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ARGOMENTO: Rust Cohle e la sua visione delle religioni

Rust Cohle e la sua visione delle religioni 1 Anno 2 Mesi fa #1

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Tempo fa se non sbaglio si parlava in "di tutto un po'..." di serie tv. Non citai come consiglio quella che penso sia una delle migliori serie televisive che ho mai visto, ossia la prima stagione di True Detective.

La profondità di quella serie è davvero molto ampia, il clima noir rispecchiato in tutto e per tutto, un assassinio legato a una setta sullo sfondo di un'intera vicenda che traghetta i protagonisti in una crescita che non sempre significa raggiungere uno step superiore: dalla crescita si può anche uscir distrutti. Se qualcuno non l'ha mai visto, spero che queste poche righe l'abbiano incuriosito.

Ad ogni modo ho aperto questo topic per proporvi uno spezzone di uno dei tanti viaggi filosofici di Rust presenti nella serie, più precisamente in quello dove si esprime riguardo le religioni.



Rust ci va pesante... vi prego di non emularlo nei vostri commenti, fate i bravi.
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Rust Cohle e la sua visione delle religioni 1 Anno 2 Mesi fa #2

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ParanormalStudio Emiliano ha scritto:
La profondità di quella serie è davvero molto ampia

Per forza: ha ciucciato la sostanza da Ligotti (senza per altro dichiararlo) :wink:

Comunque l'unica cosa che mi ha "stimolato" nel video è la faccenda del virus linguistico. E' la prima volta che lo sento, e vorrei approfondire. Chi ha dei link, avrà la mia stima.

Per il resto, nulla di nuovo sotto il sole: è da secoli che i filosofi discutono sulle religioni, sul loro reale scopo o sulla loro necessità, e anche sulla loro oggettività... Ricordiamoci che Nietzsche diceva che le religioni sono l'oppio dei popoli...

Ma quindi le religioni sono il male? Io direi: nì. Cioè non sono tutte o solo nero o solo bianco. Ogni religione ha degli insegnamenti, o se preferisci delle guide spirituali, molto rispettabili.

Altri insegnamenti però sono figli di tempi meno civili, e non per niente oggi se ne fanno slogan per questa o quell'altra strage/guerra. Ma sono dei paraventi, delle giustificazioni per i semplici, per la massa: io dubito che chi attua questa strategia creda seriamente in ciò che professa.

Ogni guerra in verità è sempre stata e sarà sempre un prodotto di natura economia. Non ci si sposta in massa nel paese con religione diversa non è perché è popolato da "infedeli", ma solo per appropriarsi di terre e ricchezze. E quando una carneficina è stata in effetti attuata per religione, guarda caso è stato sempre perché gli "infedeli" rischiavano di minare la stabilità economica della chiesa di turno.

I missionari della Chiesa non vanno nel mondo per evangelizzare e "salvare" anime, ma a monte c'è pure in questo caso un motivo economico: più adepti ci sono, più ampi sono gli introiti (la stabilità della Chiesa dipende da questo, perché oggi non può fare più crociate).

L'economia è a sua volta una manifestazione dell'istinto di autoconservazione: se un popolo si approvvigiona con la forza dei beni di un altro popolo è per l'esistenza. Accumulare ricchezze materiali è un mettersi al sicuro da pericoli quali la fame. Insomma, dopo milioni di anni ragioniamo ancora come bestie, visto che non abbiamo ancora maturato la consapevolezza che siamo tutti di una specie e non esiste che esistano ancora branchi e comunità.

E siccome siamo ancora bestie, va da sé che abbiamo bisogno di guide (il famoso pastore). Le religioni assolvono questo compito. Non sono solo favole per i semplici, ma anche altro.

Poi ci sarebbe da discutere su con quanta consapevolezza e furbizia vendono scritti i suoi dettami... Credo che il cattolicesimo si presti bene come esempio, visto quanto sia derivativo e artificioso, costruito a tavolino (letteralmente) con lo scopo di assestare una popolazione e creare stabilità economica. Il cattolicesimo è un manifesto impietoso in tal senso. Ed è sotto gli occhi di tutti.

E Dio? Beh, qui entriamo nella filosofia più astratta e sfuggente. Posto che le varie bibbie non sono state scritte sotto dettame delle divinità, e sono frutto totale globale di uomini materiali, furbi e saggi allo stesso tempo, escludere l'idea di dio per questo motivo sarebbe troppo semplice e stupido. Esiste Dio? Non esiste? Ci sono scienziati coi piedi ben piantati in terra che credono in Dio, e ci credono non per paura della morte, ma perché l'universo sembra essere stato costruito a tavolino per favorire la vita. Non è una prova dell'esistenza di Dio, ma certo una cosa molto strana, statisticamente improbabile, anche se alcuni la spiegano con la teoria dei molti universi (in un numero incalcolabile di universi deve capitare probabilmente uno o più con le caratteristiche come il nostro). Ma sono teorie, appunto, come quella di Dio. Dio quindi è una teoria? Sì, è ha uguale valore del discorso del poliziotto del video.

E a proposito, c'è da dire che il suo cinico, freddo e disperante discorso materialistico è anche molto arrogante e presuntuoso, perché si basa sulle attuali conoscenze scientifiche. Affermare quelle cose è arrogante e presuntuoso perché presuppone che oggi abbiamo scoperto tutto della natura e dell'universo. E non è vero, per niente. E' tutto ancora molto teorico (appunto), e nessuno esclude che faremo altre scoperte che ci riveleranno realtà insospettate. Scopriremo che Dio, alla fin fine, esiste davvero. Oppure scopriremo che non esiste affatto. Ma intanto che sguazziamo nel dubbio, sarebbe saggio non dirci così sicuri dell'una o dell'altra tesi.
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Rust Cohle e la sua visione delle religioni 1 Anno 2 Mesi fa #3

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Infatti è proprio sul tuo ultimo paragrafo che volevo arrivare: nonostante il video sembri un cappotto di Rust che mette ko le religioni, il colpo del ko lo sferra Marty dicendo "e sembri ancora in preda al panico".

Il discorso supponente e critico di Rust (e di chi come lui), visto sotto un'altra luce, potrebbe essere interpretato come "terrore" nel trovarsi di fronte a qualcosa che va oltre le sue portenti logiche di deduzione mentale. E dunque, loro stessi vedono il "mostro" (per loro) che dicono non esistere.

Tornando alle religioni, senza dubbio la lista dei crimini perpetrati dietro un vessillo religioso sono innumerevoli e abominevoli, così come non c'è ombra di dubbio che dietro l'evangelizzazione (o qualsiasi altra forma di aggregazione spirituale) ci sia un interesse di affermare la propria presenza e ottenere risorse. Nonostante tutto questo però, credo che ciò che ha fatto di bene a livello di aggregazione sociale una qualsiasi religione sia comunque superiore alle malefatte. Anche qui Marty sostiene "ti rendi conto cosa sarebbe il mondo senza religione"? Non credo che le persone farebbero esattamente le stesse cose che fanno ora: nonostante molte persone non vanno dal barbiere a tagliarsi la barba e girano trasandati non significa che i barbieri non esistano (cit. parabola già presentata in qualche altro topic), la maggior parte ci va. Se non esistessero, sarebbero tutti trasandati. Le religioni restano quindi comunque dei catalizzatori di positività all'interno di una società e senza di essi, credo che sarebbe davvero un inferno in Terra.
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Rust Cohle e la sua visione delle religioni 1 Anno 2 Mesi fa #4

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ParanormalStudio Emiliano ha scritto:
Tornando alle religioni, senza dubbio la lista dei crimini perpetrati dietro un vessillo religioso sono innumerevoli e abominevoli, così come non c'è ombra di dubbio che dietro l'evangelizzazione (o qualsiasi altra forma di aggregazione spirituale) ci sia un interesse di affermare la propria presenza e ottenere risorse. Nonostante tutto questo però, credo che ciò che ha fatto di bene a livello di aggregazione sociale una qualsiasi religione sia comunque superiore alle malefatte. Anche qui Marty sostiene "ti rendi conto cosa sarebbe il mondo senza religione"? Non credo che le persone farebbero esattamente le stesse cose che fanno ora: nonostante molte persone non vanno dal barbiere a tagliarsi la barba e girano trasandati non significa che i barbieri non esistano (cit. parabola già presentata in qualche altro topic), la maggior parte ci va. Se non esistessero, sarebbero tutti trasandati. Le religioni restano quindi comunque dei catalizzatori di positività all'interno di una società e senza di essi, credo che sarebbe davvero un inferno in Terra.

Eppure abbiamo tanti esempi di “credenti”, convinti e praticanti, che in realtà covano in sé stessi sentimenti tutt’altro che "religiosi" ed agiscono in direzione opposta o comunque deviata rispetto a ciò che “professano”. Al contrario, invece, ci sono tanti che si definiscono “atei” ma che agiscono, o almeno ci provano ad agire, in “coscienza”.

Se poi prendessimo due persone - diciamo entrambe “giuste”, generose, corrette, altruiste ecc. ecc. - una credente e l’altra no, direi che ne uscirebbe comunque “vincente” la non credente. Difatti, a questo punto, se il merito delle buone azioni della persona credente fosse appunto la sua fede religiosa, allora potremmo anche supporre che questa agisca nel modo in cui agisce solo in virtù di un “premio" futuro o per paura di una “punizione” futura (conferite loro dal loro dio "nell'altra vita", secondo le loro credenze religiose); mentre - al contrario - dovremmo constatare che l’ateo, invece, ha agito solo per propria etica e basta...

Comunque, come sempre, il problema non sono le religioni, quanto il modo in cui esse sono state e vengono a tutt’oggi interpretate e strumentalizzate... quando ciò viene fatto per scopi tutt'altro che benevoli e "spirituali"; come a dire che il “male” non sta da nessuna parte, tranne in chi è capace di farne… Poi che in qualche caso le istituzioni religiose possano avere un proprio ruolo sociale “positivo”, questo sì; ma lo stesso discorso allora potrebbe valere per tutto e tutti...
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Rust Cohle e la sua visione delle religioni 1 Anno 2 Mesi fa #5

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ParanormalStudio Emiliano ha scritto:
Nonostante tutto questo però, credo che ciò che ha fatto di bene a livello di aggregazione sociale una qualsiasi religione sia comunque superiore alle malefatte.

L'uomo è un animale sociale, l'aggregazione in gruppi avviene a prescindere dalle religioni. Tu dici che la religione fa da collante e sedativo agli impulsi negativi, ma ci sarebbero le leggi che fanno (o dovrebbero fare) la stessa cosa.

Comunque, le religioni sono degli strumenti di controllo, su questo non ci piove. Vedi il cattolicesimo e la regola del porgi l'altra guancia, che serve a far tenere gli occhi bassi e a subire dai potenti senza ribellione. Nietzsche si riferiva anche a questo con quella frase (devo chiarire che non ho letto il suo libro, ma molti indizi mi portano a pensare che il messaggio sia questo, ossia religioni come oppio, che seda, placa, tranquillizza, e spegne le passioni). Sono strumenti per placare le passioni, e per spingere le masse a fare quello che vuole chi le gestisce. Il campagnolo che viene chiamato alle armi per punire gli infedeli della nazione vicina non risponderebbe alla chiamata se non fosse convinto che gli infedeli meritano la morte e lui il paradiso.

Però il controllo è duplice, e ha una faccia non del tutto negativa. Spegnendo le passioni, eviti l'inferno. Le religioni (non tutte, ma quelle più sagge/furbe sì) fanno da bilancia per equilibrare spirito e corpo. Se lo spirito esagera, crea mostri; se esagera il corpo, crea mostri. Le passioni senza controllo e inibizioni generano situazioni aberranti. Mi piacerebbe fare esempi prendendoli dal mondo attuale, ma mi attirerei addosso troppo veleno. Vedi la sessualità, a come si sta "sfaldando" perché ognuno può decidere quello che vuole... E sia chiaro che non dico che è a prescindere negativo... significa che ci stiamo scollando dalla natura, che ci stiamo sollevando a una maturità veramente "umana", che stiamo diventando da bestie a qualcosa di veramente superiore... ma può significare anche che stiamo sbagliando tutto, e che questa è solo una maturità apparente, cisto che la stessa libertà e rispetto per tutti sta generando per contro altri tipi di aberrazioni di genere negativo...

Su Dio invece ribadisco che non possiamo dire proprio niente, perché dell'universo abbiamo capito ancora una porzione insignificante. Una cosa è certa: se esiste (o è esistito) è ben diverso da come ce lo apparecchiano le varie bibbie (che parlino di lui, di geova, di hallà, del grande spirito, degli dei olimpici o di quelli nordici, di quelli indù, di quelli degli aborigeni australiani, ecc.)...
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Rust Cohle e la sua visione delle religioni 1 Anno 2 Mesi fa #6

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E non è lo stesso pensare che sia ‘poco’ un uomo che agisce in coscienza solo per la salvezza, rispetto a un uomo ateo che agisce in coscienza solo perché c’è una legge che regola la società?

Ad ogni modo condivido che se una persona si comporta bene solo perché deve (per salvezza o legge) è una persona in un qualche senso ‘peggiore’ rispetto chi fa il medesimo senza costrizioni di alcun tipo; ma ciò non toglie che il catalizzatore attivato (religione o legge che sia) ha avuto il suo effetto positivo, per tutti.
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ParanormalStudio Emiliano ha scritto:
E non è lo stesso pensare che sia ‘poco’ un uomo che agisce in coscienza solo per la salvezza, rispetto a un uomo ateo che agisce in coscienza solo perché c’è una legge che regola la società?

Sì, però ci sono tanti aspetti della vita e scelte che si possono fare che non sono regolati dalla legge, quindi non "punibili legalmente", e neppure "condannate" più di tanto dalla società. Ecco, in questi casi si tratta di decisioni personali e dei motivi che spingono ad agire in un modo piuttosto che in un altro...
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