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ARGOMENTO: Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana

Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #1

  • lunablu
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"Non è inutile dire che la coscienza umana è una delle cose che possediamo che ci distingue dagli animali . La capacità di mantenere pensieri astratti nella propria mente o immaginare scenari o oggetti al di fuori della nostra esperienza sensoriale è ciò che ci ha permesso di costruire grattacieli, aeroplani e tutti gli altri affronti alla natura, agli dei e a chissà cos'altro. Nonostante molti progressi nella genetica evolutiva, tuttavia, le origini esatte della coscienza umana si rivelano ancora un po' un mistero.
Alcuni scienziati ritengono che la coscienza si sia evoluta esclusivamente con i primi umani, mentre altri ritengono che potrebbe essersi evoluta più indietro quando apparvero i primi antenati degli animali moderni. Ora, è emersa una nuova audace teoria per cui alcuni scienziati si domandano se la coscienza possa in effetti essere parte del nostro codice genetico originale in primo luogo. Secondo due nuovi studi pubblicati nella rivista di biologia Cell, la coscienza potrebbe essere stata iniettata nel genoma umano da un antico virus che ha contagiato i primi esseri umani. Potrebbe la coscienza umana essere una qualche forma di infezione genetica che portiamo in giro?

I due studi possono essere letti qui:

www.cell.com/cell/abstract/S0092-8674(17)31509-X
e qui:
www.cell.com/cell/abstract/S0092-8674(17)31504-0

Gli studi ruotano attorno a un determinato gene neuronale chiamato Arc che utilizza un processo molto simile ai virus per codificare l'informazione genetica che passa tra le sinapsi nel cervello. È ancora un mistero il ruolo svolto dall'informazione genetica, ma i neuroscienziati hanno osservato che le sinapsi muoiono se questo processo si rompe. Rintracciando le radici evolutive di questo gene usando la genomica comparativa, gli scienziati hanno affermato che i virus antichi potrebbero aver trasmesso i geni dell'Arc virale ai primi umani, dove si sono inseriti nel genoma umano e alla fine si sono evoluti per consentire la nostra funzione cerebrale più elevata.

L'analisi evolutiva indica che l'Arc è derivato da un lignaggio vertebrato di retrotrasposi Ty3 / gypsy, che sono anche antenati dei retrovirus. Questi risultati suggeriscono che i geni Arc sono stati riproposti durante l'evoluzione per mediare la comunicazione intercellulare nel sistema nervoso.
È un pensiero abbastanza interessante. Dato che gli esseri umani sono nettamente più intelligenti degli animali e capaci di compiti che gli animali non sono in grado di svolgere, bisognerebbe chiedersi come mai.
La consapevolezza e l'intelligenza umana potrebbero essere il prodotto di un'antica infezione virale che e' giunta agli umani? Perché ha evitato tutti gli altri animali?"

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bluemoon
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Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #2

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Non sono abbastanza competente in materia per potermi pronunciare sul fatto che la teoria sia più o meno attendibile.
Tuttavia non posso non osservare come i meccanismi che regolano la vita su questo pianeta abbiano degli schemi che sotto molti aspetti si ripetono, tali e quali o comunque in maniera simile, tra i diversi organismi, dal microscopico al macroscopico e da una specie ad un'altra. Non solo tra quelle animali, ma anche tra animali e vegetali. Pensiamo ad esempio alla struttura cellulare, al DNA, alla moltiplicazione delle cellule. Non sarebbe poi così strano se il meccanismo di riproduzione dei retrovirus potesse svolgere un ruolo nel modo in cui il cervello replica l'informazione attraverso i neuroni.

Pensiamo anche al fatto che un meccanismo importantissimo, come la riproduzione delle cellule e dei tessuti, che è alla base della vita, diventa a volte la base della morte quando questo meccanismo impazzisce e va fuori controllo, provocando malattie letali. Nessuno stupore se un meccanismo sfruttato da un patogeno o parassita possa essere sfruttato anche dal cervello a scopo funzionale alla nostra esistenza.

Per quanto possa sembrare strano, su questa terra tutti gli organismi sono "imparentati", passatemi il termine. Non solo le scimmie sono nostre cugine, ma anche i cani, i gatti, e perfino l'insalata che ci mangiamo per contorno possiede cellule, DNA e meccanismi di sostentamento della vita che il nostro stesso organismo utilizza.
Alcune specie sono più vicine di altre nell'albero dello sviluppo della vita, ma alla fine della fiera siamo costituiti dagli stessi blocchi vitali.
Questo è un mistero enorme, che chissà se saremo mai in grado di comprendere fino in fondo...
C'è sempre una spiegazione... basta sapere dove cercarla.
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Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #3

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Mi sono fermata alla prima frase perché, personalmente, non condivido la certezza che ha l'autore dell'articolo nell'affermare ciò che afferma.
Chi ha detto che gli animali non sanno pensare? Solo perché non sanno esprimersi a parole non vuol dire che non abbiano dei pensieri. Il mio gatto muove le zampe e la bocca nel sonno come stesse cercando di catturare qualcosa. Chi mi dice che non stia sognando? E sta sognando vuol dire che quando è veglio può anche pensare.
Secondo me gli esseri umani si sono innalzati su un piedistallo credendo di essere i prescelti, ma ci sono ancora tante cose da capire sulla vita e sui cervelli animali in generale. Questo è il mio punto di vista.
Eadem mutata resurgo
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Re:Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #4

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Io ho letto il sommario, perché non sono riuscito ad accedere all'articolo completo...
Quindi non so se sia l'articolo oppure luna blu a parlare di pensiero.
Certamente sarebbe errato dire che gli animali non abbiano coscienza oppure pensiero. Gli animali sono certamente autocoscienti, conoscono la differenza tra sé stessi e gli altri, hanno paura se qualcuno li minaccia e sanno difendersi, e così via. Animali un po' più vicini a noi, come le scimmie, hanno anche una certa capacità di pensiero astratto perché sono in grado di utilizzare gli oggetti che trovano nell'ambiente per costruire qualcosa che li aiuti a arrivare più in alto di dove riescono fisicamente ad accedere; possono utilizzare bastoni e pietre per rompere altri oggetti; se adeguatamente addestrati sono in grado addirittura di comporre delle frasi utilizzando delle macchine per la comunicazione uomo scimmia. Frasi semplici, come "io porto te", " tu porti me", "mangiamo", eccetera.
Quindi dire che gli animali non pensino sarebbe una assurdità.
Certamente non potremmo aspettarci che un gatto o un cane sviluppino la teoria della relatività di Einstein.

Quindi direi che si, l'uomo si è un po' messo sul piedistallo Perché in effetti ha capacità di astrazione nettamente superiori agli animali. Questo però non significa che le stia usando davvero bene...

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Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #5

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Può sembrare una dichiarazione dell’ovvio, ma in realtà, rappresenta un grande e importante cambiamento. Lentamente, molto lentamente, la scienza sta realizzando che tutta la vita è interconnessa e interdipendente, e che gli umani non sono gli unici esseri coscienti del pianeta. Scontato? Per quanto possa sembrare una dichiarazione dell’ovvio, la vedo comunque una buona notizia.

Stephan A. Schwartz

Un gruppo internazionale di scienziati eminenti ( ? ) ha sottoscritto la Dichiarazione di Cambridge sulla Coscienza (The Cambridge Declaration on Consciousness [pdf, in inglese]) nella quale proclamano il loro sostegno all’idea che gli animali sono coscienti e consapevoli allo stesso livello degli esseri umani – una lista di animali che comprende tutti i mammiferi, gli uccelli, e persino il polpo. Ma questo sarà sufficiente a farci smettere di trattare gli animali in modi totalmente disumani?

Anche se potrebbe sembrare poca cosa per gli scienziati dichiarare che molti animali non umani hanno stati di coscienza, la grande novità in questo caso consiste nella proclamazione e riconoscimento pubblico. L’evidenza scientifica sta dimostrando sempre di più che la maggior parte degli animali è cosciente allo stesso modo in cui lo siamo noi, e che non è più qualcosa che possiamo ignorare.

Un altro aspetto molto interessante della Dichiarazione è il riconoscimento del gruppo che la coscienza può emergere in quegli animali che sono molto differenti dagli umani, compreso quelli che si sono sviluppati su percorsi evolutivi differenti, ossia uccelli e alcuni cefalopodi.

“L’assenza di neocorteccia non sembra impedire ad un organismo di sperimentare stati affettivi”, scrivono. “Prove convergenti indicano che gli animali non-umani hanno substrati neuroanatomici, neurochimici e neurofisiologici degli stati di coscienza, insieme alla capacità di esibire comportamenti intenzionali”.

“Di conseguenza”, dicono i firmatari, “l’evidenza scientifica indica sempre di più che gli esseri umani non sono gli unici a possedere i substrati neurologici che generano coscienza”.

Il gruppo è composto da scienziati cognitivi, neurofarmacologi, neurofisiologi, neuroanatomisti e neuroscienziati computazionali – tutti quelli presenti alla Francis Crick Memorial Conference on Consciousness in Human and Non-Human Animals (Conferenza Annuale in Memoria di Francis Crick sulla Coscienza negli Uomini e negli Animali Non-Umani).

La dichiarazione è stata sottoscritta in presenza di Stephen Hawking, e tra i firmatari ci sono Christof Koch, David Edelman, Edward Boyden, Philip Low, Irene Pepperberg, e molti altri.

La dichiarazione formula le seguenti osservazioni:

• Il campo della ricerca sulla coscienza è in rapida evoluzione. Sono state sviluppate abbondanti nuove tecniche e strategie di ricerca sugli animali umani e non-umani. Di conseguenza, si sta rendendo sempre più facilmente disponibile una maggiore quantità di dati, e ciò richiede una rivalutazione periodica dei preconcetti precedentemente detenuti in questo settore. Studi di animali non-umani hanno dimostrato che omologhi circuiti cerebrali correlati all’esperienza cosciente e alla percezione possono essere selettivamente facilitati e interrotti per valutare se sono in realtà necessari a tali esperienze. Inoltre, negli esseri umani, sono facilmente disponibili nuove tecniche non invasive per rilevare i termini di correlazione della coscienza.

• I substrati neurali delle emozioni sembrano non essere limitati alle strutture corticali. In realtà, le reti neurali subcorticali stimolate durante gli stati affettivi negli esseri umani sono di cruciale importanza per la generazione di comportamenti emotivi anche negli animali. La stimolazione artificiale delle stesse regioni cerebrali genera un comportamento corrispondente e stati emotivi sia negli umani sia negli animali non-umani.

Ovunque nel cervello in animali non-umani uno evochi comportamenti emotivi istintivi, molti dei comportamenti che ne derivano sono coerenti con stati emotivi sperimentati, compresi gli stati interni del premiare e del punire. Una stimolazione cerebrale profonda di questi sistemi negli umani può generare stati affettivi simili. I sistemi connessi con l’affetto sono concentrati nelle regioni subcorticali dove abbondano omologie neurali. I giovani animali umani e non umani senza neocorteccia conservano queste funzioni cervello-mente. Inoltre, i circuiti neurali che sostengono gli stati comportamentali/elettrofisiologici dell’attenzione, del sonno e del processo decisionale sembrano essere comparsi nella fase iniziale dell’evoluzione così come la radiazione degli invertebrati, evidente negli insetti e nei molluschi cefalopodi (ad esempio, il polpo).

Gli uccelli sembrano offrire, nel loro comportamento, nella loro neurofisiologia e nella loro neuroanatomia, un caso eclatante di evoluzione parallela della coscienza.

La prova dei livelli di coscienza analoghi a quelli umani è stata osservata in modo più evidente nei pappagalli africani grigi. Reti emotive mammifere e aviarie e microcircuiti cognitivi sembrano essere di gran lunga più omologhi di quanto si pensasse in precedenza. Inoltre, si è scoperto che alcune specie di uccelli mostrano modelli neurali del sonno simili a quelli dei mammiferi, incluso il sonno REM e, come dimostrato nel diamante mandarino, modelli neurofisiologici che precedentemente si pensava richiedessero una neocorteccia mammifera.
In particolare le gazze hanno dimostrato presentare eclatanti analogie con umani, grandi scimmie, delfini e elefanti in studi di auto-riconoscimento allo specchio.

• Negli esseri umani, l’effetto di certi allucinogeni sembra essere associato ad una interruzione del processo corticale di tipo feedforward e feedback. Interventi farmacologici in animali non-umani con preparati noti per influenzare il comportamento cosciente negli esseri umani possono portare a turbamenti nel comportamento simili negli animali non-umani. Negli esseri umani, ci sono prove che indicano che la coscienza è correlata all’attività corticale, che tuttavia non esclude un possibile contributo del processo di elaborazione subcorticale o pre-corticale, come nella consapevolezza visiva.

La dimostrazione che le emozioni negli uomini e negli animali derivano da reti cerebrali subcorticali omologhe fornisce la prova convincente e irrefutabile della condivisione a livello evolutivo dei qualia delle emozioni e affetti primari.

Eh...L'arrogante homo sapiens sapiens...

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Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #6

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@Valle, ho interpretato il post di Lunablu come copia-incolla di un articolo, viste le virgolette all'inizio e alla fine. Forse sono io che ho frainteso...
Sono riuscita ad accedere ai due link proposti, ma a primo impatto non ci ho capito nulla... troppo pieni di termini tecnici e io purtroppo non sono un medico.

Quello di Alceste, invece, è un articolo del 2012 che fa ben sperare che pian piano il mondo si stia svegliando.
Anche questo articolo è interessante e propone un finale riflessivo. Gli animali possiedono consapevolezza. Ma i media ignorano la notizia.

Per non deviare troppo dal tema principale: il mistero per me resta la velocità con cui l'essere umano ha visto il proprio cervello evolversi rispetto a quello di specie più vecchie di lui. Se ne parla anche nel libro "Da animali a dei. Breve storia dell'umanità" di Harari che ho in lenta lettura.

"Gli umani, invece, salirono in vetta così alla svelta che all’ecosistema non fu dato il tempo di equilibrare le cose. Non bastasse, non si adattarono neppure gli umani. Gran parte dei principali predatori del pianeta sono creature maestose. Il fatto di aver dominato per milioni di anni ha infuso loro un’assoluta sicurezza. Al contrario, il Sapiens somiglia al dittatore di una repubblica delle banane. Essendo noi stati, fino a poco tempo fa, tra le schiappe della savana, siamo pieni di paure e di ansie circa la posizione che occupiamo, il che ci rende doppiamente crudeli e pericolosi. Molte calamità storiche, dalle guerre mortali alle catastrofi ecologiche, sono la conseguenza di questo salto oltremodo veloce."
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Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #7

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Apprezzo le opinioni di tutti quelli che hanno risposto.
L'articolo l'ho preso da qui:

mysteriousuniverse.org/2018/02/an-ancien...human-consciousness/

dopodiche' tradotto con Google e poi ho corretto qualche errore perche' le traduzioni di Google non sono sempre il massimo, comunque non ho aggiunto una parola di mio. Forse avrei dovuto scriverlo per maggior chiarezza.
Quello che mi ha colpito e' stato il titolo, che abbiamo la coscienza a causa di un virus. Quindi sara' uno scherzo casuale della natura o c'e' qualcuno dietro a tutto cio' che si e' servito di questo virus per renderci superiori a tutti gli altri esseri? Perche' alla fine volenti o nolenti lo siamo, e' bello pensare che cani, gatti, e altri animali hanno quel qualcosa in piu' di cio' che pensa la scienza, che sentano emozioni, che ricambino l'affetto, ecc. Ma il punto rimane che l'uomo e' sul gradino piu' alto...l'ha deciso qualcuno o e' un caso?
bluemoon
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Re:Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #8

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È curioso come la scienza abbia bisogno di ricorrere ad analisi come corteccia cerebrale, mappe neurali e via dicendo... per dire una cosa ovvia a Chiunque abbia un animale in casa, e cioè che gli animali hanno consapevolezza di se stessi e sanno provare emozioni.
Anch'io ho un gatto, e vedo l'espressione dei suoi occhi quando è attento, curioso, spaventato, agitato, tranquillo... Vedo anche come scappa veloce quando vede che mi alzo perché ha appena buttato in terra un bicchiere e lo sa prima ancora che io arrivi, che sono arrabbiato :-)
Non c'è bisogno di fare una TAC al cervello dell'animale per sapere che è in grado di avere emozioni.

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Re:Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #9

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valle ha scritto:
È curioso come la scienza abbia bisogno di ricorrere ad analisi come corteccia cerebrale, mappe neurali e via dicendo... per dire una cosa ovvia a Chiunque abbia un animale in casa, e cioè che gli animali hanno consapevolezza di se stessi e sanno provare emozioni.
Anch'io ho un gatto, e vedo l'espressione dei suoi occhi quando è attento, curioso, spaventato, agitato, tranquillo... Vedo anche come scappa veloce quando vede che mi alzo perché ha appena buttato in terra un bicchiere e lo sa prima ancora che io arrivi, che sono arrabbiato :-)
Non c'è bisogno di fare una TAC al cervello dell'animale per sapere che è in grado di avere emozioni.

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Il ragionamento è molto più avanzato della scontata constatazione che anche gli animali provano emozioni...
Qui si afferma che anche gli animali hanno una coscienza.
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Re:Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #10

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Certo, Alceste, ma prima di tutto bisogna partire da ciò che si intende per "coscienza", parola che già di per sé possiede significati e sfumature diverse.
Comunque se, come credo, ti riferisci alla capacità di riconoscere di riflettere su se stessi, come un'entità separata dagli altri, dai propri simili, esistono vari livelli di coscienza.
Alcuni animali manifestano scarsa consapevolezza di sé e degli altri, se non sotto forma di comportamenti istintivi e programmati. Altri animali hanno invece livelli di coscienza più elevata e sanno riconoscersi allo specchio, sanno riconoscere un tipo di emozione in un proprio simile o anche nell'uomo e reagiscono di conseguenza.
Ovviamente la mia obiezione del tipo "non ci va la scienza per capirlo" è sempre valida.
Ho letto di una prova effettuata da alcuni scienziati con un elefante, al quale avevano fatto un segno sulla testa che poteva esser visto soltanto allo specchio: l'elefante, guardandosi allo specchio vedeva il segno, e con la proboscide andava a toccare il punto in cui si trovava il segno, manifestando così consapevolezza o COSCIENZA, appunto, che l'immagine che vedeva nello specchio apparteneva a se stesso e non era un altro animale.
Quel che voglio dire, comunque, è che si tratta di esperimenti senza dubbio interessanti, ma istintivamente siamo tutti in grado di capire che un elefante, un cane o un gatto, hanno sicuramente più coscienza (sul continuum di coscienza che va da un organismo unicellulare ad un uomo) superiore a quella di un lombrico, o almeno credo.
Dico "credo" perché finché non saremo in grado di entrare nella testa di un lombrico, non sapremo mai a che cosa pensa o che cosa sente, ma di altri animali lo vediamo a colpo d'occhio.
Si usa dire "espressione da cane bastonato", "curioso come una scimmia"... questi animali sono così vicini a noi che siamo in grado di riconoscere i loro comportamenti e le loro espressioni in maniera diretta. E sappiamo che hanno un certo grado di coscienza, per tornare a bomba, anche senza che gli scienziati lo dimostrino con un esperimento.
Esperimento che comunque ha un suo interesse.
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Re:Un antico virus può essere la fonte della coscienza umana 2 Anni 8 Mesi fa #11

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@Valle

A me questo dell' esperimento sull' elefante sembra un po' elementare...e sai perché? perché un' elefante ha già capito da tempo che quello riflesso nello specchio d' acqua dove va ad abbeverarsi non è un suo simile...e questo potrebbe essere esteso benissimo ad altri animali che però a differenza dell' elefante che ha la proboscide, e che usa come arto, non può lasciare intendere chiaramente che ha capito di essere lui stesso il soggetto riflesso. Anche un gatto o un cane presto o tardi inizierà a capire che quello allo specchio è lui stesso. Più che di grado io parlerei di differenza di coscienza, tutte le forme di vita, anche quelle vegetali, a mio parere hanno la propria coscienza e consapevolezza di essere presenti in una realtà forse interpretata in modo differente dalla nostra. E' tutto sommario a questo punto, dato anche i mezzi ed il tipo di comunicazione delle altre forme di vita differenti da quella umana.
πνεύματος
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