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ARGOMENTO: Perchè è sbagliato essere atei

Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #61

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KitCarson1971 ha scritto:

Mi sembra di aver intuito che ciò che assilla l'amico Valle è (secondo lui) l'interruzione della coscienza individuale, visto sia dal punto di vista ateo, il disfacimento fisico, come se la coscienza fosse la mente (altro grave errore), e sia dal punto di vista reincarnicativo: annullamento della coscienza perchè l'anima passa di corpo in corpo, da vita a vita. Su questo caro Valle avevo già dato il mio parere, vuoi che mi ripeta con altre espressioni? Vabbuono... Nessuna coscienza verrà mai distorta o eliminata quando il ciclo delle rinascite sarà completato, le varie coscienze conviventi nelle varie esistenze sono in realtà "mezzi" per far progredire lo spirito che alla fine li ingloberà tutte. Concetto difficile? Non più di tanto.

Un saluto

Vedi Kit, a mia discolpa dico che non ho bisogno di discolparmi...
Prendendo questo piccolo estratto di quanto scrivi (potrei farlo con molto altro, ma mi limiterò) già si capisce perchè oggettivamente risulta difficile il dialogo.
Il tuo parere, lecito (nessuno lo nega) è proprio, semplicemente, il tuo parere.
Una tua idea, una tua credenza, che va bene... Ma è tua, creata da te, fatta su misura per te ma che non ha nessun contatto con la realtà (o meglio, nessun contatto concreto, poi magari è come tu dici ma è solo una questione di "fortuna"... Vale come una delle migliaia di altre teorie esistenti...).

Senza nessuna prova le teorie, le fantasie, le ipotesi, vanno tutte bene, sono tutte rispettabili... Ma sono comunque opinioni personali.
Voler assumere una idea propria a concetto generale, valido per tutti, questo è il passaggio dalla credenza alla arroganza.

Se invece, come molti anche qui sul forum, si è consapevoli di aver trovato una via personale, che fa star bene se stessi e fa vivere meglio la propria vita... Ben venga.
Basta che non si pensi che chi è ateo (ma anche agnostico o ciò che volete) sbagli... Perchè fino a prova contraria è l'unico ad avere ragione.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #62

  • the_believer
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Penso che l'errore più grande di questo genere di discussioni sia quello di cercare di convincere gli altri di essere nel giusto e che gli altri abbiano torto. Sono come le discussioni infinite tra chi usa Windows e chi usa il Mac, per fare un esempio terra-terra. Inoltre mi pare di comprendere che in genere si pensa che chi si dichiara ateo non abbia una vita spirituale, o abbia deciso di mettere da parte tutto quanto concerne la spiritualità. La ricerca di un Dio è un percorso molto personale, pertanto le nostre conclusioni non saranno quasi mai valide per gli altri. Inoltre stiamo parlando del Dio della Bibbia, o di un altro Dio? Bisogna considerare che molte persone rifiutano quanto hanno letto nella Bibbia in quanto lo trovano assurdo o contradditiorio, o anche ipocrita, e diventano...atei / non credenti. Ad es. per dirne due, cosa potrebbe importare ad un Dio onnipotente e creatore dell'universo se desideriamo la donna d'altri? Oppure perchè un Dio buono e misericordioso, ma pur sempre onnipotente e onnipresente, secondo la Bibbia, lascia che persone innocenti vengano uccise dai terremoti, dalle alluvioni, dalle guerre, ecc. ecc. Ma chi ci dice che non esista un Dio, che non abbia nulla a che spartire con l'antico o il nuovo testamento?
"La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza". George Orwell, 1984
Ultima modifica: 1 Settimana 1 Giorno fa da the_believer.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #63

  • KitCarson1971
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Ciao Anathema e Believer. Auspicavo non ci fossero fraintendimenti di sorta. Così sembra non sia. Sono però d'accordo con voi: il mio è un parere personale, ma l'avevo già detto tante altre volte, non mi sembra il caso ripeterlo continuamente. Io non delego e non detengo verità assolute. Esprimo ciò che penso, coadiuvato, se vogliamo, da risposte avute in anni di sedute medianiche e da messaggi da chi si riteneva fossero veri e propri maestri invisibili, messaggi che ho fatto miei quando questi mi convincevano appieno, quando queste risposte intelligenti, ben sopra la media, davano le prove che richiedevamo loro. "Prove" che anche in frangenti come questi tu (Anathema) come al solito chiedi... vedi bene che questo non è possibile: non sono oltretutto ancora "emigrato" nell'aldilà...

Permettetemi, essendo sul "pezzo", ancora due cose, senza pretese di convincere nessuno ovviamente... Rimango convinto che la distinzione si debba avere tra il materiale e lo spirituale, per una differenza (oltre che energetica) di tipo funzionale: tramite le esperienze terrene, come un filo diretto, lo spirito va alla conquista di tappe evolutive e quindi di sè stesso... Bisogna dunque tener conto dei sentimenti molto diversi che accomunano gli spiriti rispetto a quelli umani le cui materie grige sono ancorate a psichismi strutturati da condizionamenti genetico-ereditari e da ambienti educativi. Ma è proprio da queste differenze strutturali-mentali-ambientali su cui fa riferimento, perno e affidamento uno spirito che si reincarna per evolversi, usandole come fossero delle scuole.
Un saluto
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #64

  • Yamuna
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Haria ha scritto:
dany ha scritto:
Vorrei porre la questione di Dio, del “libero arbitrio”, della responsabilità umana ecc. con qualche piccola metafora; mi scuso fin da subito se il tutto dovesse sembrare un po’ scurrile, ma rende l’idea di ciò che mi sono sempre detta.

Dunque, poniamo che questo Dio sia un comune “padre” e ognuno di noi un suo “figlio” (in fondo è questo che dice la religione). Questo padre vivrebbe in una splendida città (il “paradiso”, “il regno di Dio” o comunque lo si voglia chiamare) e avrebbe modo di lasciarci vivere insieme con lui in questo luogo perfetto, dove ci sono solo bellezza, amore, armonia ecc. nonché “persone” meravigliose e immortali con cui condividere tutto questo. In questo luogo non ci sono bisogni e di conseguenza non esistono questioni da porsi per soddisfarli.

Ecco che, però, non appena nasciamo, questo “padre”, senza dircene la ragione, ci manda via e ci spedisce a vivere in un’altra città (il nostro mondo), molto lontana dalla sua e dove, oltre alla bellezza, l’armonia e tutto il resto, vi siano anche violenza, odio, un mucchio di gente molto meno amichevole, un sacco di bisogni da soddisfare per sopravvivere e ostacoli da affrontare.

Fatto ciò, questo “padre” sparisce del tutto, non si fa più vedere, non si fa più sentire e, soprattutto, se proviamo a cercarlo, non ci risponde. E’ praticamente cieco, muto e sordo. Tanto che, ad un certo punto, non ricordiamo nemmeno più se sia mai esistito. Nel frattempo, per fortuna, saremo insieme a persone che amiamo… Be’, certo, sempre che queste non muoiano…

Magari qualcuno di noi riuscirà a cavarsela in questa città egregiamente, superando ogni “prova” come un “figlio” modello. Qualcun altro, invece no; magari ci proverà ma, per tutta una serie delle più svariate ragioni, si troverà a commettere “sbagli” più o meno gravi (o magari cose che sono “sbagli” secondo il “parere” di suo “padre” ma non per lui); oppure, peggio, li subirà e, quindi, per sopravvivere, prenderà a infliggerli a sua volta ad altri. Oppure, difronte allo sgomento della morte si convincerà di vivere in una “città” ostile…

Bene. Dopo tutto ciò, quando per noi arriverà “la nostra ora”, ci ritroveremo al cospetto di questo “padre” tanto “amorevole” il quale ci dirà: “Be’, è vero che avevo la possibilità di farti “vivere” in pace qui con me ma ho preferito spedirti in un luogo molto meno bello e... ehm, no, mi dispiace ma sei stato una grande delusione perciò qui non puoi restare. Forza, torna lì e rivivi tutto da capo! Anzi, dato che hai sbagliato, quasi quasi ti mando in una città peggiore dell’altra. Così impari!”.

:hahahaha: :hahahaha: No ragazzi, ma scherziamo? Ma non sarebbe un "papà" un po' sadico (e forse anche un po' masochista, visto che lo deluderemmo praticamente nove volte su dieci)?

Partendo dal fatto che Dio non è altro che la fonte energetica e che noi siamo una scintilla di tale fonte (da qui il definirlo metaforicamente padre), in realtà è l'anima stessa a decidere di vivere sulla terra o in qualsiasi altro luogo in modo da imparare e crescere spiritualmente. L'idea di un Dio in paradiso che ti spedisce nel pianeta terra per fare il severo che spesso mi rifilano la trovo una storia degna della Disney. In realtà tutto va secondo i piani universali, ogni anima è consapevole prima dell'incarnazione e decide dove vivere, i genitori e tante altre cose perchè sa cosa dovrà affrontare per poter crescere, nessun Dio cattivello va e ci spedisce nell'orribile pianeta terra. Noi siamo convinti di subire ingiustizie per mano di un Dio soltanto perchè non ricordiamo che siamo stati noi stessi a scegliere. La nostra idea di benevolenza, giustizia e morale è differente da quella dell'universo. Come umani noi siamo portati a credere a una differente forma di bene e male. Siamo qui per imparare e crescere, non trovo che ci possa essere niente di più bello. Le ingiustizie purtroppo fanno parte di questa esperienza, e io se un essere umano dovesse far del male a qualcuno, personalmente, non me la prenderei con Dio ma con l'assassino che si è permesso di fare del male a un altro individuo. Io davanti a una malattia mortale non me la prenderei con dio, ma direttamente con la malattia.
Ho trovato divertente la risposta di Dany ma molto saggia quella di Haria . Se posso permettermi vorrei aggiungere che se Dio è amore e noi non lo siamo e soffriamo per questo...la responsabilità è sempre degli esseri umani . Non è colpa di nessuno , siamo sempre qui per imparare . Invece preferiamo spesso fare i banali e appiattire tutto . Ci sono responsabilità ben precise se le cose non vanno . Siamo sempre noi che scegliamo un sentimento piuttosto che un altro. Siamo sempre noi che scegliamo le ingiustizie e mi permetto di citare il karma perché io l'ho vissuto sulla mia pelle e l'ho visto vivere ad altre persone (oltre alle conoscenze che sono reperibili con certi metodi che molti purtroppo non considerano , ma è tutto ok...ognuno sceglie se aprirsi o meno) . Le prove di alcune cose ci sono...ma non vengono considerate . Non possiamo permetterci di dire che una cosa non esiste se non abbiamo ricercato . Spesso questo accade perché è l'opinione più comune e la prendiamo per buona . Non è un'accusa , ci mancherebbe altro e nemmeno mi importa di schierarmi da una parte o dall'altra .
e' solo un ragionamento . Le cose sono piuttosto complesse , ma non inarrivabili . Prima di affermare una cosa bisogna studiare molto e sperimentare . Tutto qui .
Una delle paure più grandi dell'essere umano sta nell'ammettere la sua grandiosità e nell'accettare la grandiosità degli altri

Valerie Hunt
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #65

  • Haria
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dany ha scritto:
Ripeto, Haria, che il mio post era scherzoso. E’ ovvio che non penso a Dio come ad un vecchio signore dispettoso. A questo punto, però, è bene ricordare che la Chiesa, e di conseguenza i cattolici convinti e praticanti, hanno più o meno una concezione simile di Dio: ovvero di una “entità”, antropomorfa o meno, con una volontà, una coscienza e dei “piani” ben precisi. Un “regista” che ha creato tutto, che sa tutto e che determina tutto.

Sarcasmo o meno, è questo che la chiesa ci propone, allo stesso modo in cui ci propone l’idea di un “Gesù” di natura “divina”, nato da “immacolata concezione”, che è risorto e se ne è andato a spasso dopo tre giorni che era morto. E ancora non ci propongono questa storia come una metafora, ma come se fosse un fatto realmente accaduto. E’ vero o no?

L’ho capito che le tue idee sono diverse e prescindono dalla religione ma, appunto, era della religione che stavo parlando, in generale. Ho letto con interesse i tuoi interventi e i concetti che esponi li conosco. Sono affascinanti sicuramente, però più ci penso e più non mi convincono. Tra l'altro in un tuo intervento hai detto che "Dio non può intervenire nelle nostre vite perché altrimenti violerebbe il libero arbitrio". Quindi mi chiedo: decidere di non intervenire non significa di per sé avere una coscienza e una volontà?

@Haria e Vanoli
E ancora: se fosse la nostra anima a “decidere” di volta in volta dove e come rinascere (allo scopo di seguire un “cammino di crescita”), questo significherebbe che l’anima in quel “momento” è già evoluta ad un livello superiore rispetto allo stato che va ad incarnare. Altrimenti come farebbe a “sapere” di aver “bisogno” di nascere in quella “situazione” per imparare determinate cose? Se “sa” che vivere una determinata vita gli insegnerà determinate cose, allora non vuol dire che quelle "cose" le ha già comprese?

E con gli animali come la mettiamo? Di sicuro se abbiamo un'anima noi, loro ce l'hanno anche di più. Questo è poco ma sicuro. Ma, visto che loro tutte le nostre domande non se le fanno e che non vivono affatto i nostri stessi conflitti, allora come fa un'anima ad "evolvere" nel corpo di un animale? Forse sono già ad uno stato di evoluzione perfetta?

Non so se ho esposto chiaramente le domande, spero di sì.

Domanda 1: Secondo me Dio non possiede facoltà decisionali, non riesco a spiegare a parole quello che penso in merito ma ci proverò. Esistono delle leggi universali tra cui quella del karma e quella del libero arbitrio, ora io non so e non immagino come possano funzionare ma penso che la nostra idea di coscienza sia umana, ma ricordiamoci che Dio non è umano quindi non possiamo pensare che il suo modo di essere cosciente e avere una volontà (sempre che ce l'abbia) sia uguale al nostro. Siamo abituati a proiettare il nostro essere sugli altri e questo può succedere anche nel caso di Dio. Un po come quando pensiamo che gli alieni non possano vivere su un determinato pianeta perchè non ci sono le condizioni di vita necessarie, ma ci dimentichiamo che le condizioni di vita necessarie per gli esseri viventi della terra potrebbero essere differenti da quelli che invece vivono su un altro pianeta, proprio perchè quelle forme di vita sono state create in modo da poterci vivere. Spero di essermi spiegata con questo esempio.

Domanda 2: immagina di avere per esempio un problema di socializzazione e che tu sia intenzionata a superarlo, tu sai che probabilmente lo supereresti abituandoti a fare nuove conoscenze (ovviamente è un esempio, ognuno di noi risolverebbe il problema in modo differente), il fatto di sapere come superare quindi tale problema non significa che tu sia effettivamente riuscita a superarlo, perciò penso che l'anima sappia cosa le serve per superare determinati ostacoli ma che per superarli in modo effettivo debba agire concretamente.

Domanda 3: personalmente sulla questione animali non so cosa pensare :hahahaha: , spesso mi pongo qualche domanda in merito ma non riesco proprio a capire per il momento come possa funzionare, rimane un fastidioso punto interrogativo anche per me :hahahaha:

I post seguenti sull'argomento "anima e animali" sono stati spostati nel nuovo thread "Cos'è l'anima? Gli animali ce l'hanno?" -- Nyma
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Ultima modifica: 4 Giorni 10 Ore fa da Nyma.
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