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ARGOMENTO: Perchè è sbagliato essere atei

Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 2 Giorni fa #41

  • dany
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Vorrei porre la questione di Dio, del “libero arbitrio”, della responsabilità umana ecc. con qualche piccola metafora; mi scuso fin da subito se il tutto dovesse sembrare un po’ scurrile, ma rende l’idea di ciò che mi sono sempre detta.

Dunque, poniamo che questo Dio sia un comune “padre” e ognuno di noi un suo “figlio” (in fondo è questo che dice la religione). Questo padre vivrebbe in una splendida città (il “paradiso”, “il regno di Dio” o comunque lo si voglia chiamare) e avrebbe modo di lasciarci vivere insieme con lui in questo luogo perfetto, dove ci sono solo bellezza, amore, armonia ecc. nonché “persone” meravigliose e immortali con cui condividere tutto questo. In questo luogo non ci sono bisogni e di conseguenza non esistono questioni da porsi per soddisfarli.

Ecco che, però, non appena nasciamo, questo “padre”, senza dircene la ragione, ci manda via e ci spedisce a vivere in un’altra città (il nostro mondo), molto lontana dalla sua e dove, oltre alla bellezza, l’armonia e tutto il resto, vi siano anche violenza, odio, un mucchio di gente molto meno amichevole, un sacco di bisogni da soddisfare per sopravvivere e ostacoli da affrontare.

Fatto ciò, questo “padre” sparisce del tutto, non si fa più vedere, non si fa più sentire e, soprattutto, se proviamo a cercarlo, non ci risponde. E’ praticamente cieco, muto e sordo. Tanto che, ad un certo punto, non ricordiamo nemmeno più se sia mai esistito. Nel frattempo, per fortuna, saremo insieme a persone che amiamo… Be’, certo, sempre che queste non muoiano…

Magari qualcuno di noi riuscirà a cavarsela in questa città egregiamente, superando ogni “prova” come un “figlio” modello. Qualcun altro, invece no; magari ci proverà ma, per tutta una serie delle più svariate ragioni, si troverà a commettere “sbagli” più o meno gravi (o magari cose che sono “sbagli” secondo il “parere” di suo “padre” ma non per lui); oppure, peggio, li subirà e, quindi, per sopravvivere, prenderà a infliggerli a sua volta ad altri. Oppure, difronte allo sgomento della morte si convincerà di vivere in una “città” ostile…

Bene. Dopo tutto ciò, quando per noi arriverà “la nostra ora”, ci ritroveremo al cospetto di questo “padre” tanto “amorevole” il quale ci dirà: “Be’, è vero che avevo la possibilità di farti “vivere” in pace qui con me ma ho preferito spedirti in un luogo molto meno bello e... ehm, no, mi dispiace ma sei stato una grande delusione perciò qui non puoi restare. Forza, torna lì e rivivi tutto da capo! Anzi, dato che hai sbagliato, quasi quasi ti mando in una città peggiore dell’altra. Così impari!”.

:hahahaha: :hahahaha: No ragazzi, ma scherziamo? Ma non sarebbe un "papà" un po' sadico (e forse anche un po' masochista, visto che lo deluderemmo praticamente nove volte su dieci)?
Ultima modifica: 1 Settimana 2 Giorni fa da dany.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 2 Giorni fa #42

  • valle
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Nella sua semplicità, questa raffigurazione è più o meno ciò che le varie religioni e filosofie propugnano. E laddove tutto prende un sapore di assurdo e irrazionale, spunta la famosa formula "non ci è dato comprendere". Va bene, se non ci è dato comprendere è inutile anche sostenere questi concetti, dato che risultano, oltre che incomprensibili, anche privi di senso.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 2 Giorni fa #43

  • Haria
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dany ha scritto:
Vorrei porre la questione di Dio, del “libero arbitrio”, della responsabilità umana ecc. con qualche piccola metafora; mi scuso fin da subito se il tutto dovesse sembrare un po’ scurrile, ma rende l’idea di ciò che mi sono sempre detta.

Dunque, poniamo che questo Dio sia un comune “padre” e ognuno di noi un suo “figlio” (in fondo è questo che dice la religione). Questo padre vivrebbe in una splendida città (il “paradiso”, “il regno di Dio” o comunque lo si voglia chiamare) e avrebbe modo di lasciarci vivere insieme con lui in questo luogo perfetto, dove ci sono solo bellezza, amore, armonia ecc. nonché “persone” meravigliose e immortali con cui condividere tutto questo. In questo luogo non ci sono bisogni e di conseguenza non esistono questioni da porsi per soddisfarli.

Ecco che, però, non appena nasciamo, questo “padre”, senza dircene la ragione, ci manda via e ci spedisce a vivere in un’altra città (il nostro mondo), molto lontana dalla sua e dove, oltre alla bellezza, l’armonia e tutto il resto, vi siano anche violenza, odio, un mucchio di gente molto meno amichevole, un sacco di bisogni da soddisfare per sopravvivere e ostacoli da affrontare.

Fatto ciò, questo “padre” sparisce del tutto, non si fa più vedere, non si fa più sentire e, soprattutto, se proviamo a cercarlo, non ci risponde. E’ praticamente cieco, muto e sordo. Tanto che, ad un certo punto, non ricordiamo nemmeno più se sia mai esistito. Nel frattempo, per fortuna, saremo insieme a persone che amiamo… Be’, certo, sempre che queste non muoiano…

Magari qualcuno di noi riuscirà a cavarsela in questa città egregiamente, superando ogni “prova” come un “figlio” modello. Qualcun altro, invece no; magari ci proverà ma, per tutta una serie delle più svariate ragioni, si troverà a commettere “sbagli” più o meno gravi (o magari cose che sono “sbagli” secondo il “parere” di suo “padre” ma non per lui); oppure, peggio, li subirà e, quindi, per sopravvivere, prenderà a infliggerli a sua volta ad altri. Oppure, difronte allo sgomento della morte si convincerà di vivere in una “città” ostile…

Bene. Dopo tutto ciò, quando per noi arriverà “la nostra ora”, ci ritroveremo al cospetto di questo “padre” tanto “amorevole” il quale ci dirà: “Be’, è vero che avevo la possibilità di farti “vivere” in pace qui con me ma ho preferito spedirti in un luogo molto meno bello e... ehm, no, mi dispiace ma sei stato una grande delusione perciò qui non puoi restare. Forza, torna lì e rivivi tutto da capo! Anzi, dato che hai sbagliato, quasi quasi ti mando in una città peggiore dell’altra. Così impari!”.

:hahahaha: :hahahaha: No ragazzi, ma scherziamo? Ma non sarebbe un "papà" un po' sadico (e forse anche un po' masochista, visto che lo deluderemmo praticamente nove volte su dieci)?

Partendo dal fatto che Dio non è altro che la fonte energetica e che noi siamo una scintilla di tale fonte (da qui il definirlo metaforicamente padre), in realtà è l'anima stessa a decidere di vivere sulla terra o in qualsiasi altro luogo in modo da imparare e crescere spiritualmente. L'idea di un Dio in paradiso che ti spedisce nel pianeta terra per fare il severo che spesso mi rifilano la trovo una storia degna della Disney. In realtà tutto va secondo i piani universali, ogni anima è consapevole prima dell'incarnazione e decide dove vivere, i genitori e tante altre cose perchè sa cosa dovrà affrontare per poter crescere, nessun Dio cattivello va e ci spedisce nell'orribile pianeta terra. Noi siamo convinti di subire ingiustizie per mano di un Dio soltanto perchè non ricordiamo che siamo stati noi stessi a scegliere. La nostra idea di benevolenza, giustizia e morale è differente da quella dell'universo. Come umani noi siamo portati a credere a una differente forma di bene e male. Siamo qui per imparare e crescere, non trovo che ci possa essere niente di più bello. Le ingiustizie purtroppo fanno parte di questa esperienza, e io se un essere umano dovesse far del male a qualcuno, personalmente, non me la prenderei con Dio ma con l'assassino che si è permesso di fare del male a un altro individuo. Io davanti a una malattia mortale non me la prenderei con dio, ma direttamente con la malattia.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 2 Giorni fa #44

  • dany
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Sì, infatti, Valle,

nel mio post ho dimenticato di dire che questo padre è geniale, dunque avrebbe potuto farci “geniali” a nostra volta; solo che, sempre per ragioni che “non ci è dato sapere”, ha preferito “farci” un po’ rinc……ti e non in grado di capire né lui, né noi stessi.

Inoltre, pur esistendo già un "mondo" perfetto (il suo), ha voluto crearne un'altro molto imperfetto (il nostro), solo allo scopo di mandarci qui per "migliorarlo", possibilmente soffrendo :confused:

Ragazzi scusate, io davvero non intendo farmi beffe della religione; ma per me tutto questo è semplicemente assurdo. Tra l'altro, io personalmente non escludo che possa esistere qualcosa dopo la morte del corpo fisico. Ma mi chiedo: perché dovrebbe esserci per forza "una regia"?

@ Haria: ma secondo la religione non è stato Dio a creare ogni cosa che esiste? Perché se è così, allora anche le malattie le ha create Dio.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 2 Giorni fa #45

  • Haria
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dany ha scritto:

@ Haria: ma secondo la religione non è stato Dio a creare ogni cosa che esiste? Perché se è così, allora anche le malattie le ha create Dio.

Mi spiace ma la mia visione di colui che in molti chiamano Dio è talmente differente dalla tua e tanti altri che non riesco a spiegare a parole, ci ho provato fino a ora.
Mi sembra quasi che tu e altri quando pensate a Dio immaginiate una persona in cielo o un essere superiore pienamente cosciente di ciò che accade, io non la vedo così. Ho gia spiegato la mia teoria Dio > Universo > Coscienza non cosciente. Per me non è come avere a che fare con una sorta persona incorporea, ma più con una grande energia che sfruttiamo con parole, pensieri, fatti e via discorrendo. Per quanto riguarda la creazione sono più tendente nel credere alla scienza, mi riferisco al big bang, a livello spirituale ancora non ci ho riflettuto abbastanza dall'espormi. Ad ogni modo, considerando la mia idea di Dio no, non me la prendo con lui per le malattie.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 2 Giorni fa #46

  • KitCarson1971
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Mi permetto di osservare che le vostre mi sembrano obiezioni che con la sola negazione non indirizzano a nessuna soluzione di sorta. Con questo non voglio fare il cattedratico, ma in questa misura penso vengano considerate anche da chi ha approfondito almeno un pò l'argomento. Cari amici, mi sembra vogliate respingere tutto in blocco, ma così facendo, prendetene atto, lascereste paurose lacune da colmare per spiegare un fenomeno che così diviene inesplicabile, senza correggere con motivi anche lievemente sufficienti, mi eliminate in un sol colpo l'idea di -Dio-Aldilà-Reincarnazione. Oppure, viceversa, fatevene una ragione nel senso che non se ne può fare a meno di aderire a questa idea fondamentale. All'insieme organico delle conoscenze acquisite, anche se condensate in diversi punti interrogativi.

Se non per aderire, bisogna prendere atto ed evidenziare che la reincarnazione sdrammatizza l'idea della morte, cosa che ha bloccato l'uomo su posizioni di paura. Il tabù della morte ha condizionato e condiziona (chi abiura la reincarnazione) l'atteggiamento dell'uomo normale verso la vita terrena, considerata (erroneamente) come l'unica tangibile sicurezza. L'umanità è stata per secoli e secoli abituata a credere a senso unico, condizionata da un dogmatismo e da un rituale religioso che ha reso difficilissimo, se non impossibile, l'atteggiamento di concetti diversi, relativi al destino dell'uomo dopo la morte. Lo stesso ateo che respinge Dio, si pone in rapporto con qualcosa cui inconsciamente riconosce un valore, altrimenti ciò gli sarebbe completamente indifferente.

Come fatto assoluto la morte non esiste, la reincarnazione potrà apparire paradossale al profano, ma questi se si arma di buona volontà, arriverà a concepire e constatare l'estremo rigore logico del sistema di idee e di concetti che la reincarnazione comporta. Studio e pratica porterà a spaziare oltre certi ristretti ed angusti confini. La mente che non accetta la dottrina del karma si affolla di interrogativi e di obiezioni che presuppongono un discorso filosoficamente più completo sull'argomento Dio e sulle sue "leggi". In fin dei conti noi ci arrabattiamo, ma solo l'Assoluto può comprendere l'Assoluto. Non è quindi possibile chiarire tutto lungo lo svolgersi di una vita, certi chiarimenti dovranno essere rimandati a quella certa condizione extra-umana raggiungibile con la morte corporea. Io credo che volendo, siamo in grado di capire di non capire... e che l'intelletto e i modi di espressione umani sono in gran parte in ombra...
Un saluto
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Re:Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #47

  • Anathema
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Quindi, leggendo i vari commenti, si capisce che qui, tra i credenti, ognuno crede ad un dio diverso.
C'è chi lo rappresenta in modo antropomorfo e chi in forma "non cosciente", c'è chi crede nella reincarnazione e chi nel paradiso ed inferno, chi pensa che non si arrivi mai alla conoscenza definitiva se non alla fine e chi dice di esserci già arrivato.

Insomma l'unica cosa chiara è che su X persone presenti sul forum ci sono X teorie diverse.

C'è poi chi è più aperto alla discussione e chi più certo di avere la Verità, ma quello che è sicuro è che, nel migliore dei casi, se qui qualcuno ha la verità, tutti gli altri sbagliano... Ma ahimè temo che la verità non ce l'abbia nessuno.

Diciamo che questa discussione mi ha confermato ancora di più che quando si parla di religione in realtà si parla di fantasia, speranza, tradizione... Ma proprio non si parla, purtroppo, di qualcosa reale.

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Re:Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #48

  • vanoli
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Anathema ha scritto:
Quindi, leggendo i vari commenti, si capisce che qui, tra i credenti, ognuno crede ad un dio diverso.
C'è chi lo rappresenta in modo antropomorfo e chi in forma "non cosciente", c'è chi crede nella reincarnazione e chi nel paradiso ed inferno, chi pensa che non si arrivi mai alla conoscenza definitiva se non alla fine e chi dice di esserci già arrivato.

Insomma l'unica cosa chiara è che su X persone presenti sul forum ci sono X teorie diverse.

C'è poi chi è più aperto alla discussione e chi più certo di avere la Verità, ma quello che è sicuro è che, nel migliore dei casi, se qui qualcuno ha la verità, tutti gli altri sbagliano... Ma ahimè temo che la verità non ce l'abbia nessuno.

Diciamo che questa discussione mi ha confermato ancora di più che quando si parla di religione in realtà si parla di fantasia, speranza, tradizione... Ma proprio non si parla, purtroppo, di qualcosa reale.

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ti quoto tantissimo

questo perchè non sanno cosa vuol dire essere considerati e siritualmente è molto difficle capirlo, ma quello che importa è che tu lo senti forte.
il sentimento divino è fortissimo se chiesto col cuore, papà quando gli chiesi una sa manifestazione il giorno dopo un eccellino entrò nella mia stanza per poi uscire. l'ho pensata anche io cosi, ma ognuno si deve prendere la sua strada le sue croci. io probabilmente non entrerro di nuovo per le vostre porte ma andrà da dove io arrivo e li poi partiro di nuovo per la 4A vita.
non preoccuparti anathema hai la mia stima , il tuo pensiero funziona bene come un piccolo arbitro che intende senza una piena soluzione , ma il tuo si avvicina tanto, stai vicina la vita puo anche cambiare coi suoi tempi
in paradiso si cade come dei bambini, ma questo non è un buon segno di fede difronte a tutti i fratelli
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #49

  • vanoli
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forse per te è troppo complicato ma per entrare in spiritulità devi entrare tutta l'anima, ( vita compresa ) e tutti gli effetti secondari.
si papà ha cntrollo anche delle malattie e io ne so qualcosa riguardo pure a questa cosa, in qutno abbiamo preso un accordo 10 anni fa, per questo tempo.
essere rinc? si anche cè chi sta peggio di noi e non ti auguro mai di avere un quoziente intellettivo basso come il mio, dove a 6 anni tutti anadavano avanti e io non sapevo come dovevo fare.

mi sentivo cosi a disagio , ma il mio problema era un derivato dalla nascita del 5% di incompatibilita genetica o altro.
quando cosi nasci cosi resti. forse non sai ancora quanto puoi valere o quanto puoi dire in te stesso, ma chi vuole entrare in tutta spiritualita fa i conti poi con qualcosa che diventa poi la sua croce se la decisione derivata dalla fatto è stata poi la sua.]

non è un bel parlare quello che sto per scrivere, ma la maggior parte delle persone non sanno neanche che sono in piedi.

infatti in paradiso si cade come dei bambini e se cadi piu volte cadi nel pozzo delle anime, li cambi comportamento , li ho sentiti non stanno bene , ma sono stati comunque loro a cadere.
a me non piace dire la parole stolto, ma poco cosciente va meglio, perchè non è che se " mamma e papà ti insegnano a camminare tu puoi sempre farlo "
troppo elementare cosi scontato, mai pensato !
in paradiso si cade come dei bambini, ma questo non è un buon segno di fede difronte a tutti i fratelli
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Re:Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #50

  • valle
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Condivido ciò che dice Anathema, non possono esserci tante verità diverse.

Inoltre, KitCarson, a riflettere su ciò in cui credono i reincarnazionisti, la vostra posizione non è in fondo differente da quella di un ateo, a livello di speranza individuale.
Come ho già scritto in precedenza, la questione della memoria personale è critica. Se una persona ha dimenticato il proprio passato, non è più la stessa persona.
Anche se in realtà nella teoria della reincarnazione si crede che, pur non ricordando i dettagli della propria vita, l'anima conservi gli insegnamenti ricevuti a livello di maturazione spirituale.
Va bene, però resta il punto che rinascere in una nuova persona che non ricorda niente di ciò che era prima, anche se più "matura", per la persona di prima essere morta in modo definitivo oppure rinata in altra forma è praticamente la stessa cosa. Si interrompe la continuità della coscienza di sé, che è ciò che ci rende vivi in quanto individui.

Tornando al confronto con la posizione dell'ateo non reincarnazionista, questi pensa che al momento della morte i processi mentali si arrestino, la propria coscienza si dissolva e si annienti la persona.
Il reincarnazionista crede che i processi mentali si arrestino, la coscienza come forma spirituale perda le informazioni sui "dettagli" della vita ma conservi gli insegnamenti per così dire morali. L'anima andrà poi a far parte di una nuova persona biologica e vivrà una nuova vita con una nuova identità come individuo.
Quello che io vorrei chiedere a voi reincarnazionisti è: questo dovrebbe darvi una qualche consolazione circa il concetto della morte? Vi trovate in una posizione diversa rispetto all'ateo puro?
A me pare che entrambi dobbiate ammettere che la vostra identità sarà persa e con essa anche l'intera vostra esistenza. Che poi una sorta di anima o energia vitale andrà a fare parte di un altro corpo, che cosa vi cambia? Non siete più voi. Non siete più individui perché non avete una storia, non avete dei ricordi, non c'è un filo conduttore se non una vaga "maggiore maturità" dell'anima, ma una maturità slegata dall'identità non è niente.
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #51

  • dany
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Haria ha scritto:
“Mi spiace ma la mia visione di colui che in molti chiamano Dio è talmente differente dalla tua e tanti altri che non riesco a spiegare a parole, ci ho provato fino a ora”.

@ Haria,
credo che qui si stia facendo una discussione aperta fra tutti gli intervenuti e gli interessati, uno scambio libero di opinioni che va oltre le convinzioni tue, mie o di altri singoli utenti. Ovvio che il mio post “Disney” era solo ironico, un modo per dire che secondo me sono proprio i principi di fondo delle religioni ad essere difficilmente condivisibili.

Haria ha scritto:
"in realtà è l'anima stessa a decidere di vivere sulla terra o in qualsiasi altro luogo in modo da imparare e crescere spiritualmente."

Sì, conosco questi concetti. Ma… questa faccenda dell’“evoluzione spirituale” che dovrebbe realizzarsi attraverso "la sofferenza" non ti sembra un po’ troppo di matrice cattolica, solo riveduta/corretta/modernizzata dalla new age e dintorni?

Che poi, di questa “evoluzione spirituale” come mai non ce n’è traccia? Sicuro che, ad es. noi oggi siamo più evoluti dell’uomo di neanderthal? Non è che siamo solo più “equipaggiati”? Siamo più “evoluti” perché le guerre si fanno in modo diverso e perché per noi occidentali sono lontane? Perché una bistecca arriva nei nostri piatti senza che ci sporchiamo le mani e possiamo mangiarla fingendo di ignorare la storia orribile che c’è dietro? Perché a differenza dell’“uomo primitivo” che faceva quello che faceva solo per sopravvivere noi facciamo quello che facciamo per il potere, per la ricchezza, per il gusto di mangiar bene, per indossare guanti Louis Vuitton, per vivere a 30 gradi tutto l’anno e via discorrendo?

Ecc. ecc. ……..
Insomma, tutta questa “evoluzione” dov’è? Non è per essere negativa, ci mancherebbe, ma per certi versi sicuro che invece non stiamo “involvendo”? Stando così le cose, come fa a reggere questa teoria?
Ultima modifica: 1 Settimana 1 Giorno fa da dany.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #52

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KitCarson1971 ha scritto:

Se non per aderire, bisogna prendere atto ed evidenziare che la reincarnazione sdrammatizza l'idea della morte

Kit: Infatti secondo me la teoria della reincarnazione non sdrammatizza l'idea della morte. Non mi fraintendete: io amo la vita e me la godo come e quanto posso. Però… Ci pensate a cosa significherebbe rivivere, oltre alle gioie, anche gli stessi drammi: perdere le persone amate, vederle deperire, morire… e, a nostra volta, inevitabilmente, dover prima o poi invecchiare, ammalarci, morire… E tutto questo più e più volte, per l’eternità?… :confused: Che dramma e che p… :hahahaha:

Ragazzi scusate ma francamente questa idea mi terrorizza. A questo punto, speriamo che non sia così! Anzi… Lo dico o non lo dico? Sì, lo dico: a me non dispiacerebbe tanto se “dopo” finisse tutto. O meglio, dato che forse sono un’egoista, intanto che sono qui, spero che le persone care perdute esistano ancora in qualche modo. Ma per me… be’…non ambisco ad essere eterna, affatto. E questa non è una negazione, è una cosa che mi sento di augurarmi :marameo: :hahahaha:
Ultima modifica: 1 Settimana 1 Giorno fa da dany.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #53

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speranza individuale significa che la persona si attesta alla consseguenza valle e ma ci ha bussato la porta.

non è detto che la porta si apra in questo contesto, in quanto se tu non vai, perchè lui deve venire da te?

è qualcosa che riguarda il mio migliore amico anche e la disse proprio diretta.
io oggi ringrazio ancora papà per questo suo insegnamento e il suo parlare.

però secondo me serve una curiosità , un voler sapere.

avete paura dell'ingestibile? li è la vostra bene fratelli e sorelle, è proprio li. il punto.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #54

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In effetti l'idea di "non poter morire" è spaventosa quanto quella della morte.
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #55

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vedi dany quello che tu dici e specilamente il fatto di qualcuno che la vive in maniera normale.
viverla in maniera piu decisa significa aver capitò e assorbire tutto

vita morte e pericoli e quello significa aver capito e secondo me, crescere tantissimo e capire che 1 10 100 1000 è la stessa cosa.
se dai peso al numero del variabile di una persona cosa vuoi capire della sua vita?

niente, solo una scusa.

il legame tra sogno premonitore destino, paraniormale è unito e nnon lineare è una cosa cosi unita che puo definirsi come imparzzilità memoria

e quando ti ricorderai la memoria di un momento bene l, l'universo per te si p compiuto come questo piano di sotto ( tutto l'universo ) senza errori.

papà non è un funzionamento è amore è trovare e capire un altro genitore, ma voi fare 1+1 fa 2 è troppo difficle perchè avete il vostro, quindi vi ritrovate ad avere un padre vero , ma non il solo e lui vi ama fin dalla nascita.,
odiare qualcuno significa odiare un figlio suo e il suo derivato significa che avreste lui contro.
questo l'ho imparato da lui a 17 anni e vi garantisco è strano ma vero.non odiare, capisci è strano , ma capirai tante cose.
lo so io ho un dialogo da ta ti anni, ma il genitore che per me è qualcosa di unico . io oggi ancora lo ringrazio per il suo iinsegnamento perchè mi ha fatto da papò , ma non è il vero motico perchè io lo chiamo cosi.
mai parlare della perfezione , perchè essa è capace di portarti via tutto ogni sentimento possibile e provato da te
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Re:Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #56

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Anathema ha scritto:
C'è poi chi è più aperto alla discussione e chi più certo di avere la Verità, ma quello che è sicuro è che, nel migliore dei casi, se qui qualcuno ha la verità, tutti gli altri sbagliano... Ma ahimè temo che la verità non ce l'abbia nessuno.

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No aspetta, forse con i miei discorsi ho lasciato intendere qualcosa di errato, perchè credo di far parte di quelli che tu definisci "certi di avere la verità".
No, io non detengo la verità, e sono certa di questo. Sono però certa di voler credere in qualcosa, e questo è ciò in cui credo. quello in cui credo e la mia verità, non verità assoluta, perchè di certo non c'è niente e non scarto assolutamente l'ipotesi di poter sbagliare su tutto, però questo è ciò in cui attualmente voglio credere.
Mi spiace se sono sembrata saccente, spero di essermi chiarita! :)
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Re:Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #57

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valle ha scritto:

Quello che io vorrei chiedere a voi reincarnazionisti è: questo dovrebbe darvi una qualche consolazione circa il concetto della morte? Vi trovate in una posizione diversa rispetto all'ateo puro?
A me pare che entrambi dobbiate ammettere che la vostra identità sarà persa e con essa anche l'intera vostra esistenza. Che poi una sorta di anima o energia vitale andrà a fare parte di un altro corpo, che cosa vi cambia? Non siete più voi. Non siete più individui perché non avete una storia, non avete dei ricordi, non c'è un filo conduttore se non una vaga "maggiore maturità" dell'anima, ma una maturità slegata dall'identità non è niente.

Valle, personalmente io potrò anche rinascere come altro individuo ma continuerò a essere io come anima e questo mi basta, sono sempre io ma con corpo e carattere differente (sulla personalità ho qualche dubbio, penso possa rimanere simile anche nel corso delle vite). La cosa che più mi consola della reincarnazione è il continuare a essere cosciente, a esistere. Non riesco a concepire l'idea del non esistere perchè effettivamente non possiamo immaginare niente che non esista in un certo senso. Esistere è qualcosa su cui mi aggrappo, potrò anche diventare un'altra persona ma continuerò a sentirmi per così dire "esistente"
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #58

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dany ha scritto:
Haria ha scritto:
“Mi spiace ma la mia visione di colui che in molti chiamano Dio è talmente differente dalla tua e tanti altri che non riesco a spiegare a parole, ci ho provato fino a ora”.

@ Haria,
credo che qui si stia facendo una discussione aperta fra tutti gli intervenuti e gli interessati, uno scambio libero di opinioni che va oltre le convinzioni tue, mie o di altri singoli utenti. Ovvio che il mio post “Disney” era solo ironico, un modo per dire che secondo me sono proprio i principi di fondo delle religioni ad essere difficilmente condivisibili.

Haria ha scritto:
"in realtà è l'anima stessa a decidere di vivere sulla terra o in qualsiasi altro luogo in modo da imparare e crescere spiritualmente."

Sì, conosco questi concetti. Ma… questa faccenda dell’“evoluzione spirituale” che dovrebbe realizzarsi attraverso "la sofferenza" non ti sembra un po’ troppo di matrice cattolica, solo riveduta/corretta/modernizzata dalla new age e dintorni?

Che poi, di questa “evoluzione spirituale” come mai non ce n’è traccia? Sicuro che, ad es. noi oggi siamo più evoluti dell’uomo di neanderthal? Non è che siamo solo più “equipaggiati”? Siamo più “evoluti” perché le guerre si fanno in modo diverso e perché per noi occidentali sono lontane? Perché una bistecca arriva nei nostri piatti senza che ci sporchiamo le mani e possiamo mangiarla fingendo di ignorare la storia orribile che c’è dietro? Perché a differenza dell’“uomo primitivo” che faceva quello che faceva solo per sopravvivere noi facciamo quello che facciamo per il potere, per la ricchezza, per il gusto di mangiar bene, per indossare guanti Louis Vuitton, per vivere a 30 gradi tutto l’anno e via discorrendo?

Ecc. ecc. ……..
Insomma, tutta questa “evoluzione” dov’è? Non è per essere negativa, ci mancherebbe, ma per certi versi sicuro che invece non stiamo “involvendo”? Stando così le cose, come fa a reggere questa teoria?

Dany io non intendo imporre le mie convinzioni a nessuno, però è anche vero che se ognuno ha libertà di opinione ognuno può esporre le sue convinzioni.
Avevo inteso il sarcasmo dietro al tuo discorso, ma per fare un discorso di quel genere devi probabilmente avere un'idea simile ma meno metaforizzata di Dio, che io trovo fantasiosa, un po da cartone animano dove vi stanno il buono e il cattivo (l'ho definita degna della Disney ma non con l'intento di mancare di rispetto, forse la mia schiettezza può averti infastidita e mi scuso, intendevo solo essere sincera).
Per quanto riguarda l'evoluzione beh, è vero. A livello collettivo non vi è stata chissà quale evoluzione, a livello individuale però molte persone stanno cercando di migliorarsi e crescere, purtroppo però non abbastanza ancora da, per esempio, raggiungere la pace nel mondo. Però, se ci pensiamo, molte persone sono riuscite a evolversi e a dare buoni insegnamenti al prossimo, come chi viene definito "saggio",soprattutto in oriente. Quindi delle piccole evoluzioni avvengono, chissà se mai arriveremo a una grande e unica evoluzione, è ciò che si spera :)
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #59

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Ad Anathema e Valle: è la vita sulla terra che appare nebulosa ed incerta, non quella spirituale. Capisco però che quando ci si imbatte in ragioni che escono e fuorvìano letteralmente da ogni nozione precedentemente accettate, ci si difende creando una specie di muro del tutto materiale. Non vedo poi caro Valle come puoi pensare di accomunare l'idea ateistica, con l'evoluzione spirituale che porta a Dio. L'ateo risolve la questione umana con il disfacimento di tutto ciò che crede lo componga (solo soma e niente spirito). Concetti agli antipodi caro amico, letteralmente agli antipodi. A tua (vostra) discolpa (si fa per dire...) va detto che il karma incute un certo disorientamento nell'uomo, solitamente alieno da concetti la cui portata è difficilmente comprensibile.

Mi sembra di aver intuito che ciò che assilla l'amico Valle è (secondo lui) l'interruzione della coscienza individuale, visto sia dal punto di vista ateo, il disfacimento fisico, come se la coscienza fosse la mente (altro grave errore), e sia dal punto di vista reincarnicativo: annullamento della coscienza perchè l'anima passa di corpo in corpo, da vita a vita. Su questo caro Valle avevo già dato il mio parere, vuoi che mi ripeta con altre espressioni? Vabbuono... Nessuna coscienza verrà mai distorta o eliminata quando il ciclo delle rinascite sarà completato, le varie coscienze conviventi nelle varie esistenze sono in realtà "mezzi" per far progredire lo spirito che alla fine li ingloberà tutte. Concetto difficile? Non più di tanto.

La coscienza individuale, nelle varie esistenze, prende contatto con i vari punti della realtà contingente, per quel periodo storico, con tutte le sue sfumature di apprendimento, attraverso la conoscenza dei principi sia morali che materiali che reggono in quel dato momento il suo esistere. In parole povere tutte le esperienze fatte su questa terra sono in funzione dell'evolversi dello spirito preposto ad inglobare alla fine della sua evoluzione spirituale tutte le figure (le varie sue esistenze terrene) che gli hanno permesso tale evoluzione. L'essere umano in definitiva altro non è che una necessità primaria allo stesso spirito, che attinge alle sue condizioni di vita sperimentale, per una sua visione sempre più vasta, chiara e cosciente della verità, cioè Dio. E' insomma un progetto assolutamente irreversibile, necessario. Un processo in cui la distinzione tra materiale e spirituale è d'uopo. Senza l'uomo non esisterebbe neanche lo spirito, e quindi neanche Dio, l'essenza del quale, discusso come energia, non è affatto sbagliato, perchè noi stessi, pur condizionati dalla materia, siamo ugualmente energia, come tutto ciò che ci circonda del resto.
Un saluto
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Perchè è sbagliato essere atei 1 Settimana 1 Giorno fa #60

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Ripeto, Haria, che il mio post era scherzoso. E’ ovvio che non penso a Dio come ad un vecchio signore dispettoso. A questo punto, però, è bene ricordare che la Chiesa, e di conseguenza i cattolici convinti e praticanti, hanno più o meno una concezione simile di Dio: ovvero di una “entità”, antropomorfa o meno, con una volontà, una coscienza e dei “piani” ben precisi. Un “regista” che ha creato tutto, che sa tutto e che determina tutto.

Sarcasmo o meno, è questo che la chiesa ci propone, allo stesso modo in cui ci propone l’idea di un “Gesù” di natura “divina”, nato da “immacolata concezione”, che è risorto e se ne è andato a spasso dopo tre giorni che era morto. E ancora non ci propongono questa storia come una metafora, ma come se fosse un fatto realmente accaduto. E’ vero o no?

L’ho capito che le tue idee sono diverse e prescindono dalla religione ma, appunto, era della religione che stavo parlando, in generale. Ho letto con interesse i tuoi interventi e i concetti che esponi li conosco. Sono affascinanti sicuramente, però più ci penso e più non mi convincono. Tra l'altro in un tuo intervento hai detto che "Dio non può intervenire nelle nostre vite perché altrimenti violerebbe il libero arbitrio". Quindi mi chiedo: decidere di non intervenire non significa di per sé avere una coscienza e una volontà?

@Haria e Vanoli
E ancora: se fosse la nostra anima a “decidere” di volta in volta dove e come rinascere (allo scopo di seguire un “cammino di crescita”), questo significherebbe che l’anima in quel “momento” è già evoluta ad un livello superiore rispetto allo stato che va ad incarnare. Altrimenti come farebbe a “sapere” di aver “bisogno” di nascere in quella “situazione” per imparare determinate cose? Se “sa” che vivere una determinata vita gli insegnerà determinate cose, allora non vuol dire che quelle "cose" le ha già comprese?

E con gli animali come la mettiamo? Di sicuro se abbiamo un'anima noi, loro ce l'hanno anche di più. Questo è poco ma sicuro. Ma, visto che loro tutte le nostre domande non se le fanno e che non vivono affatto i nostri stessi conflitti, allora come fa un'anima ad "evolvere" nel corpo di un animale? Forse sono già ad uno stato di evoluzione perfetta?

Non so se ho esposto chiaramente le domande, spero di sì.
Ultima modifica: 1 Settimana 1 Giorno fa da dany.
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