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ARGOMENTO: La verità accertabile concretamente

La verità accertabile concretamente 3 Anni 11 Mesi fa #1

  • robertod1961
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Ritengo che sia assolutamente impossibile considerare degne di rispetto tutte quelle persone che dimostrano di non sapere cosa sia la coerenza.
Ho pubblicato su youtube un video in cui dimostro concretamente che la verità esiste ed è diversa da quella conosciuta dalle masse di creduloni che popolano la terra. Nel video descrivo un meccanismo estremamente semplice alla portata di un bimbo che serve a visualizzare concretamente ciò che accade all'uomo esorcizzato dal Cristo dei Vangeli. Nel video analizzo tre versi contenuti nel Vangelo di Matteo, sono tre versi nei quali il Cristo spiega chiaramente ed inequivocabilmente cosa accade quando un demone viene allontanato dal corpo di un uomo, ma soprattutto il Cristo descrive la condizione finale dell' uomo esorcizzato. I tre versi analizzati li ho scaricati da sito del Vaticano, non ho modificato nulla, sono gli stessi versi conosciuti da papi, cardinali, vescovi, sacerdoti e ritenuti da secoli essere '' parola di Dio ''. A me dispiace se l'intera umanità è caduta in una trappola, se non si è mai accorta di una clamorosa menzogna, non è colpa mia, scusate se vi presento una verità ben diversa da quella che vi è stata sempre proposta. Fate bene attenzione, io non invento nulla, le affermazioni che mostro sono state fatte dal Cristo. Il mio compito per ora è quello di mostrare, nel video io mi limito a fare ciò, a mostrare con una visualizzazione concreta degli eventi ciò che accade all'uomo esorcizzato, il tutto seguendo fedelmente le parole attribuite da sempre al Cristo. Scoprirete con assoluta certezza che il Cristo ha imbrogliato l'intera umanità, che il suo esorcismo aveva lo scopo di concentrare la presenza del male sulla terra, il Cristo non ha mai combattuto contro i demoni, ma ha collaborato col male, moltiplicandolo e concentrandolo dietro al suo passaggio. Se volete meritare il mio rispetto io vi chiedo '' coerenza '', da più di sedici secoli al termine della lettura di quei tre versi i credenti affermano '' parola di Dio ''. Quella che è stata considerata da sempre la parola di Dio non può essere cancellata con un colpo di spugna perché ora scoprite che il Cristo con quei tre versi confessa di aver adottato un meccanismo che favoriva la concentrazione del male. Se affermate che il Vangelo di Matteo contiene una menzogna o una traduzione errata che uomini proclamati santi hanno sempre ritenuto essere parola di Dio, e da qui scoprite il vero valore dei santi, allora dovrete per coerenza mettere in discussione ogni verso contenuto nei Vangeli, non potrete più dire che il Vangelo è verità.
Nel video vedrete come, con alcuni fogli di carta sia possibile creare una visualizzazione concreta di ciò che accade all'uomo esorcizzato, è una cosa semplice, alla portata di tutti, per questo risulta innegabile. Può essere ripetuta ovunque ed all'infinito e darà sempre lo stesso risultato, per questo ha la valenza di una prova scientifica. Vi lancio una sfida, provate a dimostrarmi con prove concrete simili a quelle che vi propongo nel video che mi sto sbagliando,
ma senza inventare, dovete attenervi al testo del Vangelo riconosciuto dal Vaticano. Questo esercizio vi porterà alla verità accertabile concretamente.
Una volta scoperta la verità vi troverete innanzi ad un obbligo morale, liberare al più presto dalla menzogna tutte le persone a voi care.
Auguro a tutti una buona visione del video: '' La vera natura del Cristo ''.
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La verità accertabile concretamente 3 Anni 11 Mesi fa #2

  • alceste
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I vangeli sono 12...Quali scegli,gli apocrifi o i 4 classici ?

Nota bene :Colui che scacciava i cosidetti demoni ( che in realtà significa angelo ) era l'uomo Gesù;il Cristo compare solo nell'atto della crocifissione,ergo non era il Cristo a "scacciare" i demoni.

Poi credi e fai quel che ti pare,ovviamente,ma studia,studia...
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La verità accertabile concretamente 3 Anni 11 Mesi fa #3

  • ParanormalStudio Emiliano
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Forse ciò che si legge andrebbe capito meglio. Cristo non stava facendo un tutorial sull'esorcismo, ma stava criticando le persone e la generazione che aveva dinnanzi. La parabola andrebbe presa nel suo complesso per capirla meglio, anche perché la "stizza" di Cristo, a quanto pare già innervosito da quanto stava accadendo (leggere magari dal 12.1), venne ulteriormente innervosito dalla richiesta degli Scribi e dei Farisei dell'ennesima prova.

Ma se vogliamo soffermarci solo sul verso in questione...

41 41. I Niniviti...

Ninive, capitale dell'impero assiro, fondata da Assur Genesi 10:11 sulle due sponde del fiume Tigri, fu distrutta dai Babilonesi 600 anni avanti Cristo; ruina predetta dal profeta Nahum 1:1,8; 2:6. Le mura di essa formavano un circuito di 48 miglia, ma la sua sovversione fatale che per molti secoli nessuno seppe ov'era situata. La scoperta delle sue rovine è recente, e si deve agli scavi dei signori Layard e Botta.

risorgeranno nel giudizio con questa generazione, e la condanneranno; perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco qui vi è più che Giona;

il nostro Signore predice con queste parole che il segno da lui dato, e tutti gli altri, non avrebbero prodotto nessun effetto sulla maggior parte di quella malvagia e adultera generazione. Egli confronta costoro coi Niniviti, i quali, sebbene pagani, si pentirono, mentre costoro rimarrebbero impenitenti alla voce del Figlio di Dio. La risurrezione dei morti, piccoli e grandi, e il giudizio finale sono ambedue affermati in Matteo 12:41-42. Siccome, nel capo precedente, Gesù aveva dichiarato che Tiro e Sidone, Sodoma e Gomorra sarebbero state, nel giudizio, trattate con più mitezza di Capernaum e dei villaggi circostanti che avevano udita la sua predicazione, così egli qui dichiara che i Niniviti e la Regina del mezzodì sorgeranno davanti al tribunale del giudizio per condannare questa generazione, la quale deliberatamente resisteva ad una luce più fulgida assai di quella che essi avevano goduta.

42 42. La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con questa generazione, e la condannerà;

«La regina del Mezzodì, che venne a veder Salomone, è la regina di Seba, mentovata in 1Re 10:19. Seba era un distretto dell'Arabia Felice, sulle sponde del mar rosso, vicino all'attuale Aden, dove abbondavano le spezie, l'oro e le gemme.

perché ella venne dalle estremità della terra,

L'espressione «gli estremi termini della terra» non significa altro che la parte più remota del mondo abitabile, allora conosciuto.

per dir la sapienza di Salomone; ed ecco, qui v'è più che Salomone.

La sapienza di Salomone messa a confronto con quella di Cristo era poca cosa; ma di fronte alle tenebre nelle quali si trovava la regina di Seba, era quasi un oracolo di Dio; ond'ella, che venne da lontane regioni per udire quel re, avrebbe, nel giorno del giudizio, condannati coloro i quali non avevano voluto dare ascolto ad uno che era più grande di Salomone. Cristo accenna in questi versetti alla sua dignità suprema, colle parole «più che Giona», «più che Salomone».

43. Or, quando lo spirito immondo è uscito d'un uomo, va attorno per luoghi aridi, cercando riposo, e non lo trova.

È probabile, secondo Luca 9:39, che in alcune specie di malattie demoniache, l'ossesso non fosse continuamente in preda al maligno spirito, ma godesse di lucidi intervalli. Risulta dal medesimo passo che ogni nuovo attacco peggiorava lo stato del paziente. Il caso di cui parla nostro Signore è quello di un insulto finale, dopo il quale il malato ritrovasi in uno stato disperato. Credevano generalmente gli Ebrei che i demoni, uscendo dall'ossesso, andassero errando per luoghi aridi, senz'acqua, o deserti: la qual credenza, vera o immaginaria, si appoggiava in qualche guisa al linguaggio dei loro profeti Isaia 13:21;34:14; Geremia 50:39; Deuteronomio 32:17; Apocalisse 18:2. In quanto a noi, ci basta che il nostro Signore, per illustrare una parabola, riferisca quello che comunemente credevasi da coloro ai quali parlava. Quei luoghi aridi e deserti vengono rappresentati come un'abitazione sgradevole per lo spirito spodestato, il quale si trova colà fuori del suo elemento, che è la miseria e la distruzione umana. Lo spodestamento dello spirito allude al grande effetto che, sulle anime degli uomini, aveva prodotto la predicazione del Battista Matteo 3 e di Cristo stesso, nei primi tempi del suo ministerio. Che il dominio di Satana fosse scosso, e che, temporaneamente, venisse cacciato via dai cuori degli uomini battezzati a pentimento da Giovanni, ed aspettanti il regno di Dio, è un fatto da non potersi mettere in dubbio. Se non che il pentimento di coloro era «simile ad una nuvola mattutina, ed alla rugiada» Osea 6:4; ell'era tutt'altro che l'opera genuina e profonda dello Spirito di Dio.

44 44. Allora dice: Ritornerò nella mia casa donde sono uscito;

cioè nel corpo e nell'anima dell'ossesso che erano stati la sua abitazione. «Può darsi», dice costui, «ch'io lo trovi stanco delle sue nuove idee religiose, e non lontano dall'entrare in trattative di riconciliazione col suo vecchio amico». Quindi egli va a far le sue ispezioni nell'antica dimora.

e giuntovi la trova vuota, spazzata, ed adorna;

Sembra ad alcuni che la vittima venga, nell'ultima clausola, rappresentata come affatto liberata dalla influenza satanica; ma il considerarla come pronta ad essere nuovamente occupata, sta più d'accordo coll'intendimento della parabola. Il demonio trova costui simile ad una casa accuratamente preparata ad accogliere, l'inquilino, non occupata da altri pulita, spazzata, mobiliata ed acconcia come si conviene. Un cuore vuoto è un invito a Satana. Qualunque cambiamento esterno avvenga nel peccatore, qualunque impressione momentanea faccia sul cuor suo lo Spirito Santo, se il cuore stesso non ha trovato un nuovo inquilino, se, insomma, Cristo non vi ha eretto il suo trono, quel cuore rimane pur sempre vuoto, e Satana è certo di potervi tornare, ed osservi bene accolto.

45 45. Allora va, e prende seco altri sette spiriti, peggiori di lui, i quali entrati prendon quivi dimora, e l'ultima condizione di quell'uomo divien peggiore della prima.

Sette è il numero della perfezione: ora una forza diabolica cresciuta fino a sette, ogni grado della quale va aumentando di energia, è l'espressione la più energica che immaginare si possa di una potenza capace di assicurare per sempre il suo dominio sopra il cuore. Che se noi da queste parole del Salvatore, argomentiamo avere i suoi gradi anche la malvagità, e per conseguenza la miseria, anche nei demoni, forse non andiamo troppo lungi dal vero. «Abitano quivi» indica una stabile dimora: costoro trovansi in tal forza da sfidare per l'avvenire ogni spodestamento, e da tener la loro vittima in un perpetuo servaggio. Non è quindi da meravigliare se il nostro Signore dice che l'ultima condizione di quell'uomo diventa peggiore della prima.

Così avverrà anche a questa malvagia generazione.

L'ultima condizione di quella generazione in questo, pare che tutti convengano, fu quella che tenne dietro alla nazionale reiezione del Messia e precedette immediatamente la distruzione di Gerusalemme, lo sfacelo e la dispersione della nazione ebraica, che non è ancora cessata. Il loro proprio storico ci narra che il popolo, e specialmente i suoi capi, erano posseduti in quel tempo da un'insania fanatica, non dissimile dalla malattia degli ossessi. Nel tempo in cui il nostro Signore parlava loro, essi come nazione, si erano fatti più ostinati e perversi che mai. L'antica rozza idolatria aveva ormai ceduto il posto alla, sterile formalità. «Sette altri spiriti peggiori del primo» avevano preso possesso di loro, e li precipitavano di male in peggio. Passano quarant'anni, e la iniquità loro trabocca; si avventurano pazzamente in una guerra coi Romani, la Giudea diventa una vera Babele, Gerusalemme è espugnata, il Tempio distrutto, e gli Ebrei dispersi per tutta la terra. Non perdiamo mai di vista però che l'applicazione di questa parabola non si limita alla generazione alla quale fu prima rivolta; come avvertimento, ella si applica anche a tutti coloro che la leggono. Niuno diventa così disperatamente malvagio, come coloro i quali, dopo avere sperimentato profonde convinzioni religiose, sono deliberatamente ritornati al peccato ed al mondo Vedi note Luca 10:24 Luca 10:25 Luca 10:26.

Fonte: laparola.net
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