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ARGOMENTO: Il perchè del bene e del male

Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #1

  • KitCarson1971
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Siamo immersi nel mistero del male. Tutte la spiegazioni addotte per giustificare la malattia e la morte si rivelano come sempre deludenti. Poniamoci qualche domanda: sono forse il divenire e la crescita del mondo che rendono necessari il dolore e la morte? Riflettendoci, risulta difficile immaginare il nostro universo, quello terrestre, senza la morte. La morte infatti permette la sostituzione di esseri ormai provati dal logorio delle malattie e dagli anni con individui nuovi, e impedisce il sovraffollamento di un pianeta già fin troppo popolato. La domanda comunque resta: ma perchè la sofferenza?

Il grande Dostoevskij fa dire al suo personaggio Ivan Karamazov: "Non parlo delle sofferenze degli adulti-loro han mangiato la mela e che il diavolo se li porti tutti- ma i bambini! I bambini". Allargando l'orizzonte , oltre ai bambini andrebbero inclusi anche gli animali. Bisognerebbe comunque distinguere il dolore dal male. Dove il male sarebbe di ordine morale, e il dolore sarebbe di ordine fisico? Resta l'eventuale incognita di chi causa l'uno e l'altro. A meno che non si accetti l'esistenza di due principi assoluti: uno buono e uno cattivo...
Un saluto
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #2

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Più che "il perchè del bene e del male", io ritengo che questo post riguardi principalmente il perchè della sofferenza umana, animale, e in genere. Già un certo Siddhārtha Gautama, circa 500 anni prima di Cristo, fece riflessioni simili... dopo lunghe riflessioni al riguardo io ritengo, e sono assolutamente serio, che Dio stesso (o l'universo, per chi non crede) sia sofferenza. Pertanto non un universo cieco e impassibile di fronte alle nostre sofferenze, ma un universo (o un Dio) che soffre assieme a noi. Certo, a modo suo. Una stella, nello spegnersi, soffrirà diversamente da chi sta vivendo un amore non corrisposto, da chi ha appena perso un proprio caro, o da un cane che non vede tornare il padrone alla sera. Ma sempre sofferenza è. E' semplicemente il modo in cui è fatto l'universo. La nostra sofferenza è inveitabile semplicemente perchè tutto si evolve in continuazione, e abbiamo la capacità di soffrire. Allo stesso tempo, però, abbiamo anche la capacità di amare, e io ritengo che l'amore vero possa vincere, seppur idealmente, ma pur sempre vincere, la sofferenza e la morte.
"La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza". George Orwell, 1984
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #3

  • vanoli
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KitCarson1971 ha scritto:
Siamo immersi nel mistero del male. Tutte la spiegazioni addotte per giustificare la malattia e la morte si rivelano come sempre deludenti. Poniamoci qualche domanda: sono forse il divenire e la crescita del mondo che rendono necessari il dolore e la morte? Riflettendoci, risulta difficile immaginare il nostro universo, quello terrestre, senza la morte. La morte infatti permette la sostituzione di esseri ormai provati dal logorio delle malattie e dagli anni con individui nuovi, e impedisce il sovraffollamento di un pianeta già fin troppo popolato. La domanda comunque resta: ma perchè la sofferenza?

Il grande Dostoevskij fa dire al suo personaggio Ivan Karamazov: "Non parlo delle sofferenze degli adulti-loro han mangiato la mela e che il diavolo se li porti tutti- ma i bambini! I bambini". Allargando l'orizzonte , oltre ai bambini andrebbero inclusi anche gli animali. Bisognerebbe comunque distinguere il dolore dal male. Dove il male sarebbe di ordine morale, e il dolore sarebbe di ordine fisico? Resta l'eventuale incognita di chi causa l'uno e l'altro. A meno che non si accetti l'esistenza di due principi assoluti: uno buono e uno cattivo...
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kit ti sei epresso in maniera egoista " il nostro universo, quello terrestre " :zucca: :zucca: :zucca: :zucca: guarda che il regno di nostro padre è identico per ogni razza, ma ognuno sta con la sua. i tondi non stanno con i quadrati a meno che vi sia una grande eccezione.
in Secondo luogo, per rispondere alla tua domanda, in memoria è compresa anche la sofferenza, la morte e il suo sviluppo.
sei mai entrao in memoria e hai saputo la risposta del tuo prossima?
Si hai scoperto il segreto della vita.
la memoria è il perno principale ossia la bilancia assoluta , per capirla bisogna analizzarla e analizzandola significare senza passare da destra o da sinistra ma stando al centro.
poi quando si ha finito si va dove si desidera. :cheers: :cheers: :cheers: :cheers:
in paradiso si cade come dei bambini, ma questo non è un buon segno di fede difronte a tutti i fratelli
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #4

  • Gemini
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Beh, Kit, hai toccato un tasto che stona...mannaggia a me. Ma come, non ragioni? Hai perso la ragione? Ma si che ragioni, ragioni fin troppo...e sai che la risposta al quesito risiede proprio nella ragionevolezza...
πνεύματος
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #5

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the_believer ha scritto:
Più che "il perchè del bene e del male", io ritengo che questo post riguardi principalmente il perchè della sofferenza umana, animale, e in genere. Già un certo Siddhārtha Gautama, circa 500 anni prima di Cristo, fece riflessioni simili... dopo lunghe riflessioni al riguardo io ritengo, e sono assolutamente serio, che Dio stesso (o l'universo, per chi non crede) sia sofferenza. Pertanto non un universo cieco e impassibile di fronte alle nostre sofferenze, ma un universo (o un Dio) che soffre assieme a noi. Certo, a modo suo. Una stella, nello spegnersi, soffrirà diversamente da chi sta vivendo un amore non corrisposto, da chi ha appena perso un proprio caro, o da un cane che non vede tornare il padrone alla sera. Ma sempre sofferenza è. E' semplicemente il modo in cui è fatto l'universo. La nostra sofferenza è inveitabile semplicemente perchè tutto si evolve in continuazione, e abbiamo la capacità di soffrire. Allo stesso tempo, però, abbiamo anche la capacità di amare, e io ritengo che l'amore vero possa vincere, seppur idealmente, ma pur sempre vincere, la sofferenza e la morte.


Ciao The_Believer, trovo molto belle le tue ultime righe, di buon auspicio, degne di un credente e di stimolo per chi non lo è. Beh, Siddhartha alèra esagerà, passava dalle gozzoviglie al digiuno estremo, dal sesso sfrenato all'astensione totale, va detto che poi si ravvide: la verità sta nel mezzo (più o meno...).

Sempre in ottica della fiducia del credente, a questi sembra impossibile che Dio abbia a che fare con la malattia. Gli sembra impensabile che il Dio di Gesù, come lo conosciamo nel Nuovo Testamento voglia il male, al punto che si chiede che se fosse Lui a mandargli la malattia, non potrebbe mai curarsi... Questo del credente è un ragionamento terribile, ma anche consolante, se non che parziale, non si comprenderebbe cioè perchè Gesù Cristo avrebbe guarito così tante persone.

Il giudizio umano si basa più sulle apparenze, per cui si ritiene giusto ciò che in realtà non è. Mi chiedo (e chiedo) quindi, se non potesse essere che anche il male fisico abbia una spiegazione che trascende l'immediata apparenza? Che una cacofonia cosmica anteceda una armonia? Ovvero che il bene debba essere preceduto dal suo opposto perchè sia veramente tale?
Un saluto
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #6

  • vanoli
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kit un male grosso che un'anima può sostenere è l'accettazione del corpo stesso. ti posso garantire che quando ho accettato questo, ho passato 10 secondi cosi brutti che non mi è stato facile parlare dopo.
è un passaggio importante, ma non per forza è obbligatorio.
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #7

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@vanoli: devi capire che non tutti abbiamo avuto la possibilità di fare esperienze mistiche e paranormali come le tue

@Kit: comprendo, infatti la "mia" visione di Dio e dell'universo come sofferenza (e quindi anche come malattia) è sicuramente poco ortodossa, e poco diffusa... Che poi esista una giustificazione di ordine superiore per il male fisico... potrebbe essere in linea con quanto affermo in precedenza: se tutto è sofferenza, anche il male fisico avrebbe la sua ragione di esistere. Per le grandi religioni monoteiste, quelle con un Dio perfetto, per intenderci, la sofferenza sulla terra, se vissuta giustamente, avrebbe come ricompensa il regno dei cieli, giusto? Non è che questo "regno dei cieli" sia invece già qua, durante la nostra esistenza, e che la sofferenza sia essa stessa espressione della volontà divina? Ciò potrebbe cambiare radicalmente la nostra visione del mondo e dell'esistenza, cioè accettare la sofferenza come qualcosa di inevitabile, invece di rifuggirla a tutti i costi, come la nostra società materialista ed edonista ci insegna. Il mio non è certo un inno al masochismo, ma una semplice constatazione. Accettare cioè la sofferenza come inevitabile, ma infonderla di amore per il prossimo.
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #8

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the_believer ha scritto:
Più che "il perchè del bene e del male", io ritengo che questo post riguardi principalmente il perchè della sofferenza umana, animale, e in genere. Già un certo Siddhārtha Gautama, circa 500 anni prima di Cristo, fece riflessioni simili... dopo lunghe riflessioni al riguardo io ritengo, e sono assolutamente serio, che Dio stesso (o l'universo, per chi non crede) sia sofferenza. Pertanto non un universo cieco e impassibile di fronte alle nostre sofferenze, ma un universo (o un Dio) che soffre assieme a noi. Certo, a modo suo. Una stella, nello spegnersi, soffrirà diversamente da chi sta vivendo un amore non corrisposto, da chi ha appena perso un proprio caro, o da un cane che non vede tornare il padrone alla sera. Ma sempre sofferenza è. E' semplicemente il modo in cui è fatto l'universo. La nostra sofferenza è inveitabile semplicemente perchè tutto si evolve in continuazione, e abbiamo la capacità di soffrire. Allo stesso tempo, però, abbiamo anche la capacità di amare, e io ritengo che l'amore vero possa vincere, seppur idealmente, ma pur sempre vincere, la sofferenza e la morte.

E' molto buono quello che scrivi . Nella mia esperienza ho capito che il male , per qualcuno , o forse la sofferenza piùchealtro , è uno strumento di purificazione e di riequilibrio del suo carattere . Grazie al "male" riusciamo a comprendere la sofferenza altrui , a empatizzare e a diventare più umili . Personalmente , per me , in questo , anche il concetto di karma è molto vero , e quindi anche di giustizia .
Una malattia invece (citando il concetto di sviluppo di cui parlava Kit) , se presa bene , è un'ottima sfida per crescere , conoscere e approfondire e amplificare alcune potenzialità positive...
Una delle paure più grandi dell'essere umano sta nell'ammettere la sua grandiosità e nell'accettare la grandiosità degli altri

Valerie Hunt
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #9

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@The_Believer. Si, si può anche sottintendere come dici. Può infatti accadere che il dolore trasformi in meglio una persona e la renda più umana e aperta alle sofferenze degli altri. Il benessere può rendere egoisti e presuntuosi. va poi considerato che certe "buone azioni" potrebbero (nell'aldilà) essere valutate negativamente e certi grossi errori umani positivamente. In altre parole, non c'è un "metro" cattolico, protestante, indù o buddhista, ma un metro generale umanitario, o cosmico, che si potrebbe definire "principio dell'amore"; se un'azione è stata compiuta con premesse egoiste ed ha provocato turbative ad altri, è senz'altro negativa, anche se apparentemente buona. Sotto questo aspetto, il karma invocato da Yamuna andrebbe altresì considerato.
Un saluto
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #10

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the_believer ha scritto:
Più che "il perchè del bene e del male", io ritengo che questo post riguardi principalmente il perchè della sofferenza umana, animale, e in genere. Già un certo Siddhārtha Gautama, circa 500 anni prima di Cristo, fece riflessioni simili... dopo lunghe riflessioni al riguardo io ritengo, e sono assolutamente serio, che Dio stesso (o l'universo, per chi non crede) sia sofferenza.

Solo su una cosa non sono d'accordo , e cioè sul fatto che l'universo sia sofferenza . E' vero che il Buddha affermava che la vita fosse sofferenza e angoscia ( usava il termine sanscrito Dukkha , che significa proprio miseria , angoscia ) , però lui si riferiva a una vita non illuminata , in cui non venivano compresi i principi universali .
Oltre a questo però lui era anche in grado di parlare dell'assoluto , più che di parlarne , di sperimentarlo , infatti quando qualcuno gli chiedeva qualcosa a tale proposito , trovandosi al di là di certi domini , non riusciva a descrivere quello stato spirituale , che si trova un pò al di là delle parole (c'è un detto indiano che parlando dell'assoluto dice : "tu di fronte al quale ogni parola indietreggia") e non ha mai detto che questo stato era solo suo , ma che tutti in realtà erano divini , quindi ciò che affermava era che questo stato di realizzazione suprema , appartiene a tutti , è sufficiente desiderarlo e avere la conoscenza necessaria .
Una delle paure più grandi dell'essere umano sta nell'ammettere la sua grandiosità e nell'accettare la grandiosità degli altri

Valerie Hunt
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #11

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Beh, l'Universo, tutto quanto, dal sasso, all'erba, all'umano essere è sofferenza, tutta la natura vive nella sofferenza, vista anche nel senso di cambiamento-rinnovamento ciclico seppur continuo. Per quanto riguarda il Buddha, in sintesi la visione di Siddhartha-Buddha si esprime verso all'annullamento di ogni desiderio (e questo, di per sè è sofferenza), per il quale si può giungere alla perfetta conoscenza venendo così a liberarsi per sempre dal ciclo della sofferenza insito nelle continue rinascite.

In fondo il Buddha è un simbolo di certi valori monastici e della logica della non violenza. Si promuove insegnante e promotore dello spegnimento del desiderio, insegna il disimpegno dalle cose del mondo, della politica. Il suo è uno stimolo ad unificarsi col tutto, a superare ogni discriminazione e intolleranza. Le tecniche Yoga, almeno nei gradi superiori (Nyma lo sa bene) mirano a fare unità interiore con sè stessi, con il mondo (pure con Dio?).

Sotto certi punti di vista "bene e male", il Buddhismo e il Cristianesimo non sono agli antipodi, anzi, infatti il documento vaticano "Nostra aetate" si pronuncia così per il Buddhismo: "Nel Buddhismo, secondo le varie scuole, viene riconosciuta la radicale insufficienza di questo mondo mutevole e si insegna una via per la quale gli uomini , con cuore devoto e confidente , siano capaci di acquistare lo stato di liberazione perfetta o di pervenire allo stato di illuminazione suprema per mezzo dei propri sforzi o con l'aiuto venuto dall'alto".
Penso che tale documento ponga nel giusto risalto lo spirito del buddhismo, che è poi quello di una certa ascetica e mistica cattolica.
Un saluto
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #12

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KitCarson1971 ha scritto:
Beh, l'Universo, tutto quanto, dal sasso, all'erba, all'umano essere è sofferenza, tutta la natura vive nella sofferenza, vista anche nel senso di cambiamento-rinnovamento ciclico seppur continuo. Per quanto riguarda il Buddha, in sintesi la visione di Siddhartha-Buddha si esprime verso all'annullamento di ogni desiderio (e questo, di per sè è sofferenza), per il quale si può giungere alla perfetta conoscenza venendo così a liberarsi per sempre dal ciclo della sofferenza insito nelle continue rinascite.

In fondo il Buddha è un simbolo di certi valori monastici e della logica della non violenza. Si promuove insegnante e promotore dello spegnimento del desiderio, insegna il disimpegno dalle cose del mondo, della politica. Il suo è uno stimolo ad unificarsi col tutto, a superare ogni discriminazione e intolleranza. Le tecniche Yoga, almeno nei gradi superiori (Nyma lo sa bene) mirano a fare unità interiore con sè stessi, con il mondo (pure con Dio?).

Sotto certi punti di vista "bene e male", il Buddhismo e il Cristianesimo non sono agli antipodi, anzi, infatti il documento vaticano "Nostra aetate" si pronuncia così per il Buddhismo: "Nel Buddhismo, secondo le varie scuole, viene riconosciuta la radicale insufficienza di questo mondo mutevole e si insegna una via per la quale gli uomini , con cuore devoto e confidente , siano capaci di acquistare lo stato di liberazione perfetta o di pervenire allo stato di illuminazione suprema per mezzo dei propri sforzi o con l'aiuto venuto dall'alto".
Penso che tale documento ponga nel giusto risalto lo spirito del buddhismo, che è poi quello di una certa ascetica e mistica cattolica.
Un saluto

Ciao Kit ,
ho praticato il buddismo per 10 anni e ti assicuro che si tratta di una cosa molto complessa che gli occidentali affrontano spesso in maniera accademica . Il fatto che per un buddista l'assenza di desiderio rappresenti per forza una condizione di sofferenza potrebbe essere una interpretazione particolare , forse tutta occidentale che si ferma al livello intellettuale o prettamente vitale di questa realtà o concetto . In realtà , per una persona che ha raggiunto una certa condizione (che non è mentale , ma è vera , è uno stato interiore ) , rinunciare al resto potrebbe voler dire semplicemente che si è trovata una condizione migliore che è tutta da sperimentare e se questo ci sarebbe veramente da dire molto . Lui (Buddha Shakyamuni) nacque in India e quindi per fare la sua ricerca ebbe a disposizione tutta l'infinita saggezza di quelle tecniche ( pratico insegno e studio yoga da quasi 20 anni ) e di quelle conoscenze . Ma non fu di certo solo quello . L'anima di una persona del genere è sicuramente pronta e chiamata a fare qualcosa in una certa direzione . Tanto che poi lui rinunciò alle pratiche yoga per molti motivi .Tra questi anche perché nell'ascetismo non trovò tutto quello che cercava e anche perché la situazione in India da un certo punto in poi era diventata molto corrotta , anche a livello spirituale e il buddismo si oppose in un certo qual senso all'Induismo classico . Ma su questo bisognerebbe aprire un topic a parte . Se ci sono appassionati , o semplicemente qualcuno che vuole farsi una chiacchierata sull'argomento , magari lo faremo in seguito .
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@KitCarson1971
P.s. mi sono accorta che scrivendo di fretta ho scritto una castroneria...Il Buddha Shakyamuni...nacque in Nepal e non in India...sorry...
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Yamuna ha scritto:
@KitCarson1971
P.s. mi sono accorta che scrivendo di fretta ho scritto una castroneria...Il Buddha Shakyamuni...nacque in Nepal e non in India...sorry...


Non è un problema, d'altronde i due stati sono confinanti. Si può rimanere a discutere di buddhismo e di dolore, dato che per questa dottrina l'importanza della sofferenza -dolore-male-bene, risulta fondamentale. Il buddhismo fa della sofferenza la sua base di partenza, insegnando l'emancipazione dalla catena delle innumerevoli esistenze, dette "samsara", subordinate alle azioni compiute anche nelle vite precedenti, e regolate dal karma. In considerazione di questa dottrina, l'uomo dovrà "sfilarsi" dalla schiavitù di una catena fatta, come dicevo, di dolore (duhkkha) e di ignoranza, detta avidya, e prodotta dal desiderio (trishna). Sono elementi questi che avviluppano l'essere umano inesorabilmente nei tormenti dell'esistenza condizionata.

Qui il Buddha Gautama Siddhartha Shakyamuni (e chi più ne ha più ne metta...) non potendo essere contento della sua sola "illuminazione" cominciò ad annunciare la salvezza (che ben poco ha a che vedere con il cristianesimo) tramite l'indispensabile comprensione delle 4 nobili verità, da lui enunciate nel suo primo sermone a Benares.

La prima verità esprime che tutto è dolore : cominciando dalla nascita, la malattia, la morte, la separazione da ciò che si ama e l'unione di ciò che ripugna. Per la seconda, la causa del dolore è il desiderio. La terza verità spiega come annullare ogni passione. Infine la quarta, è la via che (finalmente...) conduce alla cessazione del dolore e alla liberazione tramite "astanga-marga", ovvero l'ottuplice sentiero.
Tutto questo è detto in maniera spicciola, semplice, ma il dolore, come già detto, la fa da padrone, essendo la base stessa della dottrina buddhista.
Un saluto
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #15

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KitCarson1971 ha scritto:
@The_Believer. Si, si può anche sottintendere come dici. Può infatti accadere che il dolore trasformi in meglio una persona e la renda più umana e aperta alle sofferenze degli altri. Il benessere può rendere egoisti e presuntuosi. va poi considerato che certe "buone azioni" potrebbero (nell'aldilà) essere valutate negativamente e certi grossi errori umani positivamente. In altre parole, non c'è un "metro" cattolico, protestante, indù o buddhista, ma un metro generale umanitario, o cosmico, che si potrebbe definire "principio dell'amore"; se un'azione è stata compiuta con premesse egoiste ed ha provocato turbative ad altri, è senz'altro negativa, anche se apparentemente buona. Sotto questo aspetto, il karma invocato da Yamuna andrebbe altresì considerato.
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come lui dice, si è vero, perchè in giudizio viene preso il"" condimento " con il quale l'azione è compiuta, ovviamente non è facile rispondere alle domande fatte in quant
conoscerete tutto e chi mente o non riesce a parlare si rifa tutta la fila quindi passa ancora moooolto tempo prima di arrivare.
in secondo luogo se una cosa viene chiesta e non la dite o riuscite a dire papà porta pazienza un poco poi rifa la domanda in un secondo modo magari e vi chiede il " perchè ".
ragazzi sarete tutti in fila indiana uno dopo l'altro, potranno esserci 1 2 o 3 arcangeli ad assistere al vostro giudizio. tali persone ( millenarie d'età) in quanto ho conosciuto uno di loro di persona, emanano una potenza d'amore bellissima e proprio quella potenza che mi ha aiutato a buttare fuori tutto.
non nascondetevi buttate fuori tutto è papà ,non un estraneo.

ho visto giudicare 4 persone dopo di me, so cosa ho visto e questo l'ho pure scritto perchè proprio io devo scrivere queste cose.
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KitCarson1971 ha scritto:
Yamuna ha scritto:
@KitCarson1971
P.s. mi sono accorta che scrivendo di fretta ho scritto una castroneria...Il Buddha Shakyamuni...nacque in Nepal e non in India...sorry...


Non è un problema, d'altronde i due stati sono confinanti. Si può rimanere a discutere di buddhismo e di dolore, dato che per questa dottrina l'importanza della sofferenza -dolore-male-bene, risulta fondamentale. Il buddhismo fa della sofferenza la sua base di partenza, insegnando l'emancipazione dalla catena delle innumerevoli esistenze, dette "samsara", subordinate alle azioni compiute anche nelle vite precedenti, e regolate dal karma. In considerazione di questa dottrina, l'uomo dovrà "sfilarsi" dalla schiavitù di una catena fatta, come dicevo, di dolore (duhkkha) e di ignoranza, detta avidya, e prodotta dal desiderio (trishna). Sono elementi questi che avviluppano l'essere umano inesorabilmente nei tormenti dell'esistenza condizionata.

Qui il Buddha Gautama Siddhartha Shakyamuni (e chi più ne ha più ne metta...) non potendo essere contento della sua sola "illuminazione" cominciò ad annunciare la salvezza (che ben poco ha a che vedere con il cristianesimo) tramite l'indispensabile comprensione delle 4 nobili verità, da lui enunciate nel suo primo sermone a Benares.

La prima verità esprime che tutto è dolore : cominciando dalla nascita, la malattia, la morte, la separazione da ciò che si ama e l'unione di ciò che ripugna. Per la seconda, la causa del dolore è il desiderio. La terza verità spiega come annullare ogni passione. Infine la quarta, è la via che (finalmente...) conduce alla cessazione del dolore e alla liberazione tramite "astanga-marga", ovvero l'ottuplice sentiero.
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Un saluto

Ritornando al dolore si (per il buddismo) ,si parla del dolore della condizione umana in quanto qualcosa in questa condizione si è inceppato. Il buddismo così come lo yoga e forse anche altre discipline è una soteriologia (scusami il termine dotto , perchè mi serve per spiegare il concetto ) , cioè una disciplina volta a liberare l'essere umano dalla sofferenza . Infatti una delle ossessioni primarie del Buddha , che lasciò la sua vita da nobile e le sue ricchezze , fu proprio questa : come liberare l'essere umano dalla sofferenza .
Purtroppo come ti dicevo , se parliamo del buddismo solo in termini accademici , risulta difficile capire come .
Si è vero abbiamo :
retta fede
retta decisione
retta parola
retta azione
retta vita
retto sforzo
retto ricordo
retta concentrazione (e qui c'entra il raja yoga , che fu quella parte dello yoga , che lo portò a vivere la sua avventura spirituale, in quanto fu quell'apporto dell'induismo che gli fece assaggiare i primi stadi di quell'esperienza spirituale...che per nostalgia lui continuò a seguire fino a lasciare le resistenze e ad arrivare all'illuminazione e alla saggezza...ma anche in questo caso abbiamo detto veramente molto poco).
Su come uscire dalla sofferenza superando la condizione della continua incarnazione...bisognerebbe capire bene come questo avviene...ma adesso è veramente troppo complesso magari ne discutiamo più avanti.
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Ciao Nymuna. Si potrebbe davvero discutere di religione, delle innumerevoli e talvolta assurde religioni, ma vedo che rimandi, forse hai ragione, si uscirebbe un pò dal seminato, vorrà dire che ne discuteremo in sogno, nei tuoi sogni...

In verità, a ben guardare, non si uscirebbe poi tanto dal contesto, se è vero come è vero che l'ambiguità del bene e del male la fanno da padrona in tutte le religioni, nessuna esclusa. Rimanendo nella tua religione, il male, che si fa e che si riceve, è per il buddhista la causa inesorabile delle scelte dell'individuo non liberato, che manifesta il suo attacamento agli aspetti più materiali dell'esistenza. La faceva facile (si fa per dire) lui, il "risvegliato", ma quanti veri risvegliati si possono elencare nella storia dell'uomo? Qualche decina? E tutti gli altri? Non che il passaggio minacciato dal Cristo attraverso la cruna di un ago sia molto più facile...

L'ottuplo sentiero buddista è un metodo che porta dolore, che poi da sentiero si divide anche in miriadi di mulattiere ... è un'auto disciplina imperniata sull'estrema attenzione quotidiana, su ogni atto, ogni momento del vivere. Quasi quasi si soffre meno senza le sofferenze dettate per raggiungere il Nirvana... Forse è meglio un uovo oggi che una gallina domani... E non finisce qui, il Buddhismo affronta in maniera profonda, con tanta iniziale sofferenza, anche il tema dell'inconscio.

Descrive i vari concetti di Samkara (che non vanno confusi con Samsara...) e di Vasana, i primi sono forze istintive derivate dal Karma, originate da precedenti esperienze. Le Vasana invece sono le abitudini, le impressioni mentali inconsce dovute a pensieri ed azioni passate. La cessazione del dolore quindi (detto in poche frasi...) sarà ottenuto con l'arresto dei Samskara, e annientando anche le Vasana. Un bel casino? Ancor più se si considera che annientando il dolore e le rinascite, il Buddha non ha mai specificato perfettamente, senza ombra di dubbio, lo stato del Nirvana, il quale, tramite le successive diramazioni date dalle svariate (e innovative) scuole buddhiste, assume almeno 4 aspetti diversi, come stato e luogo d'essere intendo. Un pò troppo? Ma no! l'Induismo surclassa il Buddhismo con la sua miriade, col suo Pantheon di divinità, tutte da scoprire o, forse meglio, da ricoprire? ...
Un saluto
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #18

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Yamuna ha scritto:
KitCarson1971 ha scritto:
Yamuna ha scritto:
@KitCarson1971
P.s. mi sono accorta che scrivendo di fretta ho scritto una castroneria...Il Buddha Shakyamuni...nacque in Nepal e non in India...sorry...

La reincarnazione è un passaggio dove si entra in papà rinascendo dall'.altravparte . Ma può interromoersi questo ciclo
Esempio andando dal demonio oppure volendo rimanere eternamente nel mondo materiale . Quando ero nel giardino sono stato assente animamente ero nello spazio creato da papà . È lì che partono gli insegnamenti diretti
.


Non è un problema, d'altronde i due stati sono confinanti. Si può rimanere a discutere di buddhismo e di dolore, dato che per questa dottrina l'importanza della sofferenza -dolore-male-bene, risulta fondamentale. Il buddhismo fa della sofferenza la sua base di partenza, insegnando l'emancipazione dalla catena delle innumerevoli esistenze, dette "samsara", subordinate alle azioni compiute anche nelle vite precedenti, e regolate dal karma. In considerazione di questa dottrina, l'uomo dovrà "sfilarsi" dalla schiavitù di una catena fatta, come dicevo, di dolore (duhkkha) e di ignoranza, detta avidya, e prodotta dal desiderio (trishna). Sono elementi questi che avviluppano l'essere umano inesorabilmente nei tormenti dell'esistenza condizionata.

Qui il Buddha Gautama Siddhartha Shakyamuni (e chi più ne ha più ne metta...) non potendo essere contento della sua sola "illuminazione" cominciò ad annunciare la salvezza (che ben poco ha a che vedere con il cristianesimo) tramite l'indispensabile comprensione delle 4 nobili verità, da lui enunciate nel suo primo sermone a Benares.

La prima verità esprime che tutto è dolore : cominciando dalla nascita, la malattia, la morte, la separazione da ciò che si ama e l'unione di ciò che ripugna. Per la seconda, la causa del dolore è il desiderio. La terza verità spiega come annullare ogni passione. Infine la quarta, è la via che (finalmente...) conduce alla cessazione del dolore e alla liberazione tramite "astanga-marga", ovvero l'ottuplice sentiero.
Tutto questo è detto in maniera spicciola, semplice, ma il dolore, come già detto, la fa da padrone, essendo la base stessa della dottrina buddhista.
Un saluto

Ritornando al dolore si (per il buddismo) ,si parla del dolore della condizione umana in quanto qualcosa in questa condizione si è inceppato. Il buddismo così come lo yoga e forse anche altre discipline è una soteriologia (scusami il termine dotto , perchè mi serve per spiegare il concetto ) , cioè una disciplina volta a liberare l'essere umano dalla sofferenza . Infatti una delle ossessioni primarie del Buddha , che lasciò la sua vita da nobile e le sue ricchezze , fu proprio questa : come liberare l'essere umano dalla sofferenza .
Purtroppo come ti dicevo , se parliamo del buddismo solo in termini accademici , risulta difficile capire come .
Si è vero abbiamo :
retta fede
retta decisione
retta parola
retta azione
retta vita
retto sforzo
retto ricordo
retta concentrazione (e qui c'entra il raja yoga , che fu quella parte dello yoga , che lo portò a vivere la sua avventura spirituale, in quanto fu quell'apporto dell'induismo che gli fece assaggiare i primi stadi di quell'esperienza spirituale...che per nostalgia lui continuò a seguire fino a lasciare le resistenze e ad arrivare all'illuminazione e alla saggezza...ma anche in questo caso abbiamo detto veramente molto poco).
Su come uscire dalla sofferenza superando la condizione della continua incarnazione...bisognerebbe capire bene come questo avviene...ma adesso è veramente troppo complesso magari ne discutiamo più avanti.

Però quello è il vero passo che un anima deve fare per reincarnarsi. Però per reincarnarsi, noi come anima siamo tenuti a entrare in papà b. Questo passaggio l.ho vissuto in quanto la parabola che ho scritto nel mio libro, mi è stata insegnata nel passo della reincarnazione . I miei amici mi vedevano, ma io ero assente non potevo parlare con loro ero con papà
in paradiso si cade come dei bambini, ma questo non è un buon segno di fede difronte a tutti i fratelli
Ultima modifica: 2 Mesi 2 Settimane fa da vanoli. Motivo: Approfondimenti
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #19

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KitCarson1971 ha scritto:
Ciao Nymuna. Si potrebbe davvero discutere di religione, delle innumerevoli e talvolta assurde religioni, ma vedo che rimandi, forse hai ragione, si uscirebbe un pò dal seminato, vorrà dire che ne discuteremo in sogno, nei tuoi sogni...

In verità, a ben guardare, non si uscirebbe poi tanto dal contesto, se è vero come è vero che l'ambiguità del bene e del male la fanno da padrona in tutte le religioni, nessuna esclusa. Rimanendo nella tua religione, il male, che si fa e che si riceve, è per il buddhista la causa inesorabile delle scelte dell'individuo non liberato, che manifesta il suo attacamento agli aspetti più materiali dell'esistenza. La faceva facile (si fa per dire) lui, il "risvegliato", ma quanti veri risvegliati si possono elencare nella storia dell'uomo? Qualche decina? E tutti gli altri? Non che il passaggio minacciato dal Cristo attraverso la cruna di un ago sia molto più facile...

L'ottuplo sentiero buddista è un metodo che porta dolore, che poi da sentiero si divide anche in miriadi di mulattiere ... è un'auto disciplina imperniata sull'estrema attenzione quotidiana, su ogni atto, ogni momento del vivere. Quasi quasi si soffre meno senza le sofferenze dettate per raggiungere il Nirvana... Forse è meglio un uovo oggi che una gallina domani... E non finisce qui, il Buddhismo affronta in maniera profonda, con tanta iniziale sofferenza, anche il tema dell'inconscio.

Descrive i vari concetti di Samkara (che non vanno confusi con Samsara...) e di Vasana, i primi sono forze istintive derivate dal Karma, originate da precedenti esperienze. Le Vasana invece sono le abitudini, le impressioni mentali inconsce dovute a pensieri ed azioni passate. La cessazione del dolore quindi (detto in poche frasi...) sarà ottenuto con l'arresto dei Samskara, e annientando anche le Vasana. Un bel casino? Ancor più se si considera che annientando il dolore e le rinascite, il Buddha non ha mai specificato perfettamente, senza ombra di dubbio, lo stato del Nirvana, il quale, tramite le successive diramazioni date dalle svariate (e innovative) scuole buddhiste, assume almeno 4 aspetti diversi, come stato e luogo d'essere intendo. Un pò troppo? Ma no! l'Induismo surclassa il Buddhismo con la sua miriade, col suo Pantheon di divinità, tutte da scoprire o, forse meglio, da ricoprire? ...
Un saluto

Se parli della mia religione no hai ragione , nessuna religione per il momento . Se conosci anche solo un pò il Buddha sai che lui diceva sempre ai suoi allievi di lasciare ogni tradizione , il passato e di fare affidamento solo..su se stessi...quindi il Bhudda....non era buddista :) , Diciamo che il buddismo ha assorbito l'Induismo come era normale che fosse ... E' che dovremmo dire veramente un casino di cose e veramente usciremmo dal seminato . Mi spiace che ironizzi sul fatto che io ho miei sogni così come una mia religione tutta fantasiosa non è carino , forse in quache caso io mi sono un pò più focalizzata sull'aspetto interiore ed esperienzale della cosa...perchè alla fine "la religione" o la disciplina di un qualsiasi tipo è lì che ti deve portare...ma comunque...ora tirare fuori termini sanscriti non lo trovo essenziale.Inoltre sappi che alcune conoscenze vengono tramandate solo da maestro a discepolo , e nel dettaglio non ci sono sui libri , com'è normale che sia anche questo . Si infatti il Buddha non ha mai specificato di preciso che cosa fosse il Nirvana . Per avere qualche dettaglio in più su cosa succede in alcuni casi bisogna praticare e frequentare un maestro. Se ci fosse stato un atteggiamento un po'più empatico e meno sapiente ci saremmo spostati su questo livello . Ma non lo ritengo opportuno .
Una delle paure più grandi dell'essere umano sta nell'ammettere la sua grandiosità e nell'accettare la grandiosità degli altri

Valerie Hunt
Ultima modifica: 2 Mesi 2 Settimane fa da Yamuna.
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Il perchè del bene e del male 2 Mesi 2 Settimane fa #20

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Cara amica Yamuna (per me sono tutti amici, chiunque), terminiamo pure l'indotto, come fa più piacere a te, qualcosina però devo aggiungere, così, pure alla rinfusa. Siamo ospiti in una sede dove si esteriorizza spesso ciò che a qualcuno preme, dove non si dovrebbe però enfatizzare troppo le questioni proposte, non che con questo io ne faccia di tutto un pop..., solo che saltuariamente, a veces, mi lascio andare in battutine all'acqua di rose (tassativamente canine...) che non dovrebbero, per la loro peculiarità, irretire alcuno. A volte bisognerebbe, a parer mio, alleggerire certi contesti.

Detto questo, e solo per capirci, non vedo proprio quale pseudo sapienza avrei espresso, i termini che ho nominato esistono da par loro, ve ne sono a quintalate, per tutti i gusti, era doveroso nominarne alcuni, a scopo esclusivo per meglio chiarire quanto si voleva sottolineare. Non vedo proprio, come tu affermi, come il Buddhismo abbia inglobato o, almeno surclassato, l'Induismo. Vabbè lasciamo stare, soprassediamo ... Non essere poi permalosa per delle faccenduole simili. La grandezza si valuta anche in queste piccole cose. Non vuoi poi essere disturbata mentre sogni? Non c'è problema, non lo farò. Anche se...

Dato che mi trovo al fronte...del bene e del male, termino aggiungendo e riportando i concetti basilari usciti da esperienze di pre-morte, termini che si accèntano convogliando sempre sul problema del bene e del male e della disarmonia che ne è la causa e l'effetto. Dalle esperienze di questi "ritornati", il concetto di giudizio dell'Apostolo Giovanni va a decadere, in quanto non si tratterebbe di un giudizio "apocalittico", perchè sarebbe sempre e in ogni caso, la propria coscienza personale a dare un giudizio e a stabilire se un'azione, o anche un semplice pensiero, risulta veramente positivo o negativo, e, va sottolineato, questo giudizio non concorda con la nostra morale religiosa.
Un saluto
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