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ARGOMENTO: Manifestare i Poteri Spirituali

Manifestare i Poteri Spirituali 1 Anno 2 Mesi fa #1

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Scegliete di smetterla di pensare per un momento, riconoscete che non dovete fare niente, vi basta solo vibrare, vi basta solo “essere”, uniti alla vita che vi circonda. Poco a poco sentirete dal più profondo di voi stessi un’urgenza di pace, una sensazione di calma e allo stesso tempo di potere. Quella che sentite è la pace dell’anima. Abbandonatevi a questo incontro. Non aspettatevi di incontrare questa pace dall’esterno, viene sentita e ricreata dall’interno del vostro essere.

Senza questo stato di pace avete la tendenza a cercare la luce che è in voi in ogni altra direzione. Quando percepite questa pace profonda, venite ispirati e guidati a manifestare nel modo migliore la vostra incarnazione. Quando l’uomo ritrova la consapevolezza di che cos’è veramente uno stato di pace, allora si autoguarisce. Si guarisce da ciò che lo appesantisce, da ciò che lo fa soffrire, e crea le più luminose basi per proiettarsi in una condizione di gioia e nell’amore.

Essere presenti a voi stessi è essenziale per riuscire ad essere disponibili alle vibrazioni della vita che vi circonda e per operare rettamente. Quando desiderate creare, vale a dire utilizzare i vostri poteri e le vostre qualità per trasformare l’ambiente che avete attorno, è assolutamente necessario che siate presenti a voi stessi. Altrimenti chi è il creatore? A partire da cosa creerà? Rischiate di cadere nella trappola di confondervi con la vostra personalità, con la vostra identità esteriore.

Avete osservato diverse espressioni del potere, i poteri fisici e i poteri psichici. Spesso, troppo spesso, nel corso dei secoli i veri poteri dell’essere umano sono stati confusi con i poteri rivolti allo scontro con il prossimo o con altre forme di vita, rivolti ad appropriarsi degli spazi o a soggiogare gli altri. I veri poteri sono sottili, la loro espressione concreta favorisce l’UNIONE con sé stessi e con ogni forma di vita. La base fondamentale è la pace interiore. La pace esiste in tutte le cellule dell’uomo e in tutti i suoi corpi, è la pace dell’anima. La pace predomina quando un essere sente ed è consapevole di essere UNO con tutte le universali forme di vita.

Quando invitiamo gli uomini a vibrare in uno stato di pace, intendiamo una condizione di pace con sé stessi e con il loro ambiente. Tuttavia spesso gli individui identificano la pace interiore con la pace che possono trovare attorno a loro. La pace dell’anima è necessariamente presente in ognuno ed è il primo fondamento dei poteri creatori dell’uomo. Quando l’uomo è in uno spazio di non-pace, è separato da sé stesso, e così non può sentirsi unito alla sua vera natura né all’ambiente né alle altre forme di vita presenti. È a tutti gli effetti separato, e la separazione conduce alla sofferenza.

La sofferenza degli esseri umani e del pianeta è così grande in questa fase evolutiva dell’umanità che una moltitudine di persone crede che la sofferenza su questa Terra sia una cosa naturale. Molti si sentono impotenti e non riescono a liberarsi dalla sofferenza, non riescono a trasformarsi e a trasformare il mondo. Questo senso di impotenza deriva da una errata comprensione dell’energia nell’universo e dell’essere umano. Quando l’uomo ignora la sua vera natura, quando non è consapevole dei suoi poteri e quando le sue credenze lo trascinano lungo sentieri dolorosi, questi sentieri lo condurranno comunque a sé stesso ed – eventualmente – ai suoi veri poteri.

Naturalmente sarebbe meglio scegliere un sentiero di riconoscenza della sua vera natura, di pacificazione con sé stesso per l’utilizzo dei suoi poteri, un sentiero di gioia. A questo stadio dell’evoluzione è arrivato il momento di emergere dall’oceano delle emozioni. Mentre il ritmo vibratorio si alza, mentre l’atmosfera terrestre si trasforma, mentre la natura muta e si manifestano altre forme di vita, è di primaria importanza non solo che gli uomini riconoscano la presenza in loro dell’IO SONO, ma che vi si uniscano. In questo modo potranno creare un mondo in armonia ed equilibrio alla maniera dei Maestri. In altre parole, le persone si adatteranno sempre più difficilmente ai cambiamenti geofisici, sociali, economici ed energetici. Trovare uno spazio di armonia si rivelerà difficile. Tuttavia è proprio grazie alla connessione con l’IO SONO che gli individui riusciranno ad adattarsi ai mutamenti e a vivere in equilibrio.

L’essere umano può utilizzare i suoi poteri sottili in ogni istante della sua vita. Ciononostante è il suo ritmo vibratorio – cioè il movimento della sua energia e la frequenza delle sue emanazioni – a determinare l’intensità e la potenza dei suoi poteri. Se il suo ritmo vibratorio non è sufficientemente elevato e se il suo campo magnetico non è abbastanza ampio, farà fatica a riconoscere i suoi poteri e a servirsene, e naturalmente ad ottenere dei risultati.

Un ritmo vibratorio elevato garantisce la percezione delle conoscenze sottili. Tutte le facoltà sensoriali ed extrasensoriali dell’essere umano vengono allora stimolate e ampliate d’intensità. Ad un ritmo vibratorio elevato l’energia circola più liberamente e più naturalmente, e l’individuo prova grande benessere, armonia e potere.

L’uomo è costituito di anima e spirito, è luce che vibra ad un ritmo estremamente elevato. L’unione con il corpo fisico crea una contrazione che si accentua quando l’individuo si identifica con la propria incarnazione. Il ritmo vibratorio rallenta in misura proporzionale a questa identificazione, e così l’essere umano perde le cognizioni della dimensione sottile. Anche se l’uomo ha dimenticato la sua dimensione luminosa e vive in una stato di contrazione di sé, i momenti di soddisfazione che vive nella vita fisica causano in lui una resistenza ad elevare il proprio ritmo per paura di perdere le sensazioni associate al corpo, alle emozioni, ecc.

Diventando consapevole che può gioire delle sensazioni gradevoli della vita terrena senza che ciò gli sia di ostacolo alla sua evoluzione o al suo ritmo vibratorio, l’uomo abbandonerà le sue resistenze e il suo attaccamento a certe cose. Non dovete pensare che per innalzare il ritmo vibratorio lungo la via del Maestro si debba negare l’incarnazione. Sarebbe davvero una pessima interpretazione. Non si tratta di rifiutare l’incarnazione per elevarsi ad una condizione spirituale, ma piuttosto di unificare l’essere incarnato e lo spirito.

L‘elevazione del ritmo vibratorio procura un benessere fisico e sottile, mentre la contrazione causata dalla diminuzione del ritmo crea dolori e disagi. L’elevazione verso uno stadio più elevato senza negare il corpo è molto più soddisfacente della contrazione nella materia che appesantisce fisicamente e psichicamente.

Più l’uomo eleva il suo ritmo vibratorio, più è in grado di vivere in uno spazio meditativo e viene meno assalito dalle sollecitazioni dei pensieri e del corpo. Più si innalza grazie alla pratica della contemplazione, più riesce ad unirsi alla sua vera natura e a beneficiare delle conoscenze sottili che ne scaturiscono. Più l’uomo aumenta la sua vibrazione, più la sua creazione è pura ed egli manifesta ciò che veramente è. In questo modo è sempre meno assoggettato alle condizioni dell’incarnazione che egli ha fatto proprie ma che sono illusorie. Potrà così vivere dei grandi risvegli e accedere alla visione dello spazio multidimensionale vivendo una realtà molto più vasta.

Tradotto dal libro “Manifester ses pouvoirs spirituels”, Pierre Lessard et Maître Saint-Germain, Ariane Éditions

traduzione a cura di Anna.




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