco perfetto senza aver mai sentito quella lingua... Figuriamoci.
Solo che ho dei grossi dubbi al riguardo.
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 6 Giorni fa #13

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Aggiungerei che nell'ambito delle pseudoscienze si debba fare ricorso al complottismo per giustificare il problema del riconoscimento uffuciale di certi fenomeni.
La cospirazione è necessaria per sostenere l'idea che i fenomeni sono sempre esistiti, ce n'è ampia letteratura e testimonianza, esistono ancora oggi, ma... vengono soppressi, nascosti, rigettati, rifiutati, falsificati.

Infatti non è questione di voler rifiutare ciò che è "vecchio", antico, o appartenente ai secoli passati. La scienza riconosce anche le scoperte di illustri scienziati che hanno studiato certi fenomeni nell'ottocento o prima, e che hanno aperto la strada a certe scoperte fondamentali.
Qual è allora la differenza? La differenza è che ciò che quegli scienziati hanno scoperto nell'ottocento può essere ripetuto anche al giorno d'oggi, quindi non è necessario un atto di fede per accettare la loro ricerca.
Lo stesso non si può dire per le casistiche e gli aneddoti riportati dalla letteratura alternativa sul paranormale. Vanno accettati per quello che sono, quindi ci vuole un atto di fede o di fiducia. Ma la fede non conta nelle affermazoni scientifiche.

Il passo successivo per tentare di uscire da questa situazione scomoda è il complottismo e quindi: la comunità scientifica è una sorta di loggia massonica che conosce il paranormale, ma siccome è scomodo per determinati interessi, allora è il caso di negarlo, nasconderlo, fare finta che non ci sia.
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 5 Giorni fa #14

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Doktor Valle, che piacere... se non hai l'ultima parola... Io potrei anche lasciartela, solo a pagamento però. Non sono esoso, mi basta una cifra a sei zeri (con un uno davanti)... Dici che la comunità scientifica per i complottisti altro non sarebbe che una sorta di loggia massonica. Ebbene si, lo è per una minoranza, ma lo è, anche di emeriti farabutti se è per questo, ma tantè di questi tu ti fidi. Insisti con gli atti di fede per quanto riguarda il paranormale, cestinando volutamente quando ti riporto dei veri e propri fatti. Non è per me un problema ormai ho visto il tuo modo di procedere, che rispetto ma non condivido, assolutamente.

Certi scienziatoni ambiziosi e presuntuosi portati alle stelle con ricadute vergognose, non hanno bisogno di complottisti, complottano già loro... Prendiamo (a caso) il "grande" biologo Franz Moewus: La vita si basa essenzialmente sulla presenza di due fattori. Di individui maschili e femminili e l'accoppiamento tra individui differenziati. Una regola a cui sfuggono alcuni organismi che si riproducono per scissione o tramite elementari forme di di accoppiamento, come succede per le alghe, ebbene, lo scienziatone Franz decise che anche per le alghe erano riconoscibili elementi maschili e femminili... Le successive giuste critiche? Ma varda mò ben... vennero tacitate da altri scienziatoni come lui. Vuoi i nomi cognomi e indirizzi? Potrei lanciarteli via etere...

Non c'è che la scelta, di capatoste simili... Come William T. Summerlin, "brillante" scienziato laureato alla Medical School della Emory University. Dapprima medico chirurgo presso l'Università del Texas e ricercatore di dermatologia a Stanford. Tre anni dopo primario di dermatologia presso il Palo Alto Veteran Hospital. Nel marzo 1973 durante un congresso dell'American Cancer Society, Il nostro (più che nostro tuo...) scienzatone-one fece un'importante dichiarazione, disse di essere riuscito a trapiantare cornee umane sui conigli senza avere casi di rigetto. Nell'ottobre dello stesso anno Summerlin presentò alcuni conigli "operati" ad un incontro di consulenti dello Sloan Kettering Istitute. Tra gli altri vi era presente Sir Peter Medawer, noto premio Nobel per gli studi sui trapianti. Per farla breve, Medawer si accorse subito che il coniglio non aveva subito alcun trapianto di cornea... :hahahaha:

Si potrebbe ovviamente continuare (se mi dai il via...). A questi (tanti) scienziatoni, riveriti perchè possessori di lauree e licenze a gogò, io non posso opporne altri certamente più seri, ma vilipesi da te perchè li ritieni datati e si interessano di paranormale in ambito scientifico? Ghe pensi minga caro Valle, io mi oppongo, orco se mi oppongo.... Anzi, dato che ci sono antepongo come al solito nome cognome, numero di denti sani, ecc... come i medici G. Magherini e A. Zanobini, come il primario dell'ospedale di Ceva che esercita con successo la pranoterapia, come la seria Society for Psychical Research, composta da veri scienziati per vere ricerche, l'elenco di questi scienziati è lunghissimo. Non mi sogno poi di citare Freud e la sua ricerca paronarmale di alcuni sogni (calcò di più la mano jung in seguito). O come il Myers, il prof W. Tenhaeff già titolare ad Utrecht della prima cattedra europea di parapsicologia, ecc.. ecc e poi ecc.

Concludendo, non dubito che la convergenza delle prove fa parte di ogni metodo scientifico e che a essa ricorre regolarmente ogni scienziato (degno di questo nome) che voglia raccogliere entro una complessiva visione teorica una data fenomenologia ma, nello stesso tempo vanno riconosciuti gli sforzi (e i limitati successi) di altri seri scienziati che debbono essere riconosciuti per le loro ricerche metodologiche che convergono a sostegno pur con altre modalità, troppo spesso gettate alle ortiche, con il solito ritornello del: non è vero perchè non è possibile.
Un saluto
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 5 Giorni fa #15

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Gli esempi che mi riporti non vanno contro il mio approccio, semmai lo confermano.
Perché se uno scienziato disonesto ha voluto fingere qualcosa ed è stato pubblicamente sbugiardato da un altro ricercatore, allora significa che la comunità scientifica ed i suoi metodi hanno modo di scoprire gli inghippi. Il fatto stesso che tu, oggi, sia a conoscenza di una presa in giro da parte di uno scienziato, significa che il mondo della scienza è in grado di portare i nodi al pettine alla fine dei conti.

Puoi dire lo stesso del paranormale? SI possono portare i nodi al pettine? Al momento non credo che si possa dire.
Comunque non la voglio l'ultima parola. Tanto è una fatica che non finirà mai, anche se vedo che di post in post saltano fuori argomenti interessanti che possono essere utili anche agli altri.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 5 Giorni fa #16

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valle ha scritto:
Gli esempi che mi riporti non vanno contro il mio approccio, semmai lo confermano.
Perché se uno scienziato disonesto ha voluto fingere qualcosa ed è stato pubblicamente sbugiardato da un altro ricercatore, allora significa che la comunità scientifica ed i suoi metodi hanno modo di scoprire gli inghippi. Il fatto stesso che tu, oggi, sia a conoscenza di una presa in giro da parte di uno scienziato, significa che il mondo della scienza è in grado di portare i nodi al pettine alla fine dei conti.

Puoi dire lo stesso del paranormale? SI possono portare i nodi al pettine? Al momento non credo che si possa dire.
Comunque non la voglio l'ultima parola. Tanto è una fatica che non finirà mai, anche se vedo che di post in post saltano fuori argomenti interessanti che possono essere utili anche agli altri.
:..........

Sei un grande caro Valle, come chef intendo. Come giri le omelette tu non le gira ninguno, verderadamente... più che portare acqua al tuo mulino, fai straripare pure i fiumi, ma NON verso la foce... non è roba da tutti. :thumright:

Non mi meraviglia affatto ciò che dici, ormai la tua posizione-impostazione nei riguardi della parapsicologia in genere è notoria, ma ne hai piena facoltà. Da parte mia non è mia intenzione farti cambiare parere, rimani pure sulle tue posizioni, ci mancherebbe, solo spero che l'onestà intellettuale non venga mai meno. Purtroppo esiste una certa mentalità che permea i giudizi di un certo mondo accademico, non puoi negarlo, nei confronti della fenomenologia paranormale.

I soliti sorrisetti ironici, le frasi di sufficienza, le insinuazioni sulla mitomania o sull'ingenuità di chi si dedica a queste ricerche o di chi sostiene di costatarne i fenomeni (CICAP docet!), mentalità appunto che si basa sull'infallibilità del detto: "non è vero perchè non è possibile." Detto che stai purtroppo facendo tuo, drastico principio che, ogni volta che è stato espresso (e purtroppo assai spesso) ha ritardato il cammino della ricerca arrestandosi sulla comoda poltrona dell'"ipse dixit", che si fa forte delle presunte "definitive certezze raggiunte". Fu la frase che portò alla condanna il buon Galileo, oggi tanto citato e invocato proprio da quelle persone , che dimostrano di possedere una posizione mentale che, al suo tempo, li avrebbero fatti schierare proprio con coloro che lo condannarono.

Tornando alle tue solite obiezioni, Anni fa in un convegno conobbi e scambiai alcuni pareri con uno psicologo scettico. Gli accennai di un caso paranormale e del perchè lui, a differenza di altri suoi colleghi non era andato di persona ad indagare. Mi rispose che la cosa non l'aveva incuriosito a sufficienza. Perchè allora, insistei, esprimeva drastici giudizi e un atteggiamento negativo nei confronti della fenomenologia paranormale, se non aveva esperienze in proposito e se per l'occasione rifiutava delle verifiche personali? Mi rispose: "caro amico, un fatto sporadico non dice nulla, i fenomeni devono essere ripetuti per essere accettati". Gli domandai allora , visto che era uno psicologo e che , ovviamente doveva pertanto considerare la Psicologia una scienza, se sarebbe stato capace di ripetere in laboratorio un fenomeno psicologico. Mi sorrise con sufficienza (ehhh, i soloni...) "in fondo gli uomini sono così uguali, che si ripetono sempre". E con questa risposta "scientifica" e "galileana" concluse la conversazione... Costui caro amico Valle ad una gara per rigirare le frittate ti avrebbe sicuramente battuto... :birra:
Un saluto
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Re:Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 4 Mesi 5 Giorni fa #17

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Carino come aneddoto, ma hai le prove che sia realmente accaduto?
Scherzo, Ahahahah!

Scherzi a parte, non ribatto più perché credo che ormai abbiamo entrambi chiarito a sufficienza il nostro pensiero, e comunque ne sono usciti spunti interessanti.

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C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Re:Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 3 Mesi 3 Settimane fa #18

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Qui, il sig. Kit parla di "fatti" , ma quali?
L'unico fatto è che non esistono prove su questi aneddoti da creduloni, punto.
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Re:Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 3 Mesi 3 Settimane fa #19

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A dire il vero esiste anche un'ipotesi "scientifica" e non paranormale a questo fenomeno, che è comunque anche in questo caso un'ipotesi non dimostrata ancora. L'avevo anche già scritta in qualche altro topic.

Questa ipotesi tira anche in ballo l'istinto. Cos'è l'istino? Un uccello insegna alla prole a volare, ma chi insegna alla prole a fare il nido? Eppure lo fa. Ecco questa ipotesi prevede che alla prole, oltre ad i tratti somatici, vengano trasmessi anche "dati" dell'inconscio, dunque le proprie esperienze pregresse e questo costruirebbe l'istinto di un essere vivente. Secondo queste persone potrebbe anche avvenire una trasmissioni di coscienza ancora più complesso di un gesto istintivo, come una lingua o delle immagini di vita vere e proprie, cose che in particolari stati mentali (ad esempio l'ipnosi) si possa essere in grado di riportare alla luce. Ecco così che nel 2018 una persona sotto ipnosi potrebbe saper parlare etrusco o rivivere attimi di vita romana che non sono invenzioni della mente, non sono "ricordi di un'anima reincarnata", ma ricordi trasmessi dagli avi con il patrimonio genetico.

Per carità, parliamo sempre di una teoria non dimostrata; ma è non dimostrata tanto quanto quella paranormale quindi "perché no"?
Paranormal Studio è un progetto Hunters 12.

Il nostro sito:www.hunters12.com/paranormal
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Re:Xenoglossia: quando si parlano lingue che non si conoscono. 3 Mesi 3 Settimane fa #20

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ParanormalStudio Emiliano ha scritto:
A dire il vero esiste anche un'ipotesi "scientifica" e non paranormale a questo fenomeno, che è comunque anche in questo caso un'ipotesi non dimostrata ancora. L'avevo anche già scritta in qualche altro topic.

Questa ipotesi tira anche in ballo l'istinto. Cos'è l'istino? Un uccello insegna alla prole a volare, ma chi insegna alla prole a fare il nido? Eppure lo fa. Ecco questa ipotesi prevede che alla prole, oltre ad i tratti somatici, vengano trasmessi anche "dati" dell'inconscio, dunque le proprie esperienze pregresse e questo costruirebbe l'istinto di un essere vivente. Secondo queste persone potrebbe anche avvenire una trasmissioni di coscienza ancora più complesso di un gesto istintivo, come una lingua o delle immagini di vita vere e proprie, cose che in particolari stati mentali (ad esempio l'ipnosi) si possa essere in grado di riportare alla luce. Ecco così che nel 2018 una persona sotto ipnosi potrebbe saper parlare etrusco o rivivere attimi di vita romana che non sono invenzioni della mente, non sono "ricordi di un'anima reincarnata", ma ricordi trasmessi dagli avi con il patrimonio genetico.

Per carità, parliamo sempre di una teoria non dimostrata; ma è non dimostrata tanto quanto quella paranormale quindi "perché no"?


teoria interessante…

ho pensato ad una cosa simile,anche se sono solo supposizioni e non ho una preparazione adeguata,ma riguardava il dna e le possibili implicazioni di qualche riminiscenza dei nostri predecessori.
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